PETIZIONE – Rafforziamo ora la legge sullo scambio elettorale politico-mafioso – ABBIAMO VINTO!

La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (siamo allo stesso livello della Romania, secondo la classifica di Tranparency International, e poco al di sopra di Grecia e Bulgaria). Si tratta di un fenomeno dilagante, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali, che danneggia le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.

La lotta alla corruzione ha quindi bisogno del sostegno di tutte le diverse forze politiche e di quella parte della società civile che più desidera il cambiamento.

Come primo atto abbiamo chiesto che il Parlamento modificasse l’articolo 416 ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso. È necessario cominciare da questa riforma per spezzare il patto deleterio che lega politico corrotto e mafioso corruttore, condizionando scelte strategiche della vita del Paese e vincolando la libertà  elettorale. Rendere efficace la legge significa anche prevenire la pratica diffusa del voto di scambio, che trasforma il voto del cittadino in una merce da barattare.

La modifica del 416 ter è il primo passo, simbolico, per dotare l’Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei. Abbiamo chiesto al Parlamento di adottare la riforma nei primi 100 giorni della legislatura. Non ce l’abbiamo fatta, ma siamo riusciti a innescare un meccanismo virtuoso e forse unico nella storia politica repubblicana: si è costituito l’intergruppo parlamentare dei “braccialetti bianchi” del quale fanno parte circa 250 rappresentanti di quasi tutte le forze politiche.

Il 16 aprile 2014, dopo altri tre passaggi tra Camera e Senato, il nuovo testo del 416 ter del Codice Penale sul voto di scambio politico-mafioso è diventato legge. Questo è accaduto anche grazie alla firma di centinaia di migliaia di italiani che hanno fatto sì che questa modifica, attesa da 22 anni, balzasse all’ordine del giorno. Il nuovo 416 ter è più ampio rispetto a quello del 1992 e fotografa con maggior efficacia il fenomeno del voto di scambio politico-mafioso. Agire su questo reato significa anche prevenire in generale il mercato dei voti. Questo è possibile anche grazie all’aggravio di pene che pesa sul mafioso che scambia col politico. Restano forti dubbi sulle condanne – ridotte a 4-10 anni – che seppur non lievi sono comunque inferiori rispetto a quanto previsto nel 1992. Il nuovo art. 416 ter non include il concorso esterno, ovvero la “disponibilità” del politico nei confronti delle mafie, ma crea una fattispecie relativa al voto di scambio.

La campagna va avanti: con il sostegno di un numero sempre maggiore di firmatari, proseguirà nel tempo e proporrà nuove sfide che coinvolgeranno tutti i livelli della politica e della società civile.

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