La città degli inciampi

Le inchieste Caligola e Caligola-bis hanno gettato ombre lunghissime sull'ennesimo caso indegno di speculazione sulla vita altrui: il processo di ricostruzione a L'Aquila dopo il terremoto dell'aprile 2009. Ancora più recentemente, l'inchiesta Do ut des sulle tangenti nell'ambito della ricostruzione post-sisma ha portato come ultimo esito alle dimissioni del sindaco Massimo Cialente. Chi vive ancora in quella che, dai suoi stessi abitanti, è stata definita una città-fantasma? E cosa sente, cosa prova? Cosa vede al risveglio ogni mattina?

Scopri con l'autrice Domitilla Pirro tutti i retroscena del racconto "La città degli inciampi" che sarà pubblicato in primavera -->

l'autore

domitilla
Domitilla Pirro

28 anni, Roma

bio

Domitilla Pirro ha 28 anni e crede che le parole portino fortuna. Laureata suo malgrado in Giurisprudenza, è iscritta all\'O.d.G. di Roma come giornalista pubblicista: segue regolarmente le Mostre del Cinema di Roma, Venezia e Torino, in occasione delle quali realizza articoli e videorecensioni per testate cartacee e online. Col racconto Sote\' vince la V edizione nazionale del concorso letterario 8x8. Aggiudicatasi una borsa di studio per il terzo anno alla Scuola Holden di Torino, che ha frequentato nel Biennio 2011-2013, ha l\'occasione di lavorare al suo primo romanzo seguita da Marcello Fois, suo insegnante durante il Biennio. Presso la Holden attualmente lavora come Assistente alla Didattica.

27 GEN

Disaster movie nella campagna abruzzese

Schermata 2014-01-27 alle 13.00.47

A me i disaster movie piacciono un sacco… piacevano, voglio dire. Passo indietro.

Durante le vacanze di Pasqua del 2012 ho accompagnato l’amico di una vita – chiamiamolo M – a salutare certi suoi conoscenti specifici e speciali: ha fatto il volontario durante questi fatti qua, il mio amico M, in tendopoli. Tra i tanti aquilani coi quali ha legato c’è pure la famiglia che, anni dopo, l’ha invitato finalmente a pranzo in una casa vera. Col tetto e tutto.

Che c’entra questo coi disaster movie? C’entra un sacco. Perché, dopo aver raggiunto con l’auto del mio amico le zone in questione, mi sono accorta che il paesaggio sonnacchioso della campagna abruzzese cambiava pezzo a pezzo. Letteralmente. Pezzo. A. Pezzo.

Dopo aver mollato l’auto nel cortile comodo e largo della casa di questi signori, io e gli amici di M abbiamo rotto il ghiaccio in fretta. Loro sono quattro: madre, padre, due bambini. Scaricano e noleggiano un sacco di film. Hanno un criceto in gabbietta che occupa spavaldo tutto il corridoio: con un assurdo sistema di tubi in plastica millecolori, gli amici di M hanno regalato al criceto la casa intera: può muoversi per l’intero appartamento, o quasi, restando al sicuro nella sua rete di tubi a prova di crollo.

Dopo un pranzo da festa grande e un’accesa querelle su Pirati dei Caraibi e qualche altro blockbuster, io, M e gli amici di M siamo andati a passeggio per la città. Ed è allora che è cominciato un altro film: uno dei miei preferiti, in teoria.

condividi