Eterna Tangentopoli italiana. Da Mani pulite a Expo 2015, come uscire dal loop?

09/05/2014 - in corruzione

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Era probabile che dietro ai patinati progetti dell’Expo 2015 potesse estendersi la lunga ombra della corruzione. Lo si ipotizzava e lo si temeva fin dall’inizio del mandato, come se fosse un destino obbligato delle gare d’appalto a nove cifre. I timori erano fondati e lo dimostra, a pochi mesi ormai dall’inizio dell’esposizione universale, l’esito della maxi indagine che ha portato 200 uomini della guardia di finanza e della Dia ad arrestare ieri mattina il direttore acquisti e pianificazione di Expo 2015 Angelo Paris, l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, l’ex segretario amministrativo della Dc milanese Gianstefano Frigerio (anche lui ex Forza Italia), l’ex segretario dell’Udc ligure Sergio Cattozzo, l’imprenditore Enrico Maltauro e anche Primo Greganti, noto alle cronache giudiziarie dall’epoca di Tangentopoli, così come lo stesso Frigerio. Agli arresti domiciliari è finito invece Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture lombarde. Le perquisizioni sono in corso in 15 città italiane.

È solo il primo gradino“, secondo il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che coordina l’indagine insieme al procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati. Da ottobre 2013, periodo in cui è risultato chiaro il coinvolgimento del direttore Paris, c’è stata un’accelerazione “per permettere a Expo 2015 di ripartire dopo aver fatto pulizia”, precisa Bruti Liberati. Nessun atto amministrativo è stato infatti sequestrato, per consentire la prosecuzione dei lavori di questo sogno di cristallo da 21 milioni di visitatori, secondo le stime.

I reati ipotizzati appartengono a un triste catalogo già sentito: associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, nonché rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio. Sembra che i funzionari abbiano ricevuto promesse di carriera per pilotare gli appalti e che in particolare Frigerio si occupasse di infiltrazione nel settore sanità: “aveva collegamenti con una serie di direttori generali e amministrativi di ospedali”, ha dichiarato il pm Claudio Gittardi. Greganti, invece, sembra tenesse i rapporti con il mondo delle cooperative. Le intercettazioni hanno inoltre rilevato vari contatti con la politica ma fino ad oggi nessun parlamentare risulta indagato.

Una storia già vista? Purtroppo sì. E tutto questo anche a pochi giorni da una nuova chiamata alle urne per gli italiani, che avrebbero ragione di sentirsi intrappolati in un loop da cui non si può sfuggire. La corruzione penetra nelle amministrazioni, tra pubblico e privato, in maniera sistematica: non ci resta che rassegnarci? La risposta di Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, è “no”. E abbiamo una proposta.

Per la prima volta nella storia del nostro Paese abbiamo l’occasione di far sentire la nostra voce compatta contro la corruzione, un fenomeno talmente diffuso da essere dato per scontato, per cui non esiste ancora un’adeguata normativa di contrasto né a livello locale, né nazionale, né europeo.
La campagna sta chiedendo, con il sostegno di centinaia di migliaia di cittadini, di sfruttare le prossime elezioni del 25 maggio per portare le istanze anticorruzione al primo posto nell’agenda politica: l’obiettivo è potenziare le misure di contrasto e prevenzione della corruzione a partire dal più piccolo Comune fino ad arrivare all’intero territorio europeo.

Qui tutti i dettagli della campagna e i nomi dei candidati che hanno aderito >>

Se niente cambia, dobbiamo cambiare prima noi stessi!

LG

Qui di seguito il filmato diffuso dalla Procura di Milano dell’incontro tra Enrico Maltauro e Sergio Cattozzo il 17 aprile scorso, in corso Sempione, a Milano, durante il quale si scambiano una mazzetta di 15.000 euro relativa agli appalti Expo 2015.