La riforma del 416 TER

Lo scambio elettorale politico-mafioso è un reato disciplinato dall’articolo 416 ter del codice penale italiano, inserito nel libro secondo. Il reato è stato introdotto dal D.L. n. 306 del 1992 convertito con modificazioni dalla legge n. 356 del 7 agosto 1992 e modificato ancora il 16 aprile 2014 sotto la spinta di quasi 500mila cittadini che hanno firmato la campagna Riparte il futuro.

L’articolo, che vuole contrastare i legami politico-mafiosi, è strettamente connesso con la fattispecie prevista dall’art. 416 bis: infatti prevede la pena per chi ottiene la promessa dei voti dalla criminalità organizzata (il procacciamento di voti per sé o per altri o l’ostacolo al libero esercizio del voto rientra tra i programmi dell’associazione mafiosa) in cambio della erogazione di denaro.

 
 

Art. 416-ter: testi a confronto

Versione del 1992

come presentato alla Camera il 15 marzo 2013

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Versione del 1992

come presentato alla Camera il 15 marzo 2013

La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.

Prima revisione

approvato all’unanimità alla Camera il 16 luglio 2013

Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell art 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni.
La stessa pena si applica a Chi procaccia voti con le modalità indicate al comma precedente.

Seconda revisione

modificato al Senato il 28 gennaio 2014

Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis.
La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

Versione definitiva del 2014

modificato alla Camera il 3 aprile 2014 e approvato al Senato il 16 aprile 2014

Chiunque accetti la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.

Versione definitiva del 2014

modificato alla Camera il 3 aprile 2014 e approvato al Senato il 16 aprile 2014

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Versione del 1992

come presentato alla Camera il 15 marzo 2013

La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.

Prima revisione

approvato all’unanimità alla Camera il 16 luglio 2013

Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell art 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni.
La stessa pena si applica a Chi procaccia voti con le modalità indicate al comma precedente.

Seconda revisione

modificato al Senato il 28 gennaio 2014

Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis.
La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

Versione definitiva del 2014

modificato alla Camera il 3 aprile 2014 e approvato al Senato il 16 aprile 2014

Chiunque accetti la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

Chiunque accetti la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

Pena

Oggetto dello scambio

In sintesi