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Busta con proiettile dopo l’inaugurazione di un bene confiscato. Intervista al Sindaco di Castel Gandolfo, amministratore sotto tiro

21/05/2014 - in Amministratori sotto tiro

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Continua il viaggio insieme a Avviso Pubblico attraverso l’Italia dei territori, dove troppo spesso gli amministratori locali vengono minacciati o intimiditi. In vista delle elezioni, queste storie ci ricordano quanti sia importante il ruolo dei rappresentanti locali, che andremo ad eleggere domenica 25 maggio in molti Comuni italiani, nel contrasto a mafie e corruzione .
Ad essere “sotto tiro” non sono solo gli amministratori pubblici delle regioni del Meridione. Il fenomeno delle minacce e delle intimidazioni verso sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali è in forte aumento anche nelle regioni del Centro Italia dove, come testimonia il Rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, è stato censito l’8,3% dei fatti rilevati.
Nel Lazio, in particolare, si è passati dai 5 casi del 2010 ai 15 casi del 2013, facendo registrare un aumento superiore al 60% e ponendo la regione al sesto posto a livello nazionale nel rapporto di Avviso Pubblico.

È Roma, con 6 casi, la provincia del Lazio con il maggior numero di atti intimidatori verso amministratori pubblici. In particolare, situazioni critiche si sono registrate nel Comune di Ardea, dove sono state incendiate le auto del Sindaco, del Presidente del Consiglio comunale e di un consigliere, e nel Comune di Aprilia, dove l’assessore alle finanze, Antonio Chiusolo, a seguito delle numerose minacce ricevute, ha deciso di dimettersi. Altri gravi episodi si sono verificati anche nei confronti dei Sindaci di Colleferro e di Castel Gandolfo. Abbiamo intervistato Milvia Monachesi, Sindaco di quest’ultimo Comune.

INTERVISTA SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

La busta con un proiettile calibro 22 e il messaggio con la scritta “I saluti della Magliana” è stata la prima intimidazione che le è stata fatta o in precedenza vi erano stati altri episodi di questo tipo?
Quella busta, trovata per caso, è stata la prima minaccia che ho ricevuto. Questo è accaduto pochi giorni dopo aver inaugurato un bene confiscato a Enrico Nicoletti, l’ex-cassiere della banda della Magliana. Un’altra intimidazione simile, con le stesse identiche parole ma questa volta contenente quattro proiettili, l’ho ricevuta poco dopo. La lettera si trovava su un cassonetto ed è stata trovata da un’operatore ecologico. Di quest’ultima ho deciso di non esporre denuncia perchè ho pensato che si favorisse un loro protagonismo. Non volevo dargli importanza. Ovviamente mi sono confrontata con i carabinieri e con tutte le forze dell’ordine. Da quella volta non ho più ricevuto altre minacce.

Che sensazione si prova quando ci si ritrova davanti ad un proiettile e ad un messaggio di quel tipo?
Ho provato una sensazione di rabbia, non di paura, se non per la mia famiglia. Ho cercato di trasmettere ai miei figli, che a suo tempo sono stati coloro che mi hanno spinto alla sfida di fare il Sindaco, il messaggio che una persona è forte e coraggiosa non perchè non ha paura, ma perchè cerca di superarla. Il modo migliore di rispondere a questi vili gesti è quello di proseguire nell’azione intrapresa con più determinazione di prima. Fare il Sindaco oggi è diventato sempre più difficile. Quando ho iniziato ad amministrare mi sono dovuta confrontare subito con un grosso problema: i diritti dei cittadini erano percepiti come concessioni o privilegi cui accedere in base alla discrezionalità degli amministratori! Oggi più di allora, credo che onestà, trasparenza e umiltà debbano identificare un Sindaco, quanto la fascia tricolore. I primi cittadini devono essere i garanti della legalità.

A cosa riconduce queste intimidazioni?
Le indagini sono ancora in corso quindi non sappiamo ancora da parte di chi provenivano queste minacce. Nel mio caso si sono firmati, ma proprio questo mi ha lasciato dei dubbi. Quel bene confiscato era dal 1996 che non si riusciva ad assegnare. Io l’ho fatto in pochissimo tempo. Questo ha sicuramente dato fastidio a qualcuno. Al di là di chi sia il mandante, quel messaggio vuole rappresentare il tentativo di imporre il “proprio potere”. Io quindi non cerco di concentrarmi su chi possa essere stato, ma provo a riportare la legalità e la trasparenza ai massimi livelli.

Per Avviso Pubblico farà parte del Gruppo di lavoro sul monitoraggio degli atti di intimidazione e di minacce. Perché è importante mettersi in rete?
Condividere con altri situazioni analoghe è molto importante. In questo modo ci si rende intanto conto di non essere soli. I primi cittadini attraversano spesso momenti di solitudine quindi un’associazione come Avviso Pubblico che cerca di mettere insieme i tanti amministratori minacciati ci dà quella forza di cui spesso abbiamo bisogno per continuare ad amministrare. Credo che solo così possiamo provare a sconfiggere qualsiasi forma di criminalità e illegalità.
Milvia Monachesi, ha 57 anni, è sposata e con due figli: David e Chiara. Ha iniziato il suo percorso amministrativo nel 1993, in un periodo di crisi politica ancora più grave di quella attuale: era il tempo di Mani Pulite, di Tangentopoli. Si è candidata alle elezioni comunali convinta che una presenza femminile avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto all’interno di una pratica politica che si muoveva e pensava solo al maschile. La vittoria alle elezioni di quell’anno e la nomina a vicesindaco con delega alle politiche sociali e scolastiche, l’hanno proiettata nell’arena delle responsabilità. Dal maggio 2012 è Sindaco di Castel Gandolfo.

REGIONE LAZIO – DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLE MINACCE E DELLE INTIMIDAZIONI

ANNO 2013

INTERVISTA2 SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

 

Totale situazioni censite: 15

Provincia di Roma – Comuni: Ardea, Colleferro, Roma.

Provincia di Latina – Comuni: Aprilia.

Provincia di Frosinone – Comuni: Frosinone, Pontecorvo.

Provincia di Rieti – Comuni: Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto.

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

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