La clessidra dei 100 giorni è appena partita e c’è già una proposta di legge

19/03/2013 - in corruzione

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Mancano 98 giorni, 11 ore e 22 minuti allo scadere dei 100 giorni. In questo tempo i braccialetti bianchi di Riparte il futuro dovranno riuscire a modificare la legge sullo scambio elettorale politico-mafioso, primo punto chiave della lotta alla corruzione in Italia.
Sono scesi solo pochi granelli di sabbia nella clessidra che segna il countdown e già l’attività parlamentare sul tema si è fatta intensa.
Dopo il DDL del Presidente del Senato, Pietro Grasso, al cui interno viene espressamente prevista la modifica del 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, arriva la Proposta di Legge di Francesco Sanna, deputato col braccialetto bianco, che risponde letteralmente all’impegno preso con Riparte il futuro. Una notizia molto importante perché trasforma immediatamente l’impegno in volontà opertativa.
Ecco un estratto dellla proposta di Francesco Sanna.

Nel corso della campagna elettorale per l’elezione del Parlamento della XVII legislatura, il proponente ha aderito a “Riparte il Futuro”, campagna contro la corruzione promossa dal Gruppo Abele e dalla Associazione Libera, che ha visto la sottoscrizione di oltre ottocento candidati. Tra essi, 71 sono stati eletti nel Senato della Repubblica e 201 nella Camera dei Deputati. Tra gli impegni richiesti ai candidati alle elezioni politiche, l’introduzione nell’ordinamento giuridico italiano, entro i primi cento giorni della nuova legislatura, del reato di “scambio elettorale politico mafioso”. La presente proposta di legge adempie quell’impegno, affrontando la questione cruciale della sfera di applicazione del delitto di scambio elettorale politico-mafioso, sostituendo integralmente l’articolo 416- ter del Codice Penale. Un disegno di legge modificativo all’articolo 416 ter penale era già stato depositato al Senato della repubblica, nella sedicesima legislatura, dal gruppo del Partito Democratico, a prima firma della senatrice Silvia della Monica. I medesimi contenuti sono stati ripresentati sul finire della legislatuira sotto forma di emendamento al disegno di legge delega “anticorruzione”, ma non approvati in Commissione, né assunti nel testo sul quale il Governo ha posto la fiducia.
La presente proposta è volta ad estendere, con la sostituzione integrale dell’articolo 416 ter del Codice Penale, la pena stabilita per lo scambio elettorale politico mafioso – la promessa dei voti dell’associazione criminale contro l’erogazione di danaro – anche a chi si adopera per far ottenere la promessa di voti prevista dal terzo comma dell’articolo 416 – bis. Si prevede inoltre che, oltre alla erogazione di denaro, anche il trasferimento di «qualunque altra utilità» ovvero «la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa» possano rientrare tra le finalità del delitto. In tal modo l’oggetto dello scambio potrà superare la semplice dotazione di denaro in cambio dei voti e conferire maggior efficacia alla disposizione in questione. L’ampliamento delle condotte che costituiscono reato completerebbe gli strumenti di repressione delle forme di violenza di cui si serve la criminalità organizzata, ed in particolare andrebbe a colpire le possibilità di infiltramento nelle istituzioni e la capacità di condizionamento di eletti collusi con il sistema criminale. Il Parlamento ha adottato numerosi provvedimenti di contrasto alle attività economiche della criminalità organizzata e la possibilità per la magistratura di applicare istituti che anche in via cautelare la spossessano dei beni ad essa riconducibili. Tuttavia le organizzazioni criminali dispongono ancora di ingenti capitali e sono capaci di «inquinare» i luoghi della democrazia rappresentativa. In ragione della estesa rete di contatti intessuta dai clan mafiosi, essi puntano a contare sulla protezione, sul sostegno e sulla connivenza di strati della popolazione resi deboli dalla crisi economica, estendendo così il loro controllo sulla vita sociale di parti del Paese anche oltre le zone di insediamento tradizionali, accrescendo progressivamente la loro presenza anche nelle regioni settentrionali.”

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