Ecco le aziende sanitarie che non hanno ancora pubblicato online il Responsabile anticorruzione e il Piano triennale

Lo stato di adempimento dei criteri anticorruzione scelti dalla petizione “Obiettivo 100%” di Riparte il futuro, è positivo a livello nazionale -è stata raggiunto il 91% secondo i dati aggiornati al 7 marzo - ma restano alcune, per fortuna rare, situazioni di inosservanza che lasciano supporre una certa negligenza nei confronti della nuova normativa.

Ecco i risultati, aggiornati al 7 marzo, che mostrano l’andamento dei risultati della petizione. Da ottobre a oggi quante delle circa 240 aziende sanitarie monitorate non hanno ancora pubblicato le informazioni richieste dalla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni?

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I RESPONSABILI ANTICORRUZIONE

Secondo l’ultimo aggiornamento, sono 6 le aziende sanitarie che non hanno pubblicato online la nomina del Responsabile anticorruzione: tre di queste si trovano in Calabria, due in Campania, e una in Lazio.

Tutte queste aziende risultano inadempienti non soltanto rispetto alla normativa anticorruzione ma anche in merito alla trasparenza dei vertici: il loro punteggio di adempimento generale non a caso varia tra il 4% e l’11%.

Sono:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

3) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

4) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

5) ASL Benevento – Campania

6) Asl Roma A – Lazio

Ribadiamo come la mancata messa online non significa che il ruolo non sia stato predisposto, ma che, per come invece previsto da legge, i cittadini non hanno informazioni su questa figura chiave nella lotta alla corruzione all’interno delle Aziende sanitarie. In assenza di dati, non possiamo  in alcun modo esercitare il nostro diritto di sapere.
Non dobbiamo dimenticare poi che il Responsabile anticorruzione è strategico anche all’esterno degli enti, perché è un riferimento per la società civile locale, da interpellare attraverso l’accesso civico e in ogni occasione utile su questi temi.

I PIANI TRIENNALI ANTICORRUZIONE

A queste sei aziende se ne aggiungono altre 9, per un totale di 15 aziende, che al 7 marzo 2014 non hanno reso disponibile online il Piano anticorruzione: 3 si trovano in Lazio, 1 in Sardegna, 1 in Veneto, 1 nelle Marche, 2 in Campania, 1 in Calabria.

Ecco quindi l’elenco completo degli inadempienti:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) A.O.”Mater Domini” Catanzaro – Calabria

3) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

4) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

5) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

6) ASL AVELLINO – Campania

7) ASL Benevento – Campania

8) ASL NA 1 CENTRO – Campania

9) A. Ospedali Riuniti Marche Nord – Marche

10) Asl Roma A – Lazio

11) A.O. Sant’Andrea – Lazio

12) ASL ROMA G – Lazio

13) ASL VITERBO – Lazio

14) ASL CARBONIA – Sardegna

15) Az. ULSS 10 - Veneto Orientale Veneto

Il Piano anticorruzione è quel documento strategico che contiene le politiche chiave, dall’analisi del rischio alla formazione del personale, previste dalla Legge 190 come in grado di porre una barriera al fenomeno corruttivo.

Quanto al Piano, non basta prevederlo: bisogna anche trasformarlo in azione. Se però non viene neanche redatto, diventa impossibile fare qualunque cosa. Per questo la pubblicazione online è “l’anno zero” di ogni politica di prevenzione e occorre partire da qui anche noi cittadini per sapere che cosa le nostre Aziende sanitarie intendano fare, e per partecipare alla vita degli enti.

Come società civile abbiamo fatto la nostra parte esercitando il monitoraggio civico.

Ora la palla passa all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha anche capacità di sanzionare gli inadempienti e di investigare le cause per cui non si è arrivati a pubblicazione. La stessa Autorità che, stando a quanto promesso ieri dal premier Renzi, a breve avrà a capo il magistrato Raffaele Cantone.