Riforme istituzionali: ecco come Riparte il futuro. Riflessioni sul programma dei saggi

17/04/2013 - in corruzione

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Il Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, nominato da Giorgio Napolitano per fare il punto sul da farsi, ha consegnato qualche giorno fa un’ampia relazione. Molti l’hanno giudicata utile, altri meno. In ogni caso il documento – insieme a quello stilato dal Gruppo incaricato di riflettere sui temi economici – tocca vari punti chiave da cui far ripartire lo sviluppo del Paese.
I saggi hanno ascoltato anche la richiesta di Riparte il futuro, inserendo fra i punti programmatici da attuarsi nel prossimo futuro  la modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, richiesta dai quasi 180.000 firmatari della petizione online.

Abbiamo analizzato la relazione dei saggi alla luce della battaglia che abbiamo intrapreso dal 16 gennaio e che ci ha portato in pochissimi mesi a ottenere dei risultati concreti incoraggianti: circa 900 candidature trasparenti in fase di campagna elettorale e l’elezione di quasi 300 parlamentari già “Braccialetti bianchi” di Riparte il futuro (questo il simbolo dell’impegno) pronti a votare per la modifica della normativa anticorruzione entro 100 giorni dall’elezione dei Presidenti di Camera e Senato (anch’essi sottoscrittori della campagna). Ecco i punti che dimostrano quanto la lotta per la traspenza e contro la corruzione sia forndamentale per far ripartire lo sviluppo del Paese.

1) ETICA PUBBLICA pag. 4, premessa, punto 3: La commissione dei saggi mette insieme, in un senso di continuità, partecipazione democratica, efficienza e stabilità del sistema politico e il rafforzamento dell’etica pubblica. Li chiama “principi e valori che costituiscono il tessutto connettivo di ogni democrazia” e “ingredienti del successo” democratico. Al tempo stesso vengono visti come elementi capaci di garantire sviluppo economico e sociale.
Senza partecipazione ed etica pubblica infatti, viene a mancare l’efficienza istituzionale e si blocca lo sviluppo economico e sociale del Paese. Per questo la lotta alla corruzione e all’illegalità sono elementi indispensabili per rianimare il Paese, da tutti i punti di vista.

2) TRASPARENZA DEI PARTITI pag. 6, capitolo 1: la riforma dello “statuto dei partiti”, si legge nella relazione, deve andare nella direzione della trasparenza. Non si tratta di controllo, ma di conformità della logica struttura – finalità perseguita.
La trasparenza della forma partito è infatti un presupposto fondamentale per il recupero della fiducia degli elettori nei propri rappresentanti politici. Riparte il futuro ha inaugurato questo percorso di trasparenza con le elezioni di febbraio, in cui per la prima volta i cittadini hanno potuto verificare i dati personali di circa 900 candidati di tutti i partiti, e si prefigge di raggiungere altri obiettivi in questo senso, per far recuperare quel rapporto di fiducia tra partiti e elettori.

3) GRANDI OPERE pag. 7, capitolo 1: nella relazione si prevede il ricorso al “dibattito pubblico sui grandi interventi infrastrutturali” su modello francese. Il dibattito serve a ragionare sia sull’opportunità che sui modi della realizzazione dell’opera.
È dimostrato che le grandi opere, molte delle quali necessarie per un sano sviluppo del Paese, sono spesso un’opportunità di guadagno per corrotti e corruttori. Il dibattito con i cittadini e l’utilizzo degli open-data per il tracciamento delle spese e la chiarezza degli appalti sono uno strumento fondamentale di prevenzione della corruzione e di miglioramento del sistema democratico ed economico.

4) PRINCIPIO DI LEGALITA’ pag. 8, capitolo 1: la certezza e prevedibilità del diritto sono elementi necessari di legalità, che non deve essere discrezionale secondo le singole volontà del magistrato competente.
Questo è il primo riferimento alla legalità che si fa nel documento. La parola torna spesso in seguito.
Riparte il futuro, chiedendo il potenziamento della legge sullo scambio elettorale polico-mafioso, amplia l’efficacia del diritto: abbiamo bisogno di (poche) leggi, ma certe.

5) LEGGE ELETTORALE pag 12, capitolo 3: sul punto “ legge elettorale” il Gruppo di lavoro richiama alla “garanzia della scelta degli eletti da parte dei cittadini”.
Come ribadito e promosso da Riparte il futuro, ogni cittadino ha diritto di conoscere chi deve rappresentarlo nelle Istituzioni, fin dalla fase di candidatura. La governabilità passa anche per la responsabilità politica degli eletti e il sistema pubblico deve farsi garante dell’esercizio di questo diritto.

6) NUMERO DEI PARLAMENTARI pag 14, capitolo 3: il Gruppo di lavoro consiglia la riduzione a 600 parlamentari.
Il provvedimento sarebbe in linea con l’obiettivo di deburocratizzazione e di conseguenza di diminuzione delle opportunità corruttive. La burocrazia infatti è il terreno privilegiato su cui agisce il corrotto e il corruttore. Viceversa, un sistema più ragionato e leggero favorisce il corretto funzionamento della macchina pubblica.

7) FUNZIONAMENTO DELLE CAMERE pag 14 e ss, capitolo 3: il Gruppo di lavoro suggerisce di limitare il ricorso a “maxi-emendamenti”, di dare priorità ai ddl in senso logico evitando quelli non omogenei, con l’obiettivo di “miglioramento del grado di trasparenza del procedimento legislativo penale”. In seguito, allo stesso punto, si chiede maggiore trasparenza anche alle commissioni parlamentari, tramite la comunicazione pubblica dei lavori e in gemerale uspica una maggiore disciplina dei gruppi parlamentari. Infine, richiama alla pubblicazione online degli atti parlamentari.
Più trasparenza nel processo legislativo significa maggiore capacità di prevenire quei percorsi in cui si annida la corruzione, come appunto nei “maxi-emendamenti”. Anche la richiesta di trasparenza per le commissioni è un atto di prevenzione alle pratiche ambigue. Quanto ai gruppi parlamentari, il richiamo è alla responsabilità politica, pur nella tutela del divieto del vincolo di mandato. Infine, ottimo il richiamo alla conoscibilità degli atti via web e della rinuncia alla carta, con il richiamo ad una migliore disciplina della pubblicità dei lavori parlamentari.

8)AMMISSIONE MEMBRI PARLAMENTO pag 16, capitolo 3: il Gruppo di lavoro si augura che il giudizio finale sui titoli di ammissione dei membri del parlamento non spetti alle Camere, attribuendo invece la competenza a un ruolo terzo e imparziale.
Controllore e controllato non possono coincidere e fa parte dell’esercizio dell’equilibrio dei poteri, oltre che garantire una disciplina corretta dell’ineleggibilità e incompatibilità, che sono presupposti necessari alla lotta alla corruzione.

Proseguiremo nei prossimi giorni con l’analisi della relazione dei saggi.

Trasparenza, partecipazione, lotta alla corruzione, riforme legislative adeguate sono l’unica strada per sbloccare il Paese e farlo ripartire verso il futuro. Firmare Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, è un modo, concreto, per ottenere dei risultati.

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