Articoli nella categoria “trasparenza

Expo 2015 e gli open data che avrebbero potuto salvarci dagli scandali

expo2015Open Expo è un progetto che risale al 2012. Si tratta di una piattaforma open data che avrebbe dovuto garantire trasparenza e accountability su tutte le opere relative all’Expo 2015, ma poi non se ne è più parlato, fino agli arresti per corruzione delle scorse settimane. Le sue funzioni sarebbero state utili a evitare quanto accaduto. Il sistema – come riporta il Corriere delle Comunicazioni – prevedeva infatti di incrociare e confrontare le informazioni a disposizione con le statistiche regionali, misurando i ritorni sugli investimenti e i tempi di realizzazione delle opere facendo emergere eventuali anomalie. Ma la sezione trasparenza del sito è ferma e per lo più ci sono documenti pdf che a partire dal 2008 riportano bilanci, relazioni, gare, aggiudicazioni”.

Il perchè della fermata sullo sviluppo di Open Expo è tuttora ignoto, ma, come impotizzato anche da Wired, “resta il dubbio che l’operazione trasparenza sia stata rallentata per non intaccare il sistema di corruzione emerso nella recente inchiesta della Procura di Milano. “Adesso le ragioni di quella mancata trasparenza sono evidenti a tutti, lo si poteva fare allora Open Expo, non c’è stata la necessaria pressione dall’alto”, racconta Vittorio Alvino, tra i fondatori della Depp, la società che avrebbe dovuto realizzare il progetto. “L’obiettivo era di comunicare e monitorare tutti i flussi finanziari, gli stati di avanzamento; aprire tutti i contratti, indicare gli aggiudicatari, i subappaltatori, i consulenti. C’è stato un accordo di massima sugli obiettivi, poi una serie di rallentamenti. Prima si trattava di delicatezza dei dati, poi veniva negato il consenso per la pubblicazione di informazioni sulla dirigenza, gli organi di controllo e gli emolumenti. Infine, abbiamo incontrato un limite a fornire dati su contratti sotto la soglia di 250mila euro. La ragione per la quale Open Expo si è arenato è proprio questa: noi chiedevamo, com’era giusto che fosse, una reale trasparenza e un’apertura di dati, non a metà né a un quarto, né per finta”. “Nel nostro progetto – aggiunge Alvino – non c’era solo prevenzione dell’illegalità, ma approccio strategico alla trasparenza anche ai fini della comunicazione. Sarebbe stato un valido punto di partenza per chiedere ai vari espositori di adottare una politica simile, rispetto alla loro gestione, ai padiglioni, ai flussi turistici. Sarebbe stato un presupposto per Expo ancor più innovativo”.

Adesso non serve piangere sul latte versato ma, in attesa di vedere in atto il piano anticorruzione che il governo intende attuare, facciamo sentire la voce della società civile.

Per non dire mai più: “avrebbe dovuto garantire trasparenza ma…”
FIRMA >>


I siti dei Comuni non sono trasparenti come dovrebbero. Cantone fissa una deadline: il 15 settembre

“Criticità in termini di completezza e di qualità dei contenuti e diffuse carenze”: Raffaele Cantone ha inviato delle lettere piuttosto eloquenti – per quanto possa essere eloquente il linguaggio istituzionale – ai grandi Comuni italiani per richiamarli all’ordine. Molti siti delle Pubbliche amministrazioni offrono ad oggi informazioni imprecise o del tutto mancanti e non rispettano la Delibera Civit 71 del 2013. Se l’obiettivo di tale normativa era ottenere lo stato di ”Amministrazione trasparente”, non è stato ancora raggiunto.
Dopo il primo monitoraggio condotto dall’Autorità nazionale anticorruzione nei primi mesi dell’anno – rapporto che la campagna Riparte il futuro ha analizzato e commentato nel dettaglio con infografiche e classifiche – ce n’è stato un altro, a maggio, focalizzato sugli obblighi di pubblicazione relativi ai pagamenti, alla società partecipate, alle tipologie di procedimento e all’accesso civico.

I risultati sono stati inviati tramite missiva il 12 giugno ai sindaci, ai responsabili della trasparenza e della prevenzione della corruzione dei singoli Comuni, al nucleo di valutazione interno all’ente, ai responsabili dei ministeri. Come a dire: “non ci siamo!”

Per fare alcuni esempi i Comuni di Milano e Torino omettono i compensi degli amministratori delle società partecipate. Nel sito del Comune di Firenze per consultare i dati sulle partecipate bisogna scaricare tre diversi documenti. A Messina non si leggono gli oneri totali gravanti sull’amministrazione e i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari; inoltre appaiono incompleti i trattamenti economici degli amministratori. A Palermo c’è il buio totale sui risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi di Amia spa, la società di smaltimento rifiuti (già fallita) né si leggono gli incarichi di amministratore della società e i relativi compensi. Trieste non specifica le funzioni che le partecipate svolgono in favore dell’amministrazione comunale né gli incarichi di tutti gli amministratori.
In generale per tutti i Comuni si riscontrano “carenze informative” nei dati sugli organi di indirizzo politico-amministrativo, su consulenti e collaboratori, sui tempi dei procedimenti. Molti punti oscuri anche sugli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici e sui beni immobili e la gestione del patrimonio. Informazioni incomplete anche dai ministeri dell’Interno, delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti, del Lavoro, della Difesa, degli Esteri e della Giustizia.

Preso atto della situazione, Raffaele Cantone fissa perentorio una deadline: il 15 settembre. Entro questa data dovrà essere tutto a posto.

Sperando che sia iniziata una nuova era, in cui le norme devono semplicemente essere rispettate, stiamo a vedere cosa accadrà.
E soprattutto: cosa accadrà a chi non rispetterà la scadenza?

FIRMA PER LA TRASPARENZA >>

LG

trasparenza


Giorgio Napolitano constata: “Abbiamo problemi di economia illegale, abbiamo problemi di corruzione”

20/06/2014 - in corruzione, trasparenza

commenti

giorgio-napolitano“Abbiamo problemi di economia illegale, abbiamo problemi di corruzione”. Sono parole che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha scritto in una nota diffusa sul sito del Quirinale. Il presidente ha poi elogiato la Guardia di Finanza, affermando che è uno strumento essenziale per “l’affermazione della legalità nella vita economica”.

“La Guardia di Finanza è protagonista di iniziative e indagini essenziali soprattutto contro l’evasione e la frode fiscale e per la moralizzazione della vita pubblica: e questo va detto con molta chiarezza”. Inevitabile il riferimento alla vicenda del generale Vito Bardi, indagato per corruzione dalla Procura di Napoli: “La Guardia di Finanza dà la massima attenzione a qualsiasi elemento possa emergere di responsabilità personali e di vicende non edificanti; ma guai ad accettare e a tollerare che si possa fare di tutta l’erba un fascio e che si possa in qualsiasi modo mettere in dubbio la straordinaria ricchezza e sanità del capitale umano su cui poggia la Guardia di Finanza e la serietà, la trasparenza e il disinteresse dell’operato dei suoi comandi”.

“Viviamo un momento difficile – ha concluso il capo dello Stato – per la crisi che ha investito nell’insieme lo sviluppo economico mondiale, ma in particolare ha colpito i paesi dell’Europa, della zona euro, ha colpito l’Italia; il Paese è impegnato a risalire la china, a porre termine ad una recessione che si è protratta davvero troppo a lungo procurando gravi ferite alla nostra economia, alla nostra società e alla nostra coesione sociale”.

 


La corruzione? E’ “dilagante” per il 70% dei manager italiani

19/06/2014 - in corruzione, trasparenza

commenti

Relaxed BusinessmanQuattro manager su dieci dichiarano che la corruzione è un fenomeno dilagante nel loro settore. È quanto emerge dalla tredicesima edizione della Global Fraud Survey, il rapporto di Ernst & Young che registra la percezione, da parte di 2.700 manager di 59 paesi, dei livelli di frode, corruzione e concussione in tutto il pianeta e i dati non sono certo rassicuranti.

Solo in Italia, su dieci manager, sono sette a pensarlo. Nonostante la gravità della situazione (il rapporto stima il valore della corruzione in Italia tra 100 e i 120 miliardi), si parla di un miglioramento generale grazie all’impegno di contrasto alla corruzione messo in gioco da paesi come il nostro o come Germania, Francia e Regno Unito.

“Lo studio di EY – si legge su La Stampa -, che si basa su interviste a manager tra cui vi sono anche direttori finanziari, compliance manager, legali e responsabili di internal audit, mette in luce le difficoltà dei vertici aziendali, che sono aggravate dall’insufficiente consapevolezza dei potenziali rischi e danni derivanti dai fenomeni corruttivi, fraudolenti e dagli attacchi cibernetici”.

Dalla ricerca si apprende che i top manager sono meno propensi a partecipare a corsi anti-corruzione rispetto ai dipendenti. Dato in contrasto con quanto dichiarato dal 21% dei Ceo che ha ammesso di aver ricevuto richieste per pagamenti di tangenti, rispetto al 10% del totale degli intervistati. “Un’azienda su cinque continua a non avere una politica vera e propria Abac; il 45% delle organizzazioni non ha introdotto un sistema di segnalazioni; meno del 50% degli intervistati ha partecipato a corsi di formazione sul tema; meno di un terzo delle società, infine, effettua una severa due diligence per evidenziare eventuali azioni di corruzione da parte dei propri business partner (ad esempio nei processi di acquisizione e fusione)”.

Occorre però produrre un sistema legislativo adeguato al contrasto alla corruzione, con regole rigide che ricorrano a pesanti sanzioni nei confronti dei trasgressori come avviene in Cina e negli Stati Uniti, anche nel nostro paese. In Italia sono infatti solo il 24% dei manager intervistati a ritenere che vi siano state effettive punizioni ai colpevoli. Nel mondo sono quasi il doppio.

 

 

 


Matteo Renzi contro i politici corrotti: “il colpevole e deve fare un passo indietro”

renzi_direzioneDurante la direzione del Partito Democratico, il segretario Matteo Renzi ha detto la sua sul caso di corruzione legato al Mose di Venezia, che ha investito anche il partito, lanciando un appello ai suoi. “Sulla corruzione siamo quelli che non fanno sconti a nessuno, neanche a noi stessi” ha detto il presidente del Consiglio. “Quando uno di noi, iscritto o meno, patteggia per una operazione di finanziamento illecito, chiediamo di fare un passo indietro. Chi patteggia – ha aggiunto Renzi – significa che è colpevole, chi è colpevole è giusto che non faccia il sindaco”.

All’indomani della discussione in Consiglio dei ministri del pacchetto di riforme anti-corruzione che prevede di affrontare autoriciclaggio, falso in bilancio, Daspo per politici e imprenditori corrotti (ovvero l’esclusione dalle future gare d’appalto), Matteo Renzi dichiara di voler tenere una linea dura contro i politici corrotti.

Tuttavia fino ad oggi non è stato affatto facile allontanare i colpevoli dai loro incarichi istituzionali.

Cosa ne pensi? Dillo nei commenti


Contro il dilagare delle tangenti chiediamo trasparenza, monitoraggio civico e tutela per chi denuncia. Anche in Italia il modello del FOIA

12/06/2014 - in corruzione, trasparenza

commenti

Contro la corruzione i cittadini vogliono e possono fare la loro parte, come dimostrano le oltre 520.000 adesioni alla campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele: occorre potenziare il ruolo della società civile, che la Legge 190/12 prevede, affinché si concretizzi il monitoraggio civico e sia possibile esercitare il “diritto di conoscere”. Perché il primo antidoto alle tangenti è la trasparenza. Le norme ci sono, come il decreto 33/2013, ma sono disattese. Si tratta di attuarle sul modello del Freedom of Information Act (FOIA). La trasparenza non deve essere vista come un compito burocratico: è uno strumento di coinvolgimento della cittadinanza che attraverso l’accesso civico deve garantire il monitoraggio di tutte le fasi delle grandi opere, dall’ideazione alla realizzazione”. In vista del Consiglio dei Ministri che dovrebbe prevedere un primo pacchetto anticorruzione, Libera rilancia alcune proposte per dare vita, insieme al rafforzamento dell’Anac, all’ introduzione di delitti come il falso in bilancio e l’autoriciclaggio e alla riduzione delle stazioni appaltanti (oggi oltre 33mila), a un vero e proprio sistema anticorruzione nel nostro Paese.

Per monitorare davvero è fondamentale promuovere la denuncia degli illeciti a cui si assiste, il cosiddetto whistleblowing, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni: denunciare episodi di corruzione significa ristabilire quel patto sociale che corrotto e corruttore hanno spezzato. Vanno definite meglio le scarne norme in merito previste dalla legge e all’Anac vanno affidati compiti anche come Autorità per il whistleblowing. Su questi temi l’ltalia può giocare un ruolo importante nel semestre di presidenza dell’Unione europa, a cominciare dalla promozione di una direttiva comunitaria sul whistleblowing. È lo stesso impegno che hanno assunto anche i 22 europarlamentari italiani che hanno aderito alla petizione promossa da Riparte il futuro e che insieme ai loro colleghi “braccialetti bianchi” di altri paesi dell’Ue daranno vita al primo intergruppo contro la corruzione e le mafie.

FIRMA ADESSO LA PETIZIONE DI LIBERA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE >>

omertà


Al ballottaggio il candidato trasparente si vede di più: chiediamo agli aspiranti sindaci un impegno concreto

sivededipiu

La prima tornata delle elezioni amministrative ha fatto sì che 46 Comuni italiani abbiano oggi un sindaco col “braccialetto bianco”. Cosa significa questo? Significa che in un questi paesi e città, tra cui sopra i 50mila abitanti Prato, Forlì e Carpi, è stato eletto uno dei candidati che hanno accettato di impegnarsi con centinaia di migliaia di firmatari di Riparte il futuro:
Questi neo-sindaci infatti hanno reso pubblica in fase di campagna elettorale la propria candidatura trasparente (mettendo online sul sito dei Riparte il futuro il proprio cv, il reddito, i potenziali conflitti di interesse e la situazione giudiziaria) e si sono impegnati a adottare nei primi 100 giorni di consiliatura la delibera “Trasparenza a costo zero” a attuarne tutte le prescrizioni entro i successivi 200 giorni. Vedi l’elenco qui sotto.

Non abbiamo invece registrato l’adesione di sindaci eletti di 7 grandi città: Ascoli, Campobasso, Cesena, Ferrara, Firenze, Pesaro, Reggio Emilia, che ad oggi non possono vantare un primo cittadini col braccialetto bianco.
Ma per molti altri Comuni, 139 sopra i 15mila abitanti, i giochi sono ancora aperti. Per questo la campagna rilancia l’appello a tutti i candidati in corsa, perché sottoscrivano l’appello dei cittadini:

Dillo ai candidati della tua città: TRA DUE CANDIDATI QUELLO TRASPARENTE SI VEDE DI PIU’>>

Questi i sindaci col braccialetto bianco già eletti:

- 4 sindaci braccialetti bianchi in Emilia Romagna, di cui 2 delle città sopra 50 mila abitanti: Bagnacavallo (RA), Carpi, Copparo (FE), Forlì

- 7 sindaci braccialetti bianchi in Liguria: Albenga (SV), Calice al Cornoviglio (SP), Castelnuovo Magra (SP), Mele (GE), Millesimo (SV), Sant’Olcese (GE), Sori (Ge)

- 8 sindaci braccialetti bianchi in Lombardia: Bagnolo Cremasco (CR), Calvisano (BS), Capizzone (BG), Castegnato (BS), Cornaredo (MI), Fino Mornasco (CO), Gerre de’ Caprioli (CR)

- 8 sindaci braccialetti bianchi in Piemonte: Almese (TO), Castagneto Po (TO), Condove (To), Gaiola (CN), Genola (CN), Ghiffa (VB), Sangano (TO), Strambino (TO)

- 3 sindaci braccialetti bianchi in Puglia: Binetto (BA), Cassano delle Murge (BA), Putignano (BA)

- 4 sindaci braccialetti bianchi in Toscana: Castelfranco Piandiscò (AR), Laterina (AR), Prato Sestino (AR), Vernio (PO)

- 1 sindaco braccialetto bianco in Umbria: Pietralunga (PG)

- 3 sindaci braccialetti bianchi in Veneto: Cassola (VI) Pontecchio Polesine (RO) Sarcedo (VI)


Al via il Forum PA 2014 “Prendiamo impegni, troviamo soluzioni”

forum-pa7Anche quest’anno torna l’appuntamento di Forum PA, che al Palacongressi dell’Eur di Roma, nei giorni 27, 28 e 29 maggio mira a costruire innovazione nel complesso mondo della Pubblica amministrazione.

Lo slogan di quest’anno sarà “Prendiamo impegni, troviamo soluzioni”. Uno dei temi chiave è l’open government, quindi l’attuazione dei principi di trasparenza, partecipazione, collaborazione che anche la campagna Riparte il futuro propone.

La sessione congressuale vedrà la partecipazione di diversi rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell’economia, tra cui i ministri Madia, Padoan, Poletti, Pinotti, Guidi, Lorenzin, Lanzetta, Delrio.

Segnaliamo anche la presenza di Libera, all’evento “Le politiche di coesione e legalità per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie”.

La stessa delibera “trasparenza a costo zero”, proposta da Riparte il futuro ai futuri sindaci, impegnerà gli aderenti a una gestione trasparente degli stessi beni confiscati, per quei comuni che li hanno sul proprio territorio.

Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito www.forumpa.it.


Trasparenza al fotofinish: sono finalmente online le informazioni sul Governo, ma che fatica…

22/05/2014 - in trasparenza

commenti

trasparenzi_card
Si accende il semaforo verde della trasparenza per il governo Renzi, mentre sui giornali impazza il voyerismo per scoprire quanto guadagna ciascuno dei ministri e chi è il più ricco. Al di là della curiosità (qui potete soddisfare la vostra), va chiarito perché queste informazioni sono importanti a livello politico e le ragioni per cui vengono messe online secondo la normativa vigente.

L’obbligo di trasparenza per il governo è fissato dal decreto legislativo 33/2013 di riordino sulla disciplina in materia. L’articolo 14 di tale decreto obbliga infatti tutti gli organi di indirizzo politico a pubblicare atto di nomina, cv, compensi connessi al ruolo, assunzione di altre cariche e vari dati secondari. Per adempiere a tale obbligo è fissato un tempo massimo di tre mesi dalla nomina.

Tre mesi che per il governo Renzi sarebbero scaduti proprio oggi. Deadline rispettata dunque, per il Presidente del Consiglio e i suoi, ma sul limite del fotofinish.

Libera e Gruppo Abele da tempo stavano monitorando la situazione dopo aver lanciato lo scorso marzo una petizione lampo – #Trasparenzi –  tramite la campagna anticorruzione Riparte il futuro, invitando il governo a rispettare la norma velocemente visto l’impegno preso a parole in diretta alla trasmissione Ballarò.
Appena alle 17 di ieri la situazione risultava totalmente diversa e molto eterogenea tra i ministri. Il premier Matteo Renzi e la ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, chiudevano agli ultimi posti la la classifica. Figuravano online competenze e atto di nomina del Presidente ma mancavano curriculum, compensi connessi, altre cariche e dichiarazione patrimoniale. La Boschi aveva in più di lui solo una dichiarazione sui compensi connessi.

Oggi è tutto online, ogni profilo risulta completo, ma va detto che i primi ad aver rispettato l’obbligo sono stati Luciano Pizzetti, sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, Gianclaudio Bressa, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Marco Minniti, sottosegretario con delega ai Servizi.

Ciò che la normativa intende realizzare è il modello dell’open government, che permette a tutti i cittadini di esercitare il proprio diritto di sapere (attenzione: il diritto di sapere è diverso dal gossip!). Lo stesso Presidente Renzi a più riprese ha detto di voler fare degli open data e della trasparenza un pilastro del proprio governo e della futura riforma della Pubblica amministrazione.
Confidiamo che la prossima volta non arrivi alla scadenza col fiatone.

Intanto Riparte il futuro lancia la stessa sfida ai candidati alle prossime elezioni amministrative e europee: già oltre 300 di loro hanno già accettato di pubblicare online cv, reddito, patrimonio, situazione giudiziaria e conflitti di interesse. Questo consentirà ai cittadini di esercitare il proprio diritto di sapere già nell’urna elettorale!

CHIEDI LA TRASPARENZA AI CANDIDATI >>

 


ElectionDay: candidati trasparenti a Bari

14/05/2014 - in trasparenza

commenti

Annuncio conferenza stampa a Bari: giovedì 15, alle ore 11, presso Zona Franka in via Marchese di Montrone 80, Libera Bari presenterà la campagna Riparte il futuro che si rivolge sul territorio anche ai dieci candidati a sindaco della città.
Riparte il futuro chiede Infatti trasparenza a tutti i candidati delle prossime elezioni, a partire proprio dalle amministrative: comuni e regioni sono oggi tra gli organi più a rischio di corruzione e di infiltrazione della criminalità organizzata, da Nord a Sud. L’antidoto che Libera e Gruppo Abele propongono agli aspiranti eletti è semplice: trasparenza prima di tutto e fin da subito, dando agli elettori la possibilità di conoscere i propri candidati, chi sono e cosa hanno fatto.

La prima richiesta ai candidati in campagna elettorale è quindi di pubblicare online il reddito, la situazione patrimoniale e quella giudiziaria, eventuali conflitti di interesse personali o di congiunti e il curriculum vitae. Un tentativo, questo, di sopperire alla mancanza di una normativa specifica: a differenza dell’Italia infatti, in molti altri Paesi è un dovere di legge rendere pubbliche queste informazioni.

Ai candidati sindaci viene richiesto poi di mettere in cima alla propria agenda la lotta alla corruzione con altri due impegni: l’adozione della delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni dall’eventuale elezione e l’impegno ad attuare le prescrizioni della delibera entro 200 giorni.

All’evento, aperto alla stampa e ai cittadini, sono stati invitati tutti i candidati. Parteciperà Leonardo Ferrante, referente scientifico nazionale di Riparte il Futuro e il referente di Libera Bari, Alessandro Cobianchi.

VAI ALLA PETIZIONE >>

10270737_457115451088037_3807000059858813369_n


La corruzione ruba i nostri soldi? Chiediamo trasparenza alle prossime elezioni

Schermata 2014-05-12 alle 17.00.15

Dobbiamo invitare tutti i partiti a impegnarsi finalmente contro la corruzione: la trasparenza è l’unico antidoto per combatterla efficacemente. Chiediamola a tutti coloro che vogliono essere eletti come nostri rappresentanti!

Ecco cosa puoi farevieni sul sito e manda ora una mail o un tweet a tutte le forze politiche in corsa alle prossime elezioni. Facciamoci sentire: se saremo in tanti non potranno ignorarci.

Schermata 2014-05-12 alle 17.24.06