Articoli nella categoria “Salute-Obiettivo 100%

Illuminiamo la salute: nasce la rete dei responsabili anticorruzione delle aziende sanitarie

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Questo fine settimana a Bologna nascerà la “rete per l’integrità” promossa dal progetto Illuminiamo la salute, che assieme alla campagna Riparte il futuro ha curato negli scorsi mesi due innovativi monitoraggi civici per la trasparenza del settore sanitario.

L’obiettivo è unire le forze creando una comunità  dei Responsabili dell’anticorruzione, figure previste dall’impianto di prevenzione della L. 190/12, e quanti interessati al tema per incentivare nelle singole realtà sanitarie e sociali quel cambiamento culturale e organizzativo necessario a combattere tutte le forme di opacità, illegalità, corruzione e possibilità di infiltrazione criminale. “La Rete – si legge sul nuovo sito dedicato – si pone il duplice obiettivo di affrontare le problematiche che si incontrano nel definire e rendere operative politiche comuni di prevenzione della corruzione, promozione della trasparenza negli enti del Servizio Sanitario Nazionale italiano e negli enti del sociale.”
“Le leggi servono, ma sono le persone a fare la differenza” ha dichiarato Nerina Dirindin, presidente del Coripe, uno degli enti che assieme a Libera, Gruppo Abele e Avviso pubblico ha sviluppato il progetto.
La società civile può e deve contribuire a garantire l’integrità del sistema pubblico che permette il diritto alla salute, sostenendo il lavoro dei responsabili anticorruzione, che spesso “si sentono soli di fronte ad episodi contro i quali non hanno sufficienti armi per combattere”, continua la Dirindin.

Esperienze come queste vanno verso il modello di prevenzione funzionale immaginato con la legge anticorruzione del 2012, trasformando l’atto burocratico in un’opportunità di cambiamento reale. “Se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono fare lo stesso”, recita un motto di Leo Tolstoj, ed è questa la strada intrapresa da Illuminiamo la salute.

Appuntamento a Bologna il 26 e 27 giugno 2014, via Marconi 67/2 Camera del Lavoro, Sala di Vittorio
Le iscrizioni all’evento ancora aperte, affrettatevi!


Il Sism sostiene Riparte il futuro

Logo-SISM-Nazionale-300x107Il SISM, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina, aderisce ufficialmente alla campagna “Riparte il Futuro” promossa da Libera e dal Gruppo Abele per la lotta alla corruzione.
In particolar modo l’associazione no-profit creata da e per gli studenti di medicina, attiva in tutte le grosse tematiche sociali di interesse medico, supporta la battaglia che Riparte il futuro sta conducendo sul tema della salute,  per un Sistema Sanitario Nazionale che non si pieghi ad interessi economici criminali e che ponga sempre al centro la salute della persona.

Il SISM è presente in 37 Facoltà di Medicina sparse su tutto il territorio e la sua importante voce va ad unirsi a quella di centinaia di migliaia di cittadini, studenti e professionisti, disoccupati e imprenditori, casalinghe e pensionati, che hanno capito l’urgenza di questa battaglia, da cui dipende il futuro del Paese.

Sempre più forte è l’attenzione che il mondo universitario ha nei confronti di Riparte il futuro, e la la lotta alla corruzione in questo settore potrebbe essere uno dei prossimi passi della campagna. Stay tuned!

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Trasparenza della sanità: la corruzione si annida nei rapporti con i privati

Secondo il decreto legislativo 33/2013 ogni Pubblica Amministrazione è tenuta a pubblicare e ad aggiornare annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, rendendo pubblici i relativi accordi stipulati con le Regioni o le singole Asl. La legge dunque impone la trasparenza totale su questi meccanismi che mettono gravemente a rischio il denaro pubblico: è soprattutto nei rapporti con i privati che si crea lo spazio utile per far penetrare la corruzione. Dato che nel nostro Paese le normative stentano a essere applicate, abbiamo deciso di verificare personalmente, con il sostegno dei cittadini firmatari della petizione Riparte il futuro, che le Aziende sanitarie nazionali abbiamo realmente risposto a questa direttiva. Nei settori sensibili come la sanità, infatti, la corruzione sottrae capitali che dovrebbero essere destinati alla tutela della nostra salute, peggiorando gravemente la qualità dei servizi. Non possiamo tollerarlo.

Dalla Figura 8 si evince che dopo il monitoraggio effettuato tra febbraio e marzo 2014 solo 121 su 242 Aziende risultavano aver predisposto l’elenco delle strutture accreditate. Inoltre solo 74 di queste avevano reso pubblici anche gli accordi stipulati. Una percentuale mediamente bassa in cui non si contano eccezioni a livello regionale.

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Basilicata, Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta fanno meglio delle altre e raggiungono il 100% per quanto riguarda la pubblicazione degli elenchi. Questo dato corrisponde tuttavia a un requisito formale perché ciò che conta di più è il dettaglio dell’accordo stipulato tra pubblico e privato.

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Se si considera infatti la percentuale delle aziende che hanno pubblicato l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate unitamente ai relativi accordi, solo Veneto e Emilia Romagna superano il 60%. Il resto dell’Italia ristagna su numeri inaccettabili.

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Tra truffe e frodi nella sanità oltre un miliardo di danno erariale. Il rapporto della Guardia di finanza

sigilli_ospedaleLa Guardia di Finanza, grazie al suo rapporto dell’Ufficio Tutela e mercato, ci permette di far luce sui preoccupanti sprechi legati alla corruzione nella sanità. Nel 2013 i controlli sono stati 10.333 e hanno portato alla denuncia di 1.173 persone per contestazioni pari a 23 milioni di euro. Decisamente peggiore il dato sulle richieste di risarcimento avanzate dalla Corte dei Conti, con 177 verifiche, 742 funzionari pubblici sottoposti a procedimento e un miliardo e 5 milioni di euro di contestazioni totali. Come riporta la sezione economica del Corriere della Sera, quella provocata nei conti dello Stato dalle truffe al servizio sanitario nazionale è una “voragine”. Il trend non sembra calare nel corso del 2014. nei primi due mesi dell’anno, infatti, sono già state segnalate alla Corte dei Conti 104 persone e l’ammontare di perdite tocca già quota 150 milioni di euro.

Spesso i referti vengono truccati facendo rientrare l’intervento nella categoria autorizzata oppure per la quale è previsto un rimborso superiore al dovuto. “Il caso più eclatante riguarda le operazioni di chirurgia estetica che invece vengono spacciate per interventi su gravi patologie, spesso addirittura tumorali. Le rinoplastiche fatte passare come settoplastica sono certamente frequenti, ma c’è anche chi si è rifatto il seno, le cosce, l’addome sostenendo di essere molto malato, addirittura in pericolo di vita. Qualche settimana fa sono stati indagati il primario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo e alcuni alti dirigenti del nosocomio proprio con l’accusa di aver falsificato le cartelle cliniche di una decina di pazienti. Tecnica usata per ottenere illecitamente i rimborsi è anche l’attestazione di ricoveri in realtà mai avvenuti oppure gli interventi effettuati in ambulatorio per i quali si richiede invece il rimborso di day hospital”.

Un altro problema è l’elusione illecita del pagamento del ticket o dei farmaci, fatto che accade più spesso di quel che si pensa. “Basti pensare che su 9.936 controlli effettuati, sono state trovate ben 7.972 posizioni “fuorilegge” che hanno provocato un “buco” nel bilancio statale di circa un milione di euro. Vuol dire 8 su 10, quindi una percentuale clamorosa. Ben più alto è il volume delle “uscite” causate dalla iperprescrizione di farmaci da parte dei medici di base. Storia emblematica è quella di Catania dove si è scoperto che «la emissione di ricette è di 7 punti superiore alla media nazionale senza che questo sia supportato da un quadro epidemiologico tale da poter giustificare l’eccessivo consumo»”.

Il report delle Fiamme Gialle pone attenzione anche sui rimborsi. “Il limite massimo stabilito dalla legge per la degenza parla di 60 giorni, dopo scatta la tariffa più bassa per il rimborso. Ma aggirare l’ostacolo per ospedali e cliniche convenzionate è evidentemente molto facile. Basta “frazionare” il ricovero e per il paziente a carico dello Stato la tariffa rimarrà sempre al massimo. Si tratta di un “sistema” illecito non facile da scoprire che provoca danni da milioni di euro. Prima della scadenza dei due mesi, il malato viene “dimesso” e accettato nuovamente qualche giorno dopo. In realtà in alcuni casi è accaduto che non si sia addirittura mosso dalla struttura”.

Naturalmente non può mancare il capitolo riguardante gli appalti pubblici. “Sono decine e decine le inchieste aperte in tutta Italia, prima fra tutte spicca quella sulla Regione Lombardia con il disvelamento dell’accordo tra politica e imprenditoria. Tra i casi citati nel rapporto della Guardia di Finanza c’è quello che riguarda la Asl di Brindisi dove la Corte dei Conti ha evidenziato «l’alterazione, mediante vari e, a volte, sofisticati meccanismi fraudolenti, della libera concorrenza tra le imprese partecipanti alle gare per l’aggiudicazione dei lavori, con immediata ripercussione sull’entità della spesa sostenuta, a tutto personale vantaggio degli agenti pubblici coinvolti e delle imprese conniventi e a corrispondente grave detrimento del patrimonio pubblico, ove si consideri il cospicuo valore complessivo (circa 35 milioni di Euro) degli appalti oggetto di indagine»”.

Cosa ne pensi? Dì la tua nei commenti e sostieni la battaglia di Riparte il futuro contro la corruzione nella sanità >>


Trasparenza sui bandi di gara e di concorso: come scelgono i vincitori le nostre Aziende sanitarie?

Secondo il decreto legislativo 33/2013 tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a rendere noti i bandi di concorso per il reclutamento di personale e tutte le informazioni sulle procedure per l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture. La legge dunque impone la trasparenza totale su questi meccanismi che mettono gravemente a rischio il denaro pubblico. Ma dato che nel nostro Paese le normative stentano a essere applicate, abbiamo deciso di verificare personalmente, con il sostegno dei cittadini firmatari della petizione Riparte il futuro, che le Aziende sanitarie nazionali abbiamo realmente risposto a questa direttiva. Nei settori sensibili come la sanità, infatti, la corruzione sottrae capitali che dovrebbero essere destinati alla tutela della nostra salute, peggiorando gravemente la qualità dei servizi. Non possiamo tollerarlo.

Abbiamo esaminato tre parametri:
1) la presenza sul sito della pagina “Bandi di gara e di concorso”
2) la presenza sul sito della documentazione pre-gara e post-gara dei bandi
3) la presenza sul sito del documento sintetico tabellare

il tutto in formato open data.

Dal monitoraggio è emerso che circa il 95% delle 242 aziende sanitarie ha pubblicato sul sito la pagina “Bandi di gara e di concorso” (o anche di due pagine distinte) ma per la maggior parte lo ha fatto senza allegare la fondamentale documentazione pre-gara e post-gara dei bandi e dei requisiti, nonché gli esiti dei concorsi stessi. La figura 4 entra nel dettaglio del parametro:

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In merito al documento tabellare 2013, ovvero una sintesi in formato scaricabile e aperto, con le informazioni relative ai bandi di gara e ai concorsi (poste in forma tale che siano utilizzabili anche a fini statistici) è emerso che su 242 aziende sanitarie, 158 lo hanno predisposto per l’anno 2013. Di queste 145 lo hanno pubblicato in forma sintetica e 145 in formato aperto.

 

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Sommando le percentuali di adempimento dei singoli punti, si ottiene tuttavia una panoramica regionale abbastanza carente: solo 4 regioni superano il 65%, Lombardia, Sardegna, Marche, Friuli Venezia Giulia. Fanalino di coda Valle D’Aosta e Molise, ferme allo zero%.

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Chiarezza su bilanci e rendicontazione: i dati sulla trasparenza economica della sanità italiana

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Riparte il futuro sta monitorando la trasparenza economica delle Aziende sanitarie italiane. L’obiettivo dell’iniziativa, sostenuta dai 150.000 cittadini firmatari, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013.

Libera e Gruppo Abele, promotrici dell’iniziativa insieme alla rete “Illuminiamo la salute”, evidenziano come i dati emersi siano spesso sconfortanti e che i numeri debbano rapidamente migliorare, perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza un nostro diritto. Ecco perché rinnoviamo l’invito a tutti gli italiani a partecipare alla battaglia per una sanità trasparente e libera dalla corruzione firmando la petizione.

Analizziamo i risultati del monitoraggio per i 5 punti richiesti dalla petizione a cominciare da:

Trasparenza di bilancio e rendicontazione:

Occorre ricordare come Riparte il futuro ha considerato soddisfatto il criterio solo nel momento in cui tutte le voci sono state rispettate per come previste da legge: in questo caso si è valutata la pubblicazione del bilancio consuntivo 2012 e preventivo 2013, entrambi in formato open data. È importante infatti dare pieno compimento alla trasparenza, che acquisisce efficacia solo se rispettata nel suo insieme.

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Emerge invece come in molti casi si è risposto solo parzialmente alla richiesta.

Concretamente: nel 2013 sono state 156 le aziende che hanno fornito online il proprio bilancio, sei in più del 2012. Di queste, 133 hanno presentato una forma sintetica del bilancio 2012, e 137 di quello del 2013.

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Dei 150 bilanci 2013 pubblicati dalle Asl, 108 (il 72%) è fruibile in formato open data. Percentuale in aumento rispetto al 2012, quando, tra i 156 bilanci resi pubblici, quelli disponibili in formato aperto erano 97 (il 62,18%).

Dei bilanci 2013 e 2012 rispettivamente 88 (il 58,7%) e 78 (il 50%) è in formato Pdf, mentre soltanto il 13,3% e 12,8% sono in altri tipi di formati aperti.

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Dando un’occhiata ai dati regione per regione (infografica di apertura), si scorgono tra le più virtuose la Basilicata, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Trentino Alto Adige, l’Umbria e il Veneto. Tra le peggiori in tema di trasparenza sui dati pubblicati si registrano la Campania, la Calabria, il Piemonte, la Sardegna e il Molise (unica regione a rimanere fuori dalla graduatoria per due anni di fila). Se ad essere migliorate sono state solo il Piemonte (impresa però fin troppo semplice visto lo scarso dato relativo al 2012), la Lombardia e l’Emilia-Romagna, in alcune zone si è assisito a veri propri crolli. In particolare in Abruzzo, Lazio, Liguria e Sicilia.


Sanità: “La lotta agli sprechi non si fa con i tagli, ma con maggior trasparenza e efficienza”. La nuova fotografia di #riparteilfuturo

Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia finale del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl nell’ambito della Campagna Riparte il Futuro contro la corruzione. L’obiettivo del monitoraggio, con i dati aggiornati al 15 marzo, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013 da parte di tutte le Aziende sanitarie sui temi della trasparenza. L’attività di monitoraggio è stata realizzata in collaborazione con la rete di Illuminiamo la salute e la campagna di raccolta firme online che la sta accompagnando ha visto l’adesione di altre associazioni come SOS Sanità e Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abele presenta un paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% è al 25%. Ventotto aziende invece, l’11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D’Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con l’0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi risulta soddisfatto dal 50 % delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D’Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l’Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D’Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D’Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l’organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all’anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l’erogazione dei servizi e le spese: l’hanno organizzata solo l’1,65% delle Aziende.

“I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna - prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande. Obiettivo del monitoraggio è avere aziende sanitarie e ospedali trasparenti perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza è un nostro diritto. Invitiamo tutti gli italiani a partecipare a questa battaglia firmando la petizione per una sanità trasparente e libera dalla corruzione su www.riparteilfuturo.it

Sul www.riparteilfuturo.it/sanita sarà possibile verificare l’adeguamento delle singole Aziende sanitarie e saranno messe a disposizione di tutti le informazioni e i documenti relativi con relative mappe e cartine e relative infografiche. Su questo blog commenteremo i singoli dati nel corso delle prossime settimane.

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Stati Generale della salute: non si parlerà di corruzione

Schermata 2014-03-31 alle 10.05.50Tra poco più di una settimana a Roma si terranno gli Stati Generali della Salute (8-9 aprile Auditorium Parco della Musca, Roma), un importante evento istituzionale sui temi della sanità promosso dal ministero della Salute.

Si legge nella presentazione: “l’iniziativa consentirà il confronto tra le istituzioni, gli enti, le imprese e gli operatori pubblici e privati della sanità italiana e stimolerà il dibattito sui principali temi della salute pubblica, per mettere in risalto sia le eccellenze sia le problematiche del nostro sistema e per confrontarsi sulle politiche sanitarie che l’Italia intende perseguire nel contesto europeo e internazionale, anche in vista del prossimo semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea.”
Tuttavia, nonostante le premesse, tra gli argomenti previsti in scaletta non compare  il tema dell’illegalità. Eppure opacità, frodi, corruzione colpiscono duramente il settore sanitario: si pensi che tra il 2010 e il 2012 per i soli reati accertati dalla Guardia di Finanza le casse dello Stato hanno perso circa 1,6 miliardi di euro.

Oltre al ministro Beatrice Lorenzin, ci saranno anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Parteciperanno inoltre governatori regionali, parlamentari, direttori di istituti di fama internazionale e presidenti dei più importanti gruppi che gravitano attorno al mondo della sanità. Un’occasione persa per ribadire a livello istituzionale come, prima dei tagli al settore di cui si discute ultimamente, occorrerebbe agire sugli sprechi. E quale spreco più grande di quello prodotto dall’illegalità e in particolare dalla corruzione?

Agli Stati Generali si discuterà tuttavia di trasparenza dei dati forniti dalle aziende sanitarie, un argomento che come Riparte il futuro ci vede direttamente coinvolti: con la campagna e il monitoraggio lanciati da alcuni mesi fa sui temi della trasparenza nella sanità italiana, Riparte il futuro sta cercando di coinvolgere la società civile e dialogare con le Istituzioni su un problema che deve essere posto in cima all’agenda delle priorità. C’è in gioco la nostra salute.

 


Un’altra Azienda ospedaliera ha raggiunto il 100%: la San Giovanni e Ruggi di Salerno

Segnaliamo che l’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona di Salerno (www.sangiovannieruggi.it) ha da ieri, 20 marzo, soddisfatto gli adempimenti monitorati da Riparte il futuro relativi alla normativa anticorruzione e per la trasparenza, predispondendo alla sezione “Amministrazione Trasparente” del proprio sito istituzionale le informazioni relative ai vertici, l’atto di nomina del Responsabile anticorruzione e il Piano triennale anticorruzione.

La stessa azienda si è resa promotrice dell’evento “Trasparenza, Legalità ed Etica nel Servizio Sanitario Regionale: a Salerno si può?” che si terrà oggi 21 marzo presso l’Aula Scozia dell’Azienda Ospedaliera. In questa giornata si parlerà anche della Campagna di Riparte il Futuro, grazie alla presenza di Vittorio De Micheli, direttore scientifico di Illuminiamo la Salute.

IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO >>


Contro la corruzione nella sanità… noi ci mettiamo il camice!

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“Contro la corruzione nella sanità, noi ci mettiamo il nostro camice! Da 22 anni siamo un’associazione di studenti di Medicina – Gruppo Prometeo Bologna -  che mettono la faccia e l’impegno per una facoltà e una medicina più giusta! Perché essere medico e fare medicina non vuol dire solo sapere a memoria delle nozioni!”

Per sostenere la battaglia di Riparte il futuro per la trasparenza della sanità italiana dobbiamo essere in tanti e anche tu puoi fare la tua parte:

Lavori nel settore sanitario? Mandaci una tua foto con il camice e una breve dichiarazione per spiegare le ragioni della tua adesione.

- Non sei un medico ma hai parenti, amici, conoscenti dottori, infermieri, ortopedici, dentisti? Chiedigli di aderire segnalandogli questo post!

Le foto e dichiarazioni per #cimettoilcamice vanno mandate a foto@riparteilfuturo.it.

Consiglialo anche al tuo medico di fiducia :)

GUARDA TUTTI I CAMICI >>

 

 

 


Contro la corruzione #cimettoilcamice. Coinvolgi il tuo medico di fiducia!

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Sono medici, barellieri, infermieri, farmacisti, operatori sanitari e hanno deciso di fare la propria parte contro la corruzione che inquina la sanità italiana. Per dimostrare che sono la maggioranza e che non hanno paura di contrastare quell’illegalità che rischia di compromettere la forza e di minare la fiducia nel Servizio sanitario nazionale, hanno deciso di sostenere la petizione di Riparte il futuro e di metterci la faccia. Anzi di più: il camice!

Dobbiamo essere in tanti e anche tu puoi fare la tua parte:

- Lavori nel settore sanitario? Mandaci una tua foto con il camice e una breve dichiarazione per spiegare le ragioni della tua adesione.

- Non sei un medico ma hai parenti, amici, conoscenti dottori, infermieri, ortopedici, dentisti? Chiedigli di aderire segnalandogli questo post!

Le foto e dichiarazioni per #cimettoilcamice vanno mandate a foto@riparteilfuturo.it.

Consiglialo anche al tuo medico di fiducia :)

 


La classifica della sanità trasparente: Campania e Calabria le peggiori

Secondo l’ultima fotografia del 7 marzo, che Riparte il futuro ha scattato monitorando i dati sulla trasparenza della sanità nel nostro Paese, sono Campania e Calabria le regioni più inadempienti rispetto ai parametri richiesti dalla legge 190 del 2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni. Raggiungendo le percentuali rispettivamente del 62% e del 55% le due regioni del Sud si collocano al margine della classifica stilata dalla campagna “Salute – Obiettivo 100%” promossa da Libera e Gruppo Abele che chiedeva a tutte le Aziende sanitarie italiane di rispettare entro il 31 gennaio tre parametri di legge: pubblicazione  delle informazioni sui vertici, nomina e pubblicazione del Responsabile anticorruzione, redazione e messa online del Piano triennale anticorruzione.
Solo Basilicata e Liguria hanno raggiunto il 100%, seguite da Piemonte (99%), Lombardia (98%), Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia (96%).

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Il punteggio basso non significa però che tutte le Aziende sanitarie di Campania e Calabria facciano male in termini di trasparenza. Anzi al contrario, la Campania è la regione che presenta al suo interno una situazione fortemente diversificata: mentre quattro aziende sanitarie su 11 non raggiungono la percentuale del 35%, presentando i punteggi più bassi a livello nazionale, d’altro canto sul territorio sono presenti altri tre casi che hanno raggiunto il 100% e uno al 91%.

Anche in Calabria c’è una situazione disomogenea: tre aziende sanitarie su nove non raggiungono la percentuale del 10%,  una si attesta al 35% , altre due hanno percentuali tra il 70% e l’80% e le ultime tre tra il 90% e il 100%.

Questi in generale i dati relativi alle circa 240 aziende analizzate. Per i nomi delle singole Aziende inadempienti leggi qui.

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Nel grafico seguente possiamo vedere l’andamento del monitoraggio effettuato da Riparte il futuro durante i tre mesi di campagna. Si nota un Nord tendenzialmente più virtuoso e un Sud che raggiunge un dignitoso 81%.
Adesso spetta all’Autorità nazionale anticorruzione, l’ANAC, agire sulle Aziende che risultano ad oggi non a norma, anche in termini di sanzioni.

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Ma l’impegno di Riparte il futuro non finisce qui: la trasparenza è una condizione che non si esaurisce con il semplice rispetto della normativa formale. Va coltivata e introdotta nel quotidiano funzionamento degli enti pubblici, e nel dialogo con i cittadini. La campagna dunque rilancia con nuovi 5 punti sulla trasparenza economica delle Aziende sanitarie.

FIRMA E DIFFONDI LA PETIZIONE >>

 

 


Ecco le aziende sanitarie che non hanno ancora pubblicato online il Responsabile anticorruzione e il Piano triennale

Lo stato di adempimento dei criteri anticorruzione scelti dalla petizione “Obiettivo 100%” di Riparte il futuro, è positivo a livello nazionale -è stata raggiunto il 91% secondo i dati aggiornati al 7 marzo - ma restano alcune, per fortuna rare, situazioni di inosservanza che lasciano supporre una certa negligenza nei confronti della nuova normativa.

Ecco i risultati, aggiornati al 7 marzo, che mostrano l’andamento dei risultati della petizione. Da ottobre a oggi quante delle circa 240 aziende sanitarie monitorate non hanno ancora pubblicato le informazioni richieste dalla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni?

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I RESPONSABILI ANTICORRUZIONE

Secondo l’ultimo aggiornamento, sono 6 le aziende sanitarie che non hanno pubblicato online la nomina del Responsabile anticorruzione: tre di queste si trovano in Calabria, due in Campania, e una in Lazio.

Tutte queste aziende risultano inadempienti non soltanto rispetto alla normativa anticorruzione ma anche in merito alla trasparenza dei vertici: il loro punteggio di adempimento generale non a caso varia tra il 4% e l’11%.

Sono:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

3) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

4) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

5) ASL Benevento – Campania

6) Asl Roma A – Lazio

Ribadiamo come la mancata messa online non significa che il ruolo non sia stato predisposto, ma che, per come invece previsto da legge, i cittadini non hanno informazioni su questa figura chiave nella lotta alla corruzione all’interno delle Aziende sanitarie. In assenza di dati, non possiamo  in alcun modo esercitare il nostro diritto di sapere.
Non dobbiamo dimenticare poi che il Responsabile anticorruzione è strategico anche all’esterno degli enti, perché è un riferimento per la società civile locale, da interpellare attraverso l’accesso civico e in ogni occasione utile su questi temi.

I PIANI TRIENNALI ANTICORRUZIONE

A queste sei aziende se ne aggiungono altre 9, per un totale di 15 aziende, che al 7 marzo 2014 non hanno reso disponibile online il Piano anticorruzione: 3 si trovano in Lazio, 1 in Sardegna, 1 in Veneto, 1 nelle Marche, 2 in Campania, 1 in Calabria.

Ecco quindi l’elenco completo degli inadempienti:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) A.O.”Mater Domini” Catanzaro – Calabria

3) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

4) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

5) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

6) ASL AVELLINO – Campania

7) ASL Benevento – Campania

8) ASL NA 1 CENTRO – Campania

9) A. Ospedali Riuniti Marche Nord – Marche

10) Asl Roma A – Lazio

11) A.O. Sant’Andrea – Lazio

12) ASL ROMA G – Lazio

13) ASL VITERBO – Lazio

14) ASL CARBONIA – Sardegna

15) Az. ULSS 10 - Veneto Orientale Veneto

Il Piano anticorruzione è quel documento strategico che contiene le politiche chiave, dall’analisi del rischio alla formazione del personale, previste dalla Legge 190 come in grado di porre una barriera al fenomeno corruttivo.

Quanto al Piano, non basta prevederlo: bisogna anche trasformarlo in azione. Se però non viene neanche redatto, diventa impossibile fare qualunque cosa. Per questo la pubblicazione online è “l’anno zero” di ogni politica di prevenzione e occorre partire da qui anche noi cittadini per sapere che cosa le nostre Aziende sanitarie intendano fare, e per partecipare alla vita degli enti.

Come società civile abbiamo fatto la nostra parte esercitando il monitoraggio civico.

Ora la palla passa all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha anche capacità di sanzionare gli inadempienti e di investigare le cause per cui non si è arrivati a pubblicazione. La stessa Autorità che, stando a quanto promesso ieri dal premier Renzi, a breve avrà a capo il magistrato Raffaele Cantone.