Articoli nella categoria “corruzione

Il cruciverba contro la corruzione

11/08/2014 - in corruzione

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La lotta contro la corruzione non va in vacanza. E continua anche sotto l’ombrellone. Che siate in ferie o meno, ecco il nostro Cruciverba contro la corruzione: stampatelo e portatelo in spiaggia, in montagna, in campagna o in città.
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Paradosso Ecclestone: paga 100 milioni di dollari per far archiviare il processo che lo vede imputato per corruzione

08/08/2014 - in corruzione, dall'estero

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F1 Grand Prix of Abu Dhabi - Previews
Pagare per evitare di essere condannato per tangenti. Sembra un paradosso. Eppure è successo in Germania, dove il tribunale di Monaco ha archiviato il processo per corruzione contro Bernie Ecclestone a seguito del versamento di 100 milioni di dollari (74,5 milioni di euro) da parte dell’imputato.

Il boss della Formula 1 era accusato di aver pagato 44 milioni di dollari al banchiere tedesco Gerhard Gribkowsky, ex presidente della banca Bayern LB,  per convincerlo a operare dei movimenti finanziari a suo vantaggio. Oggi Gribkowsky è in carcere con una condanna a 8 anni e mezzo - emessa dallo stesso giudice che segue il caso Ecclestone – per corruzione, evasione fiscale e abuso di fiducio.

Il boss della Formula 1 ha sempre negato ogni accusa sostenendo di essere stato vittima di un ricatto. Tuttavia, quando gli è stato proposto di pagare tempestivamente – entro una settimana – 100 milioni di dollari sonanti per l’archiviazione del processo, non ha esitato un secondo a rispondere “sì”. In caso di condanna avrebbe rischiato fino a 10 anni di carcere.

Come mai questo trattamento di “favore”?
“In base dell’età avanzata dell’imputato, che ha 83 anni, la lunga durata del processo in corso e altre circostanze attenuanti, l’archiviazione sarebbe giustificata“, ha affermato il procuratore Christian Weiss. Il legale di Ecclestone, Sven Thomas, ha voluto inoltre precisare che “questo non è un affare. Non ha niente a che vedere con l’acquisto della libertà”.

E non è finita: Ecclestone sarebbe diposto a versare altri 25 milioni di euro alla Bayern LB, come hanno formalizzato i legali martedì scorso.
Cosa ne pensi di questa proposta di archiviazione dieto pagamento? Saresti d’accordo se venisse applicata a qualche illustre imputato per corruzione in Italia?


Giustizia: lettera aperta di Libera e Gruppo Abele al Governo rivoluzione@governo.it

Renzi Orlando giustizia

Il 30 giugno scorso il governo ha esplicitato i punti fondamentali per una riforma dell’ordinamento giudiziario lanciando una consultazione che si chiuderà il 31 agosto: chi vuole partecipare può inviare proposte e suggerimenti al Governo mandando un’e-mail all’indirizzo rivoluzione@governo.it.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini sulla corruzione: oltre mezzo milione di firmatari su Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, chiede al governo di agire subito. Ecco perché abbiamo deciso di recapitare questa lettera a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it: per ricordare loro le priorità irrinunciabili di una reale riforma della giustizia. Punti sottoscritti da una mobilitazione che continua a crescere e che non smetterà di farsi sentire.

Facciamoci sentire: inviamo tutti questo testo a rivoluzione@governo.it

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

rivoluzione@governo.it

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato lo scorso 30 giugno consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 570mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

www.riparteilfuturo.it


#Zeroscuse: continua per tutta l’estate il tour nazionale di Riparte il Futuro

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La lotta alla corruzione non va in vacanza. Continua per tutta l’estate il tour nazionale di Riparte il Futuro #zeroscuse: un viaggio attraverso l’Italia, da Nord a Sud, per la consegna dei braccialetti bianchi, simbolo della lotta alla corruzione, ai 75 sindaci eletti alle ultime amministrative che alle scorse elezioni amministrative hanno aderito alla campagna di Libera e Gruppo Abele. Tra questi ci sono i primi cittadini di 12 grandi città come Bari, Biella, Carpi (MO), Cremona, Fano, Foggia, Forlì, Modena, Pavia, Perugia, Prato, Terni.

Il tour ha preso il via nelle Marche e in Emilia Romagna, dove a fine giugno il simbolo è stato consegnato ai sindaci di Fano e di Forlì.
In Umbria le città con un sindaco anticorruzione sono 5: Perugia, Terni, Gubbio, Bastia e Pietralunga. Il sindaco di Pietralunga, Mirco Ceci, ha ricevuto il braccialetto bianco lo scorso 25 luglio ed è impegnato anche nella gestione del primo bene confiscato alla ‘ndrangheta sul territorio che – come chiesto dalla campagna stessa – deve essere assegnato con i dovuti controlli e tutelato affinché non divenga “oggetto di scambio”.
Il tour della legalità ha poi toccato Terni, Gubbio e Perugia, coinvolgendo i rispettivi sindaci Leopoldo Di Girolamo, Filippo Mario Stirati e Andrea Romizi. Ultima tappa sarà la città di Bastia Umbra per la consegna del braccialetto bianco al sindaco Stefano Ansideri.

Il messaggio è lo stesso per tutti: la mancanza di risorse per i Comuni non può essere una scusa ed è possibile combattere la corruzione a costo zero.

“Chiediamo ai sindaci di condividere con i cittadini le informazioni su chi li rappresenta e su come viene investito il denaro pubblico”, spiegano dai presidi di Libera. Come si fa? Adottando la delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni di consiliatura, “ed impegnandosi ad attuare le prescrizioni della stessa entro i successivi 200 giorni”.

In Piemonte sono braccialetti bianchi ormai in carica i sindaci di Almese e di Condove, di Sangano e Giaveno, mentre la consegna ai primi cittadini di Biella e di Pino d’Asti è prevista a inizio settembre (il 3 e il 6).

E in Lombardia? I sindaci braccialetti bianchi sono 23. “Ho aderito con entusiasmo e convinzione alla campagna Riparte il Futuro con la pubblicazione dei miei redditi all’inizio della campagna elettorale”, spiega il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti. “Ho sottoscritto l’impegno formale e provvederemo a mettere in atto quanto di nostra competenza seguendo le indicazioni di massima dell’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele. Penso che solo attraverso la chiarezza e la limpidezza dell’attività dell’Amministrazione i cittadini possano riavvicinarsi alle istituzioni ed avere di nuovo fiducia in esse”.

Le consegne sono proseguite a Muggiò, Cesano Boscone, Capizzone, Ponteranica, Cusano Milanino, Peschiera Borromeo, Bagnolo Cremasco, Pandino, Pavia, Cornaredo, Lainate, Vescovato, Gerre De Caprioli, Rescaldina, Tirano e Besana in Brianza, a Malegno e Temù e il 7 agosto nella cittadina di Dalmine.

In Liguria il tour vedrà il suo momento clou il 13 agosto, quando a Genova verranno consegnato i braccialetti bianchi ai sindaci di Millesimo, Sant’Olcese, Sori, Albenga, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra e Mele.

Riparte il Futuro scende quest’estate anche nelle piazze dei principali eventi musicali all’aperto per continuare a raccogliere firme e far conoscere gli obiettivi e gli impegni di di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione. Molti sono i cantanti e gli artisti che sostengono le iniziative contro la corruzione sin dalla prima ora. Proprio loro stanno facendo da cassa di risonanza per la petizione che chiede alla politica un impegno concreto per contrastare i fenomeni di corruzione e promuovere una cultura della legalità come possibilità di riscatto per il nostro Paese. Fiorella Mannoia a Villafranca, il Goa Boa festival a Genova, i Perturbazione a San Severo, Irene Grandi e gli ospiti del Festambiente a Rispescia (Dario Fo, Cristiano De André, Elio e Le Storie Tese, Piero Pelù e molti altri) hanno dato la loro disponibilità ad ospitare i volontari di Riparte il Futuro per la raccolta firme, che oggi sfiora le 600 mila adesioni da tutta Italia.

Guarda la gallery fotografica #ZeroScuse Tour


Cantone e Cottarelli bacchettano le PA sprecone: spendono milioni per luce, gas e telefono

06/08/2014 - in corruzione

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Il Comune di Perugia ha speso 10.508.333 euro di energia elettrica. Il Comune di Trieste 602.590 euro di telefonia mobile . Si tratta di “sprechi intollerabili” per Raffaele Cantone e Carlo Cottarelli che  lo scorso giugno hanno inviato una lettera a 200 amministrazioni pubbliche, come riporta il quotidiano La Repubblica. I due commissari anticorruzione e alla spending review (che avevamo sperato collaborassero) non si sono limitati al rimprovero ma hanno minacciato sanzioni ai funzionari che hanno siglato contratti d’acquisto di beni e servizi in violazione delle norme. Noi cittadini concordiamo appieno con la definizione di “sprechi intollerabili” e aggiungiamo: i rimproveri non bastano.

Oltre ai casi di Perugia e Trieste ecco altri modi in cui è stato allegramente dilapidato il denaro pubblico: l’Università di Milano ha speso 10 milioni in energia elettrica e sette milioni e mezzo per il gas. Il Comune di Roma quasi 6 milioni di elettricità, l’Università di Genova quasi 7, la Provincia di Pesaro Urbino quasi 2, il Comune di Sondrio, quello di Como, l’Università Roma Tre e la Provincia di Lecce oltre un milione.

Per la rubrica “quanto ci piace chiacchierare” l’Azienda Ospedaliera romana San Camillo-Forlanini ha speso 237 mila euro di bolletta, 190.000 euro la Regione Lazio, sette milioni e mezzo il dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno.

I regolamenti parlano chiaro: gli enti pubblici e le società controllate al 100% da organi della pubblica amministrazione sono tenuti a fare economia e ad assicurarsi che le spese siano funzionali al buon andamento dei servizi. Saremmo curiosi di sapere dagli abitanti di Perugia se ritengono che la spesa di 10 milioni di euro di energia elettrica sia economica e adeguata ai servizi erogati dal Comune.

Inoltre, per tutti gli acquisti, gli enti pubblici devono far riferimento alla Consip, che è l’organo di controllo centrale delle spese delle Pa. Sono autorizzati ad agire autonomamente solo dimostrando di poter acquistare a prezzi inferiori da quelli proposti dalla Consip, sempre in base al principio della massima economia. I contratti vanno poi registrati sul portale anticorruzione perché è in queste trattative con le società esterne fornitrici che si annida un alto rischio corruzione. E di certo le spese abnormi contestate da Cantone e Cottarelli fanno suonare più di un campanello di allarme.

La sanzione prevista per i funzionari responsabili dei contratti scellerati che non risponderanno alla lettera nei tempi previsti ammonta a 25.000 euro. Chi “fornisca dati non veritieri” invece sarà multato per 51.000 euro. Cifre irrisorie se si pensa a tutti i soldi pagati (dai cittadini) per illuminare Perugia e le altre città come se fosse sempre Natale…

Laura Ghisellini


La riforma della prescrizione s’ha da fare: indiscrezioni sul piano del governo

06/08/2014 - in corruzione

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La riforma della giustizia, aperta a nuove consultazioni pubbliche e perciò rimandata al ritorno dalle vacanze estive, prevede di affrontare alcuni nodi cruciali che da decenni penalizzano il nostro Paese. In particolare il governo promette di affrontare, punto 9 dei 12 della scaletta, lo scottante tema della prescrizione, la vera spada di Damocle della giustizia italiana.
I dettagli della proposta sono ancora ignoti ma secondo indiscrezioni riportate oggi sui quotidiani l’intenzione sarebbe quella di far scattare la prescrizione, ovvero l’estinzione del reato perché il processo è durato oltre i limiti previsti dalla legge, dopo cinque anni per i reati puniti con la reclusione fino a cinque anni, dopo sette se la punibilità è fino a dieci, dopo dieci se è fino a quindici anni e dopo quindici per gli altri. Ferma restando la regola dell’imprescrittibilità quando la pena è l’ergastolo.

Sembra che la riforma si preoccuperà di affrontare anche l’altro vizio di fondo, ovvero il fatto che la prescrizione decorre dal momento della commissione del reato ed è quindi una mano santa per quei reati che possono essere scoperti dopo molto tempo, in primis la corruzione. La riforma dovrebbe dunque riprendere le conclusioni a cui era giunta la «commissione Fiorella» – così chiamata dal nome del professor Antonio Fiorella che ha guidato un gruppo di studio composto da giuristi, magistrati e avvocati nominato nel 2012 dall’ex Guardasigilli Paola Severino – sull’interruzione del calcolo della prescrizione nelle diverse fasi in cui si articola il procedimento penale. Si concederebbe dunque “un tempo compreso almeno tra i due e i tre anni per consentire la conclusione delle fasi preliminari e/o il compiuto svolgimento del primo grado di giudizio” anche nella «ipotesi limite» di un reato scoperto a ridosso della scadenza della prescrizione. Nelle successive fasi del giudizio le sentenze di colpevolezza farebbero scattare ulteriori proroghe.
In parole povere nel momento in cui un giudice emettesse sentenza di colpevolezza il timer della giustizia verrebbe stoppato per consentire il tempo necessario a svolgere il successivo grado di giudizio. La durata dei processi dunque non cambierebbe ma per evitare la sospensione l’accusa sarebbe incentivata a accelerare i tempi e la difesa non avrebbe più interesse a mettere in scena tecniche dilatorie per arrivare alla prescrizione.

La lotta alla corruzione non può prescindere da una significativa riforma della prescrizione. Ecco perché la campagna Riparte il futuro chiede un intervento urgente e definitivo sui tempi e sui meccanismi della prescrizione, tra i 5 punti della petizione #zeroscuse. Non dimentichiamoci che tra i 128mila processi prescritti nell’ultimo anno giudiziario (dati del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria aggiornati al novembre 2013) la maggior parte ha riguardato dirigenti e funzionari pubblici, rimasti impuntiti pur avendo compiuto un reato a danno delle Istituzioni e quindi di tutti noi cittadini.
Facendo le dovute premesse sull’importanza formale della prescrizione come mezzo di tutela per evitare che un essere umano possa essere perseguitato con processi infiniti, è innegabile che l’Italia ne abusi (siamo l’unico Paese al mondo in cui continua a decorrere in tutti e tre i gradi di giudizio).

Attendiamo dunque la pubblicazione delle linee guida del governo e il dibattito che si scatenerà di conseguenza: purché non diventi un altro pretesto per perdere dell’altro tempo.

 Laura Ghisellini


Quando troppo relativismo fa male: la risposta all’intervista de La Repubblica a Michael Herzfeld

05/08/2014 - in corruzione

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20130408100521786Su La Repubblica di oggi Marino Niola intervista Michael Herzfeld, esperto antropologo culturalista della Harvard University noto per i suoi studi sul Mediterraneo. L’articolo riporta alcune dichiarazioni di Herzfeld sui temi della corruzione e della criminalità organizzata che vorremmo commentare.

Herzfeld comincia criticando il concetto di cultura mediterranea ed evidenziando come sotto la parola “mediterraneo” abbiamo fatto convergere una serie di categorie che, piuttosto che vere e verificabili, servivano a distinguere un mondo superiore da uno “arretrato”. Fin qui il pensiero è condivisibile: per troppo tempo il Sud (se guardiamo all’Europa, tutta Italia è Sud) è stato letto solamente dall’esterno in termini negativi, mentre i primi tentativi di lettura interna hanno talvolta peccato dell’intenzione contraria, volendo costruire un’identità immodificabile e avversa.

Diventa invece difficile concordare con Herzfeld quando spinge troppo in là le categorie antropologiche del relativismo, scivolando nell’approccio culturalista allo studio della criminalità organizzata tipico del periodo post seconda guerra mondiale. Già Gaetano Mosca nel 1948 definiva la criminalità organizzata, piuttosto che un’organizzazione fatta da persone per perseguire fini illegittimi, un “sentimento” diffuso, un modo di essere del Sud. C’è voluto molto tempo per abbandonare questa prospettiva. Herzfeld non è quindi il primo (e non sarà l’ultimo) a misurare questi fenomeni sulla base della sola opinione pubblica, definendo “corruzione” ciò che in un determinato momento è considerato tale.

L’azione criminale è ancora più efficace quando riesce ad avere la cultura e l’opinione pubblica dalla propria parte. Non è una coincidenza se il superlatitante Matteo Messina Denaro si descriva come “agnostico”: le religioni sono in calo di popolarità, definirsi religioso oggi è meno d’appeal del suo contrario.

Il relativismo è un valore, un metodo, uno strumento di apertura mentale. Ma non può diventare l’arma per smettere di distinguere chi è mafioso e chi invece combatte la mafia. Chi corrompe e si fa corrompere e chi lotta contro la corruzione. L’etica, che, per quanto campo minato, è luogo inevitabile dell’essere umano con cui fare i conti.

Mentre si aprono le iscrizioni alla nuova edizione del Master in Analisi, Prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, che da cinque anni forma allievi in grado di non scivolare in riflessioni semplicistiche, è ancora forte un approccio che non ha nulla di nuovo (le riflessioni di Mosca sono appunto dell’immediato dopoguerra) e che rischia di confondere. Ben vengano tuttavia le provocazioni:  servono a evitare gli “ideologismi della legalità”, che rischiano di pensare mafiosi e corrotti come qualcosa di diverso dell’essere umano.

Leonardo Ferrante

Per una lettura approfondita:

Alberto Vannucci, Atlante della Corruzione, Ega edizioni

Alessandra Dino, La mafia devota. Chiesa, religione, cosa nostra, Laterza


Allarme corruzione in Sicilia

04/08/2014 - in corruzione

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Satellite_siciliaÈ preoccupante il quadro tracciato dalla Guardia di finanza in Sicilia. In poco più di un anno, infatti, il giro di tangenti e malaffare accertato dalle Fiamme Gialle all’interno degli uffici della Regione si aggira intorno ai 100 milioni di euro. E non va certo meglio nei comuni e negli altri enti locali. Negli ultimi 16 mesi, il comando regionale della Guardia di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per 826 milioni. Numeri che hanno costretto lo stesso governatore regionale, Rosario Crocetta, a parlare di “nuova tangentopoli”. Sono infatti numerosi i funzionari pubblici coinvolti in indagini e vicende poco chiare, ma nessuno di loro ha perso il proprio incarico o la propria poltrona, nonostante i proclami della prima ora.

Smaltimento dei rifiuti, energia, formazione, sanità e finanziamenti Ue sono i settori colpiti. “Basta leggere le cronache – commenta La Repubblica – delle indagini principali in corso delle Procure dell’isola sui fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti versate da imprenditori a deputati regionali per oliare le pratiche in materia di energia, le mazzette garantite dai re dei rifiuti per avere le autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli onorevoli e, nel mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della ipotesi, distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su riforme senza andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare affari illeciti all’ombra di Palazzo d’Orleans e dei Comuni dell’Isola. Cioè dei siciliani”. La Guardia di finanzia tra peculato, concussione, corruzione e abuso d’ufficio ha denunciato tra il 2013 e i primi sei mesi del 2014 ben 761 persone tra funzionari e pubblici ufficiali, politici compresi. Cinquanta le persone arrestate, per un valore “delle condotte delittuose” pari a 114 milioni di euro.

Per estirpare il fenomeno alla radice noi di Riparte il futuro chiediamo 5 interventi strutturali immediati: riforma della prescrizione, autoricilaggio, conflitti di interesse, Foia italiano, normativa sul whistleblowing.

Unisciti all’appello: FIRMA >>


Stop vitalizi agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione: i casi eccellenti

02/08/2014 - in corruzione

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Secondo i dati forniti da Camera e Senato, nel 2013 il totale dei vitalizi erogati dai due rami del Parlamento sono 2450: 1543 per Montecitorio e 907 per Palazzo Madama. Ad essi andrebbero aggiunte le pensioni destinate a vedovi e famigliari di ex parlamentari deceduti. Il totale delle somme erogate è di 7.968.001 euro (arrotondato per difetto) al mese: 4.866.684,7 per la Camera, 3.101.317,6 per il Senato.

Lo stipendio mensile, per una rendita che durerà per tutta la vita, può oscillare dai 1700 euro netti agli oltre 7mila. I dati vengono pubblicati periodicamente ad esempio dall’Espresso su materiale fornito dal Parlamento italiano. Qui la tabella di tutti i nomi per il 2013.

Un piccolo aneddoto fece notizia al merito qualche mese fa nelle parole di Matteo Renzi che a Porta a porta raccontò: “Gerry Scotti mi ha scritto che è stato deputato per cinque anni e che vuole rinunciare al vitalizio, ma non può farlo. E’ il segnale di una persona che si rende conto che è il momento di dare qualcosa in più“.

Secondo l’articolo 54 della Costituzione italiana “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Ecco. Riparte il futuro chiede che venga sospesa l’erogazione di qualsiasi vitalizio agli ex parlamentari condannati in via definitiva per mafia e corruzione. Una richiesta sottoscritta già da più di 10mila persone in meno di 24 ore.

Basta la modifica dei Regolamenti del Senato e della Camera per cancellare il pagamento dei vitalizi a senatori e deputati condannati in via definitiva per gravi reati come appunto mafia, corruzione, truffe con fondi pubblici e frodi fiscali. Un privilegio di cui continuano a beneficiare nomi noti a tutti. Ecco alcuni esempi.

Marcello Dell'Utri

Marcello Dell’Utri

A maggio la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa per il fondatore di Forza Italia. Attualmente sta scontando la pena nel carcere di Parma. L’ex senatore era stato arrestato il 12 aprile scorso a Beirut, in un albergo dove soggiornava con il suo vero nome, dopo essere stato rintracciato grazie al suo telefono. Michel Suleiman, presidente libanese, ha concesso l’estradizione in Italia il 23 maggio.
Marcello Dell’Utri continua a percepire 4400 euro al mese di vitalizio.

Gianni De Michelis

Gianni De Michelis

Coinvolto negli scandali di Tangentopoli, ha patteggiato un anno e sei mesi per corruzione nell’inchiesta sulle tangenti autostradali del Veneto e sei mesi nell’ambito dello scandalo Enimont. La pena è stata sospesa con la condizionale. Prende ad oggi 5174.79 euro al mese di vitalizio.

Cesare Previti

Cesare Previti

Avvocato, eletto con Forza Italia al Senato nel 1994, alla Camera nel 1996, 2001 e 2006 e ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi. Condannato in via definitiva a 6 anni per tangenti nel processo Imi-Sir, ovvero tra ai più gravi processo per corruzione giudiziaria dell’Italia repubblicana. Condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, nel 2007 fu costretto a dare le dimissioni dalla Camera. Previti è ad oggi intestatario di un assegno mensile di poco meno di 4mila euro al mese (3979.06 euro)

Angela Gennaro

Firma ora per chiedere la sospensione di qualsiasi vitalizio ai politici condannati


Stop al vitalizio agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione

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Basta una semplice modifica dei Regolamenti del Senato e della Camera per cancellare una vergogna: il pagamento dei vitalizi a senatori e deputati condannati in via definitiva per gravi reati,come mafia, corruzione, truffe con fondi pubblici e frodi fiscali.

Un privilegio di cui continuano a beneficiare nomi noti a tutti. Chiediamo che Camera e Senato prevedano nei rispettivi regolamenti la cessazione immediata di qualsiasi erogazione nei confronti di ex senatori ed ex deputati condannati in via definitiva per reati così gravi come quelli di mafia e corruzione. Basta una semplice modifica ai Regolamenti parlamentari, ma soprattutto la volontà politica di agire. Lo stesso presidente del Senato Pietro Grasso ha più volte sottolineato e proposto la fattibilità di questa riforma.

L’articolo 54 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore“. I politici condannati per mafia e corruzione hanno violato la nostra Costituzione. Mezzo milione di cittadini chiede da tempo a gran voce, con Riparte il futuro, a tutti i dipendenti pubblici – e quindi anche ai rappresentanti politici – codici etici più efficaci e concretamente applicati.

Questo sarebbe il primo passo.

Firma ora per chiedere la sospensione immediata di qualsiasi vitalizio ai politici condannati.


Il piano di monitoraggio finanziario “Capaci”: 200 grandi opere controllate mediante sistemi informatici

capaci_logoSentendo la parola “Capaci” a ciascuno di noi torna in mente la strage in cui persero la vita il giudice Falcone, sua moglie Morvillo e i tre agenti della scorta Schifani, Dicillo e Montinaro. Ma da oggi questa parola è anche l’anagramma di “Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration of public contracts”, cioè il sistema di monitoraggio istiuzionale introdotto dal decreto di riforma della Pubblica Amministrazione di giugno  che mira a mappare i flussi finanziari relativi a circa 200 grandi opere pubbliche del Paese.

La scelta del nome è forse un modo per sottolineare come oggi la lotta alle infiltrazioni criminali passi anche per procedure automatiche che si fondano sull’elaborazione dei dati, in grado di ridurre il rischio umano. Questo nuovo sistema, infatti, monitorando e tracciando i flussi finanziari, intrecciando in maniera complessa vari database, dovrebbe automaticamente restituire segnali di allarme e bandiere rosse quando risultano informazioni non coerenti. Un meccanismo che probabilmente,negli intenti di chi l’ha organizzato, mira a evitare parzialmente il rischio che corre colui che indaga su corruzione, crimine organizzato, mafie. La storia conta tanti esempi di uomini che hanno pagato questo rischio a caro prezzo, tra cui lo stesso giudice Falcone.

Sicuramente non sarà mai possibile sostituire la valutazione umana, per la famosa norma secondo la quale “fatta la legge, trovato l’inganno”. Sarà comunque necessario metterci la testa, le migliori competenze, e un certo rischio. Ma sicuramente l’analisi dei “big data”, per dirla all’americana (Obama ha vinto una campagna elettorale introducendo questi temi), può essere molto utile: quella della digitalizzazione è una frontiera ancora tutta da esplorare, in Italia. Non possiamo che agurarci una crescita esponenziale di queste esperienze, e soprattutto che diventino la norma, non solo sperimentazioni parziali.

Il sistema è stato messo a punto da Consorzio Cbi e Abi e presto diventerà obbligatorio per tutti i soggetti coinvolti, su richiesta del Ministero dell’Interno e di altri soggetti istituzionali quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento per la Programmazione ed il Coordinamento della Politica Economica (DIPE), il Ministero Economia e Finanze, il Dipartimento del Tesoro, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Comitato di Sorveglianza Grandi Opere, e la Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

Leonardo Ferrante


Renzi sulla riforma della giustizia: “Siamo in fase di ascolto, poi si decide sul serio”

30/07/2014 - in corruzione

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La riforma della giustizia è in una “fase di ascolto”: parole del presidente del Consiglio Renzi, che nella sua newsletter personale conferma la strategia del governo di aprire alla partecipazione pubblica e di aspettare settembre per procedere con la riforma. Un rinvio a cui Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, hanno risposto lanciando la petizione #zeroscuse: la società civile si è già abbondantemente espressa, chiedendo da oltre un anno e mezzo impegno concreto e leggi certe, come riportato sull’agenda anticorruzione. Che bisogno c’è di nuove consultazioni? Non sono bastati gli scandali Expo e Mose?

Renzi continua sottolineando come, passata questa fase, “si decide, sul serio”. E certo non potranno rimanere inascoltati oltre 530mila cittadini che lo chiedono a gran voce.

Da notare, nella newsletter del Presidente, il riferimento alla riforma della prescrizione, uno dei nodi chiave dell’agenda di Riparte il futuro e tema spesso assente nel dibattito pubblico. Per dirla con le parole del Premier deve essere garantita “la certezza del diritto eliminando il ricorso alle prescrizioni perché il tempo non può sconfiggere la legge e sottolineando l’etica della responsabilità nei confronti di quegli operatori della giustizia che si comportano con dolo o colpa grave”.

Siamo tutti d’accordo, quindi procediamo! Che la riforma sia d’iniziativa governativa o parlamentare non importa, purché si faccia. Per questo continueremo a monitorare le istituzioni democratiche chiedendo impegno certo e tempi rapidi. Unisciti all’appello #Zeroscuse>>


Combattere la corruzione è “una biip pazzesca”, secondo il senatore pro Tav Stefano Esposito

28/07/2014 - in corruzione

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Consegnare i braccialetti bianchi ai sindaci che si impegnano contro la corruzione nei Comuni sarebbe “una puttanata pazzesca” secondo il senatore piemontese del PD Stefano Esposito. Discutendo su Facebook di Tav, a cui Esposito si è da sempre dichiarato favorevole, e commentando l’adesione alla campagna Riparte il futuro di alcuni sindaci della Val Susa con cui ha uno scontro da anni, all’onorevole è scappato un “biip” degno di nota.

Eh sì perché dire che è una “biip pazzesca” l’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele, che da un anno e mezzo si sta battendo per portare il tema della lotta alla corruzione in cima all’agenda politica, è abbastanza grave. Non solo perché l’affermazione denigra quella che è ad oggi la più grande campagna digitale italiana, con oltre 530mila sostenitori, ma anche perché a pronunciarla è un alto rappresentante delle Istituzioni.
Attaccare chi si batte per la trasparenza e l’anticorruzione in Italia, specialmente di questi tempi, è un pessimo modo di iniziare la settimana per un senatore.

In particolare il “braccialetto bianco”con cui Esposito se la prende tanto non è altro che il simbolo di una promessa fatta ai cittadini. Sono centinaia infatti i parlamentari italiani, gli europarlamentari di tutti i paesi e i sindaci che hanno accettato di rispondere alle richieste concrete della petizione, promettendo di rispettarle entro tempi ben precisi. La campagna infatti non offre i braccialetti in base a criteri discrezionali, bensì li consegna a chi mette la faccia e il proprio impegno politico per questa battaglia, a prescindere dal partito di appartenenza.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco è stato possibile ottenere la modifica del reato di scambio elettorale politico-mafioso, ad oggi l’unico provvedimento di iniziativa parlamentare sui temi della giustizia portato a termine dalla XVII legislatura. Dovrebbe ricordarselo lo stesso Esposito che rispose No alla richiesta di adesione prima delle elezioni politiche del 2013.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco 60 neoeletti del nuovo Parlamento Europeo si sono impegnati a creare direttive comunitarie di contrasto a criminalità organizzata e corruzione, cominciando dalla tutela di chi denuncia episodi di corruzione, il cosiddetto whistleblowing.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco inoltre 70 sindaci eletti nelle ultime elezioni comunali sono impegnati ad adottare una delibera “trasparenza a costo zero” che li obbligherà a mettere online bilanci, anagrafe degli eletti, informazioni economiche, gestione di beni confiscati e ad adottare un codice etico stringente.

Tutto questo mentre il Parlamento arranca sulla riforma della giustizia e il Governo temporeggia rimandando il tema a settembre con la “scusa” di aver bisogno di ulteriori consultazioni nonostante gli scandali Mose ed Expo. E meno male che almeno la società civile non sta ferma a guardare…

Avendo tempo da buttare ci sarebbe da ridefinire anche il concetto politico di “biip pazzesca”.