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BeCycling: Daniele e Simona hanno superato il primo dei “7 passi”, col braccialetto bianco al polso

02/09/2014 - in dall'estero

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Vi ricordate di Daniele e Simona, i due ragazzi partiti per il giro del mondo in bicicletta lo scorso luglio da Roma? Come ricorderete il nome che hanno dato al loro progetto è “Dai 7 colli ai 7 passi”, proprio perché, partendo dai 7 colli della capitale, avrebbero raggiunto 7 tra i passi montani più alti al mondo. Oggi, dopo 52 giorni di viaggio, li troviamo a -6 dal proprio obiettivo. Daniele e Simona hanno infatti già affrontato il primo dei valichi che si erano prefissati di superare nel loro percorso: il Col de la Bonette in Francia.

Nel frattempo numerosi sono i luoghi nei quali si sono fermati e anche gli imprevisti non sono mancati! Se siete curiosi potete seguire la loro avventura sul sito www.becycling.net, dove troverete anche una pagina che vi aggiorna in diretta sull’esatta posizione dei nostri amici: Daniele e Simona hanno deciso di portare con sé i braccialetti bianchi di Riparte il futuro per diffondere in ogni continente il messaggio anticorruzione della nostra campagna.

Forza ragazzi!

In foto: una sosta lungo il cammino, con la maglietta di Riparte il futuro :)

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Il giro del mondo in bici: “Speriamo di trovare un paese meno corrotto al nostro ritorno”

01/07/2014 - in dall'estero

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becyclingSi chiamano Daniele Carletti e Simona Pergola e tra qualche giorno partiranno per un viaggio. Non si tratta di una semplice vacanza: faranno niente meno che il giro del mondo in bicicletta e porteranno con sé il simbolo della campagna Riparte il futuro.

“Dai sette colli ai sette passi” questo il titolo della loro impresa, Daniele e Simona partiranno dai colli della Capitale e oltrepasseranno i sette valichi più alti del pianeta, con al polso per tutto il tragitto il braccialetto bianco simbolo della lotta alla corruzione.

A guardarli in faccia sembra che stiano partendo per una scampagnata, invece  hanno davanti 100.000 chilometri da pedalare attraverso 52 paesi, per un totale di 4 anni di viaggio. Sfideranno un’altezza media di oltre 3.500 metri, con punte che arriveranno ai 5.130 metri dell’Abra Azuca in Perù e ai 5.560 metri del Semo la Pass in Tibet.

“Sappiamo bene che ci sono montagne molto più alte – spiega Daniele – ma qui non parliamo di semplici vette. Ho impiegato due mesi a tracciare il percorso proprio perché, come dice il nome del nostro evento, ho cercato i passi più alti del mondo, strade che ti portano in cima ad un monte, ma che non si fermano, proseguono. Volevo che il nostro percorso fosse una linea continua che parte e arriva a Roma”.

“Non vediamo davvero l’ora di partire – racconta Simona – è ormai un anno che lavoriamo a questo progetto e la fatica e le difficoltà che ci aspettano non ci spaventano, ma piuttosto ci caricano”.

Il loro scopo va oltre il raggiungimento di un primato (sebbene nessuno abbia ancora osato tanto in un unico tour): “il nostro obiettivo non è quello di finire sul libro dei Guinness, ma quello di sensibilizzare chi ci seguirà attraverso il nostro sito internet e la nostra pagina Facebook ad un utilizzo della bicicletta, nonchè quello di aiutare le popolazioni in difficoltà attraverso World Bicycle Relief, un’organizzazione statunitense che si occupa di fornire biciclette nelle zone disagiate del pianeta per migliorare la qualità della vita a chi le abita, come ad esempio permettere ai ragazzi di andare a scuola tutti i giorni”.

A sostenerli e incoraggiarli ci saremo anche noi, i 530.000 firmatari di Riparte il futuro: “Dobbiamo attraversare tutti e cinque i continenti, ma alla fine torneremo in Italia. La speranza è quella di trovare un paese diverso, che sia riuscito a portare avanti la sua lotta contro la corruzione, un male che lo attanaglia da troppo tempo” commentano sorridendo.