Alla corruzione “C’è chi dice no”: la storia dei Signori Rossi, cittadini normali (quindi speciali)

20/09/2013 - in corruzione

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L’Italia non è quella che molti vogliono rappresentare: un popolo di cinici individualisti indifferenti a tutto. Se coinvolti, i cittadini rispondono. La storia di Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, lo dimostra. Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Il libro “C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, appena uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, sono diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.
Come quella di portare a compimento un processo per tangenti all’Amiat di Torino o come quella di Napoli dove è stata vinta una battaglia contro l’emergenza dei rifiuti.
L’obiettivo dell’associazione è mettere a disposizione (dei contesti pubblici, del non profit e del privato sociale) metodi di ideazione, progettazione e operatività fondati sull’uso della creatività, in grado di generare prodotti e servizi etici e di utilità sociale. I Signori Rossi lavorano con la pubblica amministrazione (Torino, Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Parma, Livorno e in tanti altri piccoli e medi comuni italiani) dove tentano di portare una proposta nuova, basata su una cultura e su una pratica quotidiana etica, trasparente, corretta, attenta.
“Siamo convinti che sia possibile rialzarsi – dicono i Rossi – ma solo alla condizione che tanti cittadini (tutti!) tornino a occuparsi dei propri territori, a seguire le azioni dei propri governanti, a prendersi cura della pubblica amministrazione. Siamo nel 2013, non negli anni ’70: per noi ‘lo Stato non si abbatte: si cambia!’ La maggioranza degli italiani, ne siamo certi, è onesta. Ma non basta: è necessario attivarsi, nutrire il proprio senso civico e coinvolgere parenti, amici, vicini di casa, colleghi ecc nella pratica quotidiana della cultura etica (e del manifesto dei Signori Rossi)”.
Il libro celebra quanto fatto in questi anni di attivismo e invita tutti a essere cittadini normali, ovvero speciali, nei nostri comportamenti quotidiani promuovendo “una rivoluzione interiore, profonda, quasi spirituale”.
A cominciare dalla vendita di questo libro: ognuno può contribuire alla sua promozione, condividendo sui social network e passando parola. “Riparte il futuro” risponde subito all’appello con questo post: siamo tutti Signori Rossi :)
“C’è chi dice no”. Come i cittadini possono risanare lo Stato
di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi
Chiarelettere, Collana Reverse, pp. 256, euro 13,00
www.chiarelettere.it

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