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Expo2015, nasce Expoleaks: la piattaforma per la trasparenza dalla parte dei whistleblowers

10/06/2014 - in corruzione

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Rispondere a quanto sta accadendo e letteralmente precipitando in questi giorni di cronache nere, corruzione, bustarelle, tangenti, stipendi milionari, costi lievitati a carico delle tasche dei cittadini sembra impossibile per quanto si resta annichiliti. Si passa dal Mose di Venezia all’Expo 2015, ma prima di loro vennero il G8 alla Maddalena, le risate agghiaccianti sui morti dell’Aquila, i mondiali di nuoto di Roma. Grandi opere che in Italia si macchiano sistematicamente di malaffare. E le piccole non sembrano avere destino differente. Qui il nostro appello per una legge anticorruzione finalmente efficace.

Scoprire la corruzione non è sempre semplice. Ma capita – sia detto, e per tante ragioni, soprattutto all’estero – che ci siano cittadini che vogliano denunciare ciò di cui si trovano ad essere testimoni. Si definisce whistleblower, e già il fatto che la parola non abbia un convincente corrispettivo in italiano la dice lunga. Noi abbiamo provato a raccontarvelo in questo video.

Whistleblowing from riparte il futuro on Vimeo.

Chi denuncia, e chi vuole raccontare, deve essere tutelato e protetto. Anche quando decide di farlo raccontando quello che sa ai giornalisti. Il tema è molto sentito nel settore dell’informazione. O meglio, è sentito in un determinato settore dell’informazione italiana (quella che, per intenderci, mette il naso al di fuori degli angusti confini italici), tanto da essere protagonista dell’ultimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Tanto sentito da richiedere delle risposte prima di tutto pratiche, come quella appena lanciata dal centro di giornalismo di inchiesta IRPI (Investigative Reporting Project Italy). Si chiama ExpoLeaks ed è “la prima piattaforma web indipendente di whistleblowing anonimo dedicata a raccogliere segnalazioni su episodi di corruzione legati proprio alla realizzazione di Expo 2015″.

“Crediamo ci sia un reale bisogno di ExpoLeaks, un progetto che fonde giornalismo e tecnologia per favorire la trasparenza e contrastare la corruzione che danneggia l’imprenditoria onesta e la cosa pubblica”, spiegano i reporter. Nell’idea dei “creatori” si tratta di un mezzo, uno spazio messo a disposizione di chiunque a vario titolo abbia a che vedere con l’esposizione universale del prossimo anno e si trovi ad avere qualcosa da dire su quello che sembra non andare a norma di legge. “Chiunque potrà ora condividere, in modo completamente anonimo e sicuro, informazioni e documenti relativi a possibili irregolarità e forme di illecito”, si legge sulla nota di lancio del progetto. “Tutti i cittadini potranno così contribuire al corretto svolgimento dell’Esposizione Universale”.

Ma soprattutto il progetto, avviato con il sostegno di Wired Italia, media partner dell’iniziativa, si avvale di un mezzo che garantisce l’anonimato della fonte (attraverso un software, GlobaLeaks, e il browser Tor) che si appoggia alla tecnologia del Centro Hermes per la trasparenza e i diritti umani digitali. “La fonte anonima, condividendo non solo informazioni ma anche prove documentali, consentirà ai giornalisti di verificarne la veridicità e di informare i cittadini in maniera trasparente”.

Quello del coinvolgimento dei cittadini e della società civile come watchdog è un’idea che anche Riparte il Futuro persegue e sviluppa. Forse una delle poche risposte possibili al marcio che inesorabilmente avanza e non si arresta nel nostro paese. Il materiale che passerà attraverso Expoleaks sarà della più disparata specie e avrà necessità del vaglio, della selezione, del lavoro e dell’approfondimento dei giornalisti di IRPI. E gli stessi reporter si faranno carico di raccontare attraverso inchieste e approfondimenti le segnalazioni arrivate attraverso la piattaforma.

Angela Gennaro