La storia di Ambrogio Mauri

“La storia di Ambrogio Mauri comincia e finisce in Brianza. Ha solo diciannove anni quando il padre muore, gli lascia un’officina che ripara autobus, e molti debiti. Ambrogio salva l’azienda e la trasforma in una delle realtà italiane più avanzate nella produzione di mezzi pubblici di trasporto. Insieme con la ditta Mauri, cresce e cambia anche l’Italia. Dove è normale pagare tangenti, dove l’onesta è ormai solo una vecchia moneta fuori corso. Mauri sceglie di non adeguarsi, perché lui sarà sempre scelto per quello che produce e non per quello che paga sottobanco. Così facendo però lo spazio per la sua azienda si fa sempre più stretto. Anno dopo anno diventa invisibile, regolarmente ignorata nelle gare d’appalto. Poi, il ciclone di Mani Pulite investe l’Italia del malaffare e per Ambrogio sembra la fine di un incubo. Ma il risveglio è brusco e il prezzo della disillusione altissimo: pochi anni più tardi nulla è cambiato. E Mauri rimane solo, come solo – in fondo – era sempre stato”.

Dal libro di Monica Zapelli, Un uomo onesto. Storia di un imprenditore che morì per aver detto no alle tangenti.

Dalla lettera di Ambrogio Mauri:ambrogio_mauri
“Lo so, è una scelta che non dovrei fare, ma ogni giorno che vengo in ufficio è una sofferenza. Mi sento inutile e quel che è peggio non credo più nel futuro. Abituato ad essere uno che guardava avanti con fiducia, ora, dopo Tangentopoli, tutto è tornato come prima. Come tanti ho cercato disperatamente di fare il mio dovere di uomo, di imprenditore. In politica come nella vita. Sempre. Mi trovo con un mondo che non comprendo più. I valori che mi hanno insegnato sembrano scomparsi. Non credo più in questo paese dove corruzione e prepotenze imperversano sempre. L’onestà non paga. La correttezza e la trasparenza non pagano. Questo non è più il mio mondo…”

Riparte il futuro nasce perché non si ripetano più casi come questo. Vogliamo costruire un’Italia dove l’onestà, la correttezza e la trasparenza siano i pilastri della società. Vogliamo farlo anche per Ambrogio e per Roberta.