Articoli con il tag “Aziende Sanitarie

Anticorruzione e sanità – Basta una stretta di mano

02/09/2014 - in anticorruzione e sanità

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A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

Medici e infermieri italiani vivono un tour de force imposto da organici ridotti, ferie e turni di guardia mal retribuiti e non recuperati. I precari sostituiscono spesso il personale in ruolo. I direttori, invece, sono in ferie ad agosto, privilegio apicale. Pochi, leggendo il New England Journal of Medicine in comode sdraio sotto l’ombrellone o in barca vela, hanno potuto leggere che in USA qualche collega ha ricevuto questa domanda: “Le piacerebbe guadagnare di più senza aumentare il lavoro?”. Rappresentanti di un farmaco contro il cancro della prostata, hanno incoraggiato gli urologi a caricare sul servizio pubblico campioni medicinali gratuiti, forniti sottobanco, in cambio di un maggior numero di prescrizioni. Qualcuno è stato multato ma non si tratta di casi isolati. Più di 5000 medici USA sono stati, infatti, licenziati dal servizio pubblico per questo tipo di violazioni. Le frodi subite dallo scadente servizio offerto negli USA sono stimate in $60 miliardi di dollari ogni anno. Il monitoraggio è costante, i dati aggiornati ogni mese.

In Italia non abbiamo dati sulla corruzione in sanità. Tra gli 87 casi rilevati nel 2012, sulla base dei casi denunciati, le indagini aperte, i processi iniziati o chiusi, sono coinvolti i servizi sanitari di quasi tutte le Regioni, Piemonte, Liguria, Marche e Abruzzo con 2-4 casi, e Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Molise e Sardegna con 4-6 casi. La corruzione più diffusa riguarda farmaci e diagnostici (i kit coi quali si eseguono gli esami di sangue e urine): in cambio della scelta di un farmaco o di un kit diagnostico da parte di un medico, un ospedale o un’intera Asl, si danno regali, macchinari, finanziamenti. La corruzione più costosa, però, resta quella in cui i medici non sono coinvolti; riguarda gli appalti di beni e servizi, che rappresentano il 30% dei bilanci sanitari regionali. In questo caso il beneficio viene elargito per ottenere l’appalto con gare tagliate su misura, trattative negoziali, abuso della contrattazione diretta o anche in fase di fornitura, dando servizi di qualità e prezzo minore rispetto a quanto promesso nel capitolato d’appalto. Si paga anche per essere saldati entro limiti di tempo decenti. La tariffa “clientelare” si aggira sul 16% della fornitura. Spesso i Direttori Generali delle ASL sono i tecnici nominati dai politici a garanzia di appalti e servizi esterni, soprattutto della loro distribuzione tra maggioranza e opposizione. In corruzione ci vuole equità, sono i valori fondanti della democrazia!

Per approfondimenti:
Nejm.com
Mednat.org

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Illuminiamo la salute: nasce la rete dei responsabili anticorruzione delle aziende sanitarie

25/06/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Questo fine settimana a Bologna nascerà la “rete per l’integrità” promossa dal progetto Illuminiamo la salute, che assieme alla campagna Riparte il futuro ha curato negli scorsi mesi due innovativi monitoraggi civici per la trasparenza del settore sanitario.

L’obiettivo è unire le forze creando una comunità  dei Responsabili dell’anticorruzione, figure previste dall’impianto di prevenzione della L. 190/12, e quanti interessati al tema per incentivare nelle singole realtà sanitarie e sociali quel cambiamento culturale e organizzativo necessario a combattere tutte le forme di opacità, illegalità, corruzione e possibilità di infiltrazione criminale. “La Rete – si legge sul nuovo sito dedicato – si pone il duplice obiettivo di affrontare le problematiche che si incontrano nel definire e rendere operative politiche comuni di prevenzione della corruzione, promozione della trasparenza negli enti del Servizio Sanitario Nazionale italiano e negli enti del sociale.”
“Le leggi servono, ma sono le persone a fare la differenza” ha dichiarato Nerina Dirindin, presidente del Coripe, uno degli enti che assieme a Libera, Gruppo Abele e Avviso pubblico ha sviluppato il progetto.
La società civile può e deve contribuire a garantire l’integrità del sistema pubblico che permette il diritto alla salute, sostenendo il lavoro dei responsabili anticorruzione, che spesso “si sentono soli di fronte ad episodi contro i quali non hanno sufficienti armi per combattere”, continua la Dirindin.

Esperienze come queste vanno verso il modello di prevenzione funzionale immaginato con la legge anticorruzione del 2012, trasformando l’atto burocratico in un’opportunità di cambiamento reale. “Se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono fare lo stesso”, recita un motto di Leo Tolstoj, ed è questa la strada intrapresa da Illuminiamo la salute.

Appuntamento a Bologna il 26 e 27 giugno 2014, via Marconi 67/2 Camera del Lavoro, Sala di Vittorio
Le iscrizioni all’evento ancora aperte, affrettatevi!


Trasparenza sui bandi di gara e di concorso: come scelgono i vincitori le nostre Aziende sanitarie?

11/04/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Secondo il decreto legislativo 33/2013 tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a rendere noti i bandi di concorso per il reclutamento di personale e tutte le informazioni sulle procedure per l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture. La legge dunque impone la trasparenza totale su questi meccanismi che mettono gravemente a rischio il denaro pubblico. Ma dato che nel nostro Paese le normative stentano a essere applicate, abbiamo deciso di verificare personalmente, con il sostegno dei cittadini firmatari della petizione Riparte il futuro, che le Aziende sanitarie nazionali abbiamo realmente risposto a questa direttiva. Nei settori sensibili come la sanità, infatti, la corruzione sottrae capitali che dovrebbero essere destinati alla tutela della nostra salute, peggiorando gravemente la qualità dei servizi. Non possiamo tollerarlo.

Abbiamo esaminato tre parametri:
1) la presenza sul sito della pagina “Bandi di gara e di concorso”
2) la presenza sul sito della documentazione pre-gara e post-gara dei bandi
3) la presenza sul sito del documento sintetico tabellare

il tutto in formato open data.

Dal monitoraggio è emerso che circa il 95% delle 242 aziende sanitarie ha pubblicato sul sito la pagina “Bandi di gara e di concorso” (o anche di due pagine distinte) ma per la maggior parte lo ha fatto senza allegare la fondamentale documentazione pre-gara e post-gara dei bandi e dei requisiti, nonché gli esiti dei concorsi stessi. La figura 4 entra nel dettaglio del parametro:

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In merito al documento tabellare 2013, ovvero una sintesi in formato scaricabile e aperto, con le informazioni relative ai bandi di gara e ai concorsi (poste in forma tale che siano utilizzabili anche a fini statistici) è emerso che su 242 aziende sanitarie, 158 lo hanno predisposto per l’anno 2013. Di queste 145 lo hanno pubblicato in forma sintetica e 145 in formato aperto.

 

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Sommando le percentuali di adempimento dei singoli punti, si ottiene tuttavia una panoramica regionale abbastanza carente: solo 4 regioni superano il 65%, Lombardia, Sardegna, Marche, Friuli Venezia Giulia. Fanalino di coda Valle D’Aosta e Molise, ferme allo zero%.

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Chiarezza su bilanci e rendicontazione: i dati sulla trasparenza economica della sanità italiana

09/04/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Riparte il futuro sta monitorando la trasparenza economica delle Aziende sanitarie italiane. L’obiettivo dell’iniziativa, sostenuta dai 150.000 cittadini firmatari, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013.

Libera e Gruppo Abele, promotrici dell’iniziativa insieme alla rete “Illuminiamo la salute”, evidenziano come i dati emersi siano spesso sconfortanti e che i numeri debbano rapidamente migliorare, perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza un nostro diritto. Ecco perché rinnoviamo l’invito a tutti gli italiani a partecipare alla battaglia per una sanità trasparente e libera dalla corruzione firmando la petizione.

Analizziamo i risultati del monitoraggio per i 5 punti richiesti dalla petizione a cominciare da:

Trasparenza di bilancio e rendicontazione:

Occorre ricordare come Riparte il futuro ha considerato soddisfatto il criterio solo nel momento in cui tutte le voci sono state rispettate per come previste da legge: in questo caso si è valutata la pubblicazione del bilancio consuntivo 2012 e preventivo 2013, entrambi in formato open data. È importante infatti dare pieno compimento alla trasparenza, che acquisisce efficacia solo se rispettata nel suo insieme.

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Emerge invece come in molti casi si è risposto solo parzialmente alla richiesta.

Concretamente: nel 2013 sono state 156 le aziende che hanno fornito online il proprio bilancio, sei in più del 2012. Di queste, 133 hanno presentato una forma sintetica del bilancio 2012, e 137 di quello del 2013.

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Dei 150 bilanci 2013 pubblicati dalle Asl, 108 (il 72%) è fruibile in formato open data. Percentuale in aumento rispetto al 2012, quando, tra i 156 bilanci resi pubblici, quelli disponibili in formato aperto erano 97 (il 62,18%).

Dei bilanci 2013 e 2012 rispettivamente 88 (il 58,7%) e 78 (il 50%) è in formato Pdf, mentre soltanto il 13,3% e 12,8% sono in altri tipi di formati aperti.

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Dando un’occhiata ai dati regione per regione (infografica di apertura), si scorgono tra le più virtuose la Basilicata, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Trentino Alto Adige, l’Umbria e il Veneto. Tra le peggiori in tema di trasparenza sui dati pubblicati si registrano la Campania, la Calabria, il Piemonte, la Sardegna e il Molise (unica regione a rimanere fuori dalla graduatoria per due anni di fila). Se ad essere migliorate sono state solo il Piemonte (impresa però fin troppo semplice visto lo scarso dato relativo al 2012), la Lombardia e l’Emilia-Romagna, in alcune zone si è assisito a veri propri crolli. In particolare in Abruzzo, Lazio, Liguria e Sicilia.


Sanità: “La lotta agli sprechi non si fa con i tagli, ma con maggior trasparenza e efficienza”. La nuova fotografia di #riparteilfuturo

06/04/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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Libera e Gruppo Abele presentano la fotografia finale del monitoraggio civico sulla trasparenza della Asl nell’ambito della Campagna Riparte il Futuro contro la corruzione. L’obiettivo del monitoraggio, con i dati aggiornati al 15 marzo, è ottenere quanto prima l’adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013 da parte di tutte le Aziende sanitarie sui temi della trasparenza. L’attività di monitoraggio è stata realizzata in collaborazione con la rete di Illuminiamo la salute e la campagna di raccolta firme online che la sta accompagnando ha visto l’adesione di altre associazioni come SOS Sanità e Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

La fotografia scattata da Libera e Gruppo Abele presenta un paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. Soltanto 18 aziende, il 7,4% sul totale, hanno raggiunto il 100%, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri. Il 21,9% delle aziende è al 75%, il 34,3% ha raggiunto il 50% e il 24,8% è al 25%. Ventotto aziende invece, l’11,6% sul totale, non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero. Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86% delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D’Aosta) al 100%. Ancora indietro Calabria al 33% e Marche al 25%, fanalino di coda il Molise con l’0%. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi risulta soddisfatto dal 50 % delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100% e con il Molise e Valle D’Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l’Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100%, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D’Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l’elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D’Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l’organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all’anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l’erogazione dei servizi e le spese: l’hanno organizzata solo l’1,65% delle Aziende.

“I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna - prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande. Obiettivo del monitoraggio è avere aziende sanitarie e ospedali trasparenti perché difendere il Servizio sanitario nazionale è un nostro dovere e accedere alle cure e all’assistenza è un nostro diritto. Invitiamo tutti gli italiani a partecipare a questa battaglia firmando la petizione per una sanità trasparente e libera dalla corruzione su www.riparteilfuturo.it

Sul www.riparteilfuturo.it/sanita sarà possibile verificare l’adeguamento delle singole Aziende sanitarie e saranno messe a disposizione di tutti le informazioni e i documenti relativi con relative mappe e cartine e relative infografiche. Su questo blog commenteremo i singoli dati nel corso delle prossime settimane.

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Un’altra Azienda ospedaliera ha raggiunto il 100%: la San Giovanni e Ruggi di Salerno

21/03/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Segnaliamo che l’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona di Salerno (www.sangiovannieruggi.it) ha da ieri, 20 marzo, soddisfatto gli adempimenti monitorati da Riparte il futuro relativi alla normativa anticorruzione e per la trasparenza, predispondendo alla sezione “Amministrazione Trasparente” del proprio sito istituzionale le informazioni relative ai vertici, l’atto di nomina del Responsabile anticorruzione e il Piano triennale anticorruzione.

La stessa azienda si è resa promotrice dell’evento “Trasparenza, Legalità ed Etica nel Servizio Sanitario Regionale: a Salerno si può?” che si terrà oggi 21 marzo presso l’Aula Scozia dell’Azienda Ospedaliera. In questa giornata si parlerà anche della Campagna di Riparte il Futuro, grazie alla presenza di Vittorio De Micheli, direttore scientifico di Illuminiamo la Salute.

IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO >>


La classifica della sanità trasparente: Campania e Calabria le peggiori

12/03/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Secondo l’ultima fotografia del 7 marzo, che Riparte il futuro ha scattato monitorando i dati sulla trasparenza della sanità nel nostro Paese, sono Campania e Calabria le regioni più inadempienti rispetto ai parametri richiesti dalla legge 190 del 2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni. Raggiungendo le percentuali rispettivamente del 62% e del 55% le due regioni del Sud si collocano al margine della classifica stilata dalla campagna “Salute – Obiettivo 100%” promossa da Libera e Gruppo Abele che chiedeva a tutte le Aziende sanitarie italiane di rispettare entro il 31 gennaio tre parametri di legge: pubblicazione  delle informazioni sui vertici, nomina e pubblicazione del Responsabile anticorruzione, redazione e messa online del Piano triennale anticorruzione.
Solo Basilicata e Liguria hanno raggiunto il 100%, seguite da Piemonte (99%), Lombardia (98%), Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia (96%).

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Il punteggio basso non significa però che tutte le Aziende sanitarie di Campania e Calabria facciano male in termini di trasparenza. Anzi al contrario, la Campania è la regione che presenta al suo interno una situazione fortemente diversificata: mentre quattro aziende sanitarie su 11 non raggiungono la percentuale del 35%, presentando i punteggi più bassi a livello nazionale, d’altro canto sul territorio sono presenti altri tre casi che hanno raggiunto il 100% e uno al 91%.

Anche in Calabria c’è una situazione disomogenea: tre aziende sanitarie su nove non raggiungono la percentuale del 10%,  una si attesta al 35% , altre due hanno percentuali tra il 70% e l’80% e le ultime tre tra il 90% e il 100%.

Questi in generale i dati relativi alle circa 240 aziende analizzate. Per i nomi delle singole Aziende inadempienti leggi qui.

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Nel grafico seguente possiamo vedere l’andamento del monitoraggio effettuato da Riparte il futuro durante i tre mesi di campagna. Si nota un Nord tendenzialmente più virtuoso e un Sud che raggiunge un dignitoso 81%.
Adesso spetta all’Autorità nazionale anticorruzione, l’ANAC, agire sulle Aziende che risultano ad oggi non a norma, anche in termini di sanzioni.

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Ma l’impegno di Riparte il futuro non finisce qui: la trasparenza è una condizione che non si esaurisce con il semplice rispetto della normativa formale. Va coltivata e introdotta nel quotidiano funzionamento degli enti pubblici, e nel dialogo con i cittadini. La campagna dunque rilancia con nuovi 5 punti sulla trasparenza economica delle Aziende sanitarie.

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Ecco le aziende sanitarie che non hanno ancora pubblicato online il Responsabile anticorruzione e il Piano triennale

11/03/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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Lo stato di adempimento dei criteri anticorruzione scelti dalla petizione “Obiettivo 100%” di Riparte il futuro, è positivo a livello nazionale -è stata raggiunto il 91% secondo i dati aggiornati al 7 marzo - ma restano alcune, per fortuna rare, situazioni di inosservanza che lasciano supporre una certa negligenza nei confronti della nuova normativa.

Ecco i risultati, aggiornati al 7 marzo, che mostrano l’andamento dei risultati della petizione. Da ottobre a oggi quante delle circa 240 aziende sanitarie monitorate non hanno ancora pubblicato le informazioni richieste dalla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni?

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I RESPONSABILI ANTICORRUZIONE

Secondo l’ultimo aggiornamento, sono 6 le aziende sanitarie che non hanno pubblicato online la nomina del Responsabile anticorruzione: tre di queste si trovano in Calabria, due in Campania, e una in Lazio.

Tutte queste aziende risultano inadempienti non soltanto rispetto alla normativa anticorruzione ma anche in merito alla trasparenza dei vertici: il loro punteggio di adempimento generale non a caso varia tra il 4% e l’11%.

Sono:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

3) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

4) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

5) ASL Benevento – Campania

6) Asl Roma A – Lazio

Ribadiamo come la mancata messa online non significa che il ruolo non sia stato predisposto, ma che, per come invece previsto da legge, i cittadini non hanno informazioni su questa figura chiave nella lotta alla corruzione all’interno delle Aziende sanitarie. In assenza di dati, non possiamo  in alcun modo esercitare il nostro diritto di sapere.
Non dobbiamo dimenticare poi che il Responsabile anticorruzione è strategico anche all’esterno degli enti, perché è un riferimento per la società civile locale, da interpellare attraverso l’accesso civico e in ogni occasione utile su questi temi.

I PIANI TRIENNALI ANTICORRUZIONE

A queste sei aziende se ne aggiungono altre 9, per un totale di 15 aziende, che al 7 marzo 2014 non hanno reso disponibile online il Piano anticorruzione: 3 si trovano in Lazio, 1 in Sardegna, 1 in Veneto, 1 nelle Marche, 2 in Campania, 1 in Calabria.

Ecco quindi l’elenco completo degli inadempienti:

1) A.O. “Bianchi Melacrino Morelli” – Reggio Calabria – Calabria

2) A.O.”Mater Domini” Catanzaro – Calabria

3) ASP REGGIO CALABRIA – Calabria

4) ASP VIBO VALENTIA – Calabria

5) A.O. U. San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno – Campania

6) ASL AVELLINO – Campania

7) ASL Benevento – Campania

8) ASL NA 1 CENTRO – Campania

9) A. Ospedali Riuniti Marche Nord – Marche

10) Asl Roma A – Lazio

11) A.O. Sant’Andrea – Lazio

12) ASL ROMA G – Lazio

13) ASL VITERBO – Lazio

14) ASL CARBONIA – Sardegna

15) Az. ULSS 10 - Veneto Orientale Veneto

Il Piano anticorruzione è quel documento strategico che contiene le politiche chiave, dall’analisi del rischio alla formazione del personale, previste dalla Legge 190 come in grado di porre una barriera al fenomeno corruttivo.

Quanto al Piano, non basta prevederlo: bisogna anche trasformarlo in azione. Se però non viene neanche redatto, diventa impossibile fare qualunque cosa. Per questo la pubblicazione online è “l’anno zero” di ogni politica di prevenzione e occorre partire da qui anche noi cittadini per sapere che cosa le nostre Aziende sanitarie intendano fare, e per partecipare alla vita degli enti.

Come società civile abbiamo fatto la nostra parte esercitando il monitoraggio civico.

Ora la palla passa all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha anche capacità di sanzionare gli inadempienti e di investigare le cause per cui non si è arrivati a pubblicazione. La stessa Autorità che, stando a quanto promesso ieri dal premier Renzi, a breve avrà a capo il magistrato Raffaele Cantone.

 


Chi dirige le Aziende sanitarie nazionali? Cv, atti di nomina, compensi di tutti i direttori, da Nord a Sud

10/03/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Per monitorare la trasparenza delle Aziende sanitarie nazionali, Riparte il futuro ha mappato da dicembre a oggi tutti i siti istituzionali alla ricerca di dati e informazioni che, in base alla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni, dovevano essere messe online entro queste settimane.
Primo tra i punti chiave richiesti dalla petizione “Salute – Obiettvo 100%” la trasparenza dei vertici aziendali: chi dirige gli enti sparsi lungo il territorio nazionale? A che titolo? Con quale compenso?
Abbiamo mappato la presenza di queste informazioni (atto nomina, curriculum e compenso) del direttore generale, del direttore sanitario e del direttore amministrativo di oltre 240 Aziende sanitarie italiane e questi sono i risultati dell’indagine (in termini percentuali) aggiornati al 7 di marzo.

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In generale si nota che il documento meno pubblicato è l’atto di nomina.
L’area del Sud inoltre risulta più carente delle altre tre in tutti i parametri ma possiamo valutare positivamente la buona percentuale complessiva sia per la pubblicazione dei curricula che dei compensi, anche se non si è ancora raggiunto il 100% pieno.
La trasparenza sul trattamento economico e sui profili professionali delle persone preposte ad incarichi di tale rilevanza è una condizione indispensabile per prevenire favoritismi e in generale per garantire una gestione limpida di un’Azienda sanitaria, così come di ogni altro ente pubblico.

Ma la battaglia per la trasparenza della sanità continua >>

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Il tripadvisor della sanità proposto dalla ministro Lorenzin

03/03/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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«L’obiettivo è fare un passo avanti per la trasparenza e fare degli open data un mantra – ha detto il nuovo ministro della Salute Beatrice Lorenzin -. I cittadini potranno inserire nel motore di ricerca la loro malattia e la città di residenza, ottenendo informazioni sugli Irccs più vicini dove si cura la patologia. Avranno anche la possibilità di fare commenti sui servizi di cui hanno usufruito.”

Il nuovo portale www.dovesalute.gov.it censisce le strutture sanitarie italiane come una sorta di Tripadvisor della salute. Si parte dai 49 Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) ma il servizio dovrebbe espandersi in breve tempo alle Aziende sanitarie di tutte le Regioni – che devono fornire i dati al mistero, come specifica il ministro – compresi ospedali, ambulatori, ma anche farmacie, medici di medicina generale e pediatri di famiglia.

Si potrà accedere ai curricula dei medici ma anche a informazioni utili come la presenza di parcheggi e servizi per disabili, bar, bancomat, edicola, disponibilità di camere private. Un approfondimento sarà dedicato all’oncologia e alle strutture per la terapia del dolore.

La valutazione spetterà al cittadino che potrà votare qualità dei pasti, pulizia, rispetto della privacy, disponibilità e gentilezza del personale. Inoltre i testi, ad oggi in italiano e inglese, saranno tradotti anche in spagnolo in conformità con una popolazione sempre più multietnica.

Un work in progress che terremo sott’occhio, valutando pro e contro della proposta.

Sia il livello istituzionale che la società civile devono deve fare la loro parte. La campagna Riparte il futuro si sta impegnando sul tema della trasparenza nella sanità italiana. Dal lancio della petizione “Salute – Obiettivo 100%”, firmata da circa 130.000 cittadini, le Aziende sanitarie hanno fatto uno scatto in avanti, rispondendo alle richieste, previste dalla norma anticorruzione 190/2012, e hanno fornito informazioni sui vertici dirigenziali, nominato i Responsabili anticorruzione e creato i Piani triennali (guarda qui i risultati nella tua regione mappati sul sito di Riparte il futuro in collaborazione con la rete Illuminiamo la salute e Agenas), tanto che da dicembre abbiamo registrato un +127% di conformità agli obblighi di legge.
In queste ore la campagna sta rilanciando l’appello per ottenere la trasparenza economica in linea con il decreto 33/2013.

Un’iniziativa partita dal basso con l’obiettivo di dimostrare che la trasparenza è possibile e che lo strumento degli open data, anche applicato a un settore così grande e complesso come la sanità, può essere messo in pratica in poco tempo. Riparte il futuro ce l’ha fatta in tre mesi grazie al sostegno degli italiani.

FIRMA LA PETIZIONE PER LA TRASPARENZA NELLA SANITA’ >>

Laura Ghisellini


Sanità italiana: la trasparenza sale all’86%. Tra eccellenze e maglie nere, la strada è ancora lunga

20/02/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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È giunto il momento di stilare un bilancio finale  sul monitoraggio civico effettuato da Riparte il futuro nell’ambito della petizione – Salute obiettivo 100%.

Entro il 31 gennaio scorso, come indicato dalla legge 190/2012 in materia di trasparenza, tutte le aziende sanitarie avrebbero dovuto dotarsi di alcuni requisiti quali un piano triennale anticorruzione; un responsabile per la trasparenza e anticorruzione e pubblicare online le informazioni complete sui dirigenti (direttori generali, sanitari e amministrativi), con atti di nomina, curriculum e compensi.

Tuttavia le aziende potevano usufruire di un ulteriore margine di un paio di settimane oltre la data indicata, per la pubblicazione delle informazioni e dei nominativi relativi ai provvedimenti.

Il monitoraggio di Riparte il futuro è quindi proseguito in attesa degli ultimi adeguamenti. E adesso abbiamo un quadro pressoché definitivo.

Il primo dato a balzare all’occhio è quello che riguarda le eccellenze. Gli esempi positivi vengono da Liguria e Basilicata, entrambe regioni con un livello di trasparenza al 100%. Casi molto positivi in mezzo a un dato generale non così confortante: solo 112 su 242 aziende sanitarie italiane hanno raggiunto lo stesso obiettivo.

Un altro dato importante è quello della Campania che pur registrando complessivamente una percentuale più bassa rispetto alle altre regioni (45%), annovera tra le proprie aziende la Santobono Pusilipon di Napoli che ha raggiunto il 100%. Analogo il caso delle Marche, in cui coesistono nella stessa regione l’Azienda Ospedali riuniti Marche Nord al 23% e l’Istituto di ricovero e cura INRCA di Ancona al 100%.

Va riscontrato quindi un generale miglioramento rispetto a quanto riportato nell’ultima analisi; rispetto ai dati raccolti tra il 31 gennaio e il 4 febbraio (penultimo monitoraggio) e l’ultima verifica fatta dall’11 al 14 febbraio, su 242 totali, le aziende ad aver nominato il responsabile anticorruzione sono passate da 221 a 228. Non solo, anche rispetto al piano anticorruzione si evidenziano miglioramenti in atto: da 191 Asl, oggi sono 211 quelle che si sono allineate alla disposizione.

Anche l’Istituto Nazionale tumori Pascale di Napoli, unico rimasto in Italia a 0%, è salito al 27% dopo aver reso pubblici i nominativi dei vertici aziendali.

L’attività di mappatura di Riparte il futuro non rappresenta però un punto di arrivo: seguirà infatti una seconda petizione che andrà al cuore dei meccanismi fondanti, verificando quindi la trasparenza economica, gestionale, dei rapporti con il privato, dei tempi di attesa, dell’apertura alla cittadinanza. Fermare i “ladri di salute”, siano essi corrotti, corruttori o clan criminali, è precondizione fondamentale di qualunque politica civile e istituzionale.

Anna Anselmi


Salute – Obiettivo 100%: solo 102 su 242 Aziende sanitarie hanno rispettato in tempo i 3 parametri

12/02/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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Il 31 gennaio si è chiusa la prima fase della petizione  lanciata dalla campagna “Riparte il futuro” per la trasparenza nella sanità italiana: “Salute – Obiettivo 100%”. Riportiamo qui alcuni stralci dell’analisi di Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna, dall’articolo pubblicato su Libera Informazione.

“I risultati (aggiornati al 3 febbraio) parlano di un mondo sanitario non completamente al passo con i tempi previsti dalle norme nazionali, la L 190/12 e il dgls 33/13 sui temi dell’anticorruzione e della promozione della trasparenza. Solamente 102 delle 242 Aziende sanitarie hanno rispettato il 100% dei tre parametri stabiliti per legge e monitorati dalla campagna. Esiste ancora un margine di tempo affinché si passi dall’approvazione (fissata appunto al 31 gennaio) e la messa online (che può ritardare qualche settimana) di documenti e informazioni e ci auguriamo che le percentuali crescano rapidamente.

“Il dato più doloroso riguarda la mancata redazione del Piano triennale anticorruzione, cuore di ogni politica a riguardo (solamente 191 sono le Aziende adempienti). Preoccupa inoltre la situazione della Campania, fanalino di coda della classifica (l’unica con un’Azienda addirittura allo 0%, l’istituto tumori “Pascale” di Napoli). Emergono però aspetti fortemente innovativi legati a quest’iniziativa. Libera e Gruppo Abele, le associazioni promotrici, stanno infatti rivoluzionando le forme di confronto democratico tra società civile e istituzioni su questi temi. Dal 3 febbraio è stato infatti attivato un dialogo tra Riparte il futuro e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al momento fatto di scambio di dati e valutazioni complessive. Che le istituzioni possano contare su una cittadinanza organizzata attenta, partecipe e collaborativa, così come incita a fare la stessa legge, è un cambiamento di passo senza precedenti nella storia democratica del Paese. [...]

Secondo aspetto rivoluzionario è l’attività complementare alla mappatura di Riparte il futuro: seguirà infatti una fase di verifica dei contenuti dei Piani triennali a cura del gruppo di “Illuminiamo la salute” (www.illuminiamolasalute.it) e di tutti i coordinamenti regionali di Libera.  L’intenzione è quella di rendere i territori in grado di operare autonomamente sui temi e monitorare il rispetto non solo formale ma anche sostanziale delle politiche disegnate, forti di un accompagnamento coordinato a livello nazionale. Infine, anche Riparte il futuro, da fine febbraio, continuerà a insistere sul mondo sanitario, con una seconda petizione che andrà al cuore dei meccanismi fondanti, verificando quindi la trasparenza economica, gestionale, dei rapporti con il privato, dei tempi di attesa, dell’apertura alla cittadinanza. Fermare i “ladri di salute”, siano essi corrotti, corruttori o clan criminali, è precondizione fondamentale di qualunque politica civile e istituzionale.


L’Autorità nazionale anticorruzione dialoga con Riparte il futuro: un esempio di collaborazione attiva tra società civile e Istituzioni

10/02/2014 - in Dialogo con l'ANAC

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Dopo la email di Riparte il futuro inviata all’Anac il 3 febbraio, l’Autorità nazionale anticorruzione ha chiesto un confronto tra i dati raccolti dalla campagna “Salute – Obiettivo 100%” e quelli che risultano nei registri ufficiali.

Primo oggetto del confronto sono i nominativi dei Responsabili anticorruzione pervenuti al 31 gennaio 2013 (scadenza di legge): i nominativi  relativi alle Aziende sanitarie locali comunicati dalle Aziende sanitarie all’Anac sarebbero in numero minore rispetto a quelli individuati dal monitoraggio di Riparte il Futuro. Un esempio di come il lavoro della campagna può esser utile alle Istituzioni.

Si procederà poi nel dialogo circa i dati sulla redazione e della relativa messa online dei Piani triennali anticorruzione.

Continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi perché questo dialogo intrapreso con l’Anac, primo esempio di collaborazione attiva tra società civile e istituzioni, è merito delle vostre firme raccolte in questi mesi.

Continuiamo insieme sulla via dell’integrità e della trasparenza: diffondiamo “Salute – Obiettivo 100%”  e invitiamo i nostri amici a firmare! >>

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