Articoli con il tag “Comuni

Il caso virtuoso di San Cataldo: quando la delibera “trasparenza a costo zero” viene approvata come mozione dell’opposizione

17/09/2014 - in Politico e digitale, trasparenza

commenti

san cataldoL’iniziativa di Riparte il futuro nei confronti delle Amministrazioni comunali dimostra un’effervescenza e una creatività che cresce anche oltre l’immaginato.

Accade a San Cataldo, comune siciliano in provincia di Caltanissetta, dove l’opposizione ha proposto al primo consiglio comunale utile una mozione che contiene appunto la delibera “trasparenza a costo zero”, presentata dalla campagna durante la competizione dell’electionday 2014.

Da ricordare come il candidato sindaco Danilo d’Agliano, tra i promotori della mozione, avesse aderito all’iniziativa fin dalla fase elettorale, venendo poi sconfitto alle urne da Giampiero Modaffari.

L’attuale sindaco Modaffari e l’intero consiglio hanno comunque approvato la proposta all’unanimità, impegnandosi a renderla ora operativa in 200 giorni.

Un ottimo segnale che dimostra come sulla trasparenza non ci possano essere divisioni di colore politico e di come trasversale sia la proposta di Libera e Gruppo Abele.

Congratulandoci con il comune di San Cataldo, auspichiamo che cresca il numero di questi casi virtuosi.

 


Cantone e Cottarelli bacchettano le PA sprecone: spendono milioni per luce, gas e telefono

06/08/2014 - in corruzione

commenti

Luci-natalizie-a-rischio-di-incendio
Il Comune di Perugia ha speso 10.508.333 euro di energia elettrica. Il Comune di Trieste 602.590 euro di telefonia mobile . Si tratta di “sprechi intollerabili” per Raffaele Cantone e Carlo Cottarelli che  lo scorso giugno hanno inviato una lettera a 200 amministrazioni pubbliche, come riporta il quotidiano La Repubblica. I due commissari anticorruzione e alla spending review (che avevamo sperato collaborassero) non si sono limitati al rimprovero ma hanno minacciato sanzioni ai funzionari che hanno siglato contratti d’acquisto di beni e servizi in violazione delle norme. Noi cittadini concordiamo appieno con la definizione di “sprechi intollerabili” e aggiungiamo: i rimproveri non bastano.

Oltre ai casi di Perugia e Trieste ecco altri modi in cui è stato allegramente dilapidato il denaro pubblico: l’Università di Milano ha speso 10 milioni in energia elettrica e sette milioni e mezzo per il gas. Il Comune di Roma quasi 6 milioni di elettricità, l’Università di Genova quasi 7, la Provincia di Pesaro Urbino quasi 2, il Comune di Sondrio, quello di Como, l’Università Roma Tre e la Provincia di Lecce oltre un milione.

Per la rubrica “quanto ci piace chiacchierare” l’Azienda Ospedaliera romana San Camillo-Forlanini ha speso 237 mila euro di bolletta, 190.000 euro la Regione Lazio, sette milioni e mezzo il dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno.

I regolamenti parlano chiaro: gli enti pubblici e le società controllate al 100% da organi della pubblica amministrazione sono tenuti a fare economia e ad assicurarsi che le spese siano funzionali al buon andamento dei servizi. Saremmo curiosi di sapere dagli abitanti di Perugia se ritengono che la spesa di 10 milioni di euro di energia elettrica sia economica e adeguata ai servizi erogati dal Comune.

Inoltre, per tutti gli acquisti, gli enti pubblici devono far riferimento alla Consip, che è l’organo di controllo centrale delle spese delle Pa. Sono autorizzati ad agire autonomamente solo dimostrando di poter acquistare a prezzi inferiori da quelli proposti dalla Consip, sempre in base al principio della massima economia. I contratti vanno poi registrati sul portale anticorruzione perché è in queste trattative con le società esterne fornitrici che si annida un alto rischio corruzione. E di certo le spese abnormi contestate da Cantone e Cottarelli fanno suonare più di un campanello di allarme.

La sanzione prevista per i funzionari responsabili dei contratti scellerati che non risponderanno alla lettera nei tempi previsti ammonta a 25.000 euro. Chi “fornisca dati non veritieri” invece sarà multato per 51.000 euro. Cifre irrisorie se si pensa a tutti i soldi pagati (dai cittadini) per illuminare Perugia e le altre città come se fosse sempre Natale…

Laura Ghisellini


Trasparenza a costo zero: le nostre richieste per la chiarezza economica dei Comuni

29/07/2014 - in Politico e digitale, trasparenza

commenti

trasparenza-5La seconda richiesta che Riparte il futuro fa ai Comuni aderenti all’interno della delibera “trasparenza a costo zero”   – qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell’Anagrafe degli eletti - ha lo scopo di far sapere ai cittadini quanto e come le Istituzioni spendono i nostri soldi e su che base prendono le decisioni per utilizzarli.

Quello che chiediamo è dunque di rendere trasparenti e più accessibili i dati economici dei Comuni italiani, partendo dagli obblighi di legge sulla pubblicazione dei bilanci online e dei dati sugli enti pubblici vigilati, enti privati in controllo pubblico, partecipazioni in società di diritto privato ma proponendo di fare sforzo in più. La materia è complessa, cerchiamo di capire meglio.

Con l’espressione “bilancio online”, la legge intende il resoconto economico completo delle voci di spesa in formato unitario e aggregato. Inoltre questo file deve essere in formato “open data”, ossia non può essere, ad esempio, un pdf immagine (lo stesso formato pdf non è un vero e proprio formato aperto). L’informazione fornita deve essere utilizzabile, riutilizzabile, estraibile, individuabile immediatamente nel documento tramite la funzione “cerca”.

La stessa legge chiede poi che sia annessa una tabella sintetica delle spese dell’anno precedente, anche questa in formato open data, che contenga tempi, costi unitari e indicatori di realizzazione delle opere pubbliche, così come previsto dal d. lgs 33/13 (art 29 e art 22).

In sintesi deve essere pubblicato un documento che riassuma tutte le operazioni fornendo, per ciascuna di esse, le informazioni chiave che permettono ad esempio di capire quante risorse sono state date per assegnazione diretta e quante per appalti. O quante volte quella stessa azienda ha vinto bandi e per quali entità e settori.

Altrettanto importante è che vengano messi sotto la lente d’ingrandimento i dati relativi a quegli enti che, in quanto gestori di settori fondamentali (ad esempio i rifiuti), incidono profondamente nei bilanci e nelle operazioni delle amministrazioni pubbliche: sono gli enti pubblici vigilati, gli enti di diritto privato controllati o vigilati dall’amministrazione, le partecipazioni in società di diritto privato. Comunemente vengono fatti ricadere sotto il nome di “partecipate”, sebbene non sia corretto perché la parola definisce solo alcuni di questi.

Secondo il decreto legislativo 33/13 (art 22), devono essere pubblicati e già disponibili online:

  • un elenco periodicamente aggiornato di questi enti;
  • la misura in cui vi partecipa (eventualmente);
  • la durata dell’impegno;
  • il peso economico annuale sul bilancio dell’amministrazione;
  • il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo e loro trattamento economico;
  • i risultati di bilancio degli ultimi 3 esercizi finanziari.

In assenza di queste informazioni dettagliate, la legge prevede che venga fissato il divieto di erogazione di qualunque somma da parte dei Comuni.

Rispettare questi parametri sarebbe già molto, e tuttavia non ci basta: chiediamo infatti che le informazioni vengano messe online in maniera semplice e fruibile per tutti, nel rispetto del diritto di monitoraggio civico, pratica indispensabile affinché ciascun cittadino possa sapere come il Comune spende al meglio le proprie risorse.

Più di 530.000 persone, firmatarie della campagna Riparte il futuro, chiedono a voce alta di aver facilmente accesso a queste informazioni e di poter comprendere in maniera agevole i rapporti e le relazioni che si instaurano tra enti ed amministrazioni e quali costi apportano alla popolazione.

Attraverso semplici rappresentazioni grafiche, link che conducono direttamente a siti istituzionali e dettagliate descrizioni di chi ricopre gli incarichi in queste relazioni, sarà possibile rendere la cittadinanza finalmente attiva in un processo di monitoraggio civico praticamente a costo zero.

Francesco Quarta


I siti dei Comuni non sono trasparenti come dovrebbero. Cantone fissa una deadline: il 15 settembre

23/06/2014 - in Dialogo con l'ANAC, trasparenza

commenti

“Criticità in termini di completezza e di qualità dei contenuti e diffuse carenze”: Raffaele Cantone ha inviato delle lettere piuttosto eloquenti – per quanto possa essere eloquente il linguaggio istituzionale – ai grandi Comuni italiani per richiamarli all’ordine. Molti siti delle Pubbliche amministrazioni offrono ad oggi informazioni imprecise o del tutto mancanti e non rispettano la Delibera Civit 71 del 2013. Se l’obiettivo di tale normativa era ottenere lo stato di ”Amministrazione trasparente”, non è stato ancora raggiunto.
Dopo il primo monitoraggio condotto dall’Autorità nazionale anticorruzione nei primi mesi dell’anno – rapporto che la campagna Riparte il futuro ha analizzato e commentato nel dettaglio con infografiche e classifiche – ce n’è stato un altro, a maggio, focalizzato sugli obblighi di pubblicazione relativi ai pagamenti, alla società partecipate, alle tipologie di procedimento e all’accesso civico.

I risultati sono stati inviati tramite missiva il 12 giugno ai sindaci, ai responsabili della trasparenza e della prevenzione della corruzione dei singoli Comuni, al nucleo di valutazione interno all’ente, ai responsabili dei ministeri. Come a dire: “non ci siamo!”

Per fare alcuni esempi i Comuni di Milano e Torino omettono i compensi degli amministratori delle società partecipate. Nel sito del Comune di Firenze per consultare i dati sulle partecipate bisogna scaricare tre diversi documenti. A Messina non si leggono gli oneri totali gravanti sull’amministrazione e i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari; inoltre appaiono incompleti i trattamenti economici degli amministratori. A Palermo c’è il buio totale sui risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi di Amia spa, la società di smaltimento rifiuti (già fallita) né si leggono gli incarichi di amministratore della società e i relativi compensi. Trieste non specifica le funzioni che le partecipate svolgono in favore dell’amministrazione comunale né gli incarichi di tutti gli amministratori.
In generale per tutti i Comuni si riscontrano “carenze informative” nei dati sugli organi di indirizzo politico-amministrativo, su consulenti e collaboratori, sui tempi dei procedimenti. Molti punti oscuri anche sugli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici e sui beni immobili e la gestione del patrimonio. Informazioni incomplete anche dai ministeri dell’Interno, delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti, del Lavoro, della Difesa, degli Esteri e della Giustizia.

Preso atto della situazione, Raffaele Cantone fissa perentorio una deadline: il 15 settembre. Entro questa data dovrà essere tutto a posto.

Sperando che sia iniziata una nuova era, in cui le norme devono semplicemente essere rispettate, stiamo a vedere cosa accadrà.
E soprattutto: cosa accadrà a chi non rispetterà la scadenza?

FIRMA PER LA TRASPARENZA >>

LG

trasparenza


“Il patto scellerato tra funzionari infedeli e rappresentanti politici”. Così Scalfarotto sugli arresti per concussione a Foggia

04/04/2014 - in corruzione

commenti

ivan_scalfarottoIl problema della corruzione in Italia tocca diversi ambiti. Uno dei più colpiti è la politica stessa che tarda nel fornire allo Stato un’arma utile a contrastare il fenomeno.

Ne è un chiaro esempio quel che è sucesso ieri a Foggia, dove gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato per concussione e tentata concussione un dirigente del Comune, Fernando Biagini, 52 anni, un consigliere comunale, Massimo Laccetti, 43 anni, e un imprenditore, Adriano Bruno, 46 anni. I primi due sono finiti in carcere, mentre l’imprenditore è agli arresti domiciliari.

Non possiamo dimenticare che Foggia è la città di Francesco Marcone, funzionario dell’Ufficio del registro che il 22 marzo 1995 denunciò truffe di cui venne a coscenza e 9 giorni dopo fu ucciso, per ragioni non accertate in tribunale.

Sul fatto è intervenuto il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, di origini foggiane, ammettendo che “Nelle accuse formulate, emerge un meccanismo tristemente noto nei funzionamenti e nei malfunzionamenti della pubblica amministrazione: quello del patto scellerato tra funzionari infedeli e rappresentanti politici per estorcere indebite dazioni alle imprese del territorio. Un sistema criminoso e criminogeno la cui eradicazione non può essere affidata solo alla repressione, ma ad un’oculata azione di controllo e prevenzione.“

Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno “i tre arrestati, con ruoli differenti – Biagini nelle sue funzioni di dirigente comunale e gli altri due quali intermediari – avrebbero costretto un imprenditore edile locale (che è stato anche vittima di intimidazioni, comunque non contestate nel provvedimento) a versare una tangente di 80mila euro in contanti per chiudere il contratto per la realizzazione di un immobile da adibire a sede di uffici giudiziari. La tangente sarebbe stata pagata in tre tranche di 50mila euro, cinquemila euro e 25mila euro. Lo stesso imprenditore sarebbe stato vittima di un tentativo di concussione”.

È convinzione degli inquirenti che gli indagati avrebbero rivolto analoghe richieste, in un recente passato, “ad un numero molto elevato di imprenditori e in molte occasioni, secondo gli investigatori, le somme sono state effettivamente pagate. Gli inquirenti auspicano quindi che le eventuali vittime di questo sistema si facciano avanti riferendo particolari utili all’accertamento della verità”.


Avviso Pubblico: linee guida per redigere buoni Piani anticorruzione

17/01/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

commenti

Avviso Pubblico, associazione – sostenitrice della prima ora di Riparte il futuro –  che mette insieme gli Enti locali che si occupano di formazione civile contro le mafie, ha pubblicato ieri sul proprio sito un vademecum da seguire per la realizzazione e l’aggiornamento dei Piani triennali anticorruzione.

Il corposo documento, che vede la collaborazione di ReteComuni (Anci Lombardia), è stato curato da Andrea Ferrarini e Giandomenico Casarini. L’obiettivo è quello di supportare i Comuni nella realizzazione di Piani efficaci e che non rispondano solamente a logiche formali. Si legge infatti che “le Linee Guida NON sono una raccolta di documenti che possono essere copiati ed applicati alla singola amministrazione”.

Certamente è un ottimo strumento anche per la cittadinanza, utile a comprendere come leggere (e come valutare) un Piano Anticorruzione.

 

linee_Ap


Un impegno mantenuto, ad Afragola

06/11/2013 - in Libera e Gruppo Abele, Politico e digitale

commenti

PUINTO N4    APPROVATOSiamo contenti di annunciare che (almeno) uno degli impegni richiesti dalla campagna Riparte il futuro ad Afragola è stato mantenuto.

I firmatari della petizione locale, ispirata alla campagna nazionale contro la corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele, chiedevano a Sindaco e consiglieri: “Si assuma l’impegno di proporre un’ordinanza per la divulgazione mediante sito web e bacheca comunale dell’elenco degli incarichi affidati dal Comune e dalle società partecipate”. Il Presidio di Libera Afragola Casoria (Napoli) ha da poco annunciato che l’istanza ha avuto esito positivo.

“La trasparenza – afermano gli organizzatori dell’niziativa che ha mobilitato la popolazione locale e molti giovani – è uno degli strumenti più efficaci per combattere corruzione e mafie. Insistere sulla trasparenza significa avere degli enti che rendano conto ai cittadini di quello che fanno e di come lo fanno. Negli ultimi anni, a livello legislativo, si sono fatti molti passi avanti in questo senso. Gli atti di un’amministrazione devono essere chiari, pubblici e accessibili. Solo così si possono cercare di evitare appalti dati a imprese in odore di camorra o incarichi affidati attraverso pratiche clientelari.”

Cliccando sulla voce “Amministrazione trasparente” sul sito del Comune di Afragola possiamo oggi accedere ad una sezione adeguata agli obblighi disposti dal decreto legislativo n.150 del 2009. All’interno della sezione c’è un voce denominata “Accesso civico” che è, come si legge sul sito del Comune, “ il diritto di chiunque di richiedere i documenti, le informazioni o i dati che le pubbliche amministrazioni abbiano omesso di pubblicare pur avendone l’obbligo”. Tale diritto si esercita attraverso “una richiesta gratuita, non motivata e va indirizzata al Responsabile della Trasparenza”.

Insomma, in un territorio così compromesso dalla criminalità organizzata, la voce dei cittadini è stata ascoltata. Anche La Bussola della Trasparenza, il sistema di monitoraggio ufficiale delle PA, si è accorta del progresso: ad oggi il sito del Comune di Afragola ha rispettato 64/65 parametri richiesti.

Ma la strada è ancora lunga e ci sono ancora altri 5 punti, altrettanto cruciali per il futuro di questo territorio, da rispettare. Accanto ai ragazzi di Afragola, non molliamo!

FIRMA LA PETIZIONE >>


Sedriano: quando un comune si scioglie (anche) per corruzione

16/10/2013 - in corruzione

commenti

wallpapers-animal-octopus-background-2560-x-1440-id-314747

Oggi la Lombardia entra di diritto nell’elenco delle regioni che hanno al loro interno enti locali sciolti per mafia. Lo fa “grazie” a un piccolo comune di 11mila abitanti, Sedriano, che balza alle cronache per l’arresto del primo cittadino Alfredo Celeste con l’accusa di corruzione aggravata e di personaggi vicini all’Amministrazione comunale per associazione mafiosa.
Il Sindaco rifiuta l’accusa e vedremo come si svilupperà la vicenda nei prossimi giorni.

È comunque evidente, e i recenti fatti lo dimostrano, che la corruzione pubblica è il viatico principale delle mafie al Nord così come al Sud. La corruzione infatti permette l’infiltrazione e il radicamento della malavita organizzata nella vita pubblica, economica e sociale su tutto il territorio nazionale. I clan trovano infatti nello scambio corruttivo la loro forza e legittimazione e il reato diventa di “stampo mafioso”. Altrimenti si tratterebbe di “semplice” criminalità organizzata.

Al politico corrotto può risultare conveniente che il corruttore sia un mafioso (o un ‘ndranghetista, come nel caso di Sedriano), perché dallo scambio, oltre ai beni economici, può ottenere protezione elettorale e nuove possibilità di arricchimento grazie al mercato illegale. La sua scelta corruttiva fa poi lievitare costi sociali ed economici, per quanto già elevatissimi, della corruzione, proprio a causa della presenza criminale.

Mentre tuona la provocazione del PM Teresi in cui fa appello ai boss affinché mollino i politici – “loro la fanno franca mentre solo voi pagate con l’ergastolo” – chiediamo alla politica di tornare ad impegnarsi per affrontare l’urgenza: recidere ogni legame tra mafie e istituzioni statali (dalla fase elettorale alla gestione quotidiana della cosa pubblica), quindi di attuare una seria e concreta strategia di lotta alla corruzione a tutti i livelli.

Leonardo Ferrante

FIRMA LA PETIZIONE >>

 


Furio Honsel sindaco di Udine, città pilota in materia di trasparenza

08/05/2013 - in corruzione, Politico e digitale

commenti

Il sindaco uscente Furio Honsel è stato rieletto. Riparte il futuro lo aveva incontrato nelle settimane scorse perché Udine risulta essere una città pilota in materia di trasparenza. Gli abbiamo chiesto se la trasparenza conviene. La sua risposta è che le istituzioni devono creare un rapporto trasparente con i propri cittadini se vogliono essere amate. Guarda l’appello del sindaco Honsel per Riparte il futuro:


Riparte il futuro anche ad Afragola (Napoli), per le elezioni amministrative

24/04/2013 - in corruzione

commenti

 Riparte Afragola P

In occasione delle elezioni amministrative che si terranno ad Afragola (Napoli) il 26-27 Maggio 2013, il Presidio locale di Libera (Afragola-Casoria) propone una piattaforma per il Comune, ispirata e sostenuta dalla campagna nazionale Riparte il Futuro, alla quale potranno aderire tutti i candidati alla carica di Sindaco e di Consigliere Comunale.

Dopo l’esperienza delle Politiche del 24-25 febbraio, che hanno portato in Parlamento ben 287 parlamentari col braccialetto bianco, simbolo dell’impegno preso con gli oltre 180.000 firmatari della petizione, la lotta alla corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele raggiunge i territori. Luoghi come Afragola, dove questo fenomeno dilaga, lontano dai riflettori della politica romana.

La piattaforma nasce per contrastare l’ormai endemica corruzione della città e si articola in una prima serie di proposte generali per la formazione delle liste elettorali e per la scelta di eventuali dirigenti.
Seguirà una seconda fase in cui i 6 punti proposti ai candidati dovranno essere sostenuti e approvati nei primi 100 giorni della consiliatura. I candidati che decideranno di aderire dovranno inviare curriculum vitae, ultima dichiarazione dei redditi, dichiarazione di potenziali conflitti di interesse e certificato penale con eventuali procedimenti in corso.

Ai candidati che completeranno l’iscrizione sarà inviato un braccialetto con la scritta #100giorni, proprio come quello che indossano i senatori e i deputati che perseguono gli obiettivi di Riparte il futuro in Parlamento. Il braccialetto sarà revocato qualora non venga rispettato ciò che è stato sottoscritto oppure con comportamenti che contraddicono i valori del progetto.

Con questa iniziativa Riparte il futuro comincerà a dialogare in maniera più efficace con i territori, per colpire i vari tentacoli che la corruzione insinua nel tessuto sociale, istituzionale e economico.

Per qualunque informazione basta visitare il sito www.riparteilfuturoafragola.blogspot.it .
Qui il comunicato stampa con tutti i dettagli.