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I redditi dei ministri restano un mistero… tranne quelli dei Braccialetti bianchi

27/05/2013 - in corruzione

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La pratica di rendere nota la situazione reddituale e patrimoniale dei nostri rappresentanti politici, fin dalla fase di candidatura, è uno dei punti base da cui ha preso il via la campagna Riparte il futuro. Si tratta di un provvedimento elementare affinché i cittadini possano esercitare il proprio diritto di conoscere chi dovranno votare in via preventiva, un modo per rendere trasparente la candidatura e aumentare la fiducia tra elettore e eletto (anche se il sistema elettorale attuale non consente la preferenza nominale).
Hanno rispettato questo impegno circa 800 candidati alle elezioni, dei quali circa 300 occupano oggi i seggi di Senato e Camera. I loro redditi, assieme ai loro curricula e alla dichiarazione di eventuali processi in corso o passati in giudicato o di eventuali conflitti di interesse, sono a disposizione per la consultazione di tutti gli utenti sul sito di Riparte il futuro.

A questo proposito citiamo un articolo di oggi di Antonello Cherchi pubblicato su il Sole 24 Ore:
Inutile cercare sui siti qual è la retribuzione dei vertici dei dicasteri. Ci sono le biografie, inappuntabili curricula, l’elenco delle dichiarazioni rilasciate, carrellate di foto (per i più precisi, anche in alta definizione), le interviste, ma della situazione patrimoniale nessuna traccia.

Sui siti dei dicasteri i redditi dei ministri non ci sono, è vero, ma su www.riparteilfuturo.it contiamo alcuni esempi illustri: Enrico Letta, Nunzia De Girolamo, Maria Chiara Carrozza e Dario Franceschini, i 4 ministri che – in quanto sottoscrittori della campagna contro la corruzione – hanno pubblicato sul sito la loro condizione reddituale e patrimoniale, fin dai tempi della campagna elettorale di gennaio-febbraio. Si trattava infatti di una ‘conditio sine qua non’ per indossare il braccialetto bianco simbolo dei 5 impegni assunti di fronte agli italiani firmatari della petizione.

E non è solo la società civile che spinge in questa direzione: un passo importante verso la trasparenza è stato fatto anche dal governo Monti che ha reso obbligatoria la pubblicazione del reddito per i membri del proprio Esecutivo e ha approvato un Decreto sulla trasparenza (il Dlgs 33 di marzo scorso) delle Pubbliche Amministrazioni che prevede anche la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi e dei compensi connessi alla carica ricoperta. Obbligo che si estende, per quanto riguarda la situazione patrimoniale, anche al coniuge e ai parenti entro il secondo grado (che possono tuttavia esimersi dichiarandolo).

I ministri hanno a disposizione altri 2 mesi di tempo per provvedere.
Su Riparte il futuro invece questo tipo di informazioni è disponibile e accessibile in pochi secondi per una lista di circa 350 parlmentari – tra senatori, deputati e ministri – che ci hanno fornito volontariamente tali dati.

Nell’attesa continuiamo a firmare la petizione che vede impegnati i cosiddetti braccialetti bianchi per la modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso.

Laura Ghisellini

 


Un intergruppo col braccialetto bianco per modificare la normativa anticorruzione in 100 giorni. Manca un mese

27/05/2013 - in corruzione

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Da una petizione popolare alla modifica di una legge chiave per la lotta alla corruzione. È questa la sintesi di Riparte il futuro, un progetto nato il 16 gennaio 2013 e giunto fino ad oggi senza mai perdere di vista l’obiettivo: la modifica in 100 giorni dell’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, come primo provvedimento per arrestare la penetrazione del fenomeno corruttivo all’interno delle istituzioni.

Su questo stanno attualemente lavorando 200 parlamentari di tutti gli schieramenti, che hanno risposto alla richiesta corale di circa 235.000 cittadini firmatari della petizione online.
Come si è arrivati a questo?
Ripercorriamo le tappe della storia, quando mancano 29 giorni alla scadenza del termine utile per intervenire sul 416 ter.

- 16 gennaio: debutta online la campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, che chiede ai candidati alle elezioni politiche di rispettare 5 punti di trasparenza e anticorruzione.

- nel periodo della campagna elettorale aderiscono circa 800 candidati che accettano di pubblicare sulla piattaforma il proprio curriculum vitae, la situazione reddiruale e patrimoniale, la situazione giudiziaria e gli eventuali conflitti di interesse. I candidati si impegnano anche a modificare, qualora eletti, il suddetto 416 ter.

- 24-25 febbraio 2013: 278 candidati vengono eletti nelle liste dei vari partiti. I braccialetti bianchi, questo il simbolo dell’impegno, entrano in Parlamento.

- nel periodo dell’impasse politica per la formazione del nuovo governo e l’elezione del Presidente della Repubblica, il numero dei parlamentari che aderiscono alla campagna continua a aumentare. Si contano 350 adesioni.

- 7 maggio 2013: la prima assemblea dei Braccialetti bianchi in Parlamento, con l’intervento di Pietro Grasso e Laura Boldrini entrambi aderenti all’iniziativa, segna l’inizio della fase operativa. Mancano ormai 50 giorni alla scadenza del tempo concesso dai cittadini per rispettare l’impegno preso.

- 23 maggio 2013: è ufficializzata la formazione dell’ intergruppo dei Braccialetti bianchi che procede immediatamente a unificare i vari testi di legge presentati in questi mesi da molti parlamentari di tutti gli schieramenti e a definire il piano di azione. I parlamentari che fanno parte dell’intergruppo sono già circa 200.

Nel blog seguiremo passo passo le evoluzioni di questa grande impresa: modificare in meno di un mese una legge chiave per la lotta alla corruzione.
Con la volontà e la tenacia si può dare il buon esempio in tempi record: spetta a noi cittadini verificare che i parlamentari rispettino l’impegno preso, con il lavoro in aula.

Siete pronti?
Primo passo: firmare e far firmare la petizione di Riparte il futuro >>


Corradino Mineo: “La corruzione è il più grande ‘spread’”

10/05/2013 - in corruzione

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Corradino Mineo, senatore del Pd, ha aderito a Riparte il futuro contro la corruzione fin dalla fase di campagna elettorale. “In Senato e alla Camera dovremmo avere la sensazione, la consapevolezza che questa è una priorità assoluta”, ha dichiarato l’ex direttore di Rai News, “si possono fare compromessi, in politica i compromessi si fanno, ma bisogna cambiare registro su questa partita contro la corruzione”.


Assemblea di Riparte il futuro in Senato con don Ciotti, Grasso, Boldrini: il video

10/05/2013 - in corruzione

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La video-dintesi dell’assemblea Braccialetti Bianchi al Senato. Sono più di 300 i parlamentari che hanno sottoscritto gli impegni della campagna contro la corruzione, 150 i presenti all’assemblea.
Gli interventi di Don Ciotti e dei presidenti di Camera e Senato, entrambi aderenti alla campagna.
Firma anche tu la petizione per una riforma della legge contro la corruzione


Emanuele Prataviera, deputato Lega Nord, spiega i motivi della sua adesione a Riparte il futuro

09/05/2013 - in corruzione

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Emanuele Prataviera, giovane deputato della Lega Nord, spiega i motivi della sua adesione alla campagna contro la corruzione Riparte il futuro. Prataviera è intervenuto all’assemblea dei braccialetti bianchi del 7 maggio ed è coinvolto nella formazione dell’intergruppo parlamentare per la modifica dell’art.416 C.P. sullo scambio elettorale politico-mafioso.


La dichiarazione di Salvatore Torrisi, senatore del Pdl, per Riparte il futuro

08/05/2013 - in corruzione

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Ieri, all’assemblea dei braccialetti bianchi contro la corruzione, avrebbe dovuto parlare anche il senatore Salvatore Torrisi (Pdl) che ha aderito alla campagna Riparte il futuro.
Trattenuto da altri impegni ci ha fatto avere una dichiarazione scritta che riportiamo qui di seguito.

Ho aderito a questa iniziativa, poiché ritengo la lotta alla corruzione una priorità assoluta nel nostro Paese, un problema che l’agenda politica non può più rinviare. Tale percorso è volto, innanzitutto, al contrasto della criminalità organizzata, alle mafie, alla corruzione e alla illegalità nei suoi molteplici aspetti, che contribuiscono enormemente a bloccare lo sviluppo sociale ed economico del Paese. E’ chiaro che, per agire in tale direzione, una legislazione più adeguata ed efficace sia fondamentale, dato che l’attuale legge mostra lacune e incongruenze che vanno subito corrette. E l’impegno del parlamento deve iniziare prendendo in esame, potenziandone l’efficacia, l’articolo 416 ter del Codice penale, che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, inserendo però come reato tutti i generi di scambio di voto.
Ma ciò basta? A mio avviso la lotta alla corruzione deve essere capillarmente estesa a tutti i settori della pubblica amministrazione. In tal senso, essa deve munirsi di validi strumenti preventivi contro la corruzione e l’illegalità, elaborando dei piani con dettagliati programmi di intervento, onde prevenire il rischio di permeabilità in settori strategici della stessa. I destinatari di tali piani devono essere gli amministratori, i direttori e dirigenti, i dipendenti e concessionari incaricati di pubblici servizi. Ciò tenendo conto che i settori più permeabili alla corruzione riguardano le aree degli appalti, delle politiche sociali, dell’edilizia, dell’urbanistica, delle attività produttive, del patrimonio e delle risorse umane. Difatti, il rischio permeabilità aumenta laddove vengono erogati benefici e vantaggi economici, concessioni o autorizzazioni, incarichi e consulenze, dove si svolgono procedure di impiego e utilizzo del personale e di progressione di carriera, e affidamenti di commesse pubbliche, specie quelle con un più elevato livello di discrezionalità. I piani “strategici” di cui sopra, dovrebbero essere resi efficaci da ulteriori obblighi di trasparenza, non ultime le pubblicazioni on-line di tutti i procedimenti amministrativi. leggi tutto


Salvatore Micillo, braccialetto bianco di Riparte il futuro, interviene all’assemblea

08/05/2013 - in corruzione

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Salvatore Micillo, deputato della commissione giustizia, è intervenuto durante la prima assemblea dei braccialetti bianchi a nome del Movimento 5 Stelle. In questa occasione ha anche dichiarato la volontà di allestire un tavolo di dialogo con Libera per i provvedimenti da prendere sui temi dell’anticorruzione.


7 maggio in diretta dal Senato: streaming e live tweet della prima assemblea di Riparte il futuro contro la corruzione

06/05/2013 - in corruzione

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riparte il futuro - #100giorni

Appuntamento il 7 maggio 2013 alle ore 12,30 per la prima assemblea dei 300 Braccialetti bianchi di Riparte il futuro contro la corruzione. I 300 parlamentari che hanno sottoscritto gli impegni della campagna promossa da Gruppo Abele e Libera si riuniscono per dare il via ai lavori.

Programma

Aprirà l’incontro don Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore di Gruppo Abele.

Interverranno il presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Camera Laura Boldrini, entrambi tra i primi ad aver sottoscritto gli impegni di Riparte il futuro.

Di seguito Alberto Vannucci, professore di Scienza Politica dell’Università di Pisa, illustrerà le priorità legislative e i prossimi passi della campagna.

Sarà poi data la parola a turno a un rappresentante per ognuna delle forze politiche, a testimonianza della trasversalità dell’iniziativa.
Infine, è previsto uno spazio aperto per le domande della stampa.

Modera l’incontro Monica Maggioni, direttore di Rai News 24.

GUARDA LO STREAMING DALLE ORE 12,30>>

LIVE TWEET #100giorni >>


In Senato la prima Assemblea dei Braccialetti bianchi di Riparte il futuro. Con don Ciotti, Pietro Grasso, Laura Boldrini

06/05/2013 - in corruzione

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Oltre 300 deputati e senatori, circa un terzo del Parlamento, si riuniscono il 7 maggio 2013 per la prima Assemblea dei “braccialetti bianchi”. Sono i parlamentari di diverse forze politiche che hanno aderito a “Riparte il Futuro”, la campagna contro la corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele. Si sono impegnati in fase elettorale a rendere trasparente la propria candidatura e, una volta eletti, a modificare l’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso, entro 100 giorni dall’insediamento in Aula.

In concomitanza con il giro di boa del conto alla rovescia (meno 50 giorni) si tiene la prima riunione ufficiale nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato, alla presenza di don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, nonché del presidente del Senato Pietro Grasso e della presidente della Camera Laura Boldrini, entrambi “braccialetti bianchi” della prima ora. L’incontro, moderato dal direttore di RaiNews24 Monica Maggioni, segna l’inizio della lotta alla corruzione in sede parlamentare, dopo l’impasse politica del post-elezioni. Come indicato dal logo impresso sul braccialetto, #100 giorni, i tempi stringono: è necessario affrettarsi a modificare l’articolo 416 ter e a prendere altri importanti provvedimenti per combattere il fenomeno che blocca il futuro del nostro Paese. L’assemblea dei braccialetti bianchi è un’occasione di straordinaria importanza per rispondere alla richiesta di impegno che la società civile rivolge alla politica affinché il Parlamento si adoperi subito contro la corruzione. Le oltre 215 mila le firme raccolte online dall’inizio della campagna continuano a aumentare a ritmo crescente.

Nel corso dell’assemblea Alberto Vannucci, professore di Scienza Politica dell’Università di Pisa, illustrerà le priorità legislative per rendere più stringente il contrasto alla corruzione, sia dal lato della prevenzione che del contrasto, in relazione ai prossimi passi della campagna. Vale sempre sottolineare, infatti, come la corruzione sia uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta, come sottolinea anche il rapporto Ocse sull’Italia presentato lo scorso 2 maggio. Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.

Ad oggi sono circa 300 i “braccialetti bianchi” in Parlamento. Fra questi, oltre ai presidenti di Camera e Senato, anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, i ministri Maria Chiara Carrozza, Nunzia De Girolamo e Dario Franceschini. Durante l’assemblea prenderà la parola anche un parlamentare per ogni forza politica rappresentata.

Siamo tantissimi: se uniamo le forze, politici e società civile, potremo strappare l’Italia alle catene della corruzione. Solo senza corruzione Riparte il futuro.

L’appuntamento è in streaming sul canale Youtube del Senato. E live su Twitter (hashtag #100giorni)


Chi sono i parlamentari contro la corruzione? E chi invece manca all’appello di Riparte il futuro?

26/04/2013 - in corruzione

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Chi sono i parlamentari impegnati contro la corruzione? E chi sono quelli che invece non hanno aderito?
290 su 945 tra senatori e deputati sono pronti a modificare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso, mentre gli altri non rispondono alle nostre richieste.
Scopri chi c’è e chi manca sul grande wall di Riparte il futuro e firma la petizione: la lotta alla corruzione non può essere ignorata. Da essa dipende il nostro futuro politico, economico e sociale.

Parlamento contro la corruzione: scopri tutte le facce>>

FIRMA LA PETIZIONE >>


Caro capogruppo, come mai i parlamentari non sono interessati a combattere la corruzione?

26/04/2013 - in corruzione

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Ogni momento che passa, mentre scorrono i 100 giorni utili per  la modifica della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso richiesta dalla campagna Riparte il futuro, è un’occasione persa.
È vero che la situazione politica in cui ci troviamo è molto incerta, ma è anche l’ora che ciascun parlamentare scelga le proprie battaglie dimostrando alla società civile che intende impegnarsi per il cambiamento.
Per questo motivo fatichiamo a capire come mai il numero dei parlamentari sostenitori di Riparte il futuro contro la corruzione cresca così lentamente.

Oltre a rivolgerci ai singoli parlamentari con email e appelli, Riparte il futuro ha scritto a tutti capigruppo dei diversi gruppi parlamentari per avere un riscontro.

“Il patto di Riparte il futuro – si legge nella lettera inviata sia via email che in forma cartacea – si fonda su una sfida positiva nei confronti di coloro che nelle istituzioni parlamentari lo sottoscrivono”.
Questo nuovo patto creato, che vuole sostituirsi idealmente a quello tra corrotti e corruttori, non può venire deluso.

Ancora: “Siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese e che ogni partito debba farsene carico. Per questo le chiediamo farsi portavoce delle istanze di Riparte il futuro presso gli altri membri del suo gruppo”.

La lettera si conclude con l’ennesimo appello: “Non possiamo più attendere: il contrasto alla corruzione va affrontato in via prioritaria per restituire un futuro al nostro Paese. È una responsabilità di tutti, al di là del colore politico di appartenenza”.

Mentre aspettiamo una risposta, farsi alcune domande diventa legittimo: come si spiega la mancata partecipazione di molti (circa il 70% del Parlamento)? Troppa incertezza politica? Disinteresse nei confronti della lotta alla corruzione? Si considerano più urgenti altri temi? Eppure anche i “saggi” convocati da Napolitano a più riprese hanno sottolineato come senza trasparenza e lotta all’illegalità non sia possibile alcuno sviluppo economico e sociale. Ed è vero che i numeri di Riparte il futuro parlano chiaro: oltre 180mila cittadini si aspettano un impegno concreto e la loro speranza non può essere vanificata.

Leonardo Ferrante

CONTROLLA CHI È UN BRACCIALETTO BIANCO CONTRO LA CORRUZIOEN E CHI NO >>

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Questi i Capigruppo a cui abbiamo spedito la lettera:

CAMERA
Pd: Roberto Speranza
Sel: Gennaro Migliore
Scelta Civica: Lorenzo Dellai
Movimento 5 Stelle: Roberta Lombardi
PDL: Renato Brunetta
Lega Nord e autonomie: Giancarlo Giorgetti
Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni
Misto – Centro democratico: Pino Pisicchio

SENATO
Pd: Luigi Zanda
Pdl: Renato Schifani
M5S: Vito Crimi
Scelta Civica: Mario Mauro
Lega Nord e Autonomie: Massimo Bitonci
Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) – PSI: Karl Zeller
Grandi Autonomie e Libertà: Mario Ferrara
Misto: Loredana De Petris

 

 


Bill Emmott e Annalisa Piras si rivolgono ai Braccialetti bianchi: “Non perdete questa opportunità”

26/04/2013 - in corruzione

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Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, e la regista Annalisa Piras sostengono Riparte il futuro contro la corruzione.
Li abbiamo incontrati a Trieste e abbiamo segnato insieme a loro il conto alla rovescia dei 100 giorni.
Mancano solo 60 giorni e il nostro è un appello accorato ai 290 parlamentari che hanno aderito all’iniziativa: non perdete questa opportunità” afferma la regista.
Emmott e Piras sono autori del documentario Girlfriend in a coma, che racconta senza censure la situazione “comatosa” dell’Italia, sia dal punto di vista politico che economico. Il documentario è stato proiettato in Italia in corrispondenza delle scorse elezioni suscitando non poche polemiche.

FIRMA LA PETIZIONE PER CHIEDERE LA MODIFICA DELL’ART 416 TER >>


Al via le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica: tra le mani alzate quasi 300 braccialetti bianchi

18/04/2013 - in corruzione

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Sono appena iniziate le votazioni per nominare il nuovo Presidente della Repubblica italiana. Un’elezione cruciale da cui dipenderà la formazione del prossimo governo.
La situazione a Montecitorio è estremamente delicata, anche alla luce della proposta avanzata ieri sera dal PD, e approvata dalla maggioranza dei suoi componenti, che porta il nome di Franco Marini.
Nelle ore successive si sono moltiplicate le reazioni di assenso, per una nomina che risponde alla richiesta di larghe intese e di stabilità politica (ad esempio da parte di PDL e Lega Nord), e di dissenso per chi preferisce una figura che possa rispondere all’istanza di cambiamento (da parte di SEL e M5s).

Intanto i quasi 300 Braccialetti bianchi, i candidati che hanno aderito alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione, alzano la mano mostrando il simbolo dell’impegno che hanno preso ormai da molto tempo (fin dalla fase di candidatura) e che intendono rispettare entro la scadenza del conto alla rovescia.
In foto alcuni deputati e senatori di SEL che hanno fatto sapere di votare per Stefano Rodotà, distaccandosi dalla linea del PD.

Ma solo alla conta dei voti si scoprirà chi davvero salirà al Quirinale per i prossimi 7 anni. Chissà che le sorprese non siano finite.

Qui tutti i parlamentari col braccialetto bianco in parlamento

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