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Nuova legge anticorruzione: mentre scoppia il caso Mose, il lavoro del Parlamento si arena e il Governo proverà a intervenire

04/06/2014 - in corruzione

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APERTURA-DDL-anticorruzione

Pochi giorni fa il Governo è intervenuto nel dibattito parlamentare sulla riforma della legge anticorruzione cominciato all’indomani del voto . Il sottosegretario Cosimo Ferri ha interrotto la discussione che si stava sfilacciando proponendo di affrontare come Governo il problema dell’autoriciclaggio, sottraendolo ai compiti del Parlamento.

La data della consegna di questo testo (se ne è parlato molto, ma di nero su bianco si è visto ben poco) è prevista per il 10 giugno, ma sembra che il Governo voglia andare oltre il tema dell’autoriciclaggio e proporre un testo più completo in materia di lotta alla corruzione. Lo stesso ministro della Giustizia Orlando, dalle colonne del Secolo XIX, parla oggi di ripenalizzare il falso in bilancio, dimostrando che il discorso è andato ampliandosi.

Stando alle dichiarazioni del capogruppo di Scelta Civica, Gianluca Susta, il lavoro parlamentare “è finito in un binario morto”.

Insomma, il Parlamento non si è rivelato in grado di risolvere il nodo gordiano delle riforme anticorruzione. Mentre nel frattempo scoppia l’ennesimo caso che getta ombre di corruzione sul paese:  l’inchiesta sul Mose di Venezia.

Auspichiamo che il governo sappia farsi carico di questa responsabilità: come Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, continueremo a monitorare questo processo, assieme a quasi 520mila cittadini che vogliono un’Italia libera dalla corruzione.

Una legge completa non può che contenere quegli strumenti indispensabili sia sul lato della prevenzione che del contrasto, due facce della stessa indispensabile medaglia.

 


Con un occhio alle elezioni e uno al Parlamento: riprende al Senato l’iter della riforma anticorruzione

26/05/2014 - in corruzione

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COSTI POLITICA,SVILUPPO,STABILITA',DICEMBRE DI FUOCO AL SENATOLo hanno annunciato in molti e da diversi schieramenti politici: appena chiuse le elezioni, si tornerà a ragionare di anticorruzione alla Commissione giustizia del Senato.

E infatti è all’ordine del giorno di oggi la discussione di tutti quei disegni di legge, presentati ormai diversi mesi fa, che affrontano il tema: dalla proposta lanciata da Grasso, il giorno prima della sua elezione a Presidente del Senato, a quella di Lumia. Da quella di Airola all’altra di Giarrusso. Dal ddl Buccarella a quello De Cristofaro.

L’obiettivo è lo stesso: dotare l’Italia di una norma efficace sia sul lato del contrasto che della prevenzione.
Come sempre sostenuto da Libera e Gruppo Abele entrambi questi aspetti devono andare di pari passo, poiché sono complementari e indispensabili.

La campagna Riparte il futuro avrà un faro puntato su questo processo, affinché produca quello che ormai 515 mila cittadini italiani chiedono da tempo: trasparenza e integrità. L’Italia non può più attendere.

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