Cari saggi, nell’incertezza totale un punto d’accordo in Parlamento esiste già

08/04/2013 - in corruzione

commenti

napolitano-saggi_650x447

Lo scorso 5 aprile abbiamo recapitato ai 10 saggi nominati da Giorgio Napolitano una lettera importante. Si tratta di una richiesta molto chiara, in questo momento di grande incertezza, firmata dai quasi 170.000 cittadini che sostengono la petizione Riparte il futuro contro la corruzione.
Mentre si sta cercando una soluzione che metta d’accordo tutti (o nessuno) sui prossimi sviluppi politici della nostra zoppicante Repubblica, rischiamo di dimenticare che la società civile è già riuscita a mettere d’accordo il 30% del Parlamento su un tema comune. Un obiettivo significativo che i nostri politici non possono ignorare.
Con i 283 deputati e senatori che indossano il braccialetto bianco simbolo dell’impegno preso contro la corruzione, Riparte il futuro rappresenta un tema di accordo interpartitico. Una proposta di legge per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico mafioso esiste già ed è supportata dai due presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, oltre agli altri parlamentari aderenti. Non c’è tempo da perdere: la lotta alla corruzione non può più aspettare.

Riportiamo alcuni stralci della lettera consegnata ai saggi. In attesa di una loro risposta continuiamo a firmare…

Caro…,

ci rivolgiamo a Lei, nel suo ruolo di membro delle Commissioni volute dal Presidente Napolitano e con la preghiera di essere cortesemente portavoce delle nostre istanze agli altri esperti, perché siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese. A ribadirlo sono stati quei 170 mila cittadini che – in poco più di due mesi – hanno aderito a Riparte il futuro, l’innovativa campagna digitale anticorruzione  promossa da Gruppo Abele e Libera.
Riparte il futuro ha offerto alla cittadinanza e al mondo della politica uno straordinario servizio nel corso delle ultime elezioni nazionali: 878 candidati di diverse forze politiche si sono presentati agli elettori in modo trasparente tramite il nostro portale; oggi la campagna è presente in Parlamento con 283 aderenti di diverso colore politico che si sono impegnati ad avviare una riforma chiave: la modifica dell’art. 416 ter del codice penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, potenziandone l’efficacia con l’aggiunta della voce “altra utilità”. [...] Ci appelliamo sia alla Commissione sui temi economico-sociali ed europei che alla Commissione sui temi istituzionali perché il problema della corruzione ha molteplici implicazioni: essa avvelena da un lato le relazioni di mercato, impedendo qualunque tipo di riforma economica efficace, e dall’altro inquina il processo democratico, delegittimando le istituzioni ed erodendo i legami e la coesione sociale. [...] Nostro fine è rendere la legislazione italiana in linea con gli standard comunitari. Le istituzioni europee, assieme agli organismi internazionali OCSE, ONU e GRECO, a più riprese domandano all’Italia quei necessari adeguamenti in termini di strategie di prevenzione e contrasto al fenomeno corruttivo.
Non possiamo più attendere: abbiamo attivato un conto alla rovescia che segna i giorni utili ad attuare la riforma richiesta da diverse migliaia di cittadini. I sostenitori della campagna Riparte il futuro si sono impegnati a operare nei primi 100 giorni di attività parlamentare. Il contrasto alla corruzione non deve essere né di destra né di sinistra: si tratta, piuttosto, di un tema da affrontare in via prioritaria per restituire un futuro al nostro Paese.
Crediamo che solamente mettendo alla porta corrotti e corruttori si possa affrontare la crisi economica presente, liberi di confrontarsi sugli approcci ma senza il vizio della perdita di risorse per causa corruttiva.
Ci appelliamo alle Commissioni di esperti per dar seguito all’impegno di tanti parlamentari di diverso orientamento politico, per dare una risposta ai cittadini, per restituire dignità all’Italia.