Redditi dei ministri finalmente online: su Riparte il futuro ci sono anche quelli di circa 300 parlamentari

RIF-collage

Dopo la nomina del governo, i ministri hanno avuto alcuni mesi di tempo per pubblicare il proprio reddito online. Ad oggi hanno provveduto tutti a rispettare questa scandenza, dando avvio al classico commento su chi è più ricco o più povero. In realtà il punto chiave di questo provvedimento sta tutto nella messa in atto del principio di trasparenza, uno dei cardini da cui ha preso il via la campagna Riparte il futuro fin dalla fase della candidatura alle elezioni di febbraio.
Pubblicare la propria situazione reddituale è infatti una misura elementare affinché i cittadini possano esercitare il proprio diritto di conoscere, instaurando un rapporto di maggiore fiducia con chi ricopre incarichi di grande responsabilità nelle Istituzioni.
Mentre i ministri hanno provveduto a rispettare l’impegno pubblicando il proprio reddito sui siti dei dicasteri, sul sito di Riparte il futuro campeggiano da mesi i redditi di circa 300 parlamentari eletti, tra gli 800 candidati che hanno sottoscritto i punti della campagna, a disposizione per la consultazione di tutti gli utenti.

Tra questi ci sono anche i redditi di Enrico Letta, Nunzia De Girolamo, Maria Chiara Carrozza e Dario Franceschini, i 4 ministri che – in quanto sottoscrittori della campagna contro la corruzione – hanno pubblicato sul sito la loro condizione reddituale e patrimoniale, fin dallo scorso gennaio. Si trattava infatti di una ‘conditio sine qua non’ per indossare il braccialetto bianco simbolo dei 5 impegni assunti di fronte agli italiani firmatari della petizione.

La campagna dunque ha precorso i tempi e i temi su cui oggi finalmente c’è ampio consenso: “Molto soddisfatto” per l’andamento dell’operazione trasparenza si è detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi che, da ministro della Funzione pubblica del governo Monti, sottoscrisse l’operazione “trasparenza totale” con cui fu resa obbligatoria la pubblicazione del reddito per i membri dell’Esecutivo e fu approvato un Decreto sulla trasparenza (il Dlgs 33 di marzo scorso) delle Pubbliche Amministrazioni. Un testo che prevede anche la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi e dei compensi connessi alla carica ricoperta estendendo l’obbligo, per quanto riguarda la situazione patrimoniale, anche al coniuge e ai parenti entro il secondo grado.
Tuttavia i parenti di ministri e sottosegretari che hanno preferito omettere la dichiarazione son stati liberi di farlo dichiarando online il negato consenso.

Un significativo passo avanti a cui devono seguirne altri: ci auguriamo che questa pratica divenga obbligatoria per i parlamentari fin dalla loro candidatura, affinché i cittadini possano conoscere meglio chi dovranno votare in via preventiva (anche se il sistema elettorale attuale non consente la preferenza nominale).

Firma per la trasparenza, prima misura indispensabile per evitare le zone grigie dove prolifera la corruzione in Italia >>