Articoli con il tag “don Luigi Ciotti

“C’è anche la tua parte”: chiunque è invitato a dire no alla corruzione e sì all’impegno civico. Incontro evento con don Luigi Ciotti

28/10/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Stasera alle 21 presso la “Fabbrica delle e” in C.so Trapani 91/B a Torino don Luigi Ciotti prresenta “C’è chi dice no”, un libro che racconta una storia normalissima e esemplare allo stesso tempo. Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

stop_alla_corruzioneIl libro “C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, appena uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, siano diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.

Gli autori incontrano stasera don Luigi Ciotti presso la sede del Gruppo Abele e Libera Piemonte, in un evento ideato per riflettere sull’importanza dell’impegno civico come argine alla corruzione in Italia e stimolo alla diffusione di una nuova cultura etica nella pubblica amministrazione. Ai partecipanti verrà chiesto di puntare sulle proprie storie personali, sforzandosi di tradurre indignazione e rabbia in azioni positive e propositive, in impegno sul territorio a favore del bene comune.

Siamo tutti Signori Rossi… A stasera!

www.chiarelettere.it


Don Luigi Ciotti: perché è importante firmare “Riparte il futuro” contro la corruzione

16/09/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Don Luigi Ciotti, promotore con Libera e Gruppo Abele della campagna Riparte il futuro, invita tutti a firmare.
“Contro la corruzione ci sono tre parole che non possiamo solo leggere con gli occhi, le dobbiamo fare nostre – dice don Ciotti – Sono: ‘continuità’, da parte di tutti, non possiamo essere cittadini a intermittenza. La seconda parola è ‘condivisione’. E’ il noi che vince, costruire insieme, camminare insieme. La terza è ‘corresponsabilità’. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi [...] Riparte il futuro non è solo qualcosa di sporadico, ma ci accompagnerà e deve accompagnarci in questa grande scommessa: che è possibile cambiare pagina. [...] È un progetto che vuole ridare speranza.”

FIRMA LA PETIZIONE >>

 


La riforma del 416 ter può rappresentare un passo significativo nella lotta alla corruzione e un nuovo modo di fare politica

25/07/2013 - in corruzione

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La riforma del 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso può diventare non solo un passo significativo nella lotta alla corruzione, ma la dimostrazione di un nuovo modo di fare politica.

È una riforma che nasce infatti dalla corresponsabilità. Quella, innanzitutto, degli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione di “Riparte il futuro”, e poi quella del nutrito intergruppo parlamentare che ne ha accolto e promosso l’appello.

È questa la base del cambiamento: cittadini e politica che si confrontano in un rapporto schietto, trasparente, che abbia la corresponsabilità come premessa e il bene comune come obbiettivo.

Ma, come in tutti i processi collettivi, il “valore aggiunto” lo danno anche le competenze, i saperi specifici, l’esperienza maturata sul campo. Ecco allora che in un momento cruciale dell’iter della riforma, in vista dell’imminente approvazione in Senato, è essenziale accogliere con attenzione le considerazioni di alcuni magistrati impegnati nel contrasto alle organizzazioni criminali, i quali hanno rilevato nel testo alcune pecche e punti deboli, a cui si può facilmente rimediare con un emendamento “in extremis”.

Si tratta nello specifico della parola “procacciamento” e dell’avverbio “consapevolmente”, parole – osservano – che restringono troppo il campo del reato e lo rendono facilmente aggirabile. Non si tratta di dettagli da poco, perché è noto ormai che la prerogativa delle mafie è di abbandonare il più possibile le forme dirette d’intimidazione per scegliere quelle meno compromettenti (ma non meno redditizie) dell’allusione, della raccomandazione, della “promessa”. Comportamenti e linguaggi ambigui del tutto in sintonia con le “zone grigie” su cui fondano il loro potere.

È dunque importante – a maggior ragione riguardo un testo che ha ottenuto l’obbiettivo di estendere la prova del reato a “utilità” non riducibili al solo scambio economico – che la norma sia approvata nella forma il più incisiva possibile e di comune accordo, evitando quelle spaccature, spesso pretestuose, e quei compromessi al ribasso che finirebbero per fare il gioco delle mafie.

Perché in gioco, qui, è ben altro. Sono le speranze e l’impegno di tanti cittadini onesti; di tanti magistrati e uomini delle forze di polizia; di quei politici che vogliono davvero il cambiamento e non solo operazioni di facciata.

Ma in gioco, prima di tutto, è la concreta possibilità che il nostro Paese faccia un piccolo ma significativo passo sulla strada della legalità e della giustizia sociale.


Don Ciotti su riforma 416ter: il testo è perfettibile, ma bisogna andare avanti

24/07/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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“270mila cittadini si sono esposti in una campagna che si chiama ‘Riparte il futuro‘ – ha affermato Luigi Ciotti, in risposta alle criticità emerse dal testo adottato all’unanimità dalla Camera la scorsa settimana sul voto di scambio – . Attraverso questa campagna i cittadini hanno interpellato i candidati alle elezioni chiedendo loro se fossero stati eletti, di impegnarsi nei primi cento giorni a votare la modifica al 416-ter che misurasse il voto di scambio anche in termini di “altra utilità” e non solo di scambio di denaro. Questo impegno da parte del Parlamento c’è stato – ha proseguito don Ciotti – ed è un fatto positivo. Si è creato un gruppo interparlamentare a cui hanno aderito forze politiche di diverso schieramento. Questa modifica si è aperta su una parola, ‘procacciamento’, che è insidiosa perché, come molto giustamente alcuni magistrati evidenziano, si possono creare dei meccanismi che impediscono di dimostrare fino in fondo il reato di corruzione. Lo dicono magistrati fortemente impegnati, magistrati seri, che conoscono sia i giochi criminali mafiosi, sia quelli di un’area grigia che a volte li sostiene. Mi auguro comunque – ha concluso don Luigi Ciotti – che la positività che si è creata in questi mesi di mettere insieme le varie forze, per rendere più accessibile la lotta alla corruzione, non si vada ad inceppare su questa parola. Bisogna proseguire verso un Paese libero dalla corruzione, con le necessarie modifiche a questo testo, che pur accogliendo la modifica chiesta dalla campagna “ Riparte il Futuro” sull’allargamento del reato per voto di scambio anche alle “altre utilità” e non solo al denaro, è – come abbiamo detto nelle scorse settimane – ancora perfettibile e rappresenta un primo passo. Non solo, rilancia don Ciotti: superato questo inghippo, bisogna andare oltre: “fare in modo – spiega – che la corruzione non sia conveniente, che anzi sia perseguita migliorandone le forme di contrasto punendo l’autoriciclaggio, impedendo l’evasione fiscale, ripristinando il falso il bilancio, riformando la prescrizione. Una serie di passi necessari, perché questo insieme di ostacoli non aiuta ad affrontare nel modo giusto il contrasto alle forme di corruzione”.


“Non fermiamoci ora”: don Luigi Ciotti sull’imminente discussione in Commissione giustizia del Senato del 416 ter

24/07/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Don Luigi Ciotti ha risposto stamattina, durante una conferenza stampa per l’intitolazione della sala “Giovani contro le mafie” al consiglio regionale del Lazio, alla polemica che ha trovato spazio sulle prime pagine de La Repubblica a proposito della riforma del voto di scambio, richiesta dalla società civile. Il 416-ter, ha ricordato il fondatore di Libera e Gruppo Abele, promotrici della campagna che ha mobilitato i cittadini sui temi della corruzione, “è la richiesta che il voto di scambio non si misuri solo con il dato economico, cioè la mazzetta, ma che si allarghi ad altre modalità: è stata questa la volontà che si è creata dai cittadini, in 270 mila si sono esposti in un progetto che si chiama ‘Riparte il futuro’, interpellando i candidati alle elezioni chiedendo loro, se eletti, di impegnarsi nel primi 100 giorni a votare il 416 ter. Questo impegno c’è stato, ed è stato un fatto positivo, si è creato un coordinamento tra le varie forze politiche e sono stati fatti degli incontri alla Camera e al Senato per portare avanti questo percorso: non fermiamoci ora.”
“È passato un voto unanime alla Camera – ha ricordato il fondatore di Libera- oggi va in discussione all’interno di una commissione al Senato, ma si è aperto su una parola ‘procacciamento’ il rischio, che giustamente alcuni magistrati evidenziano, che si possano creare dei meccanismi che non mettono in grado di poter dimostrare fino in fondo la corruzione. Lo dicono magistrati fortemente impegnati, magistrati seri, che conoscono sia i giochi criminali mafiosi, sia quelli di un’area grigia che a volte li sostiene. Mi auguro comunque -ha concluso don Luigi Ciotti- che la positivita’ che si e’ creata in questi mesi di mettere insieme le varie forze, per rendere piu’ accessibile la lotta alla corruzione, non si vada ad inceppare su quesa parola che e’ molto insidiosa”.


Riparte il futuro sulla riforma del 416 ter: “La norma sia approvata nella forma più incisiva possibile.”

16/07/2013 - in corruzione

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La riforma del 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso può diventare non solo un passo significativo nella lotta alla corruzione, ma la dimostrazione di un nuovo modo di fare politica.

È una riforma che nasce infatti dalla corresponsabilità. Quella, innanzitutto, degli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione di “Riparte il futuro”, e poi quella del nutrito intergruppo parlamentare che ne ha accolto e promosso l’appello.

È questa la base del cambiamento: cittadini e politica che si confrontano in un rapporto schietto, trasparente, che abbia la corresponsabilità come premessa e il bene comune come obbiettivo.

Ma, come in tutti i processi collettivi, il “valore aggiunto” lo danno anche le competenze, i saperi specifici, l’esperienza maturata sul campo. Ecco allora che in un momento cruciale dell’iter della riforma, in vista dell’imminente approvazione in Senato, è essenziale accogliere con attenzione le considerazioni di alcuni magistrati impegnati nel contrasto alle organizzazioni criminali, i quali hanno rilevato nel testo alcune pecche e punti deboli, a cui si può facilmente rimediare con un emendamento “in extremis”.

Si tratta nello specifico della parola “procacciamento” e dell’avverbio “consapevolmente”, parole – osservano – che restringono troppo il campo del reato e lo rendono facilmente aggirabile. Non si tratta di dettagli da poco, perché è noto ormai che la prerogativa delle mafie è di abbandonare il più possibile le forme dirette d’intimidazione per scegliere quelle meno compromettenti (ma non meno redditizie) dell’allusione, della raccomandazione, della “promessa”. Comportamenti e linguaggi ambigui del tutto in sintonia con le “zone grigie” su cui fondano il loro potere.

È dunque importante – a maggior ragione riguardo un testo che ha ottenuto l’obbiettivo di estendere la prova del reato a “utilità” non riducibili al solo scambio economico – che la norma sia approvata nella forma il più incisiva possibile e di comune accordo, evitando quelle spaccature, spesso pretestuose, e quei compromessi al ribasso che finirebbero per fare il gioco delle mafie.

Perché in gioco, qui, è ben altro. Sono le speranze e l’impegno di tanti cittadini onesti; di tanti magistrati e uomini delle forze di polizia; di quei politici che vogliono davvero il cambiamento e non solo operazioni di facciata.

Ma in gioco, prima di tutto, è la concreta possibilità che il nostro Paese faccia un piccolo ma significativo passo sulla strada della legalità e della giustizia sociale.


“Vade retro, corruzione”. Don Luigi Ciotti su Il Sole 24 Ore

08/07/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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La corruzione è un male antico. Già Platone, nella Repubblica, distingue tra un oro incorruttibile, quello della conoscenza e del valore morale, e un oro che contamina, quello delle proprietà e dei beni materiali. E come antidoto propone che i “custodi” della città – i politici, diremmo noi – diano il buon esempio: non avranno proprietà private, mangeranno in mense comuni, e «solo a loro sarà fatto divieto di maneggiare o toccare oro e argento o di farne sfoggio».

Oggi non possiamo certo chiedere alla politica di abbracciare questa sorta di monachesimo (anche se il politico serio sa che il grande potere di cui viene conferito implica anche una sobrietà di vita). Possiamo però, anzi dobbiamo chiedere a tutti noi, a partire dalla politica, di fare qualcosa per arginare quel male antico e, ahinoi, sempre nuovo.

Per questo Libera e il Gruppo Abele hanno lanciato mesi fa la campagna «Riparte il futuro». L’obbiettivo era sensibilizzare l’opinione pubblica sui guasti economici e sociali della corruzione, e chiedere una legge capace di contrastarla con maggiore efficacia. Finora sono state raccolte più di 250mila firme, e oltre 300 parlamentari,…

Luigi Ciotti – Il Sole 24 Ore – leggi articolo completo su http://24o.it/y1ugm

FIRMA LA PETIZIONE RIPARTE IL FUTURO >>

 


Don Ciotti fa il punto sulla campagna ‘Riparte il futuro’ al Salone del Libro di Torino

20/05/2013 - in corruzione

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In occasione della presentazione del libro di Alberto Vannucci, “Atlante della corruzione” (Edizioni EGA) al Salone Internazionale del Libro di Torino, don Ciotti fa il punto sui risultati della campagna Riparte il futuro contro la corruzione. Un progetto che in soli 4 mesi ha coinvolto cittadini e politici attorno a un tema di centrale importanza e che deve essere affrontato con volontà e consapevolezza da parte di tutti. Don Ciotti pone l’accento sull’impegno preso dai 350 parlmentari, di tutti gli schieramenti, a modificare la normativa sullo scambio elettorale politico-mafioso: “Non si può non essere responsabili delle parole che si vanno a dire. [...] Noi non vogliamo che vengano svuotate del loro significato: usate, sbandierate in certi momenti e poi ci se ne dimentica”.

FIRMA LA PETIZIONE perché i parlamentari col braccialetto bianco tengano fede all’impegno preso per la modifica dell’art. 416 ter sullo scmbio elettorale politico-mafioso entro il 24 giugno.


Assemblea di Riparte il futuro in Senato con don Ciotti, Grasso, Boldrini: il video

10/05/2013 - in corruzione

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La video-dintesi dell’assemblea Braccialetti Bianchi al Senato. Sono più di 300 i parlamentari che hanno sottoscritto gli impegni della campagna contro la corruzione, 150 i presenti all’assemblea.
Gli interventi di Don Ciotti e dei presidenti di Camera e Senato, entrambi aderenti alla campagna.
Firma anche tu la petizione per una riforma della legge contro la corruzione


Iniziano i lavori per la creazione dell’intergruppo parlamentare: entro 50 giorni la modifica del 416 ter

08/05/2013 - in corruzione

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Ieri al Senato si è tenuta la prima assemblea dei parlamentari Braccialetti bianchi che hanno aderito alla campagna contro la corruzione Riparte il futuro. La sala Zuccari era gremita: presenti molti esponenti in rappresentanza di tutti gli schieramenti politici, che hanno accolto con applausi l’invito ad agire rivolto loro da don Ciotti. “Il coraggio non ha bisogno di compromessi”, ha detto il fondatore di Libera e Gruppo Abele ringraziando i 300 aderenti per aver sottoscritto i 5 impegni di trasparenza e riforma.
Entro 100  giorni dall’inizio della legislatura (sono già passati 50 giorni) i Braccialetti bianchi si impegnano a modificare la legge sul voto di scambio politico-mafioso, primo passo per intraprendere una efficace lotta alla corruzione in Italia.
Dopo gli interventi di Pietro Grasso e Laura Boldrini, entrambi aderenti all’iniziativa già da prima delle elezioni, e all’approfondimento sui costi della corruzione del Prof. Alberto Vannucci dell’Università di Pisa, è stata la volta dei parlamentari di ciascuna forza politica. Saranno loro, insieme agli altri deputati e senatori, che si attiveranno nelle prossime ore per la formazione di un intergruppo parlamentare addetto ai lavori.

Francesco Sanna            Pd
Mario Sberna                  Scelta Civica
Mauro Ottobre                SVP
Claudio Fava                    SEL
Valeria Grasso                Fratelli d’Italia  (referente legalità del partito)
Salvatore Micillo            M5S
Emanuele Prataviera   Lega Nord
Salvatore Torrisi           Pdl ha fatto pervenire un suo intervento scritto

FIRMA LA PETIZIONE >>

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In Senato la prima Assemblea dei Braccialetti bianchi di Riparte il futuro. Con don Ciotti, Pietro Grasso, Laura Boldrini

06/05/2013 - in corruzione

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Oltre 300 deputati e senatori, circa un terzo del Parlamento, si riuniscono il 7 maggio 2013 per la prima Assemblea dei “braccialetti bianchi”. Sono i parlamentari di diverse forze politiche che hanno aderito a “Riparte il Futuro”, la campagna contro la corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele. Si sono impegnati in fase elettorale a rendere trasparente la propria candidatura e, una volta eletti, a modificare l’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso, entro 100 giorni dall’insediamento in Aula.

In concomitanza con il giro di boa del conto alla rovescia (meno 50 giorni) si tiene la prima riunione ufficiale nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato, alla presenza di don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, nonché del presidente del Senato Pietro Grasso e della presidente della Camera Laura Boldrini, entrambi “braccialetti bianchi” della prima ora. L’incontro, moderato dal direttore di RaiNews24 Monica Maggioni, segna l’inizio della lotta alla corruzione in sede parlamentare, dopo l’impasse politica del post-elezioni. Come indicato dal logo impresso sul braccialetto, #100 giorni, i tempi stringono: è necessario affrettarsi a modificare l’articolo 416 ter e a prendere altri importanti provvedimenti per combattere il fenomeno che blocca il futuro del nostro Paese. L’assemblea dei braccialetti bianchi è un’occasione di straordinaria importanza per rispondere alla richiesta di impegno che la società civile rivolge alla politica affinché il Parlamento si adoperi subito contro la corruzione. Le oltre 215 mila le firme raccolte online dall’inizio della campagna continuano a aumentare a ritmo crescente.

Nel corso dell’assemblea Alberto Vannucci, professore di Scienza Politica dell’Università di Pisa, illustrerà le priorità legislative per rendere più stringente il contrasto alla corruzione, sia dal lato della prevenzione che del contrasto, in relazione ai prossimi passi della campagna. Vale sempre sottolineare, infatti, come la corruzione sia uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta, come sottolinea anche il rapporto Ocse sull’Italia presentato lo scorso 2 maggio. Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.

Ad oggi sono circa 300 i “braccialetti bianchi” in Parlamento. Fra questi, oltre ai presidenti di Camera e Senato, anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, i ministri Maria Chiara Carrozza, Nunzia De Girolamo e Dario Franceschini. Durante l’assemblea prenderà la parola anche un parlamentare per ogni forza politica rappresentata.

Siamo tantissimi: se uniamo le forze, politici e società civile, potremo strappare l’Italia alle catene della corruzione. Solo senza corruzione Riparte il futuro.

L’appuntamento è in streaming sul canale Youtube del Senato. E live su Twitter (hashtag #100giorni)


Don Ciotti ad Amici si rivolge ai giovani: “Trasformiamo i nostri no in noi”

16/04/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Don Luigi Ciotti è intervenuto sabato 10 aprile ad Amici di Maria De Filippi e si è rivolto ai giovani: “Non vivete di sentito dire – ha detto – Di un’informazione e di un sapere di seconda mano. Tenete aperte le finestre del cuore e della mente sempre spalancate. Insieme, coraggio, trasformiamo i nostri NO in NOI. No alla mafia. No alla corruzione. No alla violenza. No alla povertà. Perché il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi”.

Don Ciotti, fondatore di Libera e Gruppo Abele sostiene la campagna Riparte il futuro contro la corruzione. Firmiamo tutti per chiedere di modificare la legge sullo scambio elettorale politico-mafioso. Quasi 300 parlamentari di tutti i partiti indossano il braccialetto bianco della campagna, simbolo dell’impegno che hanno preso e che dovranno mantenere entro 100 giorni dall’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

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“Dobbiamo fare in fretta. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi”. Appello di don Ciotti

28/03/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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“I primi 100 giorni del nuovo Parlamento stanno volando via. Dobbiamo fare in fretta e modificare il voto di scambio. E’ un primo passo importante, per arrivare a una legge sulla corruzione più forte e incisiva. Come la definì nel 1984 il cardinale Carlo Maria Martini la corruzione è una peste. Dobbiamo metterci tutti in gioco per produrre un cambiamento e dare speranza . La lotta alla corruzione impone un cambiamento che impegna ciascuno di noi. Riparte il Futuro è un progetto che vuole ridare speranza”, così Don Luigi Ciotti, in un video appello rilancia la campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele.

“Ancora una volta”, evidenzia Don Ciotti, “ dobbiamo dirci che la strada è in salita. Ma contro la corruzione ci sono tre parole che non possiamo solo leggere con gli occhi, le dobbiamo fare nostre. Sono continuità. Da parte di tutti, non possiamo essere cittadini a intermittenza. La seconda parola è condivisione. E’ il noi che vince, costruire insieme, camminare insieme. La terza è corresponsabilità. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi. Noi chiediamo alle istituzioni, ai parlamentari, alla politica di fare la propria parte. Ma anche ogni cittadino ha il suo compito da svolgere. E oggi non possiamo fermare questo cammino. Oltre 162mila cittadini, avete messo il vostro volto, la vostra firma, sul sito www.riparteilfuturo.it. Non ci possiamo fermare, dovete contaminare, interloquire con quei politici che hanno scelto di giocare a carte scoperte. Riparte il futuro deve diventare la vostra voce, il nostro punto di riferimento, uno strumento che entra nelle nostre coscienze. Questo sito ci accompagnerà in questa grande scommessa, che ci serve per voltare pagina.”

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