La città degli inciampi

Le inchieste Caligola e Caligola-bis hanno gettato ombre lunghissime sull'ennesimo caso indegno di speculazione sulla vita altrui: il processo di ricostruzione a L'Aquila dopo il terremoto dell'aprile 2009. Ancora più recentemente, l'inchiesta Do ut des sulle tangenti nell'ambito della ricostruzione post-sisma ha portato come ultimo esito alle dimissioni del sindaco Massimo Cialente. Chi vive ancora in quella che, dai suoi stessi abitanti, è stata definita una città-fantasma? E cosa sente, cosa prova? Cosa vede al risveglio ogni mattina?

Scopri con l'autrice Domitilla Pirro tutti i retroscena del racconto "La città degli inciampi" che sarà pubblicato in primavera -->

l'autore

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Domitilla Pirro

28 anni, Roma

bio

Domitilla Pirro ha 28 anni e crede che le parole portino fortuna. Laureata suo malgrado in Giurisprudenza, è iscritta all\'O.d.G. di Roma come giornalista pubblicista: segue regolarmente le Mostre del Cinema di Roma, Venezia e Torino, in occasione delle quali realizza articoli e videorecensioni per testate cartacee e online. Col racconto Sote\' vince la V edizione nazionale del concorso letterario 8x8. Aggiudicatasi una borsa di studio per il terzo anno alla Scuola Holden di Torino, che ha frequentato nel Biennio 2011-2013, ha l\'occasione di lavorare al suo primo romanzo seguita da Marcello Fois, suo insegnante durante il Biennio. Presso la Holden attualmente lavora come Assistente alla Didattica.

8 MAR

La beffa delle beffe

Quanto ci parliamo addosso, da donna a donna. Per la donna. Sulla donna. In difesa della donna. L’otto marzo ci falcia le gambe e riusciamo a farci cogliere nell’atto di discutere: meglio farsi gli auguri in segno di rispetto per le origini rivoluzionarie della ricorrenza, oppure ignorare la data in virtù del fatto che la femmina contemporanea non vuole mimose una sola volta all’anno?

Schermata 2014-03-10 alle 11.05.36Scavando nelle macerie morali della ricostruzione aquilana, capita però d’imbattersi in notizie come questa qui: il pasticciaccio brutto di Gianni Chiodi, Governatore dell’Abruzzo, e Letizia Marinelli, consigliera di Parità.

La cronistoria che ne fa Abruzzo24ore, per capirci, non è lusinghiera: il 18 febbraio Marinelli si candida per la nomina a consigliera, il 9 marzo la regione nomina la commissione per valutare le istanze. Poi, ammette Chiodi, lui e Letizia passano insieme la notte del 15 marzo in un hotel romano con vista sul Pantheon. Due mesi dopo, il 16 di maggio, arriva la nomina della Marinelli; a seguire, il 22 luglio, è ratificata anche la sua nomina al Ministero del Lavoro e Politiche sociali.
“È un incarico da appena 200 euro al mese, non mi ha mai chiesto niente: né un aiuto, né una protezione”, riportano alcune testate come testuale dichiarazione di Chiodi.

Ora, a prescindere dalle implicazioni adulterino-penali del giro dei fondi destinati alla ricostruzione dopo il terremoto, tutte da verificare, sentire Chiodi che invoca la restituzione della dignità dopo le accuse di aver usato fondi pubblici per spese private e rimborsi di somme non dovute, fa riflettere. Perché il milione e mezzo di euro che la Marinelli non riuscì mai a mettere a frutto era destinato – beffa delle beffe – a un centro polivalente di quelli… per la donna, sulla donna, in difesa della donna.

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