Last bet

1 giugno 2011. L’arresto di Marco Paoloni a seguito delle indagini della Procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta denominata Last bet dà di fatto il via allo scandalo del calcio scommesse: una rete di corruzione, illeciti, associazione a delinquere che coinvolgerà numerosi tesserati ed ex tesserati del mondo del calcio, giocatori, dirigenti, medici sportivi. All’inchiesta di Cremona si affiancheranno nel giro di pochi mesi le Procure di Bari, Genova e Napoli, a testimonianza di un giro illecito di affari ramificato in tutto il territorio nazionale e con il coinvolgimento di denaro sporco proveniente da diverse organizzazioni criminali internazionali.

Scopri con l'autore Paolo Ferro tutti i retroscena del racconto "Last bet" che sarà pubblicato in primavera -->

l'autore

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Paolo Ferro

26 anni, Firenze

bio

Paolo Ferro nasce a Firenze nel 1988. Dopo la maturità scientifica, coerentemente si iscrive alla facoltà di media e giornalismo dove, altrettanto coerentemente, si laurea con una tesi in estetica classica. Nel 2011 viene ammesso al Master in Scrittura e Storytelling della Scuola Holden, dove si diploma nel giugno 2013, ottenendo la borsa di studio per il terzo anno. È co-sceneggiatore di un corto selezionato da Alex Ongaro (Dreamworks) per la realizzazione ad opera dei diplomandi del Big Rock Institute of Magic Technologies. Attualmente sta lavorando al suo primo romanzo.

27 GEN

Meglio secondi che ladri

Domenica di Giugno. Un caldo soffocante, sudore al massimo, respirazione al minimo. Ma non si può mancare. Ultima partita di campionato, la mia Fiorentina affronta il Brescia nella sfida decisiva per rimanere in serie A. Dopo il fallimento e i due anni di lotta per ritornare al livello che da sempre ci compete dobbiamo assolutamente vincere questa partita per non perdere di nuovo quello che faticosamente abbiamo appena riconquistato. Sono 90 minuti di sofferenza fisica, più gli interminabili secondi nell’attesa della fine delle partite sugli altri campi; poi il boato di liberazione, gli abbracci, il tutto annaffiato dagli idranti sparati sugli spalti a grande richiesta.

Qualche settimana dopo scoppia Calciopoli e si viene a scoprire che anche la Fiorentina, seppur con un ruolo diverso e inizialmente di vittima, è coinvolta nel sistema. E quella partita, quella sorta di sacrificio a cui ci eravamo sottoposti io e gli altri 40 mila allo stadio, era tra quelle il cui risultato era già stato orientato alla vigilia. A Firenze abbiamo un orgoglio importante, che nasce dalla fierezza di vivere in una città così magnifica e al tempo stesso dalla sensazione che al di fuori delle sue mura questa magnificenza non venga adeguatamente riconosciuta. Ecco: quell’orgoglio ha subìto uno strappo. Non di quelli netti, di cui senti subito la fitta, bensì di quelli lievi, quasi pizzicotti, di cui sì ti accorgi subito ma all’inizio tendi a ignorare. Per poi renderti conto che è sempre più difficile porvi rimedio.

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