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Tutte le ombre del calcio mondiale: corruzione, riciclaggio e traffico di esseri umani

29/08/2014 - in corruzione, trasparenza

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pallone_sgonfio_fangoIl pallone è sporco. Non si tratta della constatazione dei bambini a cui è finita la palla nel fango, ma della dura analisi tracciata dal Gaft (Gruppo antiriciclaggio del G7). Denaro nero, riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata, favori al mondo politico, sono solo alcune delle cose che quotidinamente avvengono in un mondo che via via si fa sempre più torbido e a poco servono gli sfoghi come quelli del giovane campione del mondo Cristoph Kramer, quando ha dichiarato al “Der Spiegel” che il calciomercato “sembra la tratta degli schiavi”.

Il calcio moderno riconosce una sola autorità, che non è la Fifa, ma il dio denaro. Solo la compravendita dei giocatori ha un valore potenziale, senza controlli ne sanzioni, di circa 5,5 miliardi di dollari e, come scrive l’Espresso, “basa la sua operatività su società create ad hoc nei paradisi fiscali, incrementa all’infinito il valore di calciatori anche mediocri e riesce a condizionare decisioni delle magistrature internazionali e del mondo della politica. A livello globale”.

calcio_corrotto“Ormai tutti si appoggiano a società estere – racconta un anonimo procuratore pentito – perché la pressione fiscale italiana è insostenibile per il calciomercato. Esiste una rete di avvocati, anche legati al mondo politico nazionale, in grado di costruire un reticolo di società offshore, dietro cui schermare il giro di denaro che proviene dal calciomercato”. Il meccanismo spiegato dal procuratore sportivo è semplice: “La società che detiene i diritti del calciatore, estera o italiana, riceve dal club che acquista il giocatore i fondi per il trasferimento e ne trattiene una quota. Quindi, di fatto, il giocatore vale meno di quello che i giornali dicono. Perché una parte della torta va ai procuratori e direttori sportivi che acquistano e vendono gli stessi football player. Così, come per magia, quel giro di denaro non può essere sottoposto al fisco italiano

Ma non è tutto, infatti, come prosegue l’Espresso “una delle nuove frontiere per produrre denaro è acquistare società calcistiche all’estero, in modo da creare un portafoglio buono a riciclare i fondi sporchi. Perché in Italia si dovrebbe continuare ad investire nel calcio? Non è conveniente, e così tutti gli asset si spostano poco a poco all’estero”

okaka_rossoChe non è conveniente lo spiega Wired attraverso un’analisi del calo di sponsor nel calcio italiano. Un dato su tutti: “le magliette di sette squadre su 20 della serie A ne sono prive, un record senza eguali tra i cinque top campionati d’Europa (Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e Liga spagnola). Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Sampdoria, Palermo e Cesena avranno divise bellissime, intonse, come quella del Barcellona fino a qualche anno fa. Con la differenza che i catalani, per oltre un secolo, ne hanno fatto un vanto, rifiutando offerte milionarie prima di cedere alla corte del Qatar, mentre in Italia le offerte non ci sono, o sono inferiori alle pretese economiche dei club”.

Ma torniamo ai dati del Gaft: i mercati più importanti sono naturalmente quelli di “Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna, che da soli valgono più del 70 per cento del mercato mondiale, con un budget di spesa stimato, tra il 2011 e il 2013 di oltre 5,140 miliardi di dollari. Gli agenti e i procuratori sportivi gestiscono la fetta più ricca di questo business, controllando trasferimenti per 1.74 miliardi di dollari. Quasi 600 milioni di dollari partono in direzione dei club sudamericani e il 14,6 per cento della cifra complessiva gestita dai procuratori sportivi, pari a 254 milioni di dollari, finisce direttamente nelle loro tasche. Ma il margine, secondo gli investigatori anticrimine, sarebbe molto più alto”, ma impossibile da misurare. Ecco perchè il rischio delle infiltrazioni malavitose, come già in passato denunciato dagli advisor della Fifa e dallo stesso gruppo antiriciclaggio del G7, è altissimo. Specialmente in Sudamerica, dove i cartelli sono costantemente alla ricerca di nuovi canali per ripulire il denaro generato dal narcotraffico, il calcio è terreno fertile di illegalità a causa della sua struttura e dei suoi sistemi di finanziamento.

Sfogliando il rapporto del Gaft si scopre poi che le parole del tedesco Kramer non sono poi tanto distanti dalla realtà, o almeno non in Africa e in Asia, dove dietro al trasferimento di giovani calciatori si celerebbe una rete di trafficanti di esseri umani. Il dossier parla di “diversi casi relazionati al traffico di esseri umani in cui sono coinvolti personaggi direttamente o indirettamente legati al mondo del calcio”. Un traffico che, secondo il documento “coinvolge giocatori di età minore ed è iniziato alla fine degli anni novanta” ed ora, oltre a colpire il continente africano “sta abbracciando anche paesi dell’Europa orientale e dell’Asia”.

del pieroIl calcio resta comunque ancora uno degli sport più seguiti del mondo e anno dopo anno la sua popolarità aumenta anche in Paesi dove prima era considerato uno sport minore. È però importante che questo avvenga solo per “portare un messaggio positivo abbinato ai valori dello sport e alla diffusione del calcio in Paesi lontani dai percorsi tradizionali del pallone”, come ha spiegato Alessandro Del Piero che proprio in questi giorni ha deciso di intraprendere una nuova avventura nel campionato indiano. La Fifa e i suoi “ambasciatori” devono preoccuparsi di non creare nuovi mercati utili alla criminalità organizzata per ripulire il proprio denaro sporco.

E tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti.


FIFA corruption annuncia il risultato della finale 24 ore prima su Twitter. Ma è una bufala

14/07/2014 - in corruzione

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24 ore prima della finale Germania-Argentina un account Twitter annuncia di avere le prove della corruzione della FIFA e di sapere già come andrà a finire: “Tomorrows scoreline will be Germany win 1-0″.
Non è tutto:  l’account, che si chiama senza mezzi termini “FIFA corruption“, prevede anche chi segnerà, Gotze, e che lo farà nel secondo tempo.
Subito dopo la conclusione della finale scoppia il caso, i retweet si moltiplicano e il numero di followers arriva a 43600 in pochissimi minuti.

Dopo le accuse di irregolarità nell’assegnazione dei mondiali del 2022 in Quatar e dopo le pesanti ombre calate su varie figure di spicco della Federazione tra cui Josepp Blatter, Presidente da ben 14 anni, sono in molti pronti a credere a questo ennesimo scandalo. Non fosse che è tutto falso.

Il giochetto, anche abbastanza ingenuo come molti utenti fanno notare, è presto svelato e l’allarme rientra con la stessa velocità con cui si è propagato:
Twitter permette facilmente di postare dei tweet privati e di renderli pubblici solo in seguito. FIFA corruption, dunque, non ha fatto altro che postare il giorno prima tutti i possibili risultati e poi, mentre la Germania esultava per la sua quarta vittoria nella World Cup, ha pubblicato quelli giusti e cancellato tutti gli altri.
I retweet e i commenti degli utenti infatti sono cominciati solo alcuni minuti dopo la conclusione della partita e non prima, come invece sarebbe stato logico.

Purtroppo però, a parte questa ingenua parentesi digitale, il mondo del calcio è tutt’altro che salvo da questi sospetti. Per averne una prova leggi la storia Last Bet di Paolo Ferro per il progetto realizzato da Riparte il futuro in collaborazione con la scuola Holden.

Ma almeno nella finale dei mondiali, con tutti gli occhi del Pianeta addosso, vogliamo credere che gli unici metri di valore che determinino il risultato della partita siano il talento, la tenacia, lo spirito di squadra… e anche la fortuna, che nel calcio ci può stare. Tutto, ma non la corruzione, please.

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Troppi scandali, l’Europa del calcio critica “il dinosauro” Blatter e c’è chi paragona la Fifa a una famiglia di mafiosi

12/06/2014 - in corruzione

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JOSEPH BLATTERSono appena iniziati i mondiali Brasil 2014 che si preannunciano tra i più controversi della storia, soprattutto in casa Fifa. La vicenda legata all’assegnazione di Quatar 2022, sembra infatti aver dato vita a un acceso dibattito all’interno della federcalcio internazionale, in particolare sulla figura del suo attuale presidente: Josepp Blatter, detto Sepp. Il numero uno del calcio mondiale, nei giorni scorsi, aveva risposto alle critiche piovute sulla sua federazione parlando di “razzismo” e di attacchi metodici tesi a indebolirla. “Non vogliono distruggere il gioco ma l’istituzione – ha dichiarato -, perché la nostra istituzione è troppo forte. Ma la Fifa è talmente forte che non la potranno distruggere”. Dichiarazioni che forse dirette alla stampa inglese, che più duramente lo ha criticato.

La cosa non sembra essere piaciuta in particolar modo alla Football Association, la federazione calcistica d’oltremanica, che si è fatta sentire attraverso il suo presidente Greg Dyke. “Molti membri della Uefa non sono contenti della gestione di Blatter – ha detto Dyke -. Se guardiamo alla reputazione della Fifa negli ultimi otto anni ci accorgiamo che la gente lo associa a tangenti e corruzione. Per questo penso debba farsi da parte”. Gli fa eco il numero uno della Federazione Olandese Michael Van Praag, secondo cui “quando la gente pensa alla Fifa pensa alle tangenti, agli amici degli amici, alla corruzione e via discorrendo. Si, Blatter sta guidando un processo riformatore, è vero, ma sta cercando di fare riforme su un sistema sviluppatosi sotto la sua presidenza. Io sono fisso su Twitter quindi so cosa pensa la gente. Gli ho detto, vai su hashtag #Blatter o #Fifa o #Fifamafia e leggiti il pensiero di milioni di persone a cui non piace quello che fa la Fifa e ne hanno un’immagine diversa dalla tua”.

Assolutamente contrario alla ricandidatura alla presidenza di Josepp Blatter è anche Lord David Triesman, ex presidente della Federazione inglese, che per anni ha avuto a che fare con la Fifa. “Ho paura che la Fifa sia guidata come una famiglia di mafiosi con una lunga tradizione di bustarelle, tangenti, e corruzione – ha dichiarato – penso che Don Corleone avrebbe riconosciuto e amato queste tattiche. Metà del comitato esecutivo che ha votato per l’ultima Coppa del Mondo deve andare a casa. La corruzione è stata fondata in un sistema e sostenuta dall’assenza di indagini dove la maggior parte degli accusati non è stata indagata. Decine di lavoratori immigrati morti nei lavori di costruzione degli stadi in Qatar sono stati ignorati”.

Contro Blatter ci è andato giù duro anche l’Economist: “C’è qualcuno sulla terra che pensa che l’idea di assegnare i mondiali a una zona araba in piena estate sia stata una buona idea? Perché il football è ancora dietro agli altri sport come rugby, cricket e tennis nell’utilizzo della tecnologia in merito alle decisioni arbitrali? E perché il più grande gioco del mondo è gestito da un tale gruppo di mediocri, Sepp Blatter in testa, fin dal 1998? In qualsiasi altra organizzazione, gli scandali finanziari senza fine avrebbero azzerato il management. Ma più che altro, proprio lui sembra disperatamente fuori epoca; dai commenti maschilisti sulle donne all’interruzione del minuto di silenzio per Nelson Mandela dopo solamente 11 secondi, il 78enne boss è il genere di dinosauro che mantiene una gestione da anni ’70. Ne rincuora che i tentativi di fermare il Sig. Blatter siano condotti da Michel Platini, una volta un centrocampista meraviglioso, oggi dirigente che ha sostenuto la candidatura del Qatar. Molti fans di calcio sono indifferenti a tutto questo. A loro interessa il bel gioco, non i vecchi abiti stanchi che lo gestiscono. Ma sbagliano a pensare che non ci sia un prezzo e salato per tutto ciò. Corruzione e compiacenza dei vertici rendono sterile la lotta agli imbrogli sul campo”.


Corruzione Fifa: Beckenbauer finisce nel mirino e anche gli sponsor, da Coca Cola a Adidas, si dicono preoccupati

10/06/2014 - in corruzione

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world cup quatarEmergono nuovi particolari dai documenti pubblicati dal Sunday Times in merito allo scandalo che sta coinvolgendo la Fifa e l’assegnazione dei mondiali di calcio in Quatar nel 2022. Alla base dell’accordo che il funzionario della Federazione calcistica internazionale del Quatar, Mohammed Bin Hammam, avrebbe concluso nel 2012 con Worawi Makudi, presidente della federcalcio thailandese, ci sarebbe una fornitura da 2 milioni di tonnellate di gas liquefatto con tariffa agevolata da parte della Quatargas nei confronti della PTT, la compagnia energetica tailandese, sponsor della Federazione calcistica di Bangkok. A conferma della tesi del Sunday Times ci sarebbero numerose email (svelate nei giorni scorsi dalla BBC) tra Bin Hammam e la federcalcio tailandese che dimostrano l’accordo: contratti in cambio del voto a favore di Quatar 2022 da parte di Makudi.

Nell’occhio di questo ciclone è finito anche l’ex campione tedesco e presidente onorario del Bayern Monaco, Franz Beckenbauer. Sempre secondo i documenti in possesso del Sunday Times, l’ex-funzionario della Fifa si sarebbe recato a Doha qualche mese prima del voto per l’assegnazione per far visita proprio a Ben Hammam. I contatti tra il tedesco e l’ex-vicepresidente Fifa sarebbero proseguiti anche nei mesi successivi al voto, nei quali Beckenbauer sarebbe tornato in Quatar in compagnia questa volta del presidente della E.r. Capital Holding, società attiva nel trasporto di gas e petrolio che lo aveva assunto come consulente. Beckenbauer, interpellato dal Sunday Times, non ha rilasciato nessun commento e si è rifiutato di collaborare all’indagine interna prodotta dalla stessa Fifa, rivendicando il suo allontanamento dalla federazione poco tempo dopo l’assegnazione dei mondiali in Quatar e precisando di voler mantenere segreto il proprio voto.

Intanto la Fifa si trova a fare i conti con i primi malumori, specialmente da parte degli sponsor. La BBC rivela che la Sony ha chiesto alla Federcalcio internazionale un’ indagine appropriata, mentre la Coca Cola ha dichiarato che “Tutto quello che va a penalizzare la mission e i principi della Coppa del Mondo è per noi un serio motivo di preoccupazione”. Adidas, che con la Fifa ha un contratto fino al 2030, ha fatto sapere che “Il tenore negativo del dibattito attorno alla Fifa non è positivo per il calcio, per la federazione e per i suoi partner”. Seguono Visa e Hyundai/Kia che, con toni più moderati, ha detto: “”Siamo fiduciosi che la federazione stia considerando con la dovuta serietà queste accuse e che l’ufficio investigativo del Comitato etico condurrà un’inchiesta approfondita”. L’unico main-sponsor a non aver rilasciato dichiarazioni sul cosiddetto “Quatargate” è stata, non a caso, Fly Emirates. Naturalmente la compagnia aerea ha un forte interesse nel vedere i mondiali di calcio giocati nel proprio territorio.


Lo scandalo corruzione si abbatte sui mondiali. Maradona: “Nella Fifa girano enormi bustarelle”. Platini prende le distanze

09/06/2014 - in corruzione

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Maradona+PlatiniA pochi giorni dall’inizio dei mondiali di calcio in Brasile un ciclone si abbatte sulla Fifa. Sembrerebbe infatti che le assegnazioni dei mondiali a venire, quelli del 2018 in Russia e del 2022 in Quatar, siano state viziate da un giro di mazzette in cui sono coinvolti alti funzionari di diverse federazioni calcistiche. Il primo quotidiano a pubblicare questa incredibile storia è stato il Sunday Times, venuto in possesso di migliaia di documenti riservati (email, lettere e trasefrimenti bancari) che proverebbero come l’ex dirigente Fifa del Quatar, Mohammed Bin Hammam, abbia pagato 5 milioni di dollari (3,7 milioni di euro) a 30 presidenti di associazioni di calcio africane per comprare la designazione al suo Paese. Bin Hammam è stato anche presidente della Commissione Asiatica di Calcio tra il 2002 e il 2011. Si dimise dalla Fifa nel 2012 poco prima di essere bandito per sempre da ogni organo di governo del calcio proprio per il sospetto di corruzione. A rischio non ci sarebbe solo l’assegnazione dei mondiali di Quatar 2022, ma anche quella della Russia nel 2018. Stando ai documenti inciriminati, Bin Hammam versò anche 1,6 milioni di dollari nei conti bancari controllati da Jack Warner, dirigente Fifa membro del comitato di Trinidad e Tobago, una delle 22 persone che nel 2010 decisero per i mondiali in Russia e Quatar.

Intanto il presidente della Uefa, Michel Platini, si difende e prende le distanze dal collega. Ammette di essersi incontrato con lui migliaia di volte negli ultimi anni, pur restando all’oscuro di tutto, e parla all’Equipe di una manovra contro di lui: “”Sono cose che fanno male, non si scherza su questi argomenti. Mi rendo conto, però, che dietro questa storia c’è qualcosa, ovvero qualcuno che ha organizzato questa manovra. Tutto è stato creato ad arte per screditare me e il lavoro che faccio, anche se non ho alcuna prova della manovra architettata. Penso che ci siano molti interessi in ballo, per quelli che stanno alla Fifa, per quelli che hanno intenzione di andarci e per quelli che sperano di esserci un giorno. Forse sono una persona che dà fastidio ed essere visto così è molto pesante”. Ma nessun ripensamento sull’assegnazione: ”Non mi pento proprio di niente, penso fosse la scelta giusta per la Fifa e per il calcio mondiale”. Di tutt’altro avviso Diego Armando Maradona (in foto proprio con Platini), che come spesso ci ha abituati, ha parlato senza filtro: “Nella Fifa girano enormi bustarelle e dobbiamo chiedere in particolare ai responsabili del dossier sul Mondiale 2022 in Qatar. Spero che il calcio possa ritrovare la sua vera vocazione: di sport che dispensa gioia e lontano da bustarelle e corruzione”.

La speranza del “pibe de oro”, che nella sua carriera ha contribuito a portare sì gioia ma anche gravi ombre sul monde del calcio, sembra però vanificarsi già da questi mondiali. Il Capo della sicurezza della Fifa infatti, Ralf Mutscke ha denunciato un tentativo di corruzione e lancia l’allarme: “Non ci aspettiamo che queste persone viaggino in Brasile per bussare alla porta di giocatori o arbitri, ma sappiamo che alcuni sono stati contattati”. Gli italiani possono però tifare per gli azzurri e dormire sonni tranquilli. Mutscke ha infatti dichiarato che “le squadre del gruppo D non fanno parte del gruppo che rappresenta i maggiori rischi”.