Laura Boldrini, Pietro Grasso: due braccialetti bianchi alla presidenza di Camera e Senato

17/03/2013 - in corruzione

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Oggi il Corriere della Sera pubblica a pagina 2 le foto di Laura Boldrini e Pietro Grasso al momento dell’elezione alla presidenza di Camera e Senato. Una nomina che dà inizio alla XVII legislatura della Repubblica italiana già definita ‘diversa’, ‘di rottura’, per molteplici motivi.
Uno tra questi è evidente nella fotografia del Corriere di oggi: i neo-presidenti indossano un braccialetto di colore bianco al polso. Boldrini al polso sinistro, Grasso al polso destro.  Di cosa si tratta?
È il simbolo dell’impegno che hanno preso entrambi contro la corruzione fin dai tempi della campagna elettorale, quando probabilmente non si aspettavano affatto di diventare seconda e terza carica dello Stato.
Alla vigilia delle elezioni Boldrini e Grasso facevano parte del gruppo di 878 i candidati, di tutti i partiti, che avevano sottoscritto le richieste della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, dimostrando trasparenza di fronte agli elettori e impegno contro la corruzione.
Qualora eletti, avrebbero lavorato per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso entro i primi 100 giorni di legislatura. Un obiettivo chiave da cui far cominciare la lotta alla corruzione, da combattere questa volta con mezzi definitivi, con un accordo trasversale interpartitico e con il sostegno di centinaia di migliaia di cittadini firmatari di Riparte il futuro (ad oggi la petizione ha raggiunto le 162.000 firme).

Dopo le elezioni, ben 276  braccialetti bianchi sono diventati parlamentari e 2 di essi occupano ad oggi i vertici di Camera e Senato. Se la superstizione non fosse diametralmente opposta ai prinicipi della democrazia si potrebbe pensare che il braccialetto di Riparte il futuro porti fortuna.
Ma osservando le inquadrature e le foto da Montecitorio e Palazzo Madama, potremo notare in questi giorni tantissimi altri braccialetti bianchi ai polsi dei nostri parlamentari. Alcuni di loro, come Boldrini, lo indossano sul polso sinistro, altri, come Grasso,  su quello destro. Ma questo non significa niente. La lotta alla corruzione non ha nulla a che fare con la destra e la sinistra politicamente intese. Così come il suo simbolo, il braccialetto, non può essere considerato uno stendardo di uno o dell’altro partito. Indossarlo significa trasformare le parole in provvedimenti reali, trovando il necessario accordo su tutto l’arco parlamentare senza il quale il vero cambiamento non potrà attivarsi.
Solo uniti, cittadini e politici, possiamo sconfiggere il male che soffoca il nostro Paese da troppo tempo. Solo senza corruzione Riparte il futuro.
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Laura Ghisellini