Sulla lotta alla corruzione non abbiamo bisogno di nuove consultazioni

22/07/2014 - in corruzione

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A fine giugno, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno aperto per due mesi le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia, fondata su 12 linee programmatiche, compreso il tema della lotta alla corruzione. Tutti possono partecipare al dibattito scrivendo all’indirizzo rivoluzione@governo.it.
“Le email pervenute - come si legge sulla pagina dedicata -sono vagliate quotidianamente dai dirigenti del ministero. In questo spazio, progressivamente implementato con schede e relazioni tecniche a cura dell’Ufficio legislativo di via Arenula, sarà possibile consultare il lavoro prodotto in questi mesi dal ministero in merito ai punti in questione.”
Ad oggi però, quando sono passate oltre tre settimane dall’avvio delle consultazioni, solo una fetta della torta risulta cliccabile: la 8, che rimanda ai temi della criminalità economica.

Inoltre due mesi sono lunghi e il rischio di un nulla di fatto è molto alto. Parte del Parlamento, in particolare il MoVimento 5 Stelle, sta cercando di riprendere il cammino delle riforme tra le mura di Palazzo Madama, sede del Senato.

La nostra posizione, ovvero quella di oltre 530.000 cittadini firmatari della petizione promossa da Libera e Gruppo Abele, è chiara: occorre una riforma forte, in tempi quanto più rapidi possibili, capace di potenziare sia il lato del contrasto che quello della prevenzione. Che sia ad opera del Governo o del Parlamento, poco ci cambia. Come società civile richiamiamo all’impegno concreto tutta la politica, nella consapevolezza che ogni giorno che passa è un intollerabile costo per l’economia e la società italiana.
Per capirlo non abbiamo bisogno di ulteriori consultazioni.

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