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I paid a bribe: dall’India un portale per la segnalazione di episodi di corruzione

22/09/2014 - in dall'estero

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Il 54% dei cittadini indiani ha dichiarato nel 2010 di aver pagato una tangente: è l’anno nel quale è nato il sito «I Paid a Bribe». Si tratta di numeri impressionanti, resi disponibili da una piattaforma che registra in forma anonima tanti casi, grandi e piccoli, di richiesta o pagamento di tangenti in India.

Il sito ha fatto 4,5 milioni di visite complessive in 4 anni. Un impegno che vuole far emergere un fenomeno, quello della corruzione anche piccola (petty corruption, come viene chiamata a livello internazionale), in tutta la sua gravità.

La scommessa per i fondatori del sito, come si evince da un’intervista apparsa su La stampa, è che “più si condivideranno le esperienze, più saranno disincentivati simili comportamenti”. Una tesi da dimostrare, perché non è detto che basti far emergere il fenomeno per creare un’alternativa. Il rischio di questa proposta è che la cosa finisca lì, con una semplice segnalazione, senza che seguano investigazioni di polizia o azioni da parte di uffici pubblici in cui l’episodio avviene.

La denuncia è importante e va incoraggiata, ma da sola rischia non produrre gli effetti sperati e anzi di generare sfiducia sociale senza generare una concreta reazione. Accompagnarla con la presa di responsabilità da parte di soggetti pubblici e privati, di forze di polizia, del livello politico affinché ci si doti di una legge efficace, è il passo necessario per passare dalla protesta alla proposta.

E in Italia, dove la piccola corruzione è molto meno frequente rispetto all’India, avrebbe senso dotarsi di questi sistemi? E in che termini? RACCONTACI COSA NE PENSI NEI COMMENTI:

Leonardo Ferrante