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L’Ufficio di presidenza di Libera risponde all’intervista del senatore Mario Giarrusso su Il Fatto Quotidiano

29/08/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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In merito all’intervista rilasciata dal senatore Mario Giarrusso pubblicata sul Fatto Quotidiano  venerdì 29 agosto, riteniamo che i giudizi espressi nei confronti di Libera e di don Luigi Ciotti siano privi di fondamento, offensivi, dettati da ragioni di polemica politica nei confronti del Pd e del governo Renzi legittime ma che non ci riguardano minimamente. Libera, come può essere facilmente verificato leggendo i nostri comunicati e le  nostre proposte sulla riforma del 416 ter, non ha mai fatto sconti a nessuno, non ha mai accompagnato nessun partito e non è rappresentata da alcun esponente politico. In merito al testo approvato, Libera si è sempre espressa in modo equilibrato e senza mai usare toni trionfalistici, ribadendo in tutte le sue note ufficiali che l’approvazione della modifica del 416ter conteneva una buona notizia e almeno un errore da correggere.
La buona notizia era l’inserimento, dopo un iter tormentato e con votazioni difformi tra i due rami del Parlamento e tra i gruppi parlamentari degli stessi partiti, delle due parole “altra utilità”, come da noi sempre richiesto, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso,  limitato all’erogazione di denaro. È unico dato positivo, sottolineato anche nella recente sentenza della Sesta sezione della Corte di Cassazione. L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue forti perplessità ben prima del voto finale, era quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis. Richiesta che ribadiamo anche oggi. Non ricordiamo altre sottolineature critiche fatte allora, in nessuna sede, che avremmo seguito con la massima attenzione. Né altri errori denunciati allora e da correggere.
Oggi, alla luce dell’interpretazione della norma, contenuta nella citata sentenza di Cassazione, non l’unica peraltro in materia, sarà compito di governo e Parlamento monitorare l’applicazione della nuova versione del 416 ter e introdurre i correttivi del caso. Ciò detto,fosse stato per Libera, lo ribadiamo, nel vecchio testo del 416 ter sarebbero state inserite solo due parole; “altre utilità”, senza rischi interpretativi, come hanno chiesto insieme a noi le centinaia di migliaia di cittadini che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro”. Il testo finale è il frutto di un lungo e contraddittorio iter parlamentare che abbiamo seguito e commentato, come sempre, nella nostra più totale autonomia.
L’approvazione del nuovo 416 ter e le sue eventuali modifiche rappresentano, comunque, solo un primo passo verso un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, come il voto di scambio, richiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti per cambiare scelte e  comportamenti quotidiani. È necessario, insomma, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile a una più generale legge sulla corruzione, come richiesto anche dal Movimento 5 Stelle, dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale; revisione dei meccanismi previsti per la prescrizione) indispensabili per contrastare davvero mafosi e politici collusi.

Ufficio di presidenza di Libera

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Pene più severe per i reati di mafia: sarà presentato in settimana il ddl

05/05/2014 - in corruzione

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Tra oggi e domani sarà presentato in Consiglio dei Ministri il disegno di legge che inasprisce il reato di associazione mafiosa, ovvero le pene previste dall’art.416 bis del codice penale. Il provvedimento, annunciato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e ripreso dallo stesso in un’audizione alla Camera, innalzerebbe questo reato fino a 15 anni (contro i 12 attuali).

In questo modo, come auspicato da Libera all’indomani dell’approvazione del nuovo testo del 416 ter, sarà possibile inasprire anche le pene relative allo scambio elettorale politico-mafioso facendo salvo il principio di “proporzionalità della pena”, uno dei fondamenti del diritto penale. Inoltre, il disegno di legge dovrebbe ridare valore penale anche al reato di autoriciclaggio, che si alzerebbe da un minimo di 6 a un massimo di 10 anni.

Questo provvedimento, urgente e fondamentale per una seria lotta alla corruzione, rientra nel quarto punto dell’agenda di Riparte il futuro sul perseguimento dei “reati civetta.

Attraverso Riparte il futuro, monitoreremo l’impegno del Governo su questi impegni così necessari.

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Sull’abbassamento delle pene del nuovo 416ter: inasprire le sanzioni per i reati di mafia

23/04/2014 - in corruzione

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Abbiamo continuato a ricevere richieste di chiarimento sulla vicenda relativa alla riduzione delle pene per il 416ter. E’ utile, allora, spiegare meglio la posizione assunta da Libera, che ha espresso da subito le perplessità su questa riduzione, chiedendo comunque l’approvazione della norma affinché entrasse in vigore prima delle prossime elezioni. Il rischio, anzi la quasi assoluta certezza, è che la riforma finisse impantanata alla Camera, mentre ora, con la norma approvata, il governo è chiamato a impegnarsi, come richiesto da Libera, perché siano inasprite le sanzioni per tutti i reati di mafia.

La nuova legge fotografa meglio la condotta del politico e del mafioso che scambiano voti con denaro o “altra utilità” (ecco l’aggiunta cuore del nuovo testo) ma prevede la riduzione a 4-10 anni, rispetto al testo originario del 1992. Per approfondire confronta le varie versioni.

Dal punto di vista giuridico questo cambiamento si fonda sul principio della “proporzionalità della pena” spesso invocato da illustri magistrati. Lo scambio elettorale politico-mafioso, regolato dall’articolo 416ter del codice penale, è infatti strettamente connesso al reato di associazione di tipo mafioso, cioè il 416 bis che lo precede nel codice.

L’intenzione di chi ha scritto la nuova legge è creare una condotta tipica a sé, quella appunto del voto di scambio. Se il politico offre al mafioso denaro o altra utilità  in cambio di voti, avrà una pena da 4 a 10 anni. Se poi emerge che questa relazione è più strutturata e va oltre, allora si configureranno altri reati (come il concorso esterno o lo stesso 416 bis) che faranno aumentare la pena per il politico.

Il diritto penale è grossolano per definizione e la sua funzione principale è scoraggiare il reato possibile piuttosto che reprimere il reato avvenuto. Un testo come quello appena approvato, che a differenza del precedente permette alla magistratura di indagare concretamente, è di per se un disincentivo al patto tra politica e mafie. Quale sia il “prezzo giusto” da pagare in termini di anni di reclusione è un discorso molto complesso e non bisogna cedere a facili conclusioni. Ciò su cui invece non possiamo indietreggiare è la certezza del diritto e in questo senso è stato fatto un passo avanti grazie soprattutto allo sforzo della società civile che ha portato questo tema, rimasto congelato per 22 anni, all’ordine del giorno dell’agenda parlamentare. Si potrebbe decidere di condannare anche all’ergastolo per voto di scambio, ma se la legge non funziona il numero degli anni da scontare rimane irrilevante.

Detto questo, resta forte il dubbio per la riduzione, da risolvere procedendo a breve con l’innalzamento di tutte le pene che attengono ai reati legati al fenomeno della criminalità organizzata. Il problema infatti è già insito nel 416 bis che punisce il mafioso dai 7 ai 12 anni. Per innalzare la pena del voto di scambio occorre inasprire le pene relative all’associazione mafiosa, facendo salva la proporzionalità.

Infine, non bisogna dimenticare che il 416ter è un solo articolo del codice penale, che disciplina una sola fattispecie, quella del voto di scambio, e non può essere sufficiente da solo a colmare tutte le lacune o a mettere una pezza a tutti i problemi del codice antimafia e anticorruzione.

La battaglia è appena cominciata e abbiamo raggiunto un primo risultato, che ci dà la forza di ripartire. Questo è stato possibile grazie ai quasi 500mila cittadini che hanno accettato la sfida di Riparte il futuro e devono essere fieri di averlo fatto.

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Riparte il futuro, la battaglia contro la corruzione continua: il video

22/04/2014 - in corruzione

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La settimana scorsa, dopo oltre un anno di campagna, abbiamo finalmente fatto la differenza ottenendo quel cambiamento in cui mai abbiamo smesso di credere in tutto questo tempo. Vogliamo ringraziare ognuno dei firmatari: senza il vostro contributo nel diffondere la campagna tutto ciò non sarebbe stato possibile.

La modifica dell’articolo 416ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso è un primo passo in avanti: il prossimo sarà quello di chiedere pene più severe. Intanto la nuova legge arriva in tempo utile per le elezioni del 25 maggio e la giustizia ha finalmente nuovi strumenti per indagare e punire i politici collusi.

Per ringraziare tutti, per approfondire e per ricordare abbiamo creato una pagina con la storia della campagna, una grafica interattiva con tutti i dettagli da sapere sulla nuova legge e il video che vedete qui sopra, da condividere con gli amici.


La riforma del 416ter: cosa abbiamo ottenuto? Il confronto tra i testi

18/04/2014 - in corruzione

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Schermata 2014-04-18 alle 17.16.34La riforma del 416ter è un passo cruciale per la lotta alla corruzione, ottenuto grazie all’impegno di tanti cittadini che hanno firmato Riparte il futuro. Tuttavia l’iter parlamentare è stato lungo e controverso e al momento dell’approvazione in Senato si sono alzate varie polemiche. Abbiamo deciso di fare chiarezza, confrontando il vecchio testo del 1992 con le tre revisioni votate dal Parlamento. FAI IL CONFRONTO >>


Solo 6 su 3491 leggi di iniziativa parlamentare approvate dall’inizio della legislatura: per il 416ter ci sono voluti 274 giorni

16/04/2014 - in corruzione

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Solamente 6 di 3491 leggi di iniziativa parlamentare presentate dalla XVII legislatura sono state approvate. La modifica del 416 ter è appunto l’ultima di queste.

Di media le altre 5 leggi di iniziativa parlamentare portate a buon fine (4 nel 2013, 1 nel 2014) hanno avuto un iter di 118 giorni. L‘iter del 416ter è durato quasi il doppio: dall’approvazione del Testo Unificato (inizio ufficiale dei lavori) il 16 luglio 2013, ad oggi 16 aprile, sono trascorsi 274 giorni effettivi di attività parlamentare. 

La campagna Riparte il futuro ha cominciato a chiedere la riforma fin dalle elezioni del febbraio 2013, attivando il conto alla rovescia dal 17 Marzo 2013, data in cui a seguito di turbolenze politiche, erano finalmente sorte le condizioni per iniziare i lavori parlamentari. Avevamo chiesto di riformare il 416ter in 100 giorni, ne sono trascorsi 395. È stato introdotto, come richiesto da circa 500mila cittadini, il concetto dell’”altra utilità” ma permangono legittimi dubbi sull’abbassamento delle pene.

LA BATTAGLIA CONTRO LA CORRUZIONE È APPENA COMINCIATA >>

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La riforma del 416ter è legge: una buona notizia, con un errore da correggere

16/04/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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L’approvazione al Senato della modifica del 416ter contiene una buona notizia e un errore da correggere: la buona notizia è l’inserimento, dopo un iter tormentato, delle due parole “altra utilità”, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso, finora limitato all’erogazione di denaro. Una riforma sostenuta da oltre 475mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Grazie a queste due parole si potrà contrastare in maniera più efficace il “mercato dei voti”, venduti e comprati in cambio di favori, a partire dalle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative.
L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena.
Si tratta comunque solo di un primo passo, anche se importante, e di un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani. È necessario a questo punto, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, la disciplina sulla prescrizione, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale) per rendere il nostro Paese una comunità dove l’interesse economico coincida finalmente con l’interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti.

Ufficio di Presidenza Libera

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Rispondiamo ai commenti dei lettori sulla riforma del 416ter

13/04/2014 - in corruzione

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palloncino-2In questi giorni in cui il dibattito sulla modifica del 416ter è caldissimo, riceviamo tanti commenti dai firmatari della campagna.
Da gennaio 2013 a oggi Riparte il futuro chiede appunto, con il sostegno di oltre 470.000 cittadini, che venga portata a compimento questa importante riforma, necessaria per contrastare in maniera efficace il voto di scambio politico-mafioso.
Rispondiamo alle critiche e ai dubbi dei sostenitori, affrontando i principali nodi di questo controverso iter parlamentare.

Tiziano su Facebook: Mi spiegate come fate ad essere contenti di una norma che recepisce è vero l’indicazione della campagna ma contestualmente abbassa le pene del 40%? La lotta contro la mafia è a 360 gradi: ben venga la norma sullo scambio elettorale ma non si può accettare la diminuzione delle pene!!!! Dire che è un primo passo non va bene. GLI ITALIANI ONESTI VOGLIONO PUNIRE I MAFIOSI E LO VOGLIONO FARE DURAMENTE ALTRO CHE PENE RIDOTTE!!!!

RISPOSTA: Il vero regalo che si farebbe oggi a mafiosi e politici collusi sarebbe la mancata approvazione della riforma prima della prossima campagna elettorale. L’inserimento di quelle due parole “altra utilità ” fa la differenza tra una norma sostanzialmente inutile, anche se con pene sulla carta gravi, e una efficace perché colpisce i veri “scambi” tra politica e mafia: appalti, posti di lavoro, licenze edilizie, favori e privilegi Detto questo, Libera e Gruppo Abele, sostenitrici di Riparte il futuro, hanno fin dall’uscita del testo dalla Camera espresso perplessità circa l’abbassamento delle pene, che sono comunque gravi, da 4 a 10 anni. Ora chiediamo che il governo intervenga quanto prima per una rimodulazione più ampia delle sanzioni per i reati di mafia, con l’inasprimento del 416 bis (come suggerito dalla commissione Garofoli) equiparando le sanzioni a quelle previste per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (che arrivano fino a 20 anni di carcere) e di conseguenza, prevedendo nuove e più severe pene anche per il 416ter, rispettando in questo modo il principio di proporzionalità tra reati diversi.

Commento via email: Non avevo firmato la vostra petizione, per far approvare una “porcata” del genere come legge!! E voi dichiarate pure che è una buona legge, mentre è stata stravolta ed i politici non saranno praticamente responsabili. Vedremo se all’atto pratico non ci saranno pure aiuti ai mafiosi.

RISPOSTA: Finora, con il voto di scambio punibile solo se c’era denaro, per i politici e i mafiosi e’ stata una pacchia, tant’e’ che non si e’ mai riusciti a modificarlo in più di vent’anni. Il vero aiuto alle mafie e ai politici collusi sarebbe quello di non fare entrare in vigore prima dell’imminente campagna elettorale una norma che contenga quelle due parole, “altra utilità”, che sono il cuore del mercato dei voti, venduti e comprati. Forse questa volta cominceremo finalmente a vedere più inchieste sul voto di scambio. E abbiamo già chiesto al governo di inasprire le sanzioni sul 416 bis, oggi meno grave dell’associazione a delinquere per traffico di stupefacenti e quindi sul 416 ter.

Caterina su Facebook: Così si è espressa la cassazione nel 2005, relativamente al 416-ter, il reato già dal 2005 veniva punito anche senza l’erogazione in senso stretto di denaro, “In altri termini, si dice, la stessa ratio legis dell’art. 416 ter c.p. permetterebbe di ritenere la fattispecie incriminatrice applicabile anche nei casi in cui non vi sia erogazione di denaro.” l’unica cosa che cambia, se venissa approvata la legge così come fatta dalla camera è che la pena è inferiore rispetto a prima.

RISPOSTA: Non è vero: la Cassazione si riferiva all’“altra utilità patrimoniale”, rimanendo ancora all’interno di tutto ciò che può contarsi con il “denaro” (parola contenuta nell’attuale legge). Un concetto completamente diverso dall’”altra utilità” per come inserito nell’attuale testo, che fa riferimento a tutto ciò che non è monetizzabile. La parola “qualunque” contenuta nel testo del Senato non aggiungeva nulla alla fattispecie giuridica, già presente in altre parti del Codice Penale. In molti precedenti processi non si è potuto procedere alla pena proprio perché mancavano quelle due parole, “altra utilità”, da Riparte il futuro tanto richieste. Resta infine il fatto che la giurisprudenza è mutevole e quello che vale per un caso può tramutarsi nell’opposto, mentre la legge DEFINISCE nero su bianco l’ampiezza della norma.

Altri commenti ricevuti: cosa ne pensate in merito all’espressione, prima aggiunta nel testo e poi rimossa, “disponibilità del politico”?

RISPOSTA: L’aggiunta della “disponibilità del politico” nel testo del Senato era positiva e accolta da Riparte il futuro. Ma diversi magistrati (mentre altri sostenevano la posizione inversa) hanno ricordato come il 416 ter riguardi il voto di scambio e non altre fattispecie di reati. Quell’espressione poteva quindi ampliare troppo la fattispecie, rendendo la norma inefficace. Occorre ricordare che la logica dei codici è quella di normare, articolo per articolo, fattispecie di reato diverse. È una cattiva prassi quella di generare articoli onnicomprensivi e che si riferiscono a fattispecie diverse.

Come Riparte il futuro sappiamo che la battaglia per un codice antimafia e anticorruzione è appena cominciata. E che il patto tra mafiosi e corrotti va spezzato subito, È però inverosimile pensare, con il primo risultato, di rispondere a tutte le esigenze che la legge (ma soprattutto la cultura) pone. Il traguardo di una cultura dell’integrità e della legalità è ancora lontano e anche la società civile deve diventare matura su questi temi, sapendo fare bene la propria parte e non cedendo alle soluzioni semplicistiche.

Chiediamo a tutti di continuare a sostenere e a diffondere questa grande battaglia di civilità, per chiedere la riforma del 416ter e altre urgenti misure di contrasto alla corruzione nel nostro Paese >>


A poche settimane dal voto per le europee e le amministrative, il 416ter è ancora sulla carta

11/04/2014 - in corruzione

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Di fronte all’ennesimo rinvio dell’approvazione definitiva della riforma 416 ter sul voto di scambio, Riparte il futuro ribadisce quanto sostenuto da Libera Contro le Mafie nei giorni scorsi, subito dopo il voto della Camera.

Governo e Parlamento si stanno assumendo una grande responsabilità: far entrare in vigore prima della prossima campagna elettorale per le elezioni europee e soprattutto amministrative il nuovo 416 ter, che inserisce finalmente, dopo una lunghissima attesa, le parole “altra utilità” nella definizione del voto di scambio politico-mafioso. Questo al di là delle legittime perplessità sulla prevista riduzione delle pene.

Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni la riforma del 416 ter, sostenuta da circa 465.000 cittadini è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma efficace con cui difendere la libertà di voto dagli sporchi affari delle mafie e dei politici collusi.

Al di là delle legittime perplessità sulla riduzione delle pene, già espresse peraltro dopo il voto della Camera dei deputati, l’Ufficio di presidenza di Libera auspica l’immediata e definitiva approvazione da parte del Senato della riforma del 416ter, sostenuta dai cittadini che hanno firmato Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Il vero regalo alle mafie e ai politici collusi, infatti, sarebbe quello di non fare entrare in vigore prima dell’imminente campagna elettorale una norma che contenga quelle due parole, “altra utilità“, che sono il cuore del mercato dei voti, venduti e comprati. Quanto alle pene previste, che sono comunque gravi, da 4 a 10 anni, l’auspicio è che il governo intervenga quanto prima per una rimodulazione più ampia delle sanzioni per i reati di mafia, con l’inasprimento del 416 bis (come suggerito dalla commissione Garofoli) equiparando le sanzioni a quelle previste per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (che arrivano fino a 20 anni di carcere) e di conseguenza, prevedendo nuove e più severe pene anche per il 416 ter, rispettando in questo modo il principio di proporzionalità tra reati diversi.

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Cantone: “Oggi la corruzione non ha bisogno di mazzette ma di sodalizi”

08/04/2014 - in corruzione, Dialogo con l'ANAC

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Le mafie hanno assoluta necessità di creare rapporti di intessere con le istituzioni, soprattutto locali, che gestiscono la vita quotidiana delle persone, e quindi risultano persino più importanti delle istituzioni nazionali, del Parlamento”. Queste le parole che a Radio 1 stamattina ha rilasciato Raffaele Cantone, presidente di fresca nomina dell’Autorità nazionale anticorruzione, evidenziando come la forza delle mafie sia fuori da esse, cioè nelle relazioni istituzionali che riescono a creare.

Sul come oggi avviene questa “creazione di rapporti” il magistrato è chiaro: la corruzione. “E’ uno dei temi centrali della vita pubblica in questo Paese – aggiunge – forse per tanto tempo sottovalutato e per i quali una maggiore attenzione porterebbe risparmi enormi alle casse dello Stato”.

Citando il caso dell’aeroporto di Ciampino raccontato ieri, Cantone sottolinea come “la corruzione tradizionale è superata, non c’è più scambio di mazzette ma veri e propri sodalizi, veri e propri centri di potere, in cui si fissano accordi preliminari”.

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Non ci sono soldi in cambio di appalti – ha concluso il presidente Anac – ma un sistema consolidato che prevedeva chi gestiva gli appalti e attraverso quali canali operare la corruzione“. In una parola: tutto quello che riguarda l’altra utilità. Quelle “due parole” che da oltre 400 giorni oltre 460mila cittadini italiani chiedono di inserire all’interno della norma sul voto di scambio politico-mafioso, agendo a monte del patto criminale.

Per questo non è più possibile attendere oltre: bisogna arrivare alle elezioni locali con questa riforma approvata, per garantire l’integrità degli enti locali e farne un baluardo contro clan e corruttori.


Ennesimo rinvio e la riforma del 416 ter è ancora sulla carta. Governo e Parlamento si stanno assumendo una grande responsabilità di fronte al Paese

03/04/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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“Il Senato ora approvi subito la riforma del 416 ter sul voto di scambio al di là delle perplessità restanti in particolar modo quelle relative alla prevista riduzione delle pene. Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni ritorna al Senato il testo che recepisce la proposta iniziale di Libera, sostenuta da oltre 450.000 cittadini (www.riparteilfuturo.it) e frutto di un ampio e approfondito confronto con magistrati ed esperti: inserire semplicemente nel testo del 416 ter le parole “altra utilità“, per colpire così in maniera efficace gli scambi di voti e favori tra politici e mafiosi. Con il voto di oggi alla Camera il Governo e il Parlamento si assumono una grande responsabilità: la riforma del 416 ter è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma che possa contrastare il mercato dei voti in prossimità delle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative”.

In una nota Libera, promotrice insieme al Gruppo Abele di Riparte il futuro, commenta il voto alla Camera sul 416 ter voto di scambio politico mafioso.
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Politica e ‘ndrangheta a Milano: due episodi che sottolineano l’urgenza della riforma del 416ter

03/04/2014 - in corruzione

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Sono di questi giorni due casi di cronaca che riguardano Milano e che intrecciano politica e ‘ndrangheta. Il primo è l’arresto per accusa di corruzione e turbativa d’asta di Ernesto Palermo, consigliere comunale considerato colluso con le cosche, e del sindaco di Valmadrera (Lecco) Marco Rusconi, noto tra l’altro per il suo impegno (di facciata, evidentemente) volto a promuovere iniziative antimafia sul territorio (per approfondire leggi qui).

Il secondo caso è direttamente legato al tema del voto di scambio politico mafioso e parla di 500 voti che sarebbero stati garantiti da un clan ‘ndranghetista a un consigliere comunale per le elezioni del 2011, sempre a Milano (per approfondire leggi qui).

Ora più che mai, in vista delle elezioni europee e soprattutto amministrative, è fondamentale spezzare ogni legame tra politica e mafie, cominciando dal recidere a monte il patto elettorale che risparmia i politici dalla competizione elettorale e permette ai mafiosi di entrare nella vita economica e politica del Paese, a Nord come a Sud.

Non possiamo andare al voto senza una legge sul voto di scambio forte, che garantisca la libertà in cabina elettorale e soprattutto tenga corrotti e corruttori (specie se mafiosi) fuori dalla porta delle Istituzioni.

La campagna Riparte il futuro è impegnata in prima linea, con il supporto di oltre 450.000 italiani, a chiedere alla politica di procedere subito trasformando in legge il testo già approvato dalla maggioranza al Senato perché entri in vigore prima delle elezioni di maggio. Il Paese attende da 20 anni questa riforma, è arrivato il momento di portarla a buon fine.

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Il pm anti-Casalesi: “Modificare il 416ter sarebbe un errore serio e incomprensibile”

02/04/2014 - in corruzione

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milita_pmLa modifica del 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso è al centro del dibattito politico di questi ultimi giorni. Le implicazioni giuridiche di una norma la cui revisione è attesa da oltre vent’anni stanno mobilitando magistrati di diverso orientamento, schierati per lo più contro il testo in discussione alla Camera. Voce fuori dal coro quella di Alessandro Milita, pm napoletano in prima linea contro il clan dei Casalesi, che in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica di oggi, ha spiegato perchè sia necessario approvare il 416ter così come uscito dal Senato.

“Mi lasci premettere che parlo da cittadino, prima ancora che da pm. Non riesco a comprendere, forse per mio limite, questa discussione. Il riferimento alla “disponibilità” del politico, che a qualcuno è sembrata generica e addirittura controproducente, interpreta invece una prassi ed un lessico della tipica fattispecie mafiosa. Va tradotto”.

“Se ho un’intercettazione – spiega il magistrato da sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata campana – in cui il mafioso offre il proprio sostegno elettorale e il politico assicura “sto a disposizione”, io – fatta salva la serietà dell’accordo, e la ricerca rigorosa della prova – con il testo originario all’esame dalla Camera avevo uno strumento in più per sanzionare l’accordo. Uno strumento che aderiva alla fattispecie: utile in quanto il più, come tutti sanno, comprende il meno. E rispondente alla realtà. Per il lessico: perché il politico a caccia di voti sporchi è proprio così che dice, quando scende a patti, Sto a disposizione, e per segretezza non aggiunge altro. Poi c’è la prassi: il politico, verosimilmente, non limita il suo favore ad un affare soltanto. D’altro canto un potenziale sindaco o parlamentare, in campagna elettorale, non può conoscere prima gli appalti che andrà a gestire. Questo, direi, è quello che accade in natura. É ciò che registriamo in tante indagini. E mi interessa solo che, sulla base di quest’esperienza, si ascolti un’altra voce”.

Milita risponde a chi obietta che l’attuale testo creerebbe dei “processi alle intenzioni” che “si tratta di un rischio infondato. Vorrei ricordare che, per quanto sia ormai poco utilizzato, abbiamo tuttora nel nostro codice l’articolo 115 che punisce il semplice “accordo”, quella che chiamiamo comunemente l’intenzione, laddove il delitto non sia commesso e per il solo fatto dell’accordo”. E lancia infine un messaggio ai suoi colleghi: “Non è vero che quella norma sul voto di scambio politico mafioso, così com’è all’esame della Camera, danneggia il nostro lavoro. E se il Parlamento la cancella, ci siamo fatti un danno da soli. Serio, incomprensibile”.