BeCycling: Daniele e Simona hanno superato il primo dei “7 passi”, col braccialetto bianco al polso

02/09/2014 - in dall'estero

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Vi ricordate di Daniele e Simona, i due ragazzi partiti per il giro del mondo in bicicletta lo scorso luglio da Roma? Come ricorderete il nome che hanno dato al loro progetto è “Dai 7 colli ai 7 passi”, proprio perché, partendo dai 7 colli della capitale, avrebbero raggiunto 7 tra i passi montani più alti al mondo. Oggi, dopo 52 giorni di viaggio, li troviamo a -6 dal proprio obiettivo. Daniele e Simona hanno infatti già affrontato il primo dei valichi che si erano prefissati di superare nel loro percorso: il Col de la Bonette in Francia.

Nel frattempo numerosi sono i luoghi nei quali si sono fermati e anche gli imprevisti non sono mancati! Se siete curiosi potete seguire la loro avventura sul sito www.becycling.net, dove troverete anche una pagina che vi aggiorna in diretta sull’esatta posizione dei nostri amici: Daniele e Simona hanno deciso di portare con sé i braccialetti bianchi di Riparte il futuro per diffondere in ogni continente il messaggio anticorruzione della nostra campagna.

Forza ragazzi!

In foto: una sosta lungo il cammino, con la maglietta di Riparte il futuro :)

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Anticorruzione e sanità – Basta una stretta di mano

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A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

Medici e infermieri italiani vivono un tour de force imposto da organici ridotti, ferie e turni di guardia mal retribuiti e non recuperati. I precari sostituiscono spesso il personale in ruolo. I direttori, invece, sono in ferie ad agosto, privilegio apicale. Pochi, leggendo il New England Journal of Medicine in comode sdraio sotto l’ombrellone o in barca vela, hanno potuto leggere che in USA qualche collega ha ricevuto questa domanda: “Le piacerebbe guadagnare di più senza aumentare il lavoro?”. Rappresentanti di un farmaco contro il cancro della prostata, hanno incoraggiato gli urologi a caricare sul servizio pubblico campioni medicinali gratuiti, forniti sottobanco, in cambio di un maggior numero di prescrizioni. Qualcuno è stato multato ma non si tratta di casi isolati. Più di 5000 medici USA sono stati, infatti, licenziati dal servizio pubblico per questo tipo di violazioni. Le frodi subite dallo scadente servizio offerto negli USA sono stimate in $60 miliardi di dollari ogni anno. Il monitoraggio è costante, i dati aggiornati ogni mese.

In Italia non abbiamo dati sulla corruzione in sanità. Tra gli 87 casi rilevati nel 2012, sulla base dei casi denunciati, le indagini aperte, i processi iniziati o chiusi, sono coinvolti i servizi sanitari di quasi tutte le Regioni, Piemonte, Liguria, Marche e Abruzzo con 2-4 casi, e Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Molise e Sardegna con 4-6 casi. La corruzione più diffusa riguarda farmaci e diagnostici (i kit coi quali si eseguono gli esami di sangue e urine): in cambio della scelta di un farmaco o di un kit diagnostico da parte di un medico, un ospedale o un’intera Asl, si danno regali, macchinari, finanziamenti. La corruzione più costosa, però, resta quella in cui i medici non sono coinvolti; riguarda gli appalti di beni e servizi, che rappresentano il 30% dei bilanci sanitari regionali. In questo caso il beneficio viene elargito per ottenere l’appalto con gare tagliate su misura, trattative negoziali, abuso della contrattazione diretta o anche in fase di fornitura, dando servizi di qualità e prezzo minore rispetto a quanto promesso nel capitolato d’appalto. Si paga anche per essere saldati entro limiti di tempo decenti. La tariffa “clientelare” si aggira sul 16% della fornitura. Spesso i Direttori Generali delle ASL sono i tecnici nominati dai politici a garanzia di appalti e servizi esterni, soprattutto della loro distribuzione tra maggioranza e opposizione. In corruzione ci vuole equità, sono i valori fondanti della democrazia!

Per approfondimenti:
Nejm.com
Mednat.org

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“Il mio braccialetto bianco italiano ora ce lo ha David, in Uganda” il racconto di una sostenitrice dalla Finlandia

01/09/2014 - in corruzione, dall'estero

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unnamed (1)In tanti avete partecipato e ancora state partecipando all’iniziativa “Racconta la tua storia” di Riparte il futuro in cui chiedevamo di raccontarci in che modo, nel vostro piccolo, abbiate combattuto o addirittura sconfitto la corruzione quando ve la siete trovata di fronte. Il racconto di oggi è un po’ particolare e, per questo lo abbiamo messo in evidenza. Si tratta dell’esperienza di Ilaria Tucci, una nostra sostenitrice che vive in Finlandia. Ilaria ci racconta del giorno in cui ha incontrato David, giovane proveniente dall’Uganda, Paese in cui il problema corruzione è ancora più grave che in Italia:

“Istanbul, 14 agosto 2014. Sono seduta al Business Centre dell’Hilton Hotel Bomonti. Controllo per l’ultima volta la presentazione power point che farò tra qualche ora nella Art and Peace Commission dell’IPRA, la International Peace Research Association che quest’anno compie 50 anni ed ha deciso di festeggiarli in Turchia, ad Istanbul. La location dell’Hilton stride con gli argomenti affrontati nella intensa settimana: povertà, equità, sostenibilità, nonviolenza, riconciliazione post conflitto, diritti umani… Correggo il mio power point e penso a tutte le contraddizioni contemporanee che ci circondano e che ci influenzano. Accanto a me è seduto David, anche lui lavora al computer. Controlla la sua posta elettronica ed ha un’aria serena, divertita. Iniziamo a parlare, distraendoci dai nostri compiti per qualche minuto. David è interessato ai miei due braccialetti bianchi, mi chiede dove li ho comprati. Anche nel suo paese vanno di moda. Gli spiego che non li ho comprati, e che me li ha donati Leonardo Ferrante di Riparte il Futuro, la campagna nazionale anticorruzione che sostengo a distanza (vivo in Finlandia) fin da quando è partita a gennaio del 2013. David è interessato all’argomento. Mi domanda dell’Italia, dei suoi politici (uno in particolare), e mi racconta del suo paese, in cui la corruzione è un problema tangibile, che condiziona la vita di tanti.

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Il mio braccialetto bianco italiano ora ce lo ha David, in Uganda.

Qualche sera dopo arriva l’idea – grazie a James, studente australiano: “e se realizzassimo una campagna MONDIALE anticorruzione?”. I primi sostenitori sono già pronti”.


Grazie a tutti: insieme a voi rinnoviamo l’impegno e la voglia di andare avanti

01/09/2014 - in corruzione

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La notizia delle minacce di morte a Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, le due associazioni che promuovono questa campagna, ha portato tutti noi a dare l’unica risposta possibile: quella del rinnovo del nostro impegno quotidiano contro mafie e corruzione.

Al tempo stesso ci siamo commossi per i tanti messaggi di solidarietà e amicizia che abbiamo ricevuto da ogni parte d’Italia, di persona e via web. Vogliamo ringraziare di cuore tutti voi, perché è merito del vostro sostegno se riusciamo ogni volta a trovare nuove forze e nuovo entusiasmo per andare sempre più avanti in questo lavoro difficile, ma anche ricco di grandi soddisfazioni.

Grazie a tutti.

Il team di Riparte il futuro


La musica dice no alla corruzione: Brunori Sas e Vallanzaska sostengono Riparte il futuro

01/09/2014 - in corruzione

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La musica può essere un’arma non violenta ed efficace per la sensibilizzazione e diffusione di messaggi profondi, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall’indifferenza, dall’apatia e dalla rassegnazione. È proprio per questi motivi che tanti musicisti italiani hanno deciso di sostenere la battaglia di Riparte il futuro contro la corruzione. Un impegno valorizzato dalla collaborazione con Musica contro le Mafieche ha raccolto l’adesione di due interessanti nomi della scena indie italiana come Vallanzaska (foto sopra) e Brunori sas (foto sotto).

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Riparte il futuro sostiene il “Premio Musica contro le mafie 2014” (il bando è online) che ha l’obiettivo di “premiare artisti che diffondano messaggi positivi, brani che abbiano contenuti a favore della Memoria, Denuncia, Giustizia Sociale, Resistenza e Libertà. Artisti che con la forza della loro musica preservino e tramandino la memoria, diventando testimoni di un messaggio di impegno e consapevolezza, di riflessione e invito alla “cittadinanza attiva”.

Tutti sono chiamati a fare la propria parte nelle battaglie di civiltà, a cominciare da quella contro la corruzione. Soprattutto chi gode di grande visibilità e può parlare a tanti cittadini. Per questo i musicisti italiani hanno il dovere di mettere il proprio talento a servizio dei valori in cui credono, così come hanno fatto Vallanzaska e Brunori Sas.

Grazie!


Riparte… Musica contro le Mafie: il nuovo bando è online

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Riparte, completamente rinnovato, il “Premio Musica contro le mafie” 2014. Dal 29 agosto 2014 è disponibile il nuovo bando su musicacontrolemafie.it/premio2014.

Musica contro le mafie (MvsM) è un importante premio musicale che coniuga la musica all’impegno sociale.  Il progetto è stato ideato, organizzato e sviluppato da MkRecords sotto l’egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), con la partnership di Radio Kiss Kiss, Club Tenco, Banca Etica, Medimex (Puglia Sounds), Smart-it, Muzi Kult  e con il sostengo della campagna Riparte il Futuro.

L’associazione, negli ultimi due anni, ha realizzato un libro/cd (Mkrecords/Rubbettino) ed un Documentario dal titolo “L’Alternativa” che contengono le testimonianze di artisti, scrittori, operatori, giornalisti e testimoni di giustizia. Tra i tanti artisti che hanno deciso spontaneamente di mettere la propria voce amplificando il messaggio antimafioso, ci sono: Fiorella Mannoia, Simone Cristicchi, Paolo Rossi, Samuel dei Subsonica, Roy Paci, Mario Venuti, Marlene Kuntz, Sergio Cammariere, Modena City Ramblers, Bandabardò, Teresa De Sio, Raiz, Piotta, Apres La Classe, Sud Sound System, Frankie Hi Nrg, Paolo Belli, Nuju, Kiave, Eugenio Finardi e tanti altri. Molti di loro hanno da tempo risposto anche all’appello che Riparte il futuro insieme a MvsM ha rivolto al mondo della musica per sostenere la battaglia contro la corruzione.

Da oggi musicisti di ogni genere ed età potranno iscriversi e partecipare al concorso che premia composizioni originali create a sostegno della cultura della legalità, dell’impegno e della responsabilità.

La musica può essere un’arma non violenta ed efficace per la sensibilizzazione e diffusione di messaggi profondi, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall’indifferenza, dall’apatia e dalla rassegnazione.

L’ Obiettivo del “Premio Musica contro le mafie” è quello di  premiare artisti che diffondano messaggi positivi, brani che abbiano contenuti a favore della Memoria, Denuncia, Giustizia Sociale, Resistenza e Libertà. Artisti che con la forza della loro musica preservino e tramandino la memoria, diventando testimoni di un messaggio di impegno e consapevolezza, di riflessione e invito alla “cittadinanza attiva”.

Dopo una prima fase, tre giurie (Facebookiana, Responsabile e Studentesca) decreteranno i dieci finalisti che si esibiranno nelle due finali : Finale Centro-Sud al Teatro Unical di Rende (CS) e Finale Centro-Nord al Vibra Club di Modena.
Successivamente saranno decretati i due vincitori del Premio Musica contro le mafie 2014 che saranno premiati e si esibiranno alla XX Giornata della Memoria di Libera a Bologna il 21 Marzo 2015.

Oltre ai due vincitori, verranno assegnate due menzioni speciali su segnalazione del Club Tenco e verranno consegnati alcuni premi speciali dai partner Radio Kiss Kiss, Mk Records, Riparte il Futuro, On Mag Promotion.

Vuoi essere uno dei nuovi artisti Testimonial del progetto “Musica contro le mafie”? Vuoi che la tua musica diventi la nuova”Musica contro le mafie”?

Con 3 soli Click potrai essere il nuovo vincitore del “Premio Musica contro le mafie”.


L’Ufficio di presidenza di Libera risponde all’intervista del senatore Mario Giarrusso su Il Fatto Quotidiano

In merito all’intervista rilasciata dal senatore Mario Giarrusso pubblicata sul Fatto Quotidiano  venerdì 29 agosto, riteniamo che i giudizi espressi nei confronti di Libera e di don Luigi Ciotti siano privi di fondamento, offensivi, dettati da ragioni di polemica politica nei confronti del Pd e del governo Renzi legittime ma che non ci riguardano minimamente. Libera, come può essere facilmente verificato leggendo i nostri comunicati e le  nostre proposte sulla riforma del 416 ter, non ha mai fatto sconti a nessuno, non ha mai accompagnato nessun partito e non è rappresentata da alcun esponente politico. In merito al testo approvato, Libera si è sempre espressa in modo equilibrato e senza mai usare toni trionfalistici, ribadendo in tutte le sue note ufficiali che l’approvazione della modifica del 416ter conteneva una buona notizia e almeno un errore da correggere.
La buona notizia era l’inserimento, dopo un iter tormentato e con votazioni difformi tra i due rami del Parlamento e tra i gruppi parlamentari degli stessi partiti, delle due parole “altra utilità”, come da noi sempre richiesto, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso,  limitato all’erogazione di denaro. È unico dato positivo, sottolineato anche nella recente sentenza della Sesta sezione della Corte di Cassazione. L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue forti perplessità ben prima del voto finale, era quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis. Richiesta che ribadiamo anche oggi. Non ricordiamo altre sottolineature critiche fatte allora, in nessuna sede, che avremmo seguito con la massima attenzione. Né altri errori denunciati allora e da correggere.
Oggi, alla luce dell’interpretazione della norma, contenuta nella citata sentenza di Cassazione, non l’unica peraltro in materia, sarà compito di governo e Parlamento monitorare l’applicazione della nuova versione del 416 ter e introdurre i correttivi del caso. Ciò detto,fosse stato per Libera, lo ribadiamo, nel vecchio testo del 416 ter sarebbero state inserite solo due parole; “altre utilità”, senza rischi interpretativi, come hanno chiesto insieme a noi le centinaia di migliaia di cittadini che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro”. Il testo finale è il frutto di un lungo e contraddittorio iter parlamentare che abbiamo seguito e commentato, come sempre, nella nostra più totale autonomia.
L’approvazione del nuovo 416 ter e le sue eventuali modifiche rappresentano, comunque, solo un primo passo verso un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, come il voto di scambio, richiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti per cambiare scelte e  comportamenti quotidiani. È necessario, insomma, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile a una più generale legge sulla corruzione, come richiesto anche dal Movimento 5 Stelle, dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale; revisione dei meccanismi previsti per la prescrizione) indispensabili per contrastare davvero mafosi e politici collusi.

Ufficio di presidenza di Libera

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Tutte le ombre del calcio mondiale: corruzione, riciclaggio e traffico di esseri umani

29/08/2014 - in corruzione, trasparenza

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pallone_sgonfio_fangoIl pallone è sporco. Non si tratta della constatazione dei bambini a cui è finita la palla nel fango, ma della dura analisi tracciata dal Gaft (Gruppo antiriciclaggio del G7). Denaro nero, riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata, favori al mondo politico, sono solo alcune delle cose che quotidinamente avvengono in un mondo che via via si fa sempre più torbido e a poco servono gli sfoghi come quelli del giovane campione del mondo Cristoph Kramer, quando ha dichiarato al “Der Spiegel” che il calciomercato “sembra la tratta degli schiavi”.

Il calcio moderno riconosce una sola autorità, che non è la Fifa, ma il dio denaro. Solo la compravendita dei giocatori ha un valore potenziale, senza controlli ne sanzioni, di circa 5,5 miliardi di dollari e, come scrive l’Espresso, “basa la sua operatività su società create ad hoc nei paradisi fiscali, incrementa all’infinito il valore di calciatori anche mediocri e riesce a condizionare decisioni delle magistrature internazionali e del mondo della politica. A livello globale”.

calcio_corrotto“Ormai tutti si appoggiano a società estere – racconta un anonimo procuratore pentito – perché la pressione fiscale italiana è insostenibile per il calciomercato. Esiste una rete di avvocati, anche legati al mondo politico nazionale, in grado di costruire un reticolo di società offshore, dietro cui schermare il giro di denaro che proviene dal calciomercato”. Il meccanismo spiegato dal procuratore sportivo è semplice: “La società che detiene i diritti del calciatore, estera o italiana, riceve dal club che acquista il giocatore i fondi per il trasferimento e ne trattiene una quota. Quindi, di fatto, il giocatore vale meno di quello che i giornali dicono. Perché una parte della torta va ai procuratori e direttori sportivi che acquistano e vendono gli stessi football player. Così, come per magia, quel giro di denaro non può essere sottoposto al fisco italiano

Ma non è tutto, infatti, come prosegue l’Espresso “una delle nuove frontiere per produrre denaro è acquistare società calcistiche all’estero, in modo da creare un portafoglio buono a riciclare i fondi sporchi. Perché in Italia si dovrebbe continuare ad investire nel calcio? Non è conveniente, e così tutti gli asset si spostano poco a poco all’estero”

okaka_rossoChe non è conveniente lo spiega Wired attraverso un’analisi del calo di sponsor nel calcio italiano. Un dato su tutti: “le magliette di sette squadre su 20 della serie A ne sono prive, un record senza eguali tra i cinque top campionati d’Europa (Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e Liga spagnola). Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Sampdoria, Palermo e Cesena avranno divise bellissime, intonse, come quella del Barcellona fino a qualche anno fa. Con la differenza che i catalani, per oltre un secolo, ne hanno fatto un vanto, rifiutando offerte milionarie prima di cedere alla corte del Qatar, mentre in Italia le offerte non ci sono, o sono inferiori alle pretese economiche dei club”.

Ma torniamo ai dati del Gaft: i mercati più importanti sono naturalmente quelli di “Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna, che da soli valgono più del 70 per cento del mercato mondiale, con un budget di spesa stimato, tra il 2011 e il 2013 di oltre 5,140 miliardi di dollari. Gli agenti e i procuratori sportivi gestiscono la fetta più ricca di questo business, controllando trasferimenti per 1.74 miliardi di dollari. Quasi 600 milioni di dollari partono in direzione dei club sudamericani e il 14,6 per cento della cifra complessiva gestita dai procuratori sportivi, pari a 254 milioni di dollari, finisce direttamente nelle loro tasche. Ma il margine, secondo gli investigatori anticrimine, sarebbe molto più alto”, ma impossibile da misurare. Ecco perchè il rischio delle infiltrazioni malavitose, come già in passato denunciato dagli advisor della Fifa e dallo stesso gruppo antiriciclaggio del G7, è altissimo. Specialmente in Sudamerica, dove i cartelli sono costantemente alla ricerca di nuovi canali per ripulire il denaro generato dal narcotraffico, il calcio è terreno fertile di illegalità a causa della sua struttura e dei suoi sistemi di finanziamento.

Sfogliando il rapporto del Gaft si scopre poi che le parole del tedesco Kramer non sono poi tanto distanti dalla realtà, o almeno non in Africa e in Asia, dove dietro al trasferimento di giovani calciatori si celerebbe una rete di trafficanti di esseri umani. Il dossier parla di “diversi casi relazionati al traffico di esseri umani in cui sono coinvolti personaggi direttamente o indirettamente legati al mondo del calcio”. Un traffico che, secondo il documento “coinvolge giocatori di età minore ed è iniziato alla fine degli anni novanta” ed ora, oltre a colpire il continente africano “sta abbracciando anche paesi dell’Europa orientale e dell’Asia”.

del pieroIl calcio resta comunque ancora uno degli sport più seguiti del mondo e anno dopo anno la sua popolarità aumenta anche in Paesi dove prima era considerato uno sport minore. È però importante che questo avvenga solo per “portare un messaggio positivo abbinato ai valori dello sport e alla diffusione del calcio in Paesi lontani dai percorsi tradizionali del pallone”, come ha spiegato Alessandro Del Piero che proprio in questi giorni ha deciso di intraprendere una nuova avventura nel campionato indiano. La Fifa e i suoi “ambasciatori” devono preoccuparsi di non creare nuovi mercati utili alla criminalità organizzata per ripulire il proprio denaro sporco.

E tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti.


Le rovine di Ostia antica e i ladri di biciclette

Una tragedia arrivare con i mezzi pubblici agli scavi di Ostia Antica

Articolo dalla community

di ada sarrecchia – 29/08/2014

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La mia famiglia risiede ad Ostia Antica da circa 123 anni ed abbiamo assistito alla trasformazione urbana del territorio. Purtroppo però gli aggiornamenti tecnologici ed ambientali non sono stati presi in considerazione dai nostri amministratori. Unico contatto per raggiungere Roma con i mezzi pubblici è un trenino obsoleto. I turisti, che arrivano per visitare il sito archeologico più importante del mondo, si trovano ad affrontare un viaggio a bordo di treni vecchi, sporchi, bollenti d'estate e congelati d'inverno che non osservano un orario preciso. Non date retta a chi dice che la situazione è migliorata. Io e gli altri pendolari lo consideriamo questo viaggio un inferno. E se vogliamo essere ecologici e raggiungere la stazione in bicicletta? ...


Nel 1947 un operaio guadagnava un terzo dello stipendio di un politico. Oggi ne guadagna un tredicesimo.

Nel 1947 a Montecitorio si discuteva l’articolo 69 della Costituzione, quello relativo allo stipendio dei parlamentari. Allora i rappresentanti del popolo italiano guadagnavano il corrispettivo di un precario odierno: “25 mila lire al mese, circa 800 euro – racconta un articolo pubblicato sul sito dell’Espresso LINK. Più un gettone di presenza da 1.000 lire al giorno (30 euro), ma solo quando le commissioni si riunivano in giorni differenti rispetto all’Aula”. Il totale è presto fatto: i costituenti non riuscivano a portare a casa più di 1.300 euro al mese.

Certo, il Paese era nettamente più povero, ma sicuramente più equilibrato rispetto allo stato delle cose attuale. Un operaio di terzo livello guadagnava qualcosa come 13 mila lire al mese, un terzo di un deputato. Mentre 70 anni dopo, come dimostra la tabella elaborata dall’Espresso, chi siede in Parlamento guadagna quasi 10 volte di più di un impiegato e 13 più di una tuta blu.

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Nel primo dopoguerra, il fatto che i parlamentari ricevessero un compenso per il loro operato era considerato una garanzia di indipendenza e democrazia. In questo modo anche i meno abbienti potevano partecipare alla vita politica. Ma vista la drammatica situazione in cui versava il Paese, nel 1946 la somma fu fissata alla modesta cifra di 25 mila lire al mese. L’aumento repentino dell’inflazione, però, fu tale che in pochi mesi lo stipendio toccò quota 50mila lire.

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“La prima legge sul tema, varata nell’estate 1948 dal governo De Gasperi – racconta l’Espresso – è figlia di questa mentalità che allora ispirava la giovane e fragile democrazia italiana: ‘Ai membri del Parlamento è corrisposta una indennità mensile di L. 65.000, nonché un rimborso spese per i giorni delle sedute parlamentari alle quali essi partecipano’. Tradotto ai giorni nostri: 1.230 euro fissi più un gettone da 100 euro scarsi al giorno (5mila lire) legato alla presenza effettiva. Togliendo fine settimana più i lunedì e i venerdì, in cui le convocazioni sono rare, non più 2.500 euro al mese dunque”.

L’aria cambiò nettamente a partire dal 1955, quando il governo Segni emanò la legge sulle “Disposizioni per le concessioni di viaggio sulle ferrovie dello Stato”. “Un privilegio al quale, col passare del tempo si sarebbero aggiunti una innumerevole serie di altri benefit – molti ancora esistenti – dai biglietti aerei alla telefonia fissa (e poi mobile), dalle tessere autostradali agli sconti sui trasporti marittimi. E così nel 1963, in appena 15 anni, grazie ai bassi salari che furono alla base del miracolo economico, col suo mezzo milione al mese un parlamentare era già arrivato già a guadagnare il quintuplo di un impiegato (il cui salario si aggirava sulle 100 mila lire) e otto volte più di un operaio (poco sopra le 60 mila lire)”.

L’esplosione dei redditi dei nostri rappresentanti avvenne nel 1965, con presidente del Consiglio Aldo Moro e vicepresidente il socialista Pietro Nenni. Lo stipendio veniva infatti agganciato a quello dei presidenti di sezione della Cassazione (con imposta pari al solo 40%) e fu istituita per la prima volta la diaria (esentasse) per il rimborso delle spese di soggiorno nella capitale di 120 mila lire (1.250 euro di oggi) che, siccome la legge non lo specificava, fu accordata anche per chi risiedeva a Roma ed è così ancora oggi, sia pure con qualche modifica.

Un deciso “passo avanti” ci fu anche col governo Craxi e il taglio della scala mobile. È l’inizio della fine. Da allora sono passati circa 30 anni e il valore della busta paga dei politici è raddoppiato. Dai corrispettivi 7 mila euro degli anni ‘80, siamo giunti agli attuali 14 mila euro mensili, mentre lo stipendio medio di un impiegato ai giorni nostri è di 1.500 euro al mese e quello di un metalmeccanico non è mai cresciuto, restando intorno ai 1.110/1.200 euro al mese.

E non è tutto: ogni mese lo Stato spende quasi 8 milioni di euro per i vitalizi dei politici, tra cui quelli condannati. Per questo Riparte il futuro ha lanciato la campagna #stopvitalizio. Un condannato per mafia riceve ogni mese circa 4 mila euro. E se quel che guadagna un normale politico è incredibilmente eccessivo, questo è invece inaccettabile. Per questo bisogna essere sempre di più a pretendere che questa assurda pratica termini.

Firma e condividi la campagna sui tuoi account nei social network.


I bambini sono il nostro futuro. Una testimonianza dalla Terra dei Fuochi

La nostra società non è a misura di bambino. Ognuno dovrebbe guardare i bambini negli occhi per capire cosa davvero conta nella vita.

Articolo dalla community

di MARIA LAZZARO – 28/08/2014

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Sono Mariagiovanna, insegnante in pensione e attualmente volontaria presso un ospedale di oncoematologia pediatrica. Nata a Ferrara mi trovo a vivere a Napoli, città bellissima ma molto difficile. In particolare non riesco ad adattarmi alla rassegnazione e alla contemporanea arroganza che incontro spesso tra la gente. E' come se si tollerasse tutto (immondizia, parcheggi arbitrari, sporcizia per le strade ecc.) pur di sentirsi autorizzati a comportarsi in modo poco civile. Molti bambini ricoverati nel mio ospedale provengono dalla "TERRA DEI FUOCHI". Per decenni sono state scaricate e seppellite "immondizie" di ogni tipo con la complicità di varie "camorre". La cosa era nota, tutti vedevano, qualcuno autorizzava, molti ci guadagnavano... Da un ...


Finmeccanica: si patteggia per le imbarazzanti tangenti degli elicotteri indiani

28/08/2014 - in corruzione, dall'estero

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Stamattina la corruzione torna in primo piano: AgustaWestland, la multinazionale italo-britannica che costruisce elicotteri controllata da Finmeccanica, patteggerà circa 8 milioni di euro per porre fine al processo che la vede coinvolta in un intricato caso di corruzione tra Italia e India risalente al 2010. 7 milioni e mezzo saranno pagati in forma di beni confiscati mentre le due società produttrici facenti capo al gruppo diretto da Mauro Moretti – ex Ferrovie dello Stato – sborseranno in totale 380.000 di multa per aver violato la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nell’interesse aziendale dai propri dirigenti.

La mossa arriva tempestiva, come sottolinea il Corriere della Sera, per scongiurare il pericolo di veder bloccata la possibilità di aggiudicarsi nuovi contratti pubblici a causa delle tangenti imputate a Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato di «Finmeccanica», e a Bruno Spagnolini ex CEO di AgustaWestland coinvolti nel processo a sentenza il prossimo 9 ottobre con l’accusa di aver corrotto funzionari indiani per aggiudicarsi la maxifornitura da 560 milioni di 12 elicotteri.

Mentre, come annunciato due giorni fa dal ministero della Difesa indiano, il governo di New Delhi ha vietato a Finmeccanica la partecipazione a nuove gare locali, pur assicurando di onorare i contratti in corso di esecuzione, il gruppo di Moretti cerca di minimizzare il danno internazionale e corre ai ripari in patria. Il patteggiamento non implica l’ammissione di responsabilità e, in più, è già nei piani del Gruppo che AgustaWestland spa rimanga solo come sede operativa lasciando l’onere di partecipare ai prossimi bandi di gara alla holding Finmeccanica, intonsa grazie all’archiviazione annunciata già due mesi fa.

Solo ieri, nel corso di un dibattito al meeting di Comunione e Liberazione tenutosi a Rimini, Mauro Moretti ha detto: “sto facendo un processo di trasformazione radicale in Finmeccanica, da arcipelago di società varie in divisioni per le sinergie. Il mio problema più grande è la ricerca di quelle 10 persone che incarneranno la trasformazione”.
C’è da augurarsi che se le scelga più oneste dei predecessori.


Brunori Sas: “Io ho firmato Riparte il futuro contro la corruzione in Italia”

28/08/2014 - in corruzione

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Brunori Sas sostiene la campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele contro la corruzione in Italia. E tu? Firma e unisciti a questa grande battaglia di civiltà.
- Con Musica contro le Mafie -

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