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Il diario della Scuola estiva del gruppo Abele – “Torniamo a casa ma sappiamo tutti che non finisce qui”

17/07/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Ultimo giorno della Scuola estiva del Gruppo Abele. Per i ragazzi che da domenica scorsa stanno frequentando il corso di formazione “Con la partecipazione sconfiggi la corruzione” è tempo di fare un bilancio dell’esperienza vissuta e soprattutto di immaginare impegni nuovi per il futuro.

Si decide di lavorare in piccoli gruppi, condividendo i contenuti che hanno colpito di più, cercando di capire quando e quanto l’illegalità ha toccato o anche solo sfiorato la vita di tutti i giorni, decidendo quali passi concreti fare per continuare il cammino insieme, sia in rete che individualmente.

Alla fine quattro cartelloni colorati, uno per ciascun gruppo, stanno lì a riassumere le parole chiave delle riflessioni condivise. Tra le keyword p più usate c’è la parola “consapevolezza”. Giocando a governare una città si può prendere coscienza delle conseguenze di scelte che sembrano personali, ma che coinvolgono la collettività, come quella – apparentemente banale – di non pagare il biglietto del tram. Provare a raccontare la storia di un whistleblower o di una vittima di mafia – come fatto nei giorni precedenti insieme agli autori della Scuola Holden – aiuta a mettersi nei panni degli altri, a sentirsi un po’ meno un “signor nessuno” e un po’ di più uno dei “Signori Rossi” – come insegna la storia di Raphael Rossi, professore d’eccezione durante il corso.

Ora è il momento di partecipare davvero, di aderire alle campagne di Riparte il futuro, di restare informati e connessi, ma anche di agire concretamente, in prima persona. Non basta controllare cosa fanno gli altri o puntare il dito contro i corrotti: i giovani vogliono togliere spazio e scuse all’illegalità, facendo la propria parte ogni giorno, prendendo a cuore quel piccolo pezzo di Paese nel quale ognuno si trova a vivere, studiare, lavorare.

Dopo pranzo, Michele Gagliardo ed Elisabetta Bosio tirano le somme, e c’è ancora tempo per un video amatoriale, montato in poche ore da Stefano Busi. Sul grande schermo in fondo alla stanza scorrono ora i volti e le voci degli ospiti e dei ragazzi del campo: è la sintesi più bella di questa giovanissima summer school.

Poi viene il momento delle foto, degli abbracci, degli arrivederci sui social networks.

“Torniamo a casa, ma sappiamo tutti che non finisce qui”, dicono i ragazzi.

Dario


Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: storie di vittime

16/07/2014 - in corruzione

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Per il terzo giorno della scuola estiva del Gruppo Abele incentrata sui temi della lotta alla corruzione arriva alla Certosa di Avigliana il medico epidemiologo Vittorio De Micheli, che, con la ricercatrice del Gruppo Abele Elisabetta Bosio, racconta ai ragazzi la genesi e gli sviluppi della campagna per la trasparenza nella sanità pubblica “Illuminiamo la salute”.

Molte sono le zone d’ombra nella gestione della sanità, dalle ricerche alla diffusione dei farmaci, sino all’amministrazione delle (tante) risorse destinate a questo importante settore. La campagna, partendo dalle normative in materia di trasparenza, punta anzitutto a rendere accessibili i dati delle aziende sanitarie e a sollecitare le stesse a nominare un responsabile anticorruzione. E poi a innescare meccanismi virtuosi di controllo da parte dei cittadini.

Certo non è semplice, proprio per i cittadini, riuscire a comprendere fino in fondo l’ambiguità di alcune situazioni purtroppo tipiche del nostro sistema. Proprio per questo i relatori propongono la simulazione di alcuni casi-tipo, da analizzare lavorando in gruppo.

Nel pomeriggio è la volta dei giovani autori della Scuola Holden, la scuola torinese di “storytelling & performing arts” diretta da Alessandro Baricco, che illustrano il loro lavoro a sostegno di Riparte il Futuro sulle “storie di stra-ordinaria corruzione”. Sono Domitilla Pirro, Enrico Rama e Francesco Gallo.
Sotto la loro guida i ragazzi si cimentano nella progettazione di un racconto sul tema delle vittime della corruzione. Dalla scelta della vittima, motivata dai vari gruppi, sino all’attività di promozione cross-mediale, passando per la ricerca delle fonti e la scelta della tecnica di narrazione. In poche ore, grazie al supporto e ai consigli dei giovani autori della Scuola, i ragazzi gettano le basi di un progetto narrativo.

Anche la terza giornata volge e al termine e in coincidenza col periodo del Ramadan si cena un po’ più tardi del solito per aspettare tutti colore che stanno digiunando dall’alba al tramonto. E i pensieri vanno al conflitto in corso: “immersi in questo luogo di pace – dicono i ragazzi – non possiamo dimenticare e non dimostrare la nostra vicinanza al popolo palestinese che continua a vivere questo dramma, convinti che i nostri occhi debbano essere ben aperti di fronti a qualsiasi ingiustizia.”

#freepalestina #stopbombinggaza

Giulia Bartolini e Stefano Busi

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C’è chi dice NO! Intervista a Raphael Rossi

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nell’autunno 2007 Raphael Rossi sedeva nel consiglio di amministrazione di Amiat, azienda del comune di Torino che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. Hanno provato a corromperlo, e lui ha detto NO!  Opponendosi all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accaduto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Raphael non si è limitato a dire di no. Dopo la denuncia, nonostante l’isolamento iniziale, si è rivolto alla trasmissione “Report”, che gli ha dato la visibilità necessaria affinché l’opinione pubblica lo sostenesse. Successivamente si è sbloccata l’empasse giudiziaria, che ha finalmente portato a processo, con condanna in primo grado, i responsabili della vicenda. Pur essendo stato l’unico rimosso dal consiglio di amministrazione al momento del rinnovo, nel 2010 Raphael ha continuato il suo mestiere in altre società pubbliche; prima a Napoli, poi a Reggio Calabria, e oggi a Parma, che, unico comune in Italia, ha attuato la tariffa puntuale, che prevede la tassa dei rifiuti non in base alla superficie della propria abitazione bensì alla quantità di rifiuti prodotta.

Ieri mattina Raphael è salito in Certosa per raccontare la sua storia ai ragazzi che partecipano alla Scuola estiva del Gruppo Abele, incentrata sui temi della lotta alla corruzione. L’ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, ha raccontato di come , insieme ad altri volontari, ha creato l’associazione e lo sportello SOS anticorruzione. “Nel mio caso la correttezza ha pagato – ha detto nel suo intervento – io sono stato premiato. Ma sono stato sostenuto da tutti. C’è bisogno di rete e di protezione perché chi si trova in questa posizione hanno bisogno di competenze, di essere sostenute.”

I ragazzi ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande:

“C’è chi dice NO” è il libro che racconta la tua esperienza. Il primo capitolo si intitola “Impegno civico e disimpegno cinico”. Cosa significa?

Il tema centrale è quello dell’impegno civico all’interno della nostra società, che vuol dire prendersi cura dei beni comuni anche se, per quanto sia nell’interesse di tutti, molto spesso vengono inutilizzati o sprecati a danno della collettività. La raccolta differenziata, ad esempio, può fare davvero la differenza.

La legalità conviene? E quanto costa?

La legalità conviene collettivamente, infatti si vive meglio dove è più presente. Il costo deriva dalla difficoltà nel difendere tale condizione a vantaggio del singolo, tuttavia una maggiore legalità porta a una minore disuguaglianza sociale ed è correlata a vari fattori quali, ad esempio, la cultura.

Lev Tolstoj disse: “se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono far lo stesso”. Cosa ne pensi?

Credo che gli onesti siano la maggioranza delle persone, perciò non bisognerebbe giudicare solo sulla base degli episodi di corruzione. Nonostante i media ne privilegino la diffusione, andrebbero sottolineati e fatti conoscere gli episodi positivi. Io mi sento di restituire tanto di quello che ho ricevuto, mi sento di impegnare del tempo a raccontare la mia storia, proprio perché questo esempio positivo possa replicarsi.

Cosa ti è mancato nel momento in cui hai denunciato? Cosa consiglieresti ai futuri “signori Rossi”?

A me è mancata la collaborazione da parte delle istituzioni. I futuri “signori Rossi”, a differenza di me, si troveranno sicuramente in un contesto più sensibile e pronto, grazie, oltre che allo sportello anticorruzione, ad associazioni come Libera e il Gruppo Abele.
Pur essendo migliorata la situazione, la strada è ancora in salita.

Avigliana (TO), 14/07/2014,

Enrico (19 anni – Collegno, TO)

Costanza (19 anni – Chiavari, GE)

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Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: è possibile mettere insieme gli onesti?

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nonostante le cattive previsioni meteorologiche, alla Certosa del Gruppo Abele splende il sole e Il secondo giorno della scuola estiva incentrata sui temi della lotta alla corruzione comincia bene. Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna Riparte il futuro, prosegue con la seconda lezione in cui si affrontano argomenti più tecnici: come si è evoluto storicamente il fenomeno della corruzione fino alla Legge 190 del 2012, che per la prima volta introduce il concetto di “prevenzione” della corruzione, e al decreto legislativo 33 del 2013, che riguarda proprio la trasparenza delle amministrazioni pubbliche?
Il cittadino ha diritto a un’amministrazione trasparente, all’accesso alle informazioni, ha il diritto di sapere e di comprendere come viene amministrato il luogo in cui vive, chi sono le persone che lo amministrano e quanto vengono pagate per farlo.

Nella prima parte della mattinata si è anche anticipato il tema del “whistleblower” ovvero colui che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità delle attività illecite di cui è stato testimone all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda. È stata introdotta così la presenza di un prferssore d’eccezione: Raphael Rossi. Ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, Raphael ha denunciato un episodio di corruzione all’interno dell’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Comune, opponendosi alla macchina del potere.

Certo che chi fa un errore deve essere chiamato a risponderne, e Raphael non si è fermato di fronte alle difficoltà. Ha attraversato un percorso burrascoso durato anni, di cui però lui parla con il sorriso, con la fermezza di chi sa di aver fatto la cosa giusta e non è stato lasciato solo. Più di 40.000 cittadini hanno chiesto al Comune di Torino di costituirsi parte civile nel processo e tante associazioni e volontari lo hanno sostenuto. Ma dire di no non basta e Raphael ha creato un’associazione, i Signori Rossi, e uno sportello SOS Corruzione, perché il suo esempio possa replicarsi.

Nel pomeriggio i ragazzi sono stati impegnati in un gioco di ruolo su una città immaginaria, condotto da Mauro Maggi del Gruppo Abele. Vestendo i panni chi del sindaco, chi dell’imprenditore, del commerciante o del cittadino, sperimentano le difficoltà di amministrare un comune, ma anche di essere cittadini responsabili e partecipi alla vita del proprio territorio. Dopo cena l’ultimo incontro della giornata, con Roberto Montà, sindaco di Grugliasco (TO) e presidente di Avviso Pubblico, la rete di amministratori e amministrazioni locali contro le mafie.

Avviso Pubblico nasce più di 18 anni fa per mettere in rete chi amministra le nostre comunità locali secondo principi di trasparenza, onestà e legalità. Cose che dovrebbero essere scontate, ma che purtroppo sappiamo venire spesso disattese nella pratica. Montà mette in guardia rispetto al calo della partecipazione elettorale, e alla parallela capacità di controllo sul territorio da parte delle organizzazioni mafiose. La sfida? Ricostruire le comunità locali, rappresentando tutti i cittadini e non solo alcuni; riuscire a portare a votare la gente “normale”, e non solo i professionisti del procacciamento di voti (a prescindere dal fatto che tale attività sia fatta o meno in buona fede).

Ieri la Scuola si è aperta con una domanda: “È possibile mettere insieme gli onesti?” La risposta dopo il secondo giorno è senza dubbio: SI!

Giulia Bartolini e Stefano Busi


Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: con la partecipazione sconfiggi la corruzione

14/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Alla Certosa 1515 di Avigliana è iniziata da poche ore la scuola estiva del Gruppo Abele e Libera. In un luogo di pace e riflessione, ventuno ragazzi si formeranno per quattro giorni sui temi della corruzione.

Ad aprire i lavori è stato Michele Gagliardo, responsabile delle attività rivolte ai giovani realizzate dal Gruppo Abele. Obiettivo di questi giorni – spiega – sarà capire il fenomeno della corruzione, cosa è stato fatto e cosa è possibile fare per contrastarlo. A seguire, Leonardo Ferrante, referente scientifico di Riparte il Futuro, la campagna promossa da Libera e dal Gruppo Abele contro la corruzione, che ha raccolto oltre 530.000 firme a sostegno di un Paese e di una politica liberi da questo fenomeno. È con il Teatro dell’Oppresso che Leonardo ha mostrato ai ragazzi le dinamiche del potere, la “magia” del potente che imponendo le mani può muovere i suoi “sottoposti” e quindi la logica della corruzione che è sempre abuso di potere delegato per fini privati.

Seduti nel piazzale d’ingresso della Certosa si pongono e si risponde alle prime domande; che cos’è la corruzione? quali sono gli attori compresi all’interno del processo corruttivo? Quanto costa la corruzione? Qual è la differenza tra Mafia e Corruzione? La corruzione rompe qualcosa, una relazione, un sistema, la fiducia. L’anticorruzione significa invece ricucire, ricucire la fiducia ed il tessuto sociale.

Un discorso complesso, che andrà declinato nei suoi molti aspetti, nei prossimi giorni di campo estivo, nella cornice della Certosa 1515, a pochi chilometri dalla Sacra di San Michele e dai laghi di Avigliana.

Lunedì saranno due gli ospiti d’eccezione; Rapahael Rossi, consulente esperto per la gestione dei rifiuti e Roberto Montà, sindaco di Grugliasco e presidente di Avviso Pubblico.

E dopo un pomeriggio intenso e un preambolo su calcio e corruzione… tutti insieme a guardare la finale del mondiali!

Giulia Bartolini

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Scuola estiva alla Certosa del Gruppo Abele: con la partecipazione sconfiggi la corruzione

30/06/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Questa estate il Gruppo Abele ha scelto un tema unico per la sua scuola estiva: la lotta alla corruzione vista dalla prospettiva della società civile. Assieme a Libera, e contando sull’esperienza della campagna Riparte il futuro, dal 13 al 16 luglio aprirà dunque le porte della Certosa di Avigliana (Torino) ai primi 50 giovani (dai 17 ai 28 anni) che si iscriveranno alla Scuola estiva 2014 “Con la partecipazione sconfiggi la corruzione”.

Il nostro futuro è bloccato nell’incertezza. Studiamo, c’impegniamo sul lavoro, mettiamo in campo le nostre forze migliori ma spesso questo non basta a garantire che le cose cambino. Il mondo di oggi appare governato da disuguaglianze, povertà, ingiustizie e ci domandiamo qual è la causa di tutto. Diventa sempre più difficile immaginare come agire e reagire.
La corruzione è una delle cause più grandi della crisi di oggi. E’ quel “malecomune” che ruba il “bene comune”. Un sistema dove vince chi corrompe e chi viene corrotto è un sistema che crea disuguaglianze, genera povertà, ruba il futuro, crea un modello economico non sano e che premia il furbo. Più corruzione significa meno equità, meno giustizia sociale, meno investimenti economici capaci di generare sviluppo per tutti, minori e più scadenti servizi. Aumenta la sfiducia verso chi ci rappresenta e diminuisce la partecipazione. Bisogna fermare questa spirale. Lev Tolstoj ha scritto che “se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono fare lo stesso”. Dobbiamo metterci insieme, sapere come fare, organizzarci, imparare a essere cittadini attivi.

Attraverso questo percorso, i partecipanti conosceranno le storie delle vittime della corruzione, gli immaginari connessi al fenomeno e i fattori fondamentali per la sua legittimazione sociale e culturale. Potranno comprenderne articolazione e complessità. Soprattutto acquisiranno gli strumenti di partecipazione e di azione civile da mettere in pratica per diventare un cittadino partecipe e promotore della cultura dell’integrità.

Da un lato, quindi, la corruzione che divide e distrugge il bene di tutti, dall’altro la corresponsabilità che ricostruisce e ci rende cittadini partecipi. Tu da che parte stai?

Interverranno: Luigi Ciotti, Lucia Bianco, Michele Gagliardo, Alberto Vannucci, Nerina Dirindin, Laura Ghisellini, Leonardo Ferrante, Mauro Maggi, Francesco Caligaris, Maria Rosa Chiavero, Elisabetta Bosio.

Iscriviti fin da subito: i posti sono limitati!

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Per informazioni e iscrizioni:

Tel. 011 3841083 – cell. 331 5753858
segr.areafgs@gruppoabele.org


Contro il dilagare delle tangenti chiediamo trasparenza, monitoraggio civico e tutela per chi denuncia. Anche in Italia il modello del FOIA

12/06/2014 - in corruzione, trasparenza

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Contro la corruzione i cittadini vogliono e possono fare la loro parte, come dimostrano le oltre 520.000 adesioni alla campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele: occorre potenziare il ruolo della società civile, che la Legge 190/12 prevede, affinché si concretizzi il monitoraggio civico e sia possibile esercitare il “diritto di conoscere”. Perché il primo antidoto alle tangenti è la trasparenza. Le norme ci sono, come il decreto 33/2013, ma sono disattese. Si tratta di attuarle sul modello del Freedom of Information Act (FOIA). La trasparenza non deve essere vista come un compito burocratico: è uno strumento di coinvolgimento della cittadinanza che attraverso l’accesso civico deve garantire il monitoraggio di tutte le fasi delle grandi opere, dall’ideazione alla realizzazione”. In vista del Consiglio dei Ministri che dovrebbe prevedere un primo pacchetto anticorruzione, Libera rilancia alcune proposte per dare vita, insieme al rafforzamento dell’Anac, all’ introduzione di delitti come il falso in bilancio e l’autoriciclaggio e alla riduzione delle stazioni appaltanti (oggi oltre 33mila), a un vero e proprio sistema anticorruzione nel nostro Paese.

Per monitorare davvero è fondamentale promuovere la denuncia degli illeciti a cui si assiste, il cosiddetto whistleblowing, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni: denunciare episodi di corruzione significa ristabilire quel patto sociale che corrotto e corruttore hanno spezzato. Vanno definite meglio le scarne norme in merito previste dalla legge e all’Anac vanno affidati compiti anche come Autorità per il whistleblowing. Su questi temi l’ltalia può giocare un ruolo importante nel semestre di presidenza dell’Unione europa, a cominciare dalla promozione di una direttiva comunitaria sul whistleblowing. È lo stesso impegno che hanno assunto anche i 22 europarlamentari italiani che hanno aderito alla petizione promossa da Riparte il futuro e che insieme ai loro colleghi “braccialetti bianchi” di altri paesi dell’Ue daranno vita al primo intergruppo contro la corruzione e le mafie.

FIRMA ADESSO LA PETIZIONE DI LIBERA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE >>

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Luigi Ciotti: “Mi sono stupito di chi si è stupito per le inchieste sul Mose o sull’Expo”

10/06/2014 - in corruzione

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(ANSA) – AVIGLIANA, 10 GIU – “Mi sono stupito di chi si è stupito per le inchieste sul Mose o sull’Expo. Certe cose succederanno sempre fino a quando non ci sará una legge completa sulla corruzione pubblica”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Gruppo Abele e di Libera, intervenendo alla presentazione del bilancio di sostenibilità del gruppo Unipol. “Certe persone – ha aggiunto – si inventano tutto, hanno dei bravi professionisti al loro servizio. Per questo servono leggi con norme chiare, categoriche, senza sconti”.

FIRMA LA CAMPAGNA DI LIBERA E GRUPPO ABELE PER CHIEDERE UNA LEGGE EFFICACE CONTRO LA CORRUZIONE ORA >>

Prima l’Expo 2015 a Milano, ora il Mose a Venezia. Non c’è più tempo serve una terapia d’urto: vogliamo ora l’introduzione di una legge seria anticorruzione.

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Salone del Libro di Torino: vi aspettiamo a firmare per la trasparenza delle elezioni allo stand Edizioni Gruppo Abele

08/05/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Anche quest’anno la casa editrice Edizioni Gruppo Abele sarà presente al Salone internazionale del Libro di Torino. Per i quattro giorni di Salone (8-12 maggio), sarà possibile informarsi sulla campagna promossa insieme a Libera contro la corruzione “Riparte il Futuro – Restarting the Future” e firmare la petizione che chiede trasparenza ai candidati alle prossime elezioni direttamente allo stand n. H105, al Padiglione numero 02.

Inoltre le Edizioni Gruppo Abele contribuiranno ad arricchire il programma del Salone con incontri e laboratori dedicati al tema di quest’anno – “il Bene” – in linea con la vocazione propria del Gruppo fondato da don Ciotti, fin dalla sua nascita nel 2010.

Venerdì 9 maggio alle ore 11 Giovanni De Luna, Loredana Lipperini e Marco Revelli insieme ai curatori della Grammatica dell’indignazione, interverranno nel tentativo di tracciare un percorso volto a trasformare l’energia dell’indignazione in proposte costruttive che conducano da qualche parte.

Alle ore 16, Serge Latouche sarà allo stand della casa editrice per firmare le copie del libro-conversazione sulla decrescita, firmato con Daniele Pepino “Fine Corsa”.

Sabato 10 maggio, alle 13, don Luigi Ciotti, insieme ai curatori dell’Atlante delle dipendenze, presenta questo ricco “atlante” dell’umano “dipendere”, con circa 100 voci, come strumento pratico per delineare i contorni di un universo non solo così eterogeneo ma anche così ampio.

e altro ancora…

Vi aspettiamo allo stand!


Sanità: quali tagli? Cominciamo dallo spreco dell’opacità e della corruzione

07/04/2014 - in corruzione

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ospedale-corsia-barella“Sanità e pensioni sono i principali capitoli di spesa del bilancio. Tutti sappiamo che contengono ampie sacche di spreco. Adesso vanno rimosse”. Enrico Marro conclude così il suo editoriale, incentrato sul taglio della spesa pubblica, sul Corriere della Sera di oggi.

Si definiscono “doppiamente gravi gli sprechi in sanità, perché tolgono risorse preziose che potrebbero essere impiegate per migliorare un servizio fondamentale che, in tante parti d’Italia, è a livelli ancora inaccettabili”.

“La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario – sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori di Riparte il futuro nel comunicato che ha accompagnato l’uscita dei dati sul monitoraggio legato alla trasparenza - prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c’è dubbio – continua la nota – che l’opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande”.

L’articolo del Corriere continua citando il “rapporto del commissario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, secondo cui “l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Prodotto interno lordo è salita dal 5,7% del 2000 al 7,1% del 2013”.

Dal 2009 le uscite non crescono più, essendosi fermate intorno a 111 miliardi di euro l’anno, ma il peso sul Pil, dice il commissario, deve scendere se l’Italia vuole riuscire a ridurre le tasse. Si può fare, a partire dall’applicazione di criteri uniformi negli acquisti (costi standard), dalla famigerata siringa agli appalti più importanti. E invece, proprio a causa della gestione inefficiente della Sanità, metà delle Regioni sono commissariate, col risultato che i cittadini pagano pesanti addizionali Irpef per coprire i buchi di bilancio.

Il tutto mentre il 50% degli assistiti e il 70% delle ricette sono esenti dal pagamento del ticket, con punte dell’86% nel Sud. Uno spreco inaccettabile ai danni degli onesti: prestazioni regalate agli evasori mentre c’è chi non ha i soldi per andare dal dentista”.


“Con la partecipazione sconfiggi la corruzione”: aperte le iscrizioni alla scuola estiva del Gruppo Abele

31/03/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Questa estate il Gruppo Abele ha scelto un tema unico per la sua scuola estiva: la lotta alla corruzione vista dalla prospettiva della società civile. Assieme a Libera e contando sull’esperienza della campagna Riparte il futuro, dal 13 al 16 luglio aprirà dunque le porte della Certosa di Avigliana (Torino) ai primi 50 giovani (dai 17 ai 28 anni) che si iscriveranno alla Scuolaestiva 2014 “Con la partecipazione sconfiggi la corruzione”.

Il nostro futuro è bloccato nell’incertezza. Studiamo, c’impegniamo sul lavoro, mettiamo in campo le nostre forze migliori ma spesso questo non basta a garantire che le cose cambino. Il mondo di oggi appare governato da disuguaglianze, povertà, ingiustizie e ci domandiamo qual è la causa di tutto. Diventa sempre più difficile immaginare come agire e reagire.
La corruzione è una delle cause più grandi della crisi di oggi. E’ quel “malecomune” che ruba il “bene comune”. Un sistema dove vince chi corrompe e chi viene corrotto è un sistema che crea disuguaglianze, genera povertà, ruba il futuro, crea un modello economico non sano e che premia il furbo. Più corruzione significa meno equità, meno giustizia sociale, meno investimenti economici capaci di generare sviluppo per tutti, minori e più scadenti servizi. Aumenta la sfiducia verso chi ci rappresenta e diminuisce la partecipazione. Bisogna fermare questa spirale. Lev Tolstoj ha scritto che “se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono fare lo stesso”. Dobbiamo metterci insieme, sapere come fare, organizzarci, imparare a essere cittadini attivi.

Attraverso questo percorso, i partecipanti conosceranno le storie delle vittime della corruzione, gli immaginari connessi al fenomeno e i fattori fondamentali per la sua legittimazione sociale e culturale. Potranno comprenderne articolazione e complessità. Soprattutto acquisiranno gli strumenti di partecipazione e di azione civile da mettere in pratica per diventare un cittadino partecipe e promotore della cultura dell’integrità.

Da un lato, quindi, la corruzione che divide e distrugge il bene di tutti, dall’altro la corresponsabilità che ricostruisce e ci rende cittadini partecipi. Tu da che parte stai?

Interverranno:

Luigi Ciotti, Lucia Bianco, Michele Gagliardo, Alberto Vannucci, Nerina Dirindin, Laura Ghisellini, Leonardo Ferrante, Mauro Maggi, Francesco Caligaris, Maria Rosa Chiavero, Elisabetta Bosio.

Iscriviti fin da subito: i posti sono limitati!

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Tel. 011 3841083 – cell. 331 5753858
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Vota il Gruppo Abele, promotore di Riparte il futuro

09/01/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Il Gruppo Abele, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti che insieme a Libera promuove  ‘Riparte il futuro’, è tra quelle selezionate nella rete di solidarietà “Il Mio Dono” di Unicredit, per sostenere le organizzazioni no profit mediante donazione online. Il 13 gennaio scade il tempo per votare sul sito le associazioni che dovranno suddividersi, in proporzione ai voti, il finanziamento di 200.000 euro messo in palio da Unicredit.

Con il ricavato il Gruppo Abele intende sostenere la Drop House, una struttura di incontro e accoglienza per mamme e bimbi del quartiere periferico Barriera di Milano, a Torino.

Come fare per votare?

1) Clicca qui

2) Nel riquadro azzurro clicca su “Vota questa organizzazione”

3) seleziona la modalità che preferisci (via mail, via facebook o con la carta de “Ilmiodono”, ricorda, se voti tramite mail di accedere al tuo account e confermare il tuo click!)

GRAZIE!

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Imprenditori di domani. A scuola di integrità al Gruppo Abele

23/12/2013 - in corruzione

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“Se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono fare lo stesso”, diceva Lev Tolstoj. Una frase perfetta per descrivere l’obiettivo della campagna Riparte il futuro: mettere insieme tutte le parti sane dell’economia, delle istituzioni, della società civile, per sconfiggere la corruzione e generare quel cambiamento in grado di risvegliare le coscienze, l’economia e la cultura del nostro Paese.

Proprio con questo spirito lo scorso 20 dicembre Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna, ha tenuto al Gruppo Abele di Torino un corso rivolto ai venti  allievi del Master of businnes administration dal titolo “Imprenditoria e integrità: perché è importante tenere la corruzione fuori dalla porta”. La Scuola di alta formazione al management di Torino forma la classe imprenditoriale di domani “investendo sul futuro”, come si legge nel portale. Capire e contrastare il problema corruzione – lo sappiamo bene – è condizione indispensabile per guardare al futuro, da qui l’interesse della scuola alle attività della campagna promossa da Libera e Gruppo Abele.

Sappiamo infatti quali sono i costi economici della mancanza di legalità sul sistema-Paese: più disoccupazione giovanile, meno fondi destinato a ricerca e sviluppo, meno investimenti dall’estero, servizi in crisi (e per questo Riparte il futuro ha lanciato la campagna per promuovere la tutela del servizio pubblico di tutela della salute). A questi costi economici corrispondono effetti istituzionali e culturali ugualmente devastanti: sfiducia nei confronti delle istituzioni, mancanza di partecipazione democratica, diffusione della cultura del “tutto e subito”.

Gli allievi sono stati stimolati su tre concetti chiave che Riparte il futuro rivolge a tutto il mondo imprenditoriale italiano:

1. La corruzione non conviene mai: nel medio e lungo periodo ne perde anche chi oggi crede di ottenerne un vantaggio, perché si troverà alle prese con un sistema asfittico.
2. Se si entra nel circuito della corruzione, si diventa ricattabili per sempre.
3. Un sistema che premia diritto e merito è quello in cui non si fa uso della corruzione, che resta “l’arma dei mediocri” cioè di chi non può contare sul proprio valore ma solamente sugli accordi occulti.

Ci auguriamo che questi ragazzi continuino sul percorso intrapreso, per diventare una classe dirigenziale sana, forte, in grado di garantire al nostro Paese legalità e sviluppo economico.

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