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Libera, Cgil-Cisl-Uil: “Autoriciclaggio: niente sconti a chi ci ruba il futuro. Il Governo faccia un passo indietro”

24/09/2014 - in Libera e Gruppo Abele, Politico e digitale

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La formulazione delle norme sull’autoriciclaggio contenute nel disegno di legge approvato dal Governo il 29 agosto scorso – così come emerge dagli organi di stampa – rappresenta un grave passo indietro nella lotta alla corruzione e alla criminalità economica e mafiosa del nostro Paese. Il limite previsto per i reati (presupposto del riciclaggio) puniti con almeno 5 anni di reclusione, infatti, taglierebbe fuori dalla contestazione dell’autoriciclaggio molti delitti, tra i quali quelli di corruzione, di truffa, di appropriazione indebita e la totalità dei reati in materia di evasione fiscale.

Si perderebbe anche l’efficacia preventiva del nuovo delitto e delle relative sanzioni: un evasore fiscale, che con i soldi sottratti al fisco si compra una villa, solo per fare un esempio, invece di vedersi contestare anche il delitto di autoriciclaggio, reclusione compresa, con il testo approvato dal governo la farebbe franca. Non solo: la prevista non punibilità “quando il denaro, i beni o le altre utilità sono destinate all’utilizzo o al godimento personale” finirebbe per vanificare i processi anche nei casi di autoriciclaggio contestabili per i delitti più gravi, compresi quelli di mafia, e comprometterebbe l’efficacia delle norme sull’aggressione ai patrimoni accumulati illecitamente.

C’è già un’altra norma approvata lo scorso 2 luglio dalla Commissione Finanze della Camera, all’interno del disegno di legge “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale” – alla cui stesura hanno collaborato anche autorevoli magistrati – che consentirebbe di evitare queste paradossali conseguenze. La norma contiene, infatti, una formulazione della punibilità del delitto di autoriciclaggio che è indipendente dalla sanzione prevista per il reato presupposto, senza alcun ostacolo al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Il Governo faccia un passo indietro: niente compromessi e niente sconti per chi ci ruba il futuro.

Corruzione, evasione fiscale e mafie sono la vera zavorra di questo paese, che frena investimenti, sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro. Colpire in maniera davvero efficace l’autoriciclaggio, come il falso in bilancio, significa sbloccare l’economia sana e pulita e restituire fiducia nelle istituzioni.

E’ quanto si legge in una nota congiunta di Libera, Cgil, Cisl e Uil in merito alle norme previste dal disegno di legge del Governo in materia di autoriciclaggio.


Finite le vacanze, ripartono la politica e la riforma della giustizia. Ma da dove?

25/08/2014 - in corruzione

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Ombrelloni chiusi, souvenir in valigia, un saluto agli amici del mare e un po’ di malinconia: l’estate volge al termine. È ormai tempo di tornare a lavoro, a scuola e soprattutto, dopo aver rimandato per troppe settimane le riforme più urgenti, è tempo di tornare anche a fare politica. Si comincia con il Consiglio dei ministri previsto per il 29 agosto in cui si dovranno affrontare tre punti molto attesi come come lo Sblocca-Italia, la riforma della scuola e quella della giustizia. Quest’ultima ci vede particolarmente coinvolti. Siamo 620.000 italiani infatti, un numero che non può lasciare indifferenti, a chiedere che la lotta alla corruzione venga messa al primo posto dell’agenda politica.

Ma il governo non sembra aver recepito il messaggio: è di pochi giorni fa il tweet di Matteo Renzi in cui il premier dichiara di voler partire dalla riforma della lenta giustizia civile. Un punto sacrosanto ma che rischia nuovamente di offuscare e rimandare il tema della corruzione - imprescindibile perché blocca alla radice il futuro dell’Italia. Passati pochi mesi dagli scandali Expo e Mose, che ne è stato degli anatemi indignati lanciati da tutti i maggiori rappresentanti della politica nazionale? Secondo il governo bisognava agire subito contro corrotti e corruttori ma non prima di ascoltare il parere dei cittadini mediante le “consultazioni pubbliche”. A quei tempi eravamo già mezzo milione a sottoscrivere i punti anticorruzione dell’agenda di Riparte il futuro ma abbiamo pazientemente atteso, lasciando spazio al confronto e mandando in ferie anche il governo. L’estate però è quasi finita e nel frattempo le nostre voci sono diventate 620 mila: a questo punto non ci sono più scuse, è arrivato il tempo di passare ai fatti.

Venerdì il Cdm potrà dare il via libera al pacchetto sul tema civile, già abbastanza dettagliato, ma le linee guida sulla lotta alla criminalità e più in generale sulla giustizia penale restano ancora molto vaghe, come denunciato dal MoVimento Cinque Stelle. Niente prescrizione, niente conflitti di interesse, niente autoriciclaggio. In generale nn c’è un piano definito di lotta alla corruzione.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini di partecipare all’iniziativa #renziparliamone scrivendo direttamente a rivoluzione@governo.it il testo qui sotto oppure semplicemente firmando la petizione:

È IMPORTANTE, FALLO ANCHE TU!

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

Gentile presidente del Consiglio,
Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato a inizio luglio consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:

1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:

- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 600mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro


Giustizia: lettera aperta di Libera e Gruppo Abele al Governo rivoluzione@governo.it

07/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Renzi Orlando giustizia

Il 30 giugno scorso il governo ha esplicitato i punti fondamentali per una riforma dell’ordinamento giudiziario lanciando una consultazione che si chiuderà il 31 agosto: chi vuole partecipare può inviare proposte e suggerimenti al Governo mandando un’e-mail all’indirizzo rivoluzione@governo.it.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini sulla corruzione: oltre mezzo milione di firmatari su Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, chiede al governo di agire subito. Ecco perché abbiamo deciso di recapitare questa lettera a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it: per ricordare loro le priorità irrinunciabili di una reale riforma della giustizia. Punti sottoscritti da una mobilitazione che continua a crescere e che non smetterà di farsi sentire.

Facciamoci sentire: inviamo tutti questo testo a rivoluzione@governo.it

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

rivoluzione@governo.it

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato lo scorso 30 giugno consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 570mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

www.riparteilfuturo.it


Renzi sulla riforma della giustizia: “Siamo in fase di ascolto, poi si decide sul serio”

30/07/2014 - in corruzione

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La riforma della giustizia è in una “fase di ascolto”: parole del presidente del Consiglio Renzi, che nella sua newsletter personale conferma la strategia del governo di aprire alla partecipazione pubblica e di aspettare settembre per procedere con la riforma. Un rinvio a cui Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, hanno risposto lanciando la petizione #zeroscuse: la società civile si è già abbondantemente espressa, chiedendo da oltre un anno e mezzo impegno concreto e leggi certe, come riportato sull’agenda anticorruzione. Che bisogno c’è di nuove consultazioni? Non sono bastati gli scandali Expo e Mose?

Renzi continua sottolineando come, passata questa fase, “si decide, sul serio”. E certo non potranno rimanere inascoltati oltre 530mila cittadini che lo chiedono a gran voce.

Da notare, nella newsletter del Presidente, il riferimento alla riforma della prescrizione, uno dei nodi chiave dell’agenda di Riparte il futuro e tema spesso assente nel dibattito pubblico. Per dirla con le parole del Premier deve essere garantita “la certezza del diritto eliminando il ricorso alle prescrizioni perché il tempo non può sconfiggere la legge e sottolineando l’etica della responsabilità nei confronti di quegli operatori della giustizia che si comportano con dolo o colpa grave”.

Siamo tutti d’accordo, quindi procediamo! Che la riforma sia d’iniziativa governativa o parlamentare non importa, purché si faccia. Per questo continueremo a monitorare le istituzioni democratiche chiedendo impegno certo e tempi rapidi. Unisciti all’appello #Zeroscuse>>


Sulla lotta alla corruzione non abbiamo bisogno di nuove consultazioni

22/07/2014 - in corruzione

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A fine giugno, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno aperto per due mesi le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia, fondata su 12 linee programmatiche, compreso il tema della lotta alla corruzione. Tutti possono partecipare al dibattito scrivendo all’indirizzo rivoluzione@governo.it.
“Le email pervenute - come si legge sulla pagina dedicata -sono vagliate quotidianamente dai dirigenti del ministero. In questo spazio, progressivamente implementato con schede e relazioni tecniche a cura dell’Ufficio legislativo di via Arenula, sarà possibile consultare il lavoro prodotto in questi mesi dal ministero in merito ai punti in questione.”
Ad oggi però, quando sono passate oltre tre settimane dall’avvio delle consultazioni, solo una fetta della torta risulta cliccabile: la 8, che rimanda ai temi della criminalità economica.

Inoltre due mesi sono lunghi e il rischio di un nulla di fatto è molto alto. Parte del Parlamento, in particolare il MoVimento 5 Stelle, sta cercando di riprendere il cammino delle riforme tra le mura di Palazzo Madama, sede del Senato.

La nostra posizione, ovvero quella di oltre 530.000 cittadini firmatari della petizione promossa da Libera e Gruppo Abele, è chiara: occorre una riforma forte, in tempi quanto più rapidi possibili, capace di potenziare sia il lato del contrasto che quello della prevenzione. Che sia ad opera del Governo o del Parlamento, poco ci cambia. Come società civile richiamiamo all’impegno concreto tutta la politica, nella consapevolezza che ogni giorno che passa è un intollerabile costo per l’economia e la società italiana.
Per capirlo non abbiamo bisogno di ulteriori consultazioni.

FIRMA #ZEROSCUSE >>

 


Contro la corruzione stiamo perdendo tempo: firma e diffondi l’appello #zeroscuse,

11/07/2014 - in corruzione

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Schermata 2014-07-11 alle 13.18.13Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lanciato le consultazioni sulla giustizia prendendo tempo fino a settembre.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini della corruzione: oltre mezzo milione di firmatari di Riparte il futuro ha già chiesto al governo di agire subito.

Contro la corruzione in Italia ci sono #zeroscuse e non c’è più tempo da perdere. Prescrizione, riciclaggio e autoriciclaggio, Freedoom of information act, whistleblowing: l’Italia ha bisogno di alzare l’asticella contro la corruzione dotandosi di leggi moderne in grado di intercettare, prevenire e sanzionare. Così si sta solo perdendo tempo. 

Facciamoci sentire, chiediamo a tutti i nostri amici che ancora non hanno firmato di fare la loro parte.

Fai la differenza:

Firma ora >>
Condividi ora l’appello #ZeroScuse >>


Libera: “Subito l’approvazione del pacchetto anticorruzione. Si sta solo perdendo tempo” #zeroscuse

10/07/2014 - in corruzione

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senato
“No all’immobilismo, sì al pacchetto anticorruzione subito”. Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione sostenuta da oltre 530mila firme sul sito www.riparteilfuturo.it, lancia a Governo e Parlamento l’appello affinché venga messo al più presto in discussione al Senato il pacchetto di norme contro la corruzione.

“Contro la corruzione in Italia ci sono #zeroscuse e non c’è più tempo da perdere”, spiegano i promotori della campagna. “Chiediamo subito la calendarizzazione a Palazzo Madama e l’approvazione delle norme anticorruzione. Rivolgiamo quest’appello al presidente Pietro Grasso e ai capigruppo di tutte le forze politiche, augurandoci che tutte le forze parlamentari sostengano la nostra richiesta”.

Il disegno di legge è in attesa di essere calendarizzato al Senato e non ci sono ancora tempi certi sul suo iter. Il testo aveva infatti subito una battuta d’arresto a inizio giugno in attesa del decreto giustizia annunciato dal premier Matteo Renzi. Decreto che non ha però visto la luce: durante l’ultimo Consiglio dei ministri, infatti, il governo ha annunciato una bozza e alcune linee guida per una consultazione sul tema giustizia che dovrebbe durare fino a settembre. “Non c’è bisogno di consultazioni per sapere cosa ne pensano i cittadini di falso in bilancio e corruzione”, conclude Enrico Fontana, direttore di Libera. “Le norme ci sono, chiare e semplici, vanno discusse e approvate quanto prima. Così si sta solo perdendo tempo”.


Linee guida anticorruzione: un rinvio grave o un’opportunità di partecipazione?

01/07/2014 - in corruzione

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Ci si aspettava un disegno di legge da discutere con il Parlamento, poi si è parlato di un decreto legge rivoluzionario, e infine il risultato del lavoro del governo sta tutto nelle linee guida sulla giustizia appena pubblicate sul sito del governo che porteranno, entro due mesi, alla riforma. Si spera.

Un ennesimo ritardo? Difficile da capire. Bisogna vedere se in questi tempi sarà davvero attuata la “prima riforma partecipata”, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Non conforta che durante la conferenza stampa il passaggio sulle questioni anticorruzione è stato particolarmente “veloce”, e ha riguardato due dei 12 punti presentati: autoriciclaggio e falso in bilancio (come norme contro la criminalità economica, punto 8) e riforma della prescrizione e accelerazione del procedimento penale (punto 9).

Accettiamo volentieri la sfida della partecipazione, anche da sotto l’ombrellone se necessario, e fin da subito attendiamo che i disegni di legge vengano pubblicati sul sito del governo. Senza quelli non possiamo inviare le nostre proposte, ovvero quelle degli oltre 520mila firmatari di Riparte il futuro.

Ci aspettiamo di venire ascoltati e di poter incidere fortemente in questo percorso aperto e di “trasparenza totale”, per concludere con le parole di Renzi.
Stay tuned e FIRMA >>

Leonardo Ferrante

Elezioni 2013 , comizio di Renzi a Napoli


Anticorruzione, possibile rinvio: ma questa riforma … s’ha da fare

30/06/2014 - in corruzione

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Era previsto entro oggi il pacchetto di leggi sui temi della giustizia contenente una serie di norme sulla lotta alla corruzione. Mentre si presentano le linee guida di numerosi provvedimenti, cala purtroppo il silenzio sul tema.
Silenzio che non ci fa star per niente tranquilli: il Senato scalpita, essendo scaduti i 30 giorni di stop concessi all’attività di moratoria del governo. In questi giorni il governo aveva ottenuto il diritto di agire in autonomia ma adesso pare orientato verso una manovra organica che sfoci in un decreto legge per cui servirà altro tempo. Il ministro della giustizia Andrea Orlando invece punta sullo spacchettamento delle parti relative  alla criminalità economica e alla responsabilità, per evitare che il Senato scavalchi il governo promuovendo il ddl Grasso e il ddl Buemi. Tuttavia tra la linea del rinvio a palazzo Chigi e quella di Orlando sembra prevalere la prima, con il rischio di perdere pezzi, primo fra tutti la cruciale riforma della prescrizione.

Insomma, un grande caos sotto coperta pronto a esplodere da un momento all’altro e una ragione in più per noi per far sentire forte e chiara la nostra voce: questa deve essere la #voltabuona per le riforme, siano ad opera del Parlamento o del governo. Purché si facciano!

FIRMA >>

Leonardo Ferrante

Stopwatch in Cracked Ice

 


Nuova legge anticorruzione: mentre scoppia il caso Mose, il lavoro del Parlamento si arena e il Governo proverà a intervenire

04/06/2014 - in corruzione

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APERTURA-DDL-anticorruzione

Pochi giorni fa il Governo è intervenuto nel dibattito parlamentare sulla riforma della legge anticorruzione cominciato all’indomani del voto . Il sottosegretario Cosimo Ferri ha interrotto la discussione che si stava sfilacciando proponendo di affrontare come Governo il problema dell’autoriciclaggio, sottraendolo ai compiti del Parlamento.

La data della consegna di questo testo (se ne è parlato molto, ma di nero su bianco si è visto ben poco) è prevista per il 10 giugno, ma sembra che il Governo voglia andare oltre il tema dell’autoriciclaggio e proporre un testo più completo in materia di lotta alla corruzione. Lo stesso ministro della Giustizia Orlando, dalle colonne del Secolo XIX, parla oggi di ripenalizzare il falso in bilancio, dimostrando che il discorso è andato ampliandosi.

Stando alle dichiarazioni del capogruppo di Scelta Civica, Gianluca Susta, il lavoro parlamentare “è finito in un binario morto”.

Insomma, il Parlamento non si è rivelato in grado di risolvere il nodo gordiano delle riforme anticorruzione. Mentre nel frattempo scoppia l’ennesimo caso che getta ombre di corruzione sul paese:  l’inchiesta sul Mose di Venezia.

Auspichiamo che il governo sappia farsi carico di questa responsabilità: come Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, continueremo a monitorare questo processo, assieme a quasi 520mila cittadini che vogliono un’Italia libera dalla corruzione.

Una legge completa non può che contenere quegli strumenti indispensabili sia sul lato della prevenzione che del contrasto, due facce della stessa indispensabile medaglia.

 


Nuovo governo Renzi: chiediamo cv e reddito dei ministri subito online

11/03/2014 - in Politico e digitale

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Matteo Renzi #opengoverno from Angela Gennaro on Vimeo.

AGGIORNAMENTO: La petizione #Opengoverno ha superato le 60.000 firme!

Caro presidente Renzi,

con la nomina di viceministri e sottosegretari, la squadra di governo è ora completa. C’è una cosa che il presidente del Consiglio può fare da subito per dimostrare discontinuità e cambiamento: quello di far pubblicare già dalla settimana prossima, sul sito di Palazzo Chigi, il curriculum vitae e la situazione patrimoniale e reddituale di ministri, viceministri e sottosegretari. La legge prevede che tali informazioni debbano essere rese pubbliche entro 3 mesi dalla nomina. Per valutare competenze e potenziali conflitti d’interessi di chi guida il Paese, i cittadini hanno però diritto a essere informati e a verificare fin da subito.

Il primo ad adeguarsi alle norme internazionali in materia di trasparenza e conflitto d’interesse fu Mario Monti, che, da premier, varò un provvedimento di vera svolta: vincolò tutti i membri del suo Governo a rendere pubbliche, nelle prime settimane di attività, alcune informazioni indispensabili a valutarne la storia professionale, gli incarichi ricoperti, la situazione patrimoniale e reddituale.

Uno degli ultimi atti licenziati dal presidente Monti è stato proprio quel decreto 33/13 che ha imposto per legge a tutti gli enti pubblici massima trasparenza sul loro funzionamento, le loro spese, il personale impiegato. Regole che valgono anche per chi ricopre incarichi politici ed elettivi a carattere locale o nazionale. I primi ad adeguarsi alla nuova normativa sono stati poi i ministri e i sottosegretari del governo Letta che hanno reso pubblici online i dati previsti dalla legge. I più lo hanno fatto allo scadere dei tre mesi dal varo del governo.

Ora il premier Renzi ha la possibilità di dimostrare che bruciare le tappe vuol dire arrivare primi anche in materia di trasparenza.

FIRMA ANCHE TU LA RICHIESTA A MATTEO RENZI >>

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5 braccialetti bianchi nel nuovo governo Renzi: rispettino l’impegno contro la corruzione!

24/02/2014 - in corruzione

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Sono cinque i Braccialetti bianchi che compaiono tra le file del nuovo governo Renzi. Tre deputati e due senatori che fin dai tempi delle elezioni politiche del febbraio 2013 hanno sottoscritto il patto con i cittadini firmatari della petizione Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele: impegnarsi dai seggi parlamentari a portare avanti la battaglia contro la corruzione in Italia, un problema urgentissimo che dovrebbe essere al primo posto dell’agenda politica.

Sono Federica Mogherini, oggi ministro degli Esteri, Roberta Pinotti, ministro della Difesa, Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Dario Franceschini, ministro dei Beni e attività culturali e turismo e Marianna Madia, ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione. A loro rinnoviamo l’appello perché, forti del nuovo ruolo ricoperto, portino avanti la battaglia promossa a gran voce dalla società civile, che sta faticosamente raggiungendo importanti risultati.

Riparte il futuro è infatti impegnata sul fronte delle riforme per l’approvazione del nuovo testo del 416ter sullo scambio elettorale politico-mafioso e sul fronte della trasparenza con la petizione rivolta alle Aziende sanitarie nazionali.

Oggi pomeriggio il premier Matteo Renzi presenterà il suo piano d’azione nel discorso per la fiducia e ci auguriamo che la parola “corruzione”, e soprattutto “anticorruzione”, siano protagoniste, più di quanto non lo siano state fino a oggi. La lotta alla corruzione non è soltanto una questione di legalità e di moralità ma è anche, e soprattutto, un’emergenza economica da cui dipende il futuro del Paese, nonché la qualità della vita quotidiana degli italiani.

Fuori dalle aule ministeriali, la campagna Riparte il futuro continua a porre l’accento sull’importanza della lotta alla corruzione, fattore indispensabile per la ripresa del nostro paese. Riducendo la corruzione a vantaggio della sana competitività, aumenterebbero gli investimenti e le opportunità di crescita e lavoro, specialmente per la fascia più penalizzata ovvero quella giovanile. Inoltre la corruzione danneggia i servizi, sottrae fondi pubblici destinati alla sanità, alla cultura alla ricerca e permette l’ingresso delle mafie nelle Istituzioni.

Primo passo: essere consapevoli della reale natura del problema.
Secondo passo: affrontarla di petto. Questo chiediamo al governo Renzi.

FIRMA RIPARTE IL FUTURO >>

 

 


In attesa di sapere chi sarà Premier, la lotta alla corruzione compare tra i punti dell’”Impegno Italia”

13/02/2014 - in corruzione

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Chi sarà Presidente del Consiglio la settimana prossima? Il responso lo avremo solo tra qualche ora, dopo il discorso che Matteo Renzi terrà alla Direzione del Partito democratico di cui è segretario. Tra le indiscrezioni filtrare in queste ore, la disponibilità da parte del Sindaco di Firenze – dato da molti come futuro premier – ad adottare il programma presentato negli scorsi giorni da Enrico Letta con l’evocativo nome di Impegno Italia.

Impegno Italia contiene una specifica sezione dedicata ai temi della legalità tra cui il problema corruzione, che Riparte il futuro considera uno dei principali punti da affrontare per far ripartire il Paese.  

Secondo il Presidente Letta, nei prossimi mesi l’Italia dovrebbe disciplinare le lobby in modo da superare l’attuale opacità che può celarsi tra gruppi d’interesse e istituzioni. Inoltre, va modificata l’attuale normativa in materia di conflitti d’interesse con una regolamentazione più stretta che riveda le incompatibilità per chi ricopre ruoli di vertice nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni. Entro il 2014 il Governo si impegna inoltre a varare una legge sul falso in bilancio, a rafforzare la legge 190/2012 sulla repressione e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione e a introdurre i reati di autoriciclaggio e autoimpiego.

Molti dei provvedimenti che il Governo s’impegnerebbe a portare avanti sono contenuti anche nell’Agenda di Riparte il futuro, segno che l’esperienza della campagna, forte del sostegno di circa 380.000 italiani, è stata recepita dalle Istituzione come stimolo e ispirazione.

Partecipare a questa battaglia di civiltà è semplice: si comincia con una firma online!