Articoli con il tag “autoriciclaggio

Libera, Cgil-Cisl-Uil: “Autoriciclaggio: niente sconti a chi ci ruba il futuro. Il Governo faccia un passo indietro”

24/09/2014 - in Libera e Gruppo Abele, Politico e digitale

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La formulazione delle norme sull’autoriciclaggio contenute nel disegno di legge approvato dal Governo il 29 agosto scorso – così come emerge dagli organi di stampa – rappresenta un grave passo indietro nella lotta alla corruzione e alla criminalità economica e mafiosa del nostro Paese. Il limite previsto per i reati (presupposto del riciclaggio) puniti con almeno 5 anni di reclusione, infatti, taglierebbe fuori dalla contestazione dell’autoriciclaggio molti delitti, tra i quali quelli di corruzione, di truffa, di appropriazione indebita e la totalità dei reati in materia di evasione fiscale.

Si perderebbe anche l’efficacia preventiva del nuovo delitto e delle relative sanzioni: un evasore fiscale, che con i soldi sottratti al fisco si compra una villa, solo per fare un esempio, invece di vedersi contestare anche il delitto di autoriciclaggio, reclusione compresa, con il testo approvato dal governo la farebbe franca. Non solo: la prevista non punibilità “quando il denaro, i beni o le altre utilità sono destinate all’utilizzo o al godimento personale” finirebbe per vanificare i processi anche nei casi di autoriciclaggio contestabili per i delitti più gravi, compresi quelli di mafia, e comprometterebbe l’efficacia delle norme sull’aggressione ai patrimoni accumulati illecitamente.

C’è già un’altra norma approvata lo scorso 2 luglio dalla Commissione Finanze della Camera, all’interno del disegno di legge “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale” – alla cui stesura hanno collaborato anche autorevoli magistrati – che consentirebbe di evitare queste paradossali conseguenze. La norma contiene, infatti, una formulazione della punibilità del delitto di autoriciclaggio che è indipendente dalla sanzione prevista per il reato presupposto, senza alcun ostacolo al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Il Governo faccia un passo indietro: niente compromessi e niente sconti per chi ci ruba il futuro.

Corruzione, evasione fiscale e mafie sono la vera zavorra di questo paese, che frena investimenti, sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro. Colpire in maniera davvero efficace l’autoriciclaggio, come il falso in bilancio, significa sbloccare l’economia sana e pulita e restituire fiducia nelle istituzioni.

E’ quanto si legge in una nota congiunta di Libera, Cgil, Cisl e Uil in merito alle norme previste dal disegno di legge del Governo in materia di autoriciclaggio.


La lotta al riciclaggio passa per la cooperazione istituzionale: il nuovo protocollo Anac-UIF

05/08/2014 - in trasparenza

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appalto

Abbiamo parlato qualche giorno fa di Capaci, il nuovo sistema informatico, letteralmente “Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration of public contracts”, che permette di segnalare in automatico alcuni fattori di rischio che riguardano i grandi appalti. La strada della digitalizzazione è ancora lunga da esplorare e da percorrere massicciamente, ma di tutto occorre condividere saperi, conoscenze, informazioni, database.

Va in questa direzione il protocollo d’intesa tra l’Autorità anticorruzione guidata da Cantone (Anac) e l’UIF, cioè l’Unità di Informazione Finanziare per l’Italia. Obiettivo è garantire il “corretto funzionamento dei presidi anticorruzione nella PA o l’efficace adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette da parte degli uffici della pubblica amministrazione”, come è indicato nel protocollo stesso.

Grande attenzione, nel testo, è destinata agli appalti e a tutti quei settori dove possono verificarsi situazioni di riciclaggio. Soprattutto si mira a identificare quelle “bandiere rosse” che segnalano pericoli e rischi. Tutto ciò in attesa che, come chiesto dalla petizione #zeroscuse, anche l’autoriciclaggio diventi un reato. Ci auguriamo che questa riforma avvenga presto, così come auspichiamo si dia un seguito concreto a queste buone iniziative di accordo istituzionale.

Leonardo Ferrante


Corruzione: in 5 mesi 1.435 denunce e 126 arresti della Guardia di Finanza

21/07/2014 - in corruzione

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A riferirlo è Saverio Capolupo, comandante generale della Guardia di finanza: negli ultimi 5 mesi 1.435 persone sono state denunciate per concussione, corruzione, peculato o abuso d’ufficio, 126 delle quali sono finite in manette. Il numero più consistente riguarda il settore degli appalti, con 400 nomi segnalati per aver commesso irregolarità nelle gare per un valore di 1,2 miliardi. Intervistato dal giornalista Gianluigi Nuzzi, il comandante apre il vaso di Pandora rivelando che da gennaio a oggi la Gdf ha già ricevuto 38mila segnalazioni di operazioni finanziarie sospette,  rese note anche dall’unità di informazione della Banca d’Italia. Per lo più si tratta di segnalazioni fatte da banche e poste, che mettono in luce quanto la criminalità economica sia di ordinaria amministrazione, benché spesso legata alla criminalità organizzata. Le misure di prevenzione patrimoniale recentemente rafforzate hanno permesso nel 2014 di sequestrare e confiscare 4 miliardi, e 2,7 miliardi di euro di beni. Tuttavia, come sottolinea Capolupo, ‘la repressione è importante, ma occorre intervenire anche sul versante della prevenzione, incidendo sull’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e sulla trasparenza dei processi decisionali’.
Importante sarà anche il ruolo dell’Anac di Raffaele Cantone: ‘Un’Autorità cui il Governo sta dando nuovi poteri riguardo al settore degli appalti pubblici che, senz’altro, è tra i più vulnerabili alla corruzione’. Alla Guardia di finanza sarà richiesto di collaborare con l’Autorità per vigilare sull’applicazione delle misure anticorruzione e in particolare sulle procedure di appalto per l’Expo 2015.

Nel dettaglio, secondo Capolupo, oltre alla lotta al riciclaggio di capitali sporchi, sarebbe auspicabile l’introduzione nel codice penale della norma sul cosiddetto autoriciclaggio, analogamente a quanto previsto in altri Paesi. Per quanto riguarda l’evasione invece, nel 2014 sono stati già individuati 3.000 evasori totali e  l’attività di recupero sembra procedere con risultati in miglioramento costante. “Questo grazie a un cambio di strategia che ci ha fatto mettere in primo piano la qualità dei controlli rispetto alla quantità”, ha precisato Capolupo.


Contro la corruzione ora tocca a Renzi: ma che sia la #voltabuona e non solo un doloroso rinvio al prossimo scandalo

25/06/2014 - in corruzione

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Il governo ha promesso un pacchetto di leggi anticorruzione nei prossimi giorni. Siamo felici di questa presa di posizione dell’esecutivo, ma chiediamo che le riforme e le risposte contro la corruzione siano finalmente serie e strutturali. E dobbiamo farci sentire perché il rischio che anche questa non sia la volta buona è alto.

Vogliamo che sia la #voltabuona e non solo un doloroso rinvio al prossimo scandalo. Non ci sono più scuse: vogliamo la cura, non un placebo. Dobbiamo chiederlo.

Cinque sono i punti di riforma su cui il Governo non può prescindere:

1) PRESCRIZIONE

Prescrizione non è assoluzione. E invece troppe volte è intervenuta a inceppare il corso della legge lasciando impuniti i colpevoli, specie per i reati di corruzione. Ecco perché chiediamo un intervento urgente e definitivo sui tempi e sui meccanismi della prescrizione: occorre che smetta di decorrere in caso di qualunque azione penale, come ad esempio il rinvio a giudizio.

2) CONFLITTO DI INTERESSI

Basterebbe adeguarsi alle convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce. Otterremmo trasparenza e contrasteremmo finalmente i conflitti d’interessi dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini nelle istituzioni.

3) COMBATTERE RICICLAGGIO E AUTORICICLAGGIO

Le tangenti si pagano anche con i capitali in nero. E i capitali in nero si accumulano grazie ad esempio all’autoriciclaggio, l’evasione fiscale e il falso in bilancio. Sono questi i “reati civetta” che vanno sconfitti per togliere ai corruttori le loro armi.

4) TRASPARENZA

Vogliamo una Pubblica amministrazione davvero trasparente: chiediamo che vengano messi online, in formato open data e chiaramente leggibili da tutti i cittadini i dati sull’organizzazione dell’amministrazione, sul bilancio, sull’utilizzo delle risorse, sui concorsi e sui bandi d’appalto. Chiediamo un Freedom of Information Act italiano.

5) WHISTLEBLOWING

Chi rompe il muro dell’omertà non deve mai più essere lasciato solo. Ecco perché abbiamo chiesto in Italia e in Europa risposte concrete sul whistleblowing: per chi cioè, denunciando la corruzione sul luogo di lavoro, contribuisce a smascherare gravi illeciti ma si espone a ritorsioni, rivalse, minacce.

Facciamo sentire la nostra voce. Chiediamo al governo che sia la #voltabuona contro la corruzione!

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#MaipiuMose appello di Libera: non c’è più tempo, subito una nuova legge anticorruzione

05/06/2014 - in corruzione

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Ieri Expo, oggi il Mose, la corruzione ci ha impoverito e ci impoverisce ogni giorno: inquina i processi della politica e dell’economia e minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni. Non c’è piu’ tempo serve una terapia d’urto: Governo e Parlamento devono passare dalle buone intenzioni ai fatti. Subito nuovi reati, come l’autoriciclaggio e la reintroduzione del falso in bilancio, con sanzioni adeguate. Più poteri, più risorse e personale all’ Autorità anticorruzione, che deve innanzitutto prevenire i fenomeni illegali. Ma soprattutto uno stop immediato alla “tagliola” della prescrizione, che smetta di decorrere dal momento dell’esercito dell’azione penale (richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, citazione diretta, presentazione per giudizio direttissimo …). La corruzione è l’incubatrice del potere della mafia e il suo avamposto. Ecco perché la si deve combattere su tutta la linea, perché in Italia la corruzione non è un problema ma è il problema”. In una nota Ufficio di presidenza di Libera rilancia le proposte per combattere la corruzione dopo le recenti vicende giudiziarie di Milano e Venezia.

Auspichiamo che il governo e Parlamento sappiano farsi carico di questa responsabilità: Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, lanciano una nuova petizione per chiedere una nuova legge completa ed efficace per combattere la corruzione. Riparte il futuro continuerà a monitorare questo processo, assieme a quasi 520mila cittadini che vogliono un’Italia libera dalla corruzione

FIRMA #MAIPIUMOSE

www.riparteilfuturo.it/maipiumose


Grasso e l’emozione di approvare in Senato la modifica del 416ter

11/03/2014 - in corruzione

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pietro grasso“Il giorno dell’approvazione in Senato della legge sul voto di scambio politico-mafioso, essenziale per combattere la criminalità organizzata e i suoi rapporti con la politica, è stato per me davvero emozionante”. È quel che ha scritto poco fa sulla sua pagina facebook Pietro Grasso ricordando un anno di impegno come presidente del Senato. Grasso è uno dei 388 braccialetti bianchi che siedono in Parlamento e in più occasioni si è fatto ritrarre col simbolo di Riparte il futuro al polso.

L’impegno di Grasso contro la corruzione non è stato però solamente simbolico: nel primo giorno di attività parlamentare, un anno fa, il presidente del Senato ha depositato un disegno di legge estremamente articolato che contiene norme contro la corruzione, il riciclaggio, l’autoriciclaggio e il falso in bilancio. L’auspicio di Grasso e di Riparte il futuro è che il ddl venga presto discusso e licenziato dalla Commissione giustizia per dotare l’Italia di una normativa sempre più forte e efficace contro la corruzione.

Sostieni la battaglia di Riparte il futuro perché il testo di riforma del 416ter, approvato al Senato, diventi legge alla Camera >>


La lotta alla corruzione annunciata da Renzi: autoriciclaggio e Commissario anticorruzione. Un commento a mente fredda

05/03/2014 - in corruzione

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Domenica 2 marzo, su “la Repubblica”, il Presidente Renzi ha risposto agli interrogativi di Roberto Saviano sull’impegno del nuovo governo contro la criminalità organizzata. Due dei cinque impegni presi da Renzi riguardano anche la lotta alla corruzione.

Il primo punto riguarda l’introduzione del reato di autoriciclaggio. La riforma era già considerata urgente dal recente documento della Commissione Garofoli. È infatti fondamentale agire sui capitali criminali e sui proventi della corruzione per combattere davvero il fenomeno. Il codice penale italiano già prevede pene in caso di riciclaggio, ossia quando una seconda persona, diversa dall’autore, “sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto, o operazioni in relazione ad essi, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza criminale”. In parole semplici, è reato quando attraverso una serie di passaggi complessi una seconda persona riesce a “far perdere le tracce” di quel denaro e del modo in cui è stato generato, che quindi ricompare “pulito”.

Non è invece reato se autore di questo processo è la stessa persona che ha generato quei profitti illecitamente. È evidente che esiste un enorme vuoto normativo a cui dare subito risposta, come chiesto anche nell’agenda di Riparte il futuro.

Solo un mese fa Ivan lo Bello, vicepresidente di Confindustria, evidenziava come questa fosse la prima riforma da compiere sul tema della lotta alla corruzione.

Il secondo punto indicato dal premier è un richiamo al rispetto, da parte di tutti gli enti della Pubblica Amministrazione e non solo, della Legge anticorruzione 190 del 2012.
È sicuramente importante che la legge vada applicata, ma senza dimenticare che siamo ancora lontani da una legge perfetta, efficace e in linea con gli standard comunitari. Ci saremmo dunque aspettati un forte messaggio volto a riprendere il processo di riforma, sia sul lato delle misure preventive che di contrasto.

Poco chiara appare la connessa proposta d’introdurre un Commissario anticorruzione, che nell’articolo di “Repubblica” è detto previsto dalla legge, ma che in realtà non compare nel testo della norma. Probabilmente ci si riferisce alla nomina di un nuovo presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) che ricopra le vesti di Commissario.

Va detto che storicamente l’Italia ha già avuto un Alto Commissario anticorruzione, previsto dalla Legge 3/03, e soppresso nel 2008 senza riuscire a dare importanti contributi. L’anno seguente, a seguito della Legge 150 del 2009, per ovviare almeno in parte a questa mancanza, nasce la Civit, ossia la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Con la Legge anticorruzione del 2012 è affidato alla Civit anche il ruolo di Autorità Nazionale Anticorruzione. Nel novembre 2013 assumerà quindi il nome di ANAC per maggiore uniformità dell’appellativo al ruolo (il nome esteso è “Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni”).

Ci auguriamo quindi, in uno scenario già complesso e spesso in evoluzione dal punto di vista burocratico, che il Commissario annunciato riuscirà a garantire un surplus d’impegno sul tema e non sia solo un’altra figura con incarico formale.

Inoltre ci poniamo anche questa spinosa domanda: poiché la nomina del Commissario è governativa, come si intende garantire l’indipendenza di un ruolo così strategico?

Anche a questa domanda i cittadini vorrebbero una risposta.

 


Sergio Staino dedica una vignetta a Riparte il futuro

27/06/2013 - in corruzione

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Il grande vignettista de L’Unità, Sergio Staino, dedica una vignetta Riparte il futuro, la più grande mobilitazione contro la corruzione mai organizzata in Italia.
Un percorso a tappe che ha segnato gli ultimi tempi, dalle elezioni di febbraio ad oggi, per ottenere obiettivi misurabili di prevenzione e contrasto alla corruzione. In 5 mesi centinaia di migliaia di firme di cittadini raccolte online e un intergruppo di oltre 200 parlamentari di tutti gli schieramenti che sta lavorando per la modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, come richiesto dalla petizione. La corruzione è la pratica – definita “sistemica dalla Corte dei Conti – mediante la quale le mafie riescono a entrare nelle Istituzioni e nei mercati senza far scattare alcun allarme sociale. Portare a compimento la modifica in tempi record, dietro lo stimolo di una petizione, sarebbe una novità assoluta per il Paese. E intanto oggi la proposta di modifica della legge dovrebbe essere licenziata dalla Commissione giustizia alla Camera.
Ma il percorso di Riparte il futuro è appena cominciato. Anche la matita di Staino guarda oltre, all’riciclaggio, un altro tema che Riparte il futuro mette nella top 15 dei provvedimenti anticorruzione.

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