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Luigi Ciotti sulle Elezioni 2014: “ci vuole uno scatto da parte di tutti. Lo chiediamo ai candidati”

08/05/2014 - in election day

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Appello di Luigi Ciotti per le Elezioni 2014.
Il prossimo 25 maggio l’Italia eleggerà migliaia di uomini e donne che dovranno rappresentarci in tutta Europa, in 2 Regioni e in più di 4.000 Comuni. La campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele lancia una sfida a tutti i candidati perché rispettino alcuni punti concreti di trasparenza e contro la corruzione. “Ci vuole uno scatto da parte di tutti” dice don Ciotti.
UNISCITI ALL’APPELLO >>


Riparte il futuro al TGR Umbria: chiediamo candidature trasparenti alle prossime elezioni

06/05/2014 - in election day

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Stiamo chiedendo a tutti i candidati alle elezioni del 25 maggio di presentare una candidatura trasparente e di mettere fin da subito l’impegno anticorruzione in cima alla propria agenda politica. Unisciti all’appello: si può firmare la petizione online o partecipando a una delle tante iniziative organizzate in giro per l’Italia dai presidi locali di Libera.
Ieri la campagna Riparte il Futuro è stata presentata a Terni (città chiamata al voto) in occasione del passaggio della Carovana Antimafia organizzata dall’ARCI, da Libera e dai sindacati unitari.

Guarda il video del TGR:


Gian Antonio Stella: “C’è bisogno di iniziative come Riparte il futuro, perché servono a smascherare i furbetti”

05/05/2014 - in corruzione

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Abbiamo incontrato una tra le più importanti firme del giornalismo italiano, Gian Antonio Stella, e gli abbiamo chiesto cosa ne pensa della campagna Riparte il futuro per la trasparenza delle candidature alle prossime elezioni, di cui spesso ha parlato sulle pagine del Corriere della Sera. “È utilissima, perché questo Paese ha un problema enorme di trasparenza”, ha detto Stella, “questa qui è una guerra lunga, difficile, che sarà segnata anche da tante sconfitte. Perché una situazione come la nostra purtroppo non si cambia da un giorno all’altro”.
Guarda l’intervista completa e FIRMA LA PETIZIONE


Riparte il futuro: 500mila firme per la mobilitazione digitale più grande d’Italia lanciata da Libera e Gruppo Abele

29/04/2014 - in corruzione

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Roma, 29 aprile 2014 – 500mila firme contro la corruzione. È il risultato appena raggiunto da Riparte il futuro, la campagna trasversale e apartitica contro la corruzione promossa in Italia da Libera e dal Gruppo Abele e approdata anche in Europa con la collaborazione di Avviso Pubblico, Mafia Nein Danke, Libera France, Anticor e Coordination Eau Île-de-France. “Quella di Riparte il futuro è una partecipazione attiva di cittadini che vogliono incidere nella lotta alla corruzione”, dice Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera. “Ma è anche un monito per chi ha responsabilità politiche e istituzionali: siamo in tanti, 500mila persone, che diventeranno sempre di più. Pretendiamo impegni concreti e risposte chiare, ma soprattutto vi teniamo d’occhio”.

Combattere la corruzione in Italia sembrava una sfida impossibile. A gennaio dello scorso anno accettiamo la sfida. Come? Lanciando una petizione per chiedere ai candidati alle elezioni politiche del 2013 trasparenza delle candidature e la riforma del voto di scambio politico-mafioso. Circa 900 candidati aderiscono alla vigilia delle elezioni diventando “braccialetti bianchi”, simbolo di una politica trasparente e dalla parte della legalità. Il 29% del nuovo Parlamento è composto da eletti di tutti gli schieramenti politici che hanno dichiarato il proprio impegno anticorruzione con i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, “braccialetti bianchi” della prima ora.

L’iter per la riforma del 416ter è travagliato ma, dopo oltre 400 giorni di campagna, il 13 aprile scorso la modifica del voto di scambio politico-mafioso diventa legge con l’introduzione del principio di “altra utilità”, fondamentale per descrivere e per perseguire la corruzione. Un primo passo che arriva in tempo per la tornata elettorale di europee e amministrative del maggio 2014 ma con un errore che deve essere quanto prima corretto: la riduzione delle pene che invece, come chiesto da Libera e Gruppo Abele, devono essere inasprite per tutti i reati di tipo mafioso, a cominciare dal 416 bis..

Gli elettori devono conoscere per scegliere e la trasparenza è il primo antidoto per fermare la corruzione: ecco perché in occasione dell’Election Day del 25 maggio prossimo a tutti i candidati sindaci, presidenti e consiglieri regionali (in Abruzzo e Piemonte) e parlamentari europei è richiesta una candidatura trasparente: gli aderenti dovranno pubblicare online curriculum vitae, condizione reddituale e patrimoniale, eventuale presenza di conflitti d’interesse e situazione giudiziaria e dovranno impegnarsi, qualora eletti, a rispettare alcuni punti chiari e verificabili, atti a combattere tutte le forme di illegalità. “Sulla trasparenza e la lotta alla corruzione non c’è più tempo da perdere, in Italia e in Europa”, aggiunge Enrico Fontana di Libera. I siti www.riparteilfuturo.it e www.restartingthefuture.eu raccolgono le informazioni di tutti i candidati diventando un vero e proprio database a disposizione degli elettori.

Molte le personalità che sostengono Riparte il futuro. Tra queste Alessandro Baricco, Gherardo Colombo, Serena Dandini, Bill Emmott, Oscar Farinetti, Max Gazzè, Gad Lerner, Fiorella Mannoia, Modena City Ramblers, Piero Pelù, Antonella Ruggiero, Ettore Scola, Daniele Silvestri, Cecilia Strada. In collaborazione con la Scuola Holden di Torino, Riparte il futuro sta portando avanti il progetto narrativo crossmediale “Storie di (stra)ordinaria corruzione” per raccontare i mille volti di un’Italia corrotta ma che vuole riscattarsi.

L’impegno della campagna non si limita alla politica: dal 9 dicembre 2013, Giornata internazionale contro la corruzione, Riparte il futuro ha cominciato a monitorare il rispetto della nuova legge anticorruzione da parte delle oltre 240 Aziende sanitarie pubbliche italiane. “Di corruzione rischia di morire l’intero Paese”, spiegano i promotori. “Se il Servizio sanitario nazionale non avesse perso più di un miliardo e mezzo di euro in frodi e illegalità nel solo triennio 2010-2012, oggi l’Italia avrebbe potuto spendere quella cifra per avere 5 nuovi ospedali modello”. Attraverso il portale è stato possibile verificare il rispetto degli impegni previsti prima dalla legge 190, poi quelli chiave previsti dalla disciplina della trasparenza, cioè il decreto legislativo 33/13. Nel primo caso si è passati dal 38% iniziale di adeguamento, al 91%, segno che una sollecitazione esterna serve e funziona.

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#Electionday trasparente: 80mila firme in una settimana per la campagna di Libera e Gruppo Abele

28/04/2014 - in corruzione, election day

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Più di 80mila firme – oltre 10mila al giorno – raccolte in una sola settimana dalla nuova iniziativa di Riparte il futuro contro la corruzione e per la trasparenza delle candidature alle prossime elezioni europee e amministrative. La mobilitazione è stata lanciata da Libera e dal Gruppo Abele in collaborazione con Avviso Pubblico, Mafia Nein Danke, Libera France, Anticor e Coordination Eau Île-de-France e fino al Primo Maggio Libera la raccolta firme sarà presente con banchetti e volontari in numerose piazze italiane.

Gli elettori devono conoscere per scegliere e la trasparenza è il primo antidoto per fermare la corruzione. Ecco perché a tutti i candidati sindaci, presidenti e consiglieri regionali (in Abruzzo e Piemonte) e parlamentari europei viene richiesta una candidatura trasparente in vista dell’Election Day. Nel dettaglio gli aderenti dovranno pubblicare online curriculum vitae, condizione reddituale e patrimoniale, eventuale presenza di conflitti d’interesse e situazione giudiziaria e dovranno impegnarsi, qualora eletti, a rispettare alcuni punti specifici. I siti www.riparteilfuturo.it e www.restartingthefuture.eu raccoglieranno le informazioni di tutti i candidati diventando un vero e proprio database a disposizione degli elettori.

Per le amministrative viene richiesto ai candidati sindaci, a cominciare da quelli dei Comuni capoluogo di Provincia e che superano i 50mila abitanti, di mettere in cima alla propria agenda la lotta alla corruzione con l’adozione, entro i primi 100 giorni della consiliatura, della delibera “trasparenza a costo zero”: pubblicazione e diffusione dell’anagrafe di tutti gli eletti, completa e digitale; totale rispetto della normativa sulla trasparenza economica; adozione di un Codice etico comunale stringente, la Carta di Pisa; organizzazione di una Tavola pubblica per la trasparenza, a cui partecipano istituzioni e cittadinanza; diffusione, per i Comuni che ne sono destinatari, di informazioni e dati aperti sull’assegnazione e la gestione dei beni confiscati.

Ai candidati al Parlamento europeo, tramite la proposta “Restarting the future”, sostenuta in Germania dall’associazione Mafia Nein Danke e in Francia da Anticor, Libera France e Coordination Eau Île-de-France, viene chiesto di impegnarsi, nei primi 150 giorni della nuova legislatura qualora eletti, a formare un intergruppo contro la corruzione e la criminalità organizzata, con tre obiettivi: la ricostituzione della Commissione speciale sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro (CRIM), che dovrà occuparsi di verificare il recepimento della direttiva sulla confisca e riuso dei beni alla criminalità organizzata e proporne l’estensione ai corrotti; la promozione di una direttiva per la tutela di chi denuncia episodi d‘illegalità a cui assiste (whistleblowing); l’istituzione del 21 marzo come “Giornata europea della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

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Sull’abbassamento delle pene del nuovo 416ter: inasprire le sanzioni per i reati di mafia

23/04/2014 - in corruzione

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Abbiamo continuato a ricevere richieste di chiarimento sulla vicenda relativa alla riduzione delle pene per il 416ter. E’ utile, allora, spiegare meglio la posizione assunta da Libera, che ha espresso da subito le perplessità su questa riduzione, chiedendo comunque l’approvazione della norma affinché entrasse in vigore prima delle prossime elezioni. Il rischio, anzi la quasi assoluta certezza, è che la riforma finisse impantanata alla Camera, mentre ora, con la norma approvata, il governo è chiamato a impegnarsi, come richiesto da Libera, perché siano inasprite le sanzioni per tutti i reati di mafia.

La nuova legge fotografa meglio la condotta del politico e del mafioso che scambiano voti con denaro o “altra utilità” (ecco l’aggiunta cuore del nuovo testo) ma prevede la riduzione a 4-10 anni, rispetto al testo originario del 1992. Per approfondire confronta le varie versioni.

Dal punto di vista giuridico questo cambiamento si fonda sul principio della “proporzionalità della pena” spesso invocato da illustri magistrati. Lo scambio elettorale politico-mafioso, regolato dall’articolo 416ter del codice penale, è infatti strettamente connesso al reato di associazione di tipo mafioso, cioè il 416 bis che lo precede nel codice.

L’intenzione di chi ha scritto la nuova legge è creare una condotta tipica a sé, quella appunto del voto di scambio. Se il politico offre al mafioso denaro o altra utilità  in cambio di voti, avrà una pena da 4 a 10 anni. Se poi emerge che questa relazione è più strutturata e va oltre, allora si configureranno altri reati (come il concorso esterno o lo stesso 416 bis) che faranno aumentare la pena per il politico.

Il diritto penale è grossolano per definizione e la sua funzione principale è scoraggiare il reato possibile piuttosto che reprimere il reato avvenuto. Un testo come quello appena approvato, che a differenza del precedente permette alla magistratura di indagare concretamente, è di per se un disincentivo al patto tra politica e mafie. Quale sia il “prezzo giusto” da pagare in termini di anni di reclusione è un discorso molto complesso e non bisogna cedere a facili conclusioni. Ciò su cui invece non possiamo indietreggiare è la certezza del diritto e in questo senso è stato fatto un passo avanti grazie soprattutto allo sforzo della società civile che ha portato questo tema, rimasto congelato per 22 anni, all’ordine del giorno dell’agenda parlamentare. Si potrebbe decidere di condannare anche all’ergastolo per voto di scambio, ma se la legge non funziona il numero degli anni da scontare rimane irrilevante.

Detto questo, resta forte il dubbio per la riduzione, da risolvere procedendo a breve con l’innalzamento di tutte le pene che attengono ai reati legati al fenomeno della criminalità organizzata. Il problema infatti è già insito nel 416 bis che punisce il mafioso dai 7 ai 12 anni. Per innalzare la pena del voto di scambio occorre inasprire le pene relative all’associazione mafiosa, facendo salva la proporzionalità.

Infine, non bisogna dimenticare che il 416ter è un solo articolo del codice penale, che disciplina una sola fattispecie, quella del voto di scambio, e non può essere sufficiente da solo a colmare tutte le lacune o a mettere una pezza a tutti i problemi del codice antimafia e anticorruzione.

La battaglia è appena cominciata e abbiamo raggiunto un primo risultato, che ci dà la forza di ripartire. Questo è stato possibile grazie ai quasi 500mila cittadini che hanno accettato la sfida di Riparte il futuro e devono essere fieri di averlo fatto.

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Riparte il futuro, la battaglia contro la corruzione continua: il video

22/04/2014 - in corruzione

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La settimana scorsa, dopo oltre un anno di campagna, abbiamo finalmente fatto la differenza ottenendo quel cambiamento in cui mai abbiamo smesso di credere in tutto questo tempo. Vogliamo ringraziare ognuno dei firmatari: senza il vostro contributo nel diffondere la campagna tutto ciò non sarebbe stato possibile.

La modifica dell’articolo 416ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso è un primo passo in avanti: il prossimo sarà quello di chiedere pene più severe. Intanto la nuova legge arriva in tempo utile per le elezioni del 25 maggio e la giustizia ha finalmente nuovi strumenti per indagare e punire i politici collusi.

Per ringraziare tutti, per approfondire e per ricordare abbiamo creato una pagina con la storia della campagna, una grafica interattiva con tutti i dettagli da sapere sulla nuova legge e il video che vedete qui sopra, da condividere con gli amici.


Ecco cosa possono fare 470.000 firme

17/04/2014 - in corruzione

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Spesso ci chiedete a cosa serve raccogliere le firme con tanta ostinazione. La lotta alla corruzione non si fa con una firma, è vero, ma un gesto piccolo e semplice da parte di ciascuno di noi può contribuire a creare un’onda potentissima. Clicca su questa immagine per scoprire cosa siamo riusciti a fare, grazie alle vostre firme, fino ad oggi. E la battaglia è appena cominciata:

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La riforma del 416ter è legge: una buona notizia, con un errore da correggere

16/04/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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L’approvazione al Senato della modifica del 416ter contiene una buona notizia e un errore da correggere: la buona notizia è l’inserimento, dopo un iter tormentato, delle due parole “altra utilità”, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso, finora limitato all’erogazione di denaro. Una riforma sostenuta da oltre 475mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Grazie a queste due parole si potrà contrastare in maniera più efficace il “mercato dei voti”, venduti e comprati in cambio di favori, a partire dalle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative.
L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena.
Si tratta comunque solo di un primo passo, anche se importante, e di un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani. È necessario a questo punto, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, la disciplina sulla prescrizione, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale) per rendere il nostro Paese una comunità dove l’interesse economico coincida finalmente con l’interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti.

Ufficio di Presidenza Libera

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Diretta streaming Election Day Riparte il futuro

15/04/2014 - in corruzione

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Libera, Gruppo Abele, Avviso Pubblico, Mafia Nein Danke, Libera France e Anticor presentano la nuova campagna sui temi della trasparenza e lotta alla corruzione in vista delle elezioni europee e amministrative di maggio 2014. Martedì 15 aprile ore 11,30 appuntamento presso la sede della Fnsi, (Federazione Nazionale Stampa Italiana) in Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma per la conferenza stampa di lancio della nuova campagna, con dati, cifre, storie e numeri sulla corruzione in Italia e in Europa.
Interverranno:

Don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera; Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale Avviso Pubblico, Francesca Rispoli, ufficio presidenza Libera; Franco La Torre, Libera Internazionale; Eugenio Orsi, responsabile strategia digitale della campagna e Sara Mazzenzana di Mafia nein danke.

Ufficio Stampa 335-5966624/06 – 06/69770328 – 373-8115957

 


Annuncio conferenza stampa: Election day Riparte il futuro

12/04/2014 - in corruzione, dall'estero

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Libera, Gruppo Abele, Avviso Pubblico, Mafia Nein Danke, Libera France e Anticor presentano la nuova campagna sui temi della trasparenza e lotta alla corruzione in vista delle elezioni europee e amministrative di maggio 2014. Martedì 15 aprile ore 11,30 appuntamento presso la sede della Fnsi, (Federazione Nazionale Stampa Italiana) in Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma per la conferenza stampa di lancio della nuova campagna, con dati, cifre, storie e numeri sulla corruzione in Italia e in Europa.

Interverranno:

Don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera; Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale Avviso Pubblico, Francesca Rispoli, ufficio presidenza Libera; Franco La Torre, Libera Internazionale; Eugenio Orsi, responsabile strategia digitale della campagna e Sara Mazzenzana di Mafia nein danke.

Forte dei quasi 500mila sostenitori già attivi sul sito www.riparteilfuturo.it., la campagna lancia quindi una nuova sfida al mondo della politica europea e nazionale chiedendo ai candidati trasparenza e impegni concreti da sottoscrivere nella lotta alla corruzione. Una grande sfida per presentarsi all’elettorato in piena trasparenza.

Vi aspettiamo!

Ufficio Stampa 335-5966624/06 – 06/69770328 – 373-8115957


A poche settimane dal voto per le europee e le amministrative, il 416ter è ancora sulla carta

11/04/2014 - in corruzione

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Di fronte all’ennesimo rinvio dell’approvazione definitiva della riforma 416 ter sul voto di scambio, Riparte il futuro ribadisce quanto sostenuto da Libera Contro le Mafie nei giorni scorsi, subito dopo il voto della Camera.

Governo e Parlamento si stanno assumendo una grande responsabilità: far entrare in vigore prima della prossima campagna elettorale per le elezioni europee e soprattutto amministrative il nuovo 416 ter, che inserisce finalmente, dopo una lunghissima attesa, le parole “altra utilità” nella definizione del voto di scambio politico-mafioso. Questo al di là delle legittime perplessità sulla prevista riduzione delle pene.

Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni la riforma del 416 ter, sostenuta da circa 465.000 cittadini è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma efficace con cui difendere la libertà di voto dagli sporchi affari delle mafie e dei politici collusi.

Al di là delle legittime perplessità sulla riduzione delle pene, già espresse peraltro dopo il voto della Camera dei deputati, l’Ufficio di presidenza di Libera auspica l’immediata e definitiva approvazione da parte del Senato della riforma del 416ter, sostenuta dai cittadini che hanno firmato Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Il vero regalo alle mafie e ai politici collusi, infatti, sarebbe quello di non fare entrare in vigore prima dell’imminente campagna elettorale una norma che contenga quelle due parole, “altra utilità“, che sono il cuore del mercato dei voti, venduti e comprati. Quanto alle pene previste, che sono comunque gravi, da 4 a 10 anni, l’auspicio è che il governo intervenga quanto prima per una rimodulazione più ampia delle sanzioni per i reati di mafia, con l’inasprimento del 416 bis (come suggerito dalla commissione Garofoli) equiparando le sanzioni a quelle previste per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (che arrivano fino a 20 anni di carcere) e di conseguenza, prevedendo nuove e più severe pene anche per il 416 ter, rispettando in questo modo il principio di proporzionalità tra reati diversi.

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“C’è bisogno di gente che tiri fuori i soldi”, Matteo Renzi sui dati della disoccuppazione

03/04/2014 - in corruzione

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“C’è bisogno di gente che tiri fuori i soldi. Avete visto i dati sulla disoccupazione? Come politici abbiamo il dovere di dare risposte a questi ragazzi e a queste ragazze, ma anche ai cinquantenni che quando vengono espulsi dal mercato del lavoro fanno fatica a ricollocarsi”, queste le parole che il premier Matteo Renzi ha pronunciato commentando da Londra l’aggiornamento Istat sui dati drammatici della disoccupazione, specialmente giovanile.
Confrontandosi con esponenti politici e del mondo della finanza londinese, il paragone Italia-Uk è balzato all’occhio: “Abbiamo ancora molto da fare – ha detto Renzi – nel 2011 l’Uk era all’11% e l’Italia all’8,4%, ora è al 7%” e noi al 12,3%. In questi anni abbiamo perso troppa strada. È il momento di rimettersi a correre” e ha posto a più riprese l’accento sull‘importanza di attrarre investimenti, condizione necessaria per creare nuovi posti di lavoro.
“C’è grandissima domanda di Italia in questo Paese  – ha commentato il premier -  e credo che questo sia il messaggio di speranza vero arrivato da Londra. Tanta gente vuole investire e crede nell’Italia non solo in Inghilterra ma in tutto il mondo. Dobbiamo essere capaci di attrarre questo flusso di denaro”.

Va notato che le statistiche internazionali rivelano come gli investimenti in uscita, dall’Italia all’estero, sono costantemente cresciuti nel 2013. Nel Regno Unito ad esempio figuriamo come il terzo investitore, dopo Usa e Giappone, con imprese e capitali in grande fermento. Tutte eccellenze volate via. D’altro canto questo flusso è solo in uscita: nessun investitore straniero infatti ha più il coraggio di investire in un Paese dominato da quei fattori scoraggianti come la burocrazia insormontabile, le tasse, la giustizia farraginosa. È necessario aggiungere alla lista il fattore X, la corruzione, che come un deus ex machina dirige le manovre che ci stanno portando al declino.

Siamo al 78° posto nella classifica Ocse per capacità di attrazione degli investimenti dall’estero e terzultimi in Europa per livello di corruzione percepito.  Pochi investimenti, al limite inesistenti, comportano la diminuzione esponenziale delle opportunità di crescita e innovazione e il mercato del lavoro ne risente direttamente. I livelli record di disoccupazione raggiunti ci danno la conferma del circolo deleterio in cui siamo finiti. Ma non possiamo né dobbiamo perdere le speranze.
“C’è bisogno di gente che tiri fuori i soldi”, dice Renzi ed è vero, ma c’è bisogno ancora prima di ammettere le cause reali per cui nessuno investe più nel nostro Paese e intervenire al più presto.

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