Articoli con il tag “Alberto Vannucci

Quanto ci costa (davvero) la corruzione?

11/04/2014 - in corruzione

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AlbertoVannucciQuanto vale la corruzione? Prova a rispondere a questa annosa domanda il prof. Alberto Vannucci sul Fatto Quotidiano, sostenitore della prima ora della campagna e autore de “L’atlante della corruzione”, EGA edizioni, la “bibbia” di Riparte il futuro.

Nell’articolo si parla di due degli ultimi fatti di cronaca che hanno visto dirigenti corrotti gonfiare i prezzi per forniture e servizi pagati con denaro pubblico. Il primo caso è quello dell’Enac, dove già dalle intercettazioni emergono alcune stime: “A noi ce danno 900 mila euro e io il lavoro lo faccio fa’ a un altro per 62 mila… lui guadagna il 91 per cento”. “Hanno fatto co’ tremila euro un lavoro de settantacinquemila, sulle facciate”. E ancora, rassicurandosi a vicenda che non c’è nulla da temere, tanto si è sempre fatto così: “Ma lo sanno tutti, dai… siamo la barzelletta dell’Urbe…”.

Ma non si tratta dell’unico caso. Secondo gli inquirenti l’extra guadagno della corruzione targata Enac ha raggiunto livelli ben più alti: “appalto da 66mila euro per alloggi di servizio affidato in subappalto per soli 4500 euro; ristrutturazione di una recinzione pagata 866 mila euro ma realizzata in subappalto per 71 mila euro; lavori da quasi 900 mila euro subappaltati per 90mila; costruzione di un hangar con standard di qualità talmente bassi che dopo un anno già cadeva a pezzi”. Profitti che oscillano tra il 900 e il 1.500 per cento.

Un’Asl di Foggia è riuscita a fare ancora peggio. Grazie a qualche tangente da 20 mila euro, si è riuscito a far acquistare “929 flaconi di disinfettante per sala operatoria a 1920 euro l’uno, a fronte di un prezzo di 48 sterline – circa 60 euro – praticato dal produttore inglese: più del 3000 per cento l’extra-profitto della corruzione. Un saccheggio da guiness dei primati, capace di far arrossire di vergogna primari e funzionari da poco condannati nella stessa Asl, che si sarebbero contentati di gonfiare il prezzo pagato per un taglia-aghi del valore commerciale di 240 euro fino a 3240 euro (appena il 1300 per cento di ricarica)”.

Sono dati spaventosi e comunque ristretti al caso. Sappiamo tutti che il problema della corruzione in Italia è molto più esteso e, se questa dovesse essere la media da seguire, è ben più preoccupante di quanto descritto dalla Corte dei Conti, convinta che le rendite della corruzione si attestino al 40%. Vannucci ricorda che nel 2011 i contratti per opere, forniture e servizi pubblici sono stati pari al 15,9 per cento del Pil, circa 251 miliardi di euro e che “prosciugare anche di poco le rendite della corruzione porterebbe a un risparmio di qualche decina di miliardi di euro nel bilanci dello Stato”.

Proprio per questo dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, ci si aspettava qualcosa di più che una semplice presa di distanza dai fatti di Ciampino. “Siamo dispiaciuti – ha dichiarato -, ma siamo certi che si tratta di un episodio circoscritto. Finora la struttura dell’Enac è stata immune da questi episodi”. “Strana rimozione – incalza Vannucci -, visto che è ancora fresco il ricordo della tangente di 40mila euro che sarebbe stata versata all’allora consigliere Enac Franco Ponzato in cambio del certificato di operatore aereo, necessario a un imprenditore per partecipare – vittoria assicurata, manco a dirlo – una gara d’appalto per il servizio di collegamento all’Isola d’Elba”.


L’allarme corruzione viene dall’Europa: il commento del Prof. Alberto Vannucci

03/02/2014 - in dall'estero

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Una volta tanto a suscitare preoccupazioni sulla perdurante emergenza corruzione in Italia non è l’ennesimo scandalo made in Italy. Stavolta a suonare forte e chiaro il campanello d’allarme è la Commissione Europea, che ieri ha presentato il suo primo rapporto sulla corruzione in Europa. L’immagine dell’Italia, e non è certo una sorpresa, risulta piuttosto appannata. Poca trasparenza, troppe resistenze e ambiguità nella necessaria azione di contrasto all’illegalità politica.

A giudizio dell’Europa, negli ultimi anni i principali passi in avanti sono stati fatti sul versante della prevenzione, grazie alle disposizioni dalla legge 190 del 2012. Che coincidenza: proprio pochi giorni fa, alla fine di gennaio, è scaduto il termine per la presentazione dei piani anticorruzione in tutti gli enti pubblici. Un adempimento assolto da molte amministrazioni con fatica, e che rischia per giunta di tradursi nell’ennesima inondazione cartacea di buone intenzioni tradotte nero su bianco. A norma di legge, infatti, nella lotta alla corruzione non vale comunque la pena di investire: tutta l’attività di prevenzione dovrebbe essere realizzata “a costo zero”, affidata al controllo ultimo di un’Autorità nazionale (l’Anac) a corto di mezzi e strumenti – una specie di Alto burocrate dell’anticorruzione. Del resto l’impegno in questo campo non paga, né per i funzionari che rischiano in prima persona – si pensi ai responsabili anticorruzione, che scontano la debolezza degli strumenti a loro disposizione – né i politici, per i quali l’impegno etico raramente produce consenso o voti.

L’altro progresso che l’Europa ci riconosce è infatti, a ben guardare, un drammatico segnale di debolezza. L’introduzione per legge di criteri di ineleggibilità a incarichi pubblici in caso di condanne per gravi reati riflette il fallimento di tutti quei meccanismi di controllo politico e sociale che in altri paesi d’Europa rendono semplicemente inconcepibile che pregiudicati per frode fiscale o corruzione possano venire candidati dai loro partiti (tanto meno guidarli), od ottenere il sostegno degli elettori.

In effetti nell’opinione pubblica italiana sembra regnare una sorta di schizofrenia su questi temi. Nel sondaggio europeo che accompagna il rapporto, infatti, i livelli di preoccupazione risultano altissimi: il 97% degli italiani ritiene che la corruzione sia un fenomeno dilagante – quasi il 20% in più della media europea. Per l’88 per cento degli italiani tangenti e raccomandazioni sono spesso il modo più facile per accedere ai servizi pubblici – oltre il 15% in più degli altri paesi europei. Eppure le rilevazioni sulle esperienze personali nel 2013 sono in linea con quelle dei partner europei: solo il 2% dei cittadini e il 4% delle imprese si è visto chiedere una tangente nei 12 mesi precedenti.

Forse questa sensibilità nasce dalla percezione diffusa che il fenomeno si è “stratificato”, arroccandosi nei principali centri di spesa pubblica, dove finisce per degradare in modo intollerabile la qualità dei servizi erogati ai cittadini: vale nel settore sanitario e assistenziale, e se ne osservano i sintomi nella catastrofica ricostruzione post-terremoto, nello scempio urbanistico e ambientale di molti territori, nell’emergenza permanente della gestione rifiuti – solo per citare casi saliti di recente agli onori della cronaca.

E qui arrivano le colpe della classe politica italiana, su cui il rapporto della Commissione europea non risparmia gli affondi. La classe politica si è di fatto auto-assolta, visto che non ha previsto per sé l’adozione di codici etici, né di strumenti per rendicontare il proprio operato. E’ latitante da due decenni per quanto concerne tutte le misure più necessarie e urgenti: la riforma dei tempi di prescrizione dei processi – attualmente garanzia di impunità per gli imputati – la trasparenza degli appalti pubblici, il rafforzamento del reato di falso in bilancio, l’autoriciclaggio, il voto di scambio politico-mafioso, la trasparenza delle situazioni patrimoniali, la corruzione nel settore privato. E poi un’ultima frecciata: l’assenza di una seria regolazione di quel groviglio inestricabile di conflitti di interessi che – come dimostra la recente vicenda del dimissionario presidente Inps Mastropasqua – avvelenano la vita pubblica ad ogni livello.

Alberto Vannucci

Vannucci
Il Professor Alberto Vannucci è direttore del Master APC Analisi Prevenzione e Contrasto della Criminalità organizzata e della Corruzione dell’Università di Pisa è autore del libro “Atlante della corruzione” edizioni EGA, bibbia di riferimento della campagna Riparte il futuro.


Scegliere di dedicare i propri studi alla lotta contro la corruzione: ultimi giorni per iscriversi al Master APC

24/09/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Per combattere la corruzione si comincia con una firma e poi – volendo fare della prevenzione e del contrasto un vero e proprio mestiere – si prosegue con un percorso di studi mirato: Master in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione” organizzato a Pisa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico.

Il master, diretto dal Prof. Alberto Vannucci, e la campagna Riparte il futuro contro la corruzione nascono sotto la stessa stella e da gennaio a oggi hanno dialogato dal punto di vista scientifico e mediante la partecipazione diretta degli studenti alle varie fasi della petizione online.

Rimane un mese di tempo per iscriversi  (qui i bandi di 1° e 2° livello) ma per capire cosa significa intraprendere un corso di studi come questo abbiamo chiesto agli ex-studenti di raccontarci la propria esperienza.

Cominciamo con Emilia Lacroce, ex allieva oggi project manager della IV edizione.

Sono stata allieva del Master “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” nel corso della sua seconda edizione. Ero reduce da un percorso formativo un po’ “strano” e ricordo di essermi presentata al colloquio d’ammissione convinta che i membri della commissione, perplessi, mi avrebbero fatto capire che la mia formazione nulla avesse a che fare con un percorso formativo così specialistico. Mi sbagliavo, ovviamente.

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Avevo trattato entrambe le macro aree del master, corruzione e crimine organizzato, nella mia tesi di laurea, ma da una prospettiva “particolare”. Avevo approfondito i meccanismi corruttivi che fanno da filo conduttore alle opere dello scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa, e gli affari del crimine organizzato protagonista di Gomorra. Dedicai alcune pagine a Transparency International e al CPI, ai meccanismi di infiltrazione delle mafie nel tessuto economico italiano. Pagine che oggi, dopo 400 ore di lezione al Master, riscriverei completamente: il Master ha allargato la mia visione prospettica, moltiplicato i punti di vista, incoraggiato il confronto e rallentato i giudizi affrettati.

Il Master APC è stato per me un vero e proprio percorso di vita, che ha rafforzato la convinzione che in qualsiasi ambiente, dal giornalismo all’associazionismo, dalla formazione alla pubblica amministrazione, il percorso offerto dal Master rappresenta una marcia in più.

Dopo un viaggio nei meandri della corruzione, tra costi, leggi, public procurement e codici etici, tutto ciò che ci gira intorno, dai titoloni sui giornali alla vita politica italiana, dalla disoccupazione alla nostra vita quotidiana, avrà una luce diversa. Si diventa davvero consapevoli che il futuro non riparte se non si combattono corruzione e crimine organizzato. Vi aspettiamo!

 


Quanto ci costa la corruzione? Se ne parla con il Prof. Alberto Vannucci alla festa di Bergamo News

02/09/2013 - in corruzione

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1000 euro a testa, ma solo per essere ottimisti. La corruzione costa agli italiani molto di più in termini di servizi, opportunità di crescita, competitività, investimenti stranieri… Se ne parla alla festa dei 5 anni di Bergamo News con il Professor Alberto Vannucci, direttore del Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata dell’Università di Pisa. Sostenitore della più grande campagna mai organizzata all’Italia – Riparte il futuro – il Prof. Vannucci spiega come la campagna dà agli italiani il potere e la forza per incidere su quelle misure che possono contribuire a combattere uno dei principali problemi del paese: “Non deleghiamo ad altri l’intervento pubblico ma operiamo come cittadini e società civile in una operazione di stimolo e di controllo”

Fai la tua parte contro la corruzione: firma!


Il primo Master italiano in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione”: online il bando della IV edizione

05/08/2013 - in corruzione

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RIF - Foto master APC

Conoscere la corruzione è il primo passo per combatterla. Fin dal suo lancio, a gennaio 2013, la campagna Riparte il futuro ha sostenuto questa posizione con l’intento di diffondere la cultura dell’anticorruzione e creare la più vasta mobilitazione su questo tema mai organizzata in Italia. Fondandosi sull’esperienza delle due associazioni promotrici, Gruppo Abele e Libera, Riparte il futuro ha da subito eletto la sua “bibbia” di riferimento, l“Atlante della corruzione” del Prof. Alberto Vannucci, un testo che ci ha sostenuto dal punto di vista scientifico in tutti questi mesi. Il Prof. Alberto Vannucci, tra i massimi esperti di corruzione in Italia, è il direttore del Master APC Analisi Prevenzione e Contrasto della Criminalità organizzata e della Corruzione dell’Università di Pisa che da pochi giorni ha messo online il bando della sua IV edizione.
Master e campagna nascono sotto la stessa stella e da gennaio a oggi hanno dialogato dal punto di vista scientifico e mediante la partecipazione diretta degli studenti alle varie fasi della petizione online (in foto gli alunni della terza edizione segnano il countdown).

“Il master è un percorso di decostruzione - dice Leonardo Ferrante ex allievo del Master APC oggi referente scientifico di Riparte il futuro -  decostruisce certezze individuali, spesso pregiudizievoli e stereotipate, sbattendoti in faccia la realtà: se vuoi lavorare su queste cose occorre essere due volte più in gamba degli altri, perché devi conoscere come funziona il mondo e devi trovare il modo per contrastarne le dinamiche illegali. Le buone intenzioni non bastano più: occorre formazione, organizzazione, anche un po’ di studiata follia. Ma il master è anche un percorso di ricostruzione: ricostruire saperi e strategie assieme ai compagni di corso, grazie ad oltre 60 docenti guidati dal prof Alberto Vannucci. Oggi miei colleghi del primo anno sono apprezzati giornalisti, attivisti attenti e consapevoli, amministratori eccellenti in grado di riconoscere dove si annidano i percorsi illegali, rappresentanti delle forze dell’ordine con una marcia in più. [...] Non posso fare altro, quindi, che invitare vivamente ogni persona seriamente interessata a compromettersi (nel senso letterale, ossia di mettersi con e pro) in questi temi di passare per questo necessario e propedeutico percorso. Occorre creare competenze, professionalità, aspirare ad un vero cambiamento, che passa dall’impegno di ciascuno e dalla capacità di studiare e, anche e forse soprattutto, di metterci la testa dentro.”

Per combattere la corruzione si comincia con una firma e poi – volendo fare della prevenzione e del contrasto un vero e proprio mestiere – si prosegue con un percorso di studi mirato: Master in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione” organizzato a Pisa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico http://masterapc.sp.unipi.it/

 


Riparte il futuro al Salone Internazionale del Libro di Torino

14/05/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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“Riparte il futuro” sbarca al Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del testo di riferimento della campagna: l’Atlante della corruzione, di Alberto Vannucci (Edizioni Gruppo Abele).

In occasione del festival l’autore, professore associato all’università di Pisa, direttore del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, riporterà cifre e dati, testimonianze di atti giudiziari e articoli di giornale, entrando nel merito della situazione italiana in materia di corruzione. Non solo per denunciare, ma anche per immaginare strategie volte al cambiamento.

Con l’autore saranno presenti don Luigi Ciotti (presidente dell’Associazione Gruppo Abele e di Libera) e Oscar Farinetti (fondatore di Eataly). Modera Leonardo Ferrante, responsabile scientifico di Riparte il futuro.

 Appuntamento gioved’ 16 maggio h 15.00 presso Spazio Incontri (Lingotto fiera)

L’EVENTO SU FACEBOOK >>

Schermata 2013-05-14 alle 15.07.18Nell’ambito del Salone Off sempre il 16 maggio alle ore 18,30 segnaliamo anche l’evento I MECCANISMI DELLA CORRUZIONE con Piero Di Caterina, Laura Portinaro e Alberto Vannucci

Presso la Libreria la Torre di Abele, Via Pietro Micca 22 Torino

Alcune informazioni sugli altri relatori:

Piero Di Caterina: imprenditore milanese attivo nel settore del trasporto pubblico, diventa il grande accusatore di Filippo Penati e del “Sistema Sesto”. Le sue denunce fanno tremare la politica lombarda e non solo e vogliono mettere fine a un malcostume politico che sta stritolando l’economia della nostra nazione.

Laura Marinaro: giornalista di Libero, fin dall’inizio ha seguito per il suo giornale la vicenda e il caso Penati. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta di racconti sui problemi di giustizia e sociali dei padri separati dal titolo Avrei voluto essere padre.

 


7 maggio in diretta dal Senato: streaming e live tweet della prima assemblea di Riparte il futuro contro la corruzione

06/05/2013 - in corruzione

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riparte il futuro - #100giorni

Appuntamento il 7 maggio 2013 alle ore 12,30 per la prima assemblea dei 300 Braccialetti bianchi di Riparte il futuro contro la corruzione. I 300 parlamentari che hanno sottoscritto gli impegni della campagna promossa da Gruppo Abele e Libera si riuniscono per dare il via ai lavori.

Programma

Aprirà l’incontro don Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore di Gruppo Abele.

Interverranno il presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Camera Laura Boldrini, entrambi tra i primi ad aver sottoscritto gli impegni di Riparte il futuro.

Di seguito Alberto Vannucci, professore di Scienza Politica dell’Università di Pisa, illustrerà le priorità legislative e i prossimi passi della campagna.

Sarà poi data la parola a turno a un rappresentante per ognuna delle forze politiche, a testimonianza della trasversalità dell’iniziativa.
Infine, è previsto uno spazio aperto per le domande della stampa.

Modera l’incontro Monica Maggioni, direttore di Rai News 24.

GUARDA LO STREAMING DALLE ORE 12,30>>

LIVE TWEET #100giorni >>


Perché firmare – La corruzione spreca denaro pubblico e fa aumentare le bollette

15/04/2013 - in corruzione

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Il differenziale tra il prezzo finale di opere pubbliche e forniture corrotte e il loro valore di mercato è una voce che grava sui bilanci dello Stato. Di conseguenza l’extra-costo della corruzione viene addebitato ai cittadini e va a pesare, ad esempio, sulle bollette.
Ogni giorno i cittadini italiani onesti pagano il prezzo della corruzione, pur non essendo i diretti responsabili del fenomeno.

Riportiamo un esempio concreto citato dal Professor Alberto Vannucci nel suo libro Atlante della corruzione, che analizza i costi diretti e indiretti della corruzione sulle nostre vite:
Secondo gli inquirenti – racconta Vannucci – una tangente di 950mila euro pagata al sindaco di un comune dell’hinterland milanese sarebbe stata recuperata, tra l’altro, caricando sulle bollette del gas delle famiglie un extra-prezzo di 0,04 euro al metro cubo, pari al 17 per cento in più, che la società comunale distributrice versava all’impresa fornitrice. La prima rata della tangente, 372 mila euro, sarebbe stata mascherata come contratto di consulenza a una società intermediaria, di proprietà del sindaco.

Politici e funzionari corrotti tendono a loro volta a dirottare la spesa pubblica su settori e opere pubbliche che massimizzino le proprie aspettative di tangenti. Poco importa che queste opere siano improduttive o mal realizzate. Nel peggiore dei casi si arriva ad approvare leggi e regolamenti ritagliati su misura per gli interessi dei finanziatori occulti.

Nel caso delle linee ferroviarie ad alta velocità la forbice si è allargata a dismisura, fino a raggiungere in media – secondo i dati ufficiali forniti dalle Ferrovie dello Stato – 32milioni di euro al km a prezzi del 2006 per le tratte Firenze-Roma, Roma-Napoli e Torino-Novara, ben 45 milioni al km per le Novara-Milano, Milano-Bologna, Bologna- Firmnze, contro i 10 milioni al km della Francia e i 9 milioni al km della Spagna. Ma il bilancio “ufficiale”, che ci attribuisce un extra-costo del 300-400 per cento, va rivisto al rialzo, perché solo in Italia il dato ignora i costi per le infrastrutture.
Da “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele

Se non si agisce subito adeguando la normativa anticorruzione agli standard europei continueremo a accettare queste perdite disastrose, come una spada di Damocle a cui non possiamo sottrarci. Vincere si può, ma dobbiamo lottare uniti, senza distinzioni di partito.

FIRMA ORA  ‘RIPARTE IL FUTURO’ CONTRO LA CORRUZIONE >>


Riparte il futuro alla XVIII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie

11/03/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Appuntamento con Riparte il futuro sabato 16 marzo 2013 a Firenze, in occasione della giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera e Avviso Pubblico. L’evento, giunto alla sua diciottesima edizione, è il doveroso ricordo a quelle 900 persone innocenti  – semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali – morte per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno avuto il coraggio di denunciare e di esporsi.
‘Un terribile elenco – sottolinea Libera – a cui mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare’.

La campagna Riparte il futuro sarà presente a Firenze con un seminario dedicato alle vittime di corruzione e alle esperienze di contrasto al fenomeno:

CON LA MEMORIA RIPARTE IL FUTURO www.riparteilfuturo.it

(presso Aula 6 del plesso universitario di Psicologia, via della Torretta 16 Firenze. H: 15:00). Ingresso libero con pre-accredito
Apertura:
Prof. Alberto Vannucci, direttore del Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, Università di Pisa.
Corruzione: “reato senza vittime” o “vittime senza reato”?

La Memoria:
La testimonianza di Roberta Mauri (figlia di Ambrogio Mauri, con un intervento di Monica Zapelli, autrice di Un uomo onesto) e Daniela Marcone (figlia di Franco Marcone)

L’Impegno:
Maddalena Antognoli (Gruppo Abele) e Eugenio Orsi (Latte Creative):
Il progetto “Riparte il futuro”. Obiettivi raggiunti e prossime battaglie

Modera: Leonardo Ferrante, referente per il Gruppo Abele campagna Riparte il futuro

Saremo anche all’arrivo del corteo con un banchetto dove raccoglieremo le firme contro la corruzione: venite a trovarci!

Di seguito il programma della giornata e la mappa con il percorso della manifestazione.

Ore 8:00 i partecipanti si incontrano alla Fortezza da Basso
Ore 9:00 partenza del corteo
Ore 10:45 arrivo del Corteo allo Stadio Artemio Franchi (Via Pierluigi Nervi)
Ore 11:00 Inizio lettura dei nomi delle vittime di mafia sul palco e interventi dal palco
Ore 12:45 Inizio esibizione Fiorella Mannoia
Ore 15:00 Inizio seminari
Ore 17:30 chiusura seminari

Qui la mappa del percorso

Vi aspettiamo a Firenze!


Alberto Vannucci su Riparte il futuro: la video intervista

13/02/2013 - in corruzione

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La corruzione non costa ‘solo’ 60 miliardi di euro all’anno, come stimato dalla Corte dei conti. Il Prof. Alberto Vannucci, direttore del Master APC di Pisa per la lotta a corruzione e mafie, pone l’accento sulle conseguenze indirette del fenomeno, che vanno ad aggiungersi all’extracosto economico. Braccialetto bianco al polso, non come candidato ma come sostenitore scientifico di Riparte il futuro, Vannucci spiega come la chiamata alla trasparenza dei candidati alle elezioni sia il primo passo di un grande progetto di sensibilizzazione e azione contro l’emergenza corruzione in Italia.
Alberto Vannucci  è autore dell’Atlante della Corruzione, il vademecum della campagna, edito da EGA – Edizioni Gruppo Abele.


Corruzione, questa sconosciuta

13/01/2013 - in corruzione

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Si fa spesso un gran parlare di corruzione, ma raramente ci domandiamo cosa si intende esattamente con questo termine. Il rischio è cadere in conversazioni in cui ognuno dà un’interpretazione diversa rendendo il fenomeno sempre più indefinito e per questo impossibile da sconfiggere. Il risultato è la frustrazione, l’indignazione ma non la reazione e la voglia di cambiamento.
Questi malintesi finiscono per fare il fare il bene dei corrotti e dei corruttori. Se tutto è corruzione, infatti, niente è corruzione. leggi tutto