Sanità e corruzione: un binomio che fa male alla salute

04/07/2013 - in corruzione

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Quando la corruzione entra nella sanità il danno si moltiplica perché colpisce la salute delle persone, costrette a fare i conti con attese interminabili, posti letto mancanti, strutture inadeguate. La sanità pubblica è l’espressione migliore del diritto alla salute, ma necessita di misure di monitoraggio, istituzionale e civico, per evitare che gli investimenti finiscano nelle tasche di corrotti e corruttori.
Il 27 giugno è stato presentato un dossier per raccontare costi, conseguenze e criticità della Sanità in Italia, nel mirino di corruzione e illegalità. Si chiama ”Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalità” e anche Riparte il futuro, la campagna contro la corruzione promossa da Gruppo Abele e Libera, ha contribuito alla sua stesura. Alla presentazione del dossier è intervenuto Leonardo Ferrante, responsabile scientifico di Riparte il futuro, anticipando  l’evoluzione della campagna che si impegnerà dal prossimo autunno a puntare la luce della trasparenza su questo settore così critico.

Curato da Coripe, Libera, Gruppo Abele e Avviso Pubblico, il report ha l’obiettivo di sostenere i tanti operatori che quotidianamente si impegnano a contrastare diverse forme di opacità, illegalità, discrezionalità, presenti nel settore. Secondo la rete europea contro Frodi e Corruzione nel settore sanitario nel 2012 in Europa il 5,6%del budget per la sanità è stato assorbito dalla corruzione.  Mentre in Italia le la sola Guardia di Finanza ha rilevato una perdita erariale di 1,6 miliardi di euro per il triennio 2010/2012. A queste cifre approssimative vanno aggiunti i costi indiretti, che nel caso della tutela della salute sono evidentemente pesantissimi. Anche la Corte dei Conti conferma che quello sanitario è un ambito esposto a fatti illeciti (nel 2012 emesse 139 sentenze di primo grado cono risarcimenti complessivi per oltre 41milioni di euro). Sono 4 le aziende sanitarie commissariate per infiltrazioni mafiose in Italia: la Asl di Locri, l’Asp di Vibo Valentia, l’Asl di Pomigliano d’Arco e l’Asl di Reggio Calabria. Ma esiste anche l’esperienza del Centro Santa Teresa a Bagheria: da cattedrale nel deserto in mano a un prestanome di Provenzano a bene confiscato e oggi pienamente funzionante, polo ortopedico di eccellenza.

Per far luce in questo buio: FIRMA LA PETIZIONE PER SOSTENERE L’IMPORTANZA DELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE IN ITALIA >>

Il video dell’intervento di Leonardo Ferrante alla presentazione del dossier “Illuminiamo la salute”.

Il Report è disponibile anche su www.libera.it/salute/