Contro il dilagare delle tangenti chiediamo trasparenza, monitoraggio civico e tutela per chi denuncia. Anche in Italia il modello del FOIA

12/06/2014 - in corruzione, trasparenza

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Contro la corruzione i cittadini vogliono e possono fare la loro parte, come dimostrano le oltre 520.000 adesioni alla campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele: occorre potenziare il ruolo della società civile, che la Legge 190/12 prevede, affinché si concretizzi il monitoraggio civico e sia possibile esercitare il “diritto di conoscere”. Perché il primo antidoto alle tangenti è la trasparenza. Le norme ci sono, come il decreto 33/2013, ma sono disattese. Si tratta di attuarle sul modello del Freedom of Information Act (FOIA). La trasparenza non deve essere vista come un compito burocratico: è uno strumento di coinvolgimento della cittadinanza che attraverso l’accesso civico deve garantire il monitoraggio di tutte le fasi delle grandi opere, dall’ideazione alla realizzazione”. In vista del Consiglio dei Ministri che dovrebbe prevedere un primo pacchetto anticorruzione, Libera rilancia alcune proposte per dare vita, insieme al rafforzamento dell’Anac, all’ introduzione di delitti come il falso in bilancio e l’autoriciclaggio e alla riduzione delle stazioni appaltanti (oggi oltre 33mila), a un vero e proprio sistema anticorruzione nel nostro Paese.

Per monitorare davvero è fondamentale promuovere la denuncia degli illeciti a cui si assiste, il cosiddetto whistleblowing, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni: denunciare episodi di corruzione significa ristabilire quel patto sociale che corrotto e corruttore hanno spezzato. Vanno definite meglio le scarne norme in merito previste dalla legge e all’Anac vanno affidati compiti anche come Autorità per il whistleblowing. Su questi temi l’ltalia può giocare un ruolo importante nel semestre di presidenza dell’Unione europa, a cominciare dalla promozione di una direttiva comunitaria sul whistleblowing. È lo stesso impegno che hanno assunto anche i 22 europarlamentari italiani che hanno aderito alla petizione promossa da Riparte il futuro e che insieme ai loro colleghi “braccialetti bianchi” di altri paesi dell’Ue daranno vita al primo intergruppo contro la corruzione e le mafie.

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