Sanità: “La lotta agli sprechi non si fa con i tagli, ma con maggior trasparenza e efficienza”. La nuova fotografia di #riparteilfuturo

Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia finale del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl nell’ambito della Campagna Riparte il Futuro contro la corruzione. L’obiettivo del monitoraggio, con i dati aggiornati al 15 marzo, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013 da parte di tutte le Aziende sanitarie sui temi della trasparenza. L’attività di monitoraggio è stata realizzata in collaborazione con la rete di Illuminiamo la salute e la campagna di raccolta firme online che la sta accompagnando ha visto l’adesione di altre associazioni come SOS Sanità e Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abele presenta un paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% è al 25%. Ventotto aziende invece, l’11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D’Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con l’0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi risulta soddisfatto dal 50 % delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D’Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l’Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D’Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D’Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l’organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all’anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l’erogazione dei servizi e le spese: l’hanno organizzata solo l’1,65% delle Aziende.

“I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna - prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande. Obiettivo del monitoraggio è avere aziende sanitarie e ospedali trasparenti perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza è un nostro diritto. Invitiamo tutti gli italiani a partecipare a questa battaglia firmando la petizione per una sanità trasparente e libera dalla corruzione su www.riparteilfuturo.it

Sul www.riparteilfuturo.it/sanita sarà possibile verificare l’adeguamento delle singole Aziende sanitarie e saranno messe a disposizione di tutti le informazioni e i documenti relativi con relative mappe e cartine e relative infografiche. Su questo blog commenteremo i singoli dati nel corso delle prossime settimane.

FIRMA LA PETIZIONE >>

CONTROLLA IL DETTAGLIO DELLA TUA REGIONE >>