Perché chiediamo la modifica dell’articolo 416 ter?

04/02/2013 - in corruzione

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voti compratiIl percorso di Riparte il futuro, che intende combattere la corruzione dalle radici, comincia chiedendo ai candidati di inserire tra i punti della campagna elettorale il potenziamento dell’articolo 416 ter e di provvedere alla modifica entro i primi 100 giorni dall’eventuale elezione in parlamento. L’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso recita: “La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro”.

Si chiede che la norma venga riformulata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa.
Offrire denaro infatti non è l’unica possibilità che il politico mette in campo nello scambio corruttivo. Può utilizzare ben altri favori: promesse di informazioni su appalti permettendo così l’infiltrazione criminale nell’economia, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, protezioni dall’azione repressiva, ostacolando in diversi modi il lavoro delle forze di polizia ma anche poltrone, cariche influenti e così via.

Lo scambio elettorale politico-mafioso dimostra quanto sia pericoloso il fenomeno della corruzione, smascherando le sue forme più estreme per comprendere anche quelle meno visibili, ma più diffuse, che spesso sono considerate solo atti di malcostume.

In occasione delle elezioni politiche del 2013 si vuole ribadire la necessità di rompere il legame che unisce il mondo della politica a quello della criminalità organizzata, uno dei punti non affrontati dalla nuova norma anticorruzione.

Più Braccialetti bianchi ci saranno in Parlamento – si chiamano così i candidati che hanno sottoscritto i 5 punti di Riparte il futuro – più possibilità avremo che questa norma venga effettivamente modificata entro i primi 100 giorni del nuovo governo.

Ma la campagna non terminerà con il raggiungimento di questo ptimo risultato. Al contrario, sarà il punto di partenza di una riforma più ampia e profonda. A partire dall’autunno 2013 ci concentreremo su altre necessità quali la riforma della prescrizione, il contrasto dell’autoriciclaggio e dell’evasione fiscale, l’introduzione di norme premiali per chi per primo denuncia un meccanismo corruttivo, l’introduzione del test d’integrità per politici, funzionari e burocrati, il riordino delle fattispecie penali in tema di anticorruzione su esempio delle convenzioni internazionali, il perseguimento del falso in bilancio e di quei reati civetta che anticipano e permettono la corruzione. Inoltre chiederemo la revisione del Codice Antimafia e dell’organizzazione dell’Agenzia Nazionale Beni Confiscati, per garantire il riutilizzo a fini sociali e il recupero delle imprese che appartengono anche ai corrotti oltre che ai mafiosi.

Leonardo Ferrante