La corruzione blocca gli investimenti stranieri e centinaia di migliaia di posti di lavoro se ne vanno

21/01/2013 - in corruzione

commenti

fiducia

Anche per gli alti livelli dell’economia internazionale funziona come tra amici: se non ti fidi, non investi nel rapporto. L’Italia, con il suo alto Indice di percezione della corruzione (Transparency International), e con 60miliardi perduti secondo la Corte dei Conti in questa “tassa occulta”, non invita alla fiducia gli investitori stranieri.

La relazione tra corruzione e diminuzione dell’afflusso di capitale straniero è chiara dai dati e da questa si innesca un meccanismo fallimentare a catena: se gli investimenti stranieri scarseggiano perdiamo opportunità di sviluppo e innovazione che genererebbero migliaia di nuovi posti di lavoro, specialmente per i giovani.

A conferma di quanto detto, citiamo l’inchiesta di Pietro Ichino pubblicata sul Corriere della Sera lo scorso aprile.

Scrive Ichino: “Un altro giacimento da cui potremmo trarre flussi di centinaia di migliaia di nuove assunzioni ogni anno è costituito dagli investimenti stranieri, che l’Italia è stata fin qui drammaticamente incapace di attirare: per questo aspetto, in Europa solo la Grecia ha fatto peggio di noi nell’ultimo ventennio. Se soltanto fossimo stati capaci di allinearci a un Paese mediano nella graduatoria europea, come l’Olanda, nell’ultimo quinquennio prima dello scoppio della crisi (2004-2008) questo avrebbe significato un maggiore afflusso di investimenti nel nostro Paese pari a 57,6 miliardi all’anno (vedi tabella sopra). E negli ultimi quattro anni di crisi economica il nostro ritardo su questo terreno è ulteriormente peggiorato rispetto agli altri Paesi europei.

 

investimenti stranieri

Si legge dal grafico che ad esempio l’afflusso medio di capitali stranieri tra il 2004 e il 2008 in percentuale sul PIL in Italia è stato dell’1,38%, mentre in Francia nel medesimo periodo è stato del 3,88%. Tale “spread” di 2,5% corrisponde ad un ammontare superiore a 40 miliardi.

A monte del progetto Riparte il futuro c’è la presa di coscienza di quali siano i danni della corruzione sulle nostre vite. La corruzione non è infatti (solo) malcostume, brutta abitudine alla tangente e al favore personale, qualcosa su cui chiudere un occhio perché troppo radicata nel sangue degli italiani.

La corruzione è tra le peggiori aggravanti dei nostri problemi economici, a cominciare dalla disoccupazione.

Creando una massa critica compatta contro la corruzione, possiamo dimostrare che le forze sane del nostro Paese sono degne di fiducia e non solo: costituiscono una risorsa preziosa, che può generare crescita e capitale. Firmiamo tutti!

Laura Ghisellini

Vignetta Mauro Biani