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Faccia a faccia con Raffaele Cantone a Ballarò

24/09/2014 - in corruzione

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Ieri sera Raffaele Cantone, il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, è intervenuto nella trasmissione Ballarò nello spazio dedicato al faccia a faccia. Oltre a parlare in tarda serata, l’intervento è iniziato alle 23.30, Cantone ha affrontato il tema in termini piuttosto generali mentre speravamo che andasse nel dettaglio della riforma promessa dal governo a inizio estate e mai avviata. I provvedimenti  anticorruzione attendono da mesi (per non dire decenni) di essere prese in seria considerazione nelle aule parlamentari. E poco e nulla, come ha sottolineato l’ex pm, è stato fatto fino ad oggi. Anzi.

“Da dopo Tangentopoli non è stato fatto praticamente quasi nulla perché la corruzione diminuisse. Anzi, se guardiamo al passato ci sono molte cose che l’hanno favorita. La corruzione è uno strumento che blocca il mercato e in assoluto anticoncorrenziale: non rende necessario ad esempio che le imprese innovino, perché chi sa di poter accedere a un mercato protetto, ovvero quello della corruzione, tutto sommato non ha necessità di fare innovazione. Inoltre la corruzione rappresenta uno strumento incredibile per impedire l’ingresso di nuovi operatori e allontana moltissimo gli operatori esteri. La corruzione è una delle nostre principali emergenze”.

Guarda tutto l’intervento e scrivi nei commenti cosa ne pensi.

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Vero o falso? Dario Franceschini sui costi della corruzione

20/03/2013 - in corruzione

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Ieri sera a Ballarò Dario Franceschini ha affermato che “la corruzione ci costa 100 miliardi di euro”. I nostri fact checker rettificano immediatamente riportando il dato ufficiale stimato dalla Corte dei conti: 60 miliardi.

Tuttavia è bene precisare che i costi della corruzione sono impossibili da quantificare con esattezza poiché il fenomeno innesca una serie di conseguenze negative, a loro volta causa di altre perdite a catena.
Si pensi ad esempio all’influenza della corruzione sull’affidabilità del Sistema-Paese. Gli investitori esteri non sentono la fiducia necessaria per mettere a frutto i propri capitali sul territorio e l’Italia perde importanti opportunità di sviluppo e lavoro. Specialmente per i giovani che proprio nei nuovi business potrebbero trovare occupazione.

I costi diretti e indiretti della corruzione incidono sia sull’economia del Paese sia sui conti di fine mese delle famiglie, alzando ad esempio il prezzo di opere pubbliche viziate che va poi a aggravare tasse e bollette a carico dei cittadini.

La corruzione, molto prima di essere un problema di disonestà e di malcostume, è un problema economico che frena lo sviluppo, l’innovazione e mette le mani nei portafogli di ciascuno di noi. Ecco perché firmare la petizione è importante per far ripartire il futuro dell’Italia dal punto di vista economico.

Nel tweet Il Politicometro rimanda al report della Corte dei conti, per chi volesse approfondire.

Laura Ghisellini