Terra di lavoro

Federico Del Prete era stato un sindacalista dello SNAA (Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti). “Per aver combattuto come sindacalista battaglie di legalità ed aver collaborato con le Forze dell’ordine, è stato barbaramente ucciso da esponenti della camorra”, recita la motivazione della medaglia d’oro al valore civile che gli è stata assegnata. A Mondragone, grazie anche all’associazione Libera, c’è una sede antiracket dedicata alla sua memoria. Qui ci si propone di scrivere un reportage e visitare i luoghi delle sue battaglie.

Scopri con l’autore Francesco Gallo tutti i restroscena del racconto “Terra di lavoro” che sarà pubblicato in primavera –>

l'autore

francesco
Francesco Gallo

32 anni, Napoli

bio

Francesco Gallo è nato a Napoli nel 1981. Studia Lettere Moderne presso la Federico II. Scrive articoli di critica musicale per Medicine Show, la web-zine di Leonardo Colombati, e saggi per Vibrisse, il bollettino curato da Giulio Mozzi. Nel 2003 è selezionato per un corso di scrittura creativa alla Minimum Fax di Roma. Nello stesso anno, pubblica un racconto nell’antologia Posa ’sto libro e baciami (Zandegù). Studia e lavora in Irlanda per un anno. Tornato in Italia, nel 2013 si diploma al Biennio di Scrittura e Storytelling presso la Scuola Holden di Torino, vincendo la borsa di studio per il terzo anno. Realizza articoli e approfondimenti per HOST, il blog de ilPost diretto da Luca Sofri, e schede di lettura per agenzie letterarie. Sta lavorando al suo primo romanzo.

 

2 APR

“Guardo la fotografia. L’unica che hanno messo in giro. Quella con cravatta e giacca.”

FedericodelpreteScrive Roberto Saviano, rivolgendosi a Federico Del Prete, sindacalista dello SNAA ucciso a Casal di Principe nel 2002 per essersi opposto al racket:

Guardo la fotografia. L’unica che hanno messo in giro. Quella con cravatta e giacca. Eggià. Le agenzie di stampa hanno detto che eri un camorrista, e non potevano diffondere una foto senza giacca e cravatta. Un boss non può non avere giacca e cravatta, non può essere senza un centesimo. La cravatta nella foto l’avevi messa malissimo, il colletto è alzato, sembri incartato, si capisce subito che il vestito te l’avevano prestato. Poi mi sono ricordato. La foto è del tuo matrimonio. L’unica in cui indossavi un vestito “serio” come tu lo definivi. Quasi non ti si riconosce e la tua faccia fa davvero ridere. Non ci credevi neanche tu a star vestito così. Sono venuto al camposanto. Qui davanti alla tua tomba.”

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4 MAR

Don Ciotti: “Non dimenticare mai: papà è morto per dare libertà a delle persone.”

In occasione del decimo anniversario dell’assassinio, il presidio di Libera-Mondragone ha apposto una targa in onore di Federico Del Prete nell’Area Mercato di Mondragone.

Ecco parte dell’intervento di Don Ciotti, presidente di Libera, rivolto ai familiari di Del Prete.

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24 FEB

Una storia di resistenza alla camorra

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C’è un libro che racconta la storia di Federico Del Prete. L’ha scritto un giornalista, Paolo Miggiano, e si intitola: “A testa alta – Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra“. Il testo è accompagnato da una prefazione del magistrato Raffaele Cantone e da una testimonianza di Gennaro Del Prete, figlio di Federico. La scrittura e le parole, al solito, si dimostrano un valido strumento per tramandare la memoria di un piccolo, grande eroe. A dodici anni esatti di distanza dall’assassinio, nella Biblioteca Civica di Pozzuoli, in provincia di Napoli, “A testa alta” viene presentato ancora una volta.

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17 FEB

Il racket delle buste di plastica

plastic-bag

Sono in molti a credere che Federico Del Prete sia stato ucciso per aver denunciato il racket delle buste di plastica. Un racket da cinque milioni di euro all’anno, gestito dai camorristi che nei mercati imponevano un prezzo di cinque euro al chilo.

Dietro l’uccisione di Federico Del Prete, in realtà, c’è molto altro. Federico Del Prete è stato ucciso perché era un uomo onesto che rispettava la legge. Rispettare la legge, in certe terre del casertano (all’interno di comuni come Casal di Principe e Mondragone, per esempio), può avere un costo. Spesso, tragicamente, questo costo è la vita.

Nel 2001, grazie alle segnalazioni raccolte dai membri dello SNASS, il Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti, Federico Del Prete presentò una denuncia che portò all’arresto di un vigile urbano corrotto di Mondragone, Mattia Sorrentino. Mattia Sorrentino era un parente di Filoso, un membro del clan La Torre. Faceva l’esattore. Il giorno prima della sua testimonianza al processo, Federico Del Prete venne ucciso.

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27 GEN

Un eroe che di mestiere faceva il venditore ambulante

La storia di Federico Del Prete è la storia di un eroe. «Per aver combattuto come sindacalista battaglie di legalità ed aver collaborato con le Forze dell’ordine, è stato barbaramente ucciso da esponenti della camorra.» Queste le parole che si possono leggere all’interno della motivazione per l’assegnazione della Medaglia d’oro al valor civile, consegnata il 20 marzo del 2009. Un eroe, dicevo. Un eroe che di mestiere faceva il venditore ambulante.

Proprio così. Federico Del Prete commerciava vestiti. Lo faceva in maniera seria, scrupolosa, e, soprattutto, nel rispetto delle regole. A un certo punto fondò anche un sindacato: lo SNAA (Sindacato Nazionale Ambulanti). Nel giro di pochissimo tempo lo SNAA arrivò a contare tremila iscritti. Un successo. Un successo dovuto alla lotta contro l’illegalità. E all’impegno profuso contro le vessazioni operate dalla camorra nei confronti degli ambulanti. Federico Del Prete lottò duramente, coraggiosamente contro questa illegalità. Lottò fino al 18 febbraio 2002. Fino al momento in cui nella sede dello SNAA irruppero quattro killer e fecero fuoco uccidendolo.

Quando Vincenzo, uno dei figli di Federico Del Prete, corse in mezzo alla strada per chiedere aiuto, i passanti fecero finta di niente. Ricordare la storia di Federico Del Prete è importante.

È la storia di un eroe.

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