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Riparte il futuro a Radio Sapienza

23/07/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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la_SapienzaLa corruzione, si sa, tocca tutti i settori della vita pubblica e privata di un Paese. In autunno Riparte il futuro parlerà di scuola e di università. Nel frattempo Radio Sapienza, la web radio della principale università di Roma, ha voluto saperne di più e stamattina la campagna di Libera e Gruppo Abele si è raccontata in diretta per l’ultima puntata di Post-it, programma di approfondimento politico e attualità, in onda sulle frequenze di Radio Sapienza, la radio ufficiale dell’Università di Roma. Durante il programma gli speaker hanno chiesto ad Angela Gennaro, campaigner di Riparte il futuro, quali fossero gli obiettivi raggiunti da Riparte il futuro dopo un anno e mezzo di campagna e i progetti futuri. Ascolta lo streaming dell’intervista:


Guido Scorza: “Se avessi indietro i soldi che lo Stato perde in corruzione li investirei in startup”

09/04/2014 - in corruzione

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Guido-Scorza

Guido Scorza è un avvocato, giornalista, docente di ricerca informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie presso l’Università di Bologna, La Sapienza, la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e l’European School of Economics. Collabora con diverse testate tra cui L’Espresso, Wired.it, PC Magazine, Internet Magazine. Sul suo blog guidoscorza.it si occupa principalmente di internet, diritto e politica dell’innovazione.

Tra le voci più interessanti della rete, Guido Scorza ha deciso di sostenere la battaglia contro la corruzione Riparte il futuro e in questa intervista ci racconta perché lo ha fatto:

Di cosa ha bisogno l’Italia per ripartire?
Ognuno ha la sua ricetta e ciascuno, naturalmente, guarda al futuro dal suo punto di vista. Considerata la situazione nella quale ci troviamo, sbaglierebbe chiunque credesse di avere la ricetta migliore di quella degli altri e di poter fare da solo. Serve condivisione democratica degli obiettivi primi e delle soluzioni poi.

Che Paese vogliamo essere? In che Paese vogliamo veder crescere i nostri figli? E quali strade ci sono per raggiungere questo obiettivo?
Sono i cittadini a dover scegliere. Siamo noi. Sono scelte troppo importanti per essere assunte da chicchessia sulla base di una delega “in bianco” o quasi. Dal mio punto di vista – un angolo di visuale certamente parziale come quello di tanti – serve investire nella creatività, premiare, davvero, il merito e l’originalità. Serve una “scossa generazionale e digitale”. Non possiamo perder tempo a trasformare ciò che abbiamo. Dobbiamo ripensare radicalmente le dinamiche di governo prima e di attuazione delle linee di governo poi, sfruttando quanto più possibile internet e il digitale. Sono tecnologie rivoluzionarie. Se procedessi per tag direi: trasparenza, e-democracy, governo aperto, innovazione, digitale, giovani.

L’Italia è 69esima al mondo per livello di corruzione percepito secondo la classifica di Transparency International. Tu che percezione hai della corruzione nel nostro Paese?
La corruzione, qui, è regola di sistema, non è patologia. La clientela ed il privilegio piacciono a tutti, cittadini inclusi anche se, ovviamente, ciascuno poi critica certe “abitudini” quando privilegiano altri in suo danno. Dobbiamo dircelo francamente perché fino a quando continuiamo a pensare che la corruzione sia una cattiva abitudine solo di alcuni che vivono nel Palazzo, rischiamo di non afferrare la gravità del fenomeno. Tanti, troppi, per non dire tutti “corrompono” o si lasciano corrompere in forme diverse ed a livelli differenti.
Qualcuno per lavorare o far lavorare i propri figli. qualcuno solo per aprire una finestra che non potrebbe aprire a casa sua, qualcuno per avere un biglietto gratis allo stadio e qualcuno per poter contare su un parcheggio riservato sotto casa. Poi, certamente, esistono forme più odiose e gravi di corruzione nel Palazzo: chi si vende la fiducia degli elettori per qualche sacco di monete d’oro o chi, per le stesse monete d’oro, sceglie di gestire la cosa pubblica come se fosse propria.

Dicci tre priorità per affrontare il problema corruzione in Italia.
Investire nell’educazione alla legalità. Rifuggire dalla ricerca del privilegio ad ogni costo quando ciò significa prevaricare i diritti di qualcun altro è una cosa che o si impara a scuola o in famiglia. Poi non si impara più. Son figlio di due magistrati ed ho acquisito – con i miei limiti (guai a sentirmi in grado di scagliare la prima pietra) la cultura della legalità quasi per osmosi. Famiglia ed educatori hanno la repsponbilità più grande in questa partita.
Investire in trasparenza: se la PA diventa di vetro, la tentazione di rubare diventa di pochi perché i più temeranno, almeno, il giudizio dell’opinione pubblica. E’ indispensabile.
Punire corrotti e corruttori nel rispetto delle garanzie del processo ma in modo esemplare. Se prima si corrompe o ci si lascia corrompere e poi si conservano i privilegi, tutto sommato, l’idea che si instaura è che sia un po’ come non pagare, per prassi, il biglietto dell’autobus:per una volta che il controllore ti “becca”, ce ne sono, comunque, dozzine in cui hai risparmiato ed alla fine ti è convenuto.

La disoccupazione giovanile è alle stelle e la corruzione incide su questo dato perché penalizza meriti e talenti, sottrae opportunità e diminuisce la fiducia degli investitori soprattutto stranieri: cosa ne pensi?
Merito, merito, merito! E’ l’unica ricetta possibile. L’università va smantellata ed i “baroni” devono essere mandati in pensione con disonore. Hanno arrecato un Paese un danno inesumabile: hanno spento la fiducia e la voglia di scommettere delle nuove generazioni. E da lì che dobbiamo ricominciare.

Un dato sommario della Corte dei Conti indica che ogni anno la corruzione erode 60 miliardi alle casse dello Stato, a cui si sommano costi indiretti non quantificabili. Come pensi che l’Italia dovrebbe impiegare quel denaro se lo avesse a disposizione?
Educazione alla legalità, innovazione, ricostruzione del “sistema Stato”. Inutile investirli in iniziative di breve periodo anche se ad alto impatto elettorale. Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma sistemico.

E tu, se riavessi indietro i tuoi 1.000 euro all’anno, come li vorresti utilizzare?
Crowdfunding. Se avessi indietro i soldi che lo Stato perde in corruzione li investirei, insieme a tanti altri, per finanziare una startup innovativa di talento e scommettere sui più giovani e sull’innovazione.

Perché hai deciso di firmare Riparte il futuro?
Perché credo che il futuro riparta dal basso e debba essere necessariamente “condiviso”, anche e soprattutto in Rete.

Cosa vuoi dire alle circa 460.000 persone che hanno firmato Riparte il futuro?
Siamo tanti, ma possiamo essere di più e dobbiamo crescere se vogliamo provarci davvero.

 


Roger Abravanel su corruzione, giustizia e economia: “rispettare le regole conviene”

28/05/2013 - in corruzione

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Abbiamo intervistato Roger Abravanel, ingegnere, manager e scrittore, sui temi centrali della campagna Riparte il futuro: corruzione e trasparenza. Gli abbiamo chiesto in che modo i problemi della giustizia italiana influiscano sulla mancata crescita economica, facendo riferimento alle tesi sostenute nella sua trilogia edita da Garzanti (“Meritocrazia” “Regole” “Italia, cresci o esci!”).
“Rispettare le regole conviene” – sostiene l’editorialista del Corriere della Sera – “perché l’economia si è sviluppata quando delle regole sono state create e rispettate”.
Guarda il video e firma la petizione contro la corruzione:

 


Serena Pellegrino “Ho postato la mia adesione su Facebook e finché non portiamo a casa il risultato non si muoverà da lì”

14/05/2013 - in corruzione

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Serena pellegrino, deputato Sel, spiega le ragioni della sua adesione a Riparte il futuro. “Ho aderito immediatamente e ho postato su Facebook. La foto è ancora lì dopo 50 giorni e finché non portiamo a casa il risultato della legge non si muoverà da lì”.
Assieme a altri 350 parlamentari, Serena Pellegrino è impegnata nella modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, uno dei 5 punti sottoscritti con l’adesione alla campagna.


Corruzione, declino e speranza: intervista con l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, e Annalisa Piras regista di “Girlfriend in a coma”

13/05/2013 - in corruzione

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Bill Emmott, ex direttore della prestigiosa rivista The Economist; Annalisa Piras, regista. Insieme hanno girato Girlfriend in a coma, documentario sul declino dell’Italia e al tempo stesso sulle speranze di questo Paese. Li abbiamo incontrati ed intervistati per parlare insieme di futuro, di economia, di idee per contrastare la corruzione.

In un numero speciale sull’Italia, l’Economist sosteneva che sarebbero stati l’ingegno e la creatività tipica degli italiani a salvarci dal declino. Ci crede ancora?

Che cosa l’ha spinta a fare questo documentario?

Negli ultimi 10 anni l’Italia non è cresciuta e in molti pensano che non crescerà nemmeno nei prossimi 10…

Quanto pesa a suo avviso il problema della corruzione nel declino economico italiano?

Qual’è il peso della corruzione nella percezione dell’immagine negativa del nostro Paese all’estero?

Quali misure trova particolarmente efficaci per contrastare la corruzione?

Partendo dalla sua esperienza giornalistica, quali sono i Paesi che sono stati in grado di contrastare efficacemente la corruzione? In che modo hanno affrontato il problema?

Riparte il futuro è una campagna fatta da associazioni e cittadini attivi. Quanto conta la società civile organizzata?

Secondo lei il Parlamento italiano sarà capace di varare al più presto serie riforme per il bene del Paese?

Lei descrive l’Italia come una fidanzata in coma e testimonia un impegno e un trasporto personale. Cosa la spinge ad appassionarsi così tanto al nostro Paese?


Mario Sberna, braccialetto bianco: “un paese corrotto è un paese che non ha futuro”

09/05/2013 - in corruzione

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Mario Sberna, deputato di Scelta civica, è uno dei parlamentari che hanno aderito alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione.  Nell’intervista che gli abbiamo fatto in occasione dell’assemblea dei Braccialetti bianchi del 7 maggio ha ribadito le sue convinzioni sulla  moralità e sull’etica personale dei parlamentari. Recentemente il deputato ha dichiarato di voletr trattenere per sè solo una parte dello stipendio (2500 euro) e di voler dare il resto in beneficienza.


“Riparte il futuro ci sarà finché ce ne sarà bisogno”

26/03/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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“Cento giorni è l’arco di tempo in cui chiediamo ai parlamentari, nonostante questo momento difficile, di impegnarsi per riformare la legge che disciplina lo scambio elettorale politico mafioso. Proprio per recidere dall’origine questa complicità e seriamente avere un Paese libero dalla corruzione.” Leonardo Ferrante, resposabile scientifico della campagna, racconta i successi di Riparte il futuro alla Giornata della Memoria in ricordo delle vittime delle mafie, che si è tenuta a Firenze lo scorso 16 marzo.
Un progetto che non si fermerà con il raggiungimento del primo traguardo – la modifica del 416 ter – ma che proseguirà proponendo nuove politiche affinché l’Italia si doti di un efficiente apparato contro la corruzione. “Riparte il futuro ci sarà finché ce ne sarà bisogno”.

FIRMA LA PETIZIONE >>

Ecco l’intervista realizzata da VALORIzziamoci


Riparte il futuro a Radio 105: intervista a don Luigi Ciotti

19/02/2013 - in corruzione

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18 febbraio: don Luigi Ciotti nella trasmissione  105 Friends condotta da Tony e Ross su Radio 105 parla di Riparte il futuro.

“Per la prima volta, usando lo strumento del web, i cittadini chiedono ai candidati di giocare a carte scoperte”.

Mancano pochissimi giorni alle elezioni e l’appello di don Ciotti arriva chiaro e forte a tutte le voci mancant: ai candidati che non hanno ancora aderito e a tutti i cittadini perché firmando la petizione facciano sentire la propria voce. Dalla formazione del nuovo governo l’attività di Riparte il futuro passerà a una nuova fase, ancora più operativa, a cominciare dalla modifica dell’art 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso che i Braccialetti bianchi si sono impegnati a potenziare.


Alberto Vannucci su Riparte il futuro: la video intervista

13/02/2013 - in corruzione

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La corruzione non costa ‘solo’ 60 miliardi di euro all’anno, come stimato dalla Corte dei conti. Il Prof. Alberto Vannucci, direttore del Master APC di Pisa per la lotta a corruzione e mafie, pone l’accento sulle conseguenze indirette del fenomeno, che vanno ad aggiungersi all’extracosto economico. Braccialetto bianco al polso, non come candidato ma come sostenitore scientifico di Riparte il futuro, Vannucci spiega come la chiamata alla trasparenza dei candidati alle elezioni sia il primo passo di un grande progetto di sensibilizzazione e azione contro l’emergenza corruzione in Italia.
Alberto Vannucci  è autore dell’Atlante della Corruzione, il vademecum della campagna, edito da EGA – Edizioni Gruppo Abele.


Il ministro Renato Balduzzi: “È importante che ‘Riparte il futuro’ raccolga più candidati possibile”

07/02/2013 - in corruzione

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Il ministro della salute Renato Balduzzi è stato uno tra i primi ad aderire a Riparte il futuro. Ha infatto accettato di pubblicare online, in occasione del lancio della campagna, il proprio CV, il reddito e il patrimonio e la dichiarazione della propria situazione giudiziaria e dei conflitti di interesse, diventando un Braccialetto bianco.

“La corruzione non è accettabile, da nessun punto di vista. La Costituzione della Repubblica italiana richiede che coloro ai quali sono affidate funzioni pubbliche, le svolgano con disciplina e onore. Nella disciplina e nell’onore c’è evidentemente una incompatibilità totale con qualunque fenomeno di corruzione”, ha dichiarato il ministro alla redazione di Alessandria News.


Rai News 24: Francesca Rispoli presenta Riparte il futuro

26/01/2013 - in corruzione

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Francesca Rispoli, direttrice di Libera, presenta la campagna su Rai News 24.

“La campagna si rivolge a tutti i candidati di tutti gli schieramenti politici a cui chiediamo di prendersi un impegno in fase di campagna elettorale.”