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Roger Abravanel su corruzione, giustizia e economia: “rispettare le regole conviene”

28/05/2013 - in corruzione

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Abbiamo intervistato Roger Abravanel, ingegnere, manager e scrittore, sui temi centrali della campagna Riparte il futuro: corruzione e trasparenza. Gli abbiamo chiesto in che modo i problemi della giustizia italiana influiscano sulla mancata crescita economica, facendo riferimento alle tesi sostenute nella sua trilogia edita da Garzanti (“Meritocrazia” “Regole” “Italia, cresci o esci!”).
“Rispettare le regole conviene” – sostiene l’editorialista del Corriere della Sera – “perché l’economia si è sviluppata quando delle regole sono state create e rispettate”.
Guarda il video e firma la petizione contro la corruzione:

 


Perché firmare – La corruzione distrugge la competitività delle imprese sane

08/03/2013 - in corruzione

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Solo gli imprenditori che portano in dote l’amicizia, la disponibilità a pagare, la confidenza con politici e funzionari restano nel gioco delle relazioni di mercato. Gli altri “sono fuori”.
In alcuni casi tale rapporto privilegiato può dipendere da precedenti transazioni di tangenti, andate a buon fine con reciproca soddisfazione. Ma alla fine le reti della corruzione, che si alimentano di questi legami di fiducia, definiscono sempre più rigidamente quali relazioni e quali interlocutori siano ammissibili nel circuito degli affari. Gli altri sono esclusi o restano ai margini.

Corruzione diffusa e incerta applicazione del diritto possono trasformare l’illecito in scelta vincente sotto il profilo competitivo. Se questo accade, la vera concorrenza si realizza su un terreno parallelo, quello dell’illegalità. Il mercato inquinato dalla corruzione, per questa via, premia chi è meno propenso al rispetto delle leggi, esalta l’abilità nel maneggiare tangenti.

Una corruzione dilagante, messa in opera da funzionari inetti, frena la competitività delle imprese, accresce i costi e la fatica per interagire con funzionari impegnati a procacciarsi tangenti piuttosto che operativi nell’esercizio della loro professione. Gli imprenditori trascorrono più tempo a negoziare negli uffici, togliendolo alla direzione delle loro aziende. Non sorprende che vi sia un legame robusto tra i tempi e il numero di procedure richiesti alle imprese nel loro ciclo di affari – stimato dalla World Bank – e i livelli di corruzione percepita.[Vedi grafico in cui si rileva come nei Paesi dell'UE a un maggior numero di procedure corrisponde un aumento di corruzione percepita]

Se le Nazioni Unite hanno stimato che il 37 per cento del tempo dedicato alla gestione delle imprese sia trascorso trattando con funzionari governativi, il caso italiano spicca nel panorama europeo proprio per densità e vischiosità delle procedure, oltre che per i livelli di corruzione percepita.

La corruzione innesca un meccanismo fallimentare a catena che distrugge la crescita economica del Paese, le opportunità di lavoro, la competitività, la valorizzazione del merito e del talento specialmente per i giovani. Firma anche tu per unirti alla più grande mobilitazione contro la corruzione mai organizzata in Italia –> Riparte il futuro

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Da “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele