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“Il patto scellerato tra funzionari infedeli e rappresentanti politici”. Così Scalfarotto sugli arresti per concussione a Foggia

04/04/2014 - in corruzione

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ivan_scalfarottoIl problema della corruzione in Italia tocca diversi ambiti. Uno dei più colpiti è la politica stessa che tarda nel fornire allo Stato un’arma utile a contrastare il fenomeno.

Ne è un chiaro esempio quel che è sucesso ieri a Foggia, dove gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato per concussione e tentata concussione un dirigente del Comune, Fernando Biagini, 52 anni, un consigliere comunale, Massimo Laccetti, 43 anni, e un imprenditore, Adriano Bruno, 46 anni. I primi due sono finiti in carcere, mentre l’imprenditore è agli arresti domiciliari.

Non possiamo dimenticare che Foggia è la città di Francesco Marcone, funzionario dell’Ufficio del registro che il 22 marzo 1995 denunciò truffe di cui venne a coscenza e 9 giorni dopo fu ucciso, per ragioni non accertate in tribunale.

Sul fatto è intervenuto il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, di origini foggiane, ammettendo che “Nelle accuse formulate, emerge un meccanismo tristemente noto nei funzionamenti e nei malfunzionamenti della pubblica amministrazione: quello del patto scellerato tra funzionari infedeli e rappresentanti politici per estorcere indebite dazioni alle imprese del territorio. Un sistema criminoso e criminogeno la cui eradicazione non può essere affidata solo alla repressione, ma ad un’oculata azione di controllo e prevenzione.“

Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno “i tre arrestati, con ruoli differenti – Biagini nelle sue funzioni di dirigente comunale e gli altri due quali intermediari – avrebbero costretto un imprenditore edile locale (che è stato anche vittima di intimidazioni, comunque non contestate nel provvedimento) a versare una tangente di 80mila euro in contanti per chiudere il contratto per la realizzazione di un immobile da adibire a sede di uffici giudiziari. La tangente sarebbe stata pagata in tre tranche di 50mila euro, cinquemila euro e 25mila euro. Lo stesso imprenditore sarebbe stato vittima di un tentativo di concussione”.

È convinzione degli inquirenti che gli indagati avrebbero rivolto analoghe richieste, in un recente passato, “ad un numero molto elevato di imprenditori e in molte occasioni, secondo gli investigatori, le somme sono state effettivamente pagate. Gli inquirenti auspicano quindi che le eventuali vittime di questo sistema si facciano avanti riferendo particolari utili all’accertamento della verità”.


Ivan Scalfarotto: “La corruzione è un cancro che va estirpato se vogliamo davvero ripartire”

15/05/2013 - in corruzione

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Ivan Scalfarotto, deputato Pd, ha aderito insieme a altri 350 parlamentari alla campagna Riparte il futuro impegnandosi a modificare la normativa sullo scambio elettorale politico-mafioso come primo passo della battagia contro la corruzione. Mentre il governo si prepara ad affrontare l’emergenza crisi, molti dei parlamentari con braccialetto bianco fanno notare come la lotta alla corruzione non sia una questione slegata dai problemi economici. Al contrario: si tratta di un punto vincolante per far ripartire il paese, come sostiene Ivan Scalfarotto.

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