Articoli con il tag “leggi anticorruzione

Si comincia così: Pietro Grasso ha presentato il primo DDL su corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e autoriciclaggio

16/03/2013 - in corruzione

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“Nel mio primo giorno al Senato ho depositato un Disegno di Legge contro la corruzione, il voto di scambio, il falso in bilancio e l’autoriciclaggio. Il Paese non può attendere oltre: la corruzione ha un costo economico e sociale altissimo, altera il mercato, deprime gli investimenti e lascia ampi spazi di manovra alla criminalità, soprattutto in un periodo di crisi profonda come quello che stiamo attraversando”, afferma Pietro Grasso, Senatore eletto per il Partito Democratico, commentando il suo primo giorno, già operativo, della XVII legislatura.

Aggiunge inoltre che “la proposta presentata oggi ha al suo interno anche la riforma dell’articolo sul voto di scambio politico-mafioso così come richiesto da Libera e dal Gruppo Abele con la campagna “Riparte il futuro”, che ha raccolto l’adesione di 276 parlamentari e più di 161 mila cittadini. Invito quindi tutti i miei colleghi con il braccialetto bianco a firmare con me il Disegno di Legge e tutti i cittadini che vorranno approfondire la proposta a lasciare i loro commenti e osservazioni sul sito www.piattaformaperlagiustizia.it”.

Il segno lasciato da Riparte il futuro, in questi mesi di raccolta firme e di raccolta adesioni di candidati che poi sono stati eletti (276 su 878), è tangibile nelle parole di Pietro Grasso.  Il senatore è stato ha sottoscritto a gennaio i 5 impegni richiesti dalla petizione e ha indossato il braccialetto bianco con la scritta #100giorni simbolo dell’iniziativa in varie occasioni pubbliche.
Dopo aver rispettato 4 punti di trasparenza in campagna elettorale, tutti i cosiddetti ‘Braccialetti bianchi’ si sono impegnati a modificare entro 100 giorni dall’inizio dell’attività parlamentare il 416 ter, la norma in vigore sul voto di scambio politico-mafioso, che Grasso affronta appunto nel suo Disegno di Legge.
Come a dire: i 100 giorni di Riparte il futuro non sono ancora iniziati (il via del countdown sarà presto annuniciato) ma non c’è tempo per perdere tempo.

Il neo Senatore conclude “Appena entrato in Senato ho visto che sul soffitto sono affrescate quattro parole: giustizia, diritto, fortezza e concordia. Hanno ispirato da sempre la mia vita e il mio lavoro, spero varrà lo stesso per i miei colleghi, di tutti gli schieramenti. Il Paese ha bisogno di risposte rapide”.

QUI IL TESTO COMPLETO DEL DISEGNO DI LEGGE >>


Siamo a un passo dal successo, ma senza un governo non possiamo combattere la corruzione

11/03/2013 - in corruzione

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ciotti
276 parlamentari di ogni schieramento hanno aderito alla campagna contro la corruzione di Riparte il futuro. Un terzo del Parlamento: un ottimo risultato per intervenire, seriamente e una volta per tutte con l’appoggio di buona parte di Camera e Senato, alla legge anticorruzione.
Siamo a un passo da questa grande conquista, ma senza un governo tutto verrà rinviato, chissà a quando, vanificando gli sforzi fatti.
Per questa ragione don Luigi Ciotti, fondatore di Gruppo Abele e presidente di Libera, assieme ad altre personalità della società civile, ha aderito ad un appello a sostegno di un governo di alto profilo che possa dar esito alla speranza di rinnovamento espressa dagli italiani alle urne.
La nostra campagna sostenuta da oltre 150.000 firme si sostiene su un’idea precisa: senza corruzione riparte il futuro. Ma senza un governo sfugge qualsiasi possibilità di crearlo, questo futuro, operando di conseguenza i necessari cambiamenti.

Di seguito il testo dell’appello.

Mai, dal dopoguerra a oggi, il Parlamento italiano è stato così profondamente rinnovato dal voto popolare. Per la prima volta i giovani e le donne sono parte cospicua delle due Camere. Per la prima volta ci sono i numeri per dare corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato. Sarebbe grave e triste che questa occasione venisse tradita, soprattutto in presenza di una crisi economica e sociale gravissima.
Noi chiediamo, nel nome della volontà popolare sortita dal voto del 24-25 febbraio, che questa speranza di cambiamento non venga travolta da interessi di partito, calcoli di vertice, chiusure settarie, diffidenze, personalismi. Lo chiediamo gentilmente, ma ad alta voce, senza avere alcun titolo istituzionale o politico per farlo, ma nella coscienza di interpretare il pensiero e le aspettative di una maggioranza vera, reale di italiani. Questa maggioranza, fatta di cittadine e cittadini elettori che vogliono voltare pagina dopo vent’anni di scandali, di malapolitica, di sperperi, di prepotenze, di illegalità, di discredito dell’Italia nel mondo, chiede ai suoi rappresentanti eletti in Parlamento, ai loro leader e ai loro portavoce, di impegnarsi fino allo stremo per riuscire a dare una fisionomia politica, dunque un governo di alto profilo, alle speranze di cambiamento.
Michele Serra
Roberto Benigni
don Luigi Ciotti
Oscar Farinetti
don Andrea Gallo
Lorenzo Jovanotti
Carlo Petrini
Roberto Saviano
Salvatore Settis
Barbara Spinelli


In Parlamento sono 274 i braccialetti bianchi contro la corruzione. Nella fase di impasse l’impegno preso con Riparte il futuro è il primo tema d’incontro tra partiti

06/03/2013 - in corruzione

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parlamento

Alla viglilia delle elezioni ci eravamo lasciati con un numero e un impegno: 878 candidati trasparenti – aderenti alla campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele – disposti a perseguire la lotta alla corruzione in Parlamento, qualora eletti.
Il risultato delle elezioni dimostra come la richiesta dei 155.000 cittadini che hanno firmato la petizione dal 16 gennaio ad oggi rispecchi un bisogno diffuso dell’elettorato italiano: sono ben 274 i parlamentari trasparenti che occuperanno il 30% delle poltrone di Camera e Senato, su tutto l’arco parlamentare. Un fronte trasversale, munito di braccialetto bianco al polso come simbolo dell’impegno preso, che dovrà guidare all’interno delle Istituzioni la lotta alla corruzione: a cominciare  dalla riforma art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, entro i primi 100 giorni di governo.
Per schieramento politico sono: Partito Democratico 66,1% (181 parlamentari), Movimento 5 stelle 15% (41), SEL 13,1% (36), Scelta Civica con Monti 2,6% (7), PDL 1,5% (4), SVP 0,7% (2), Fratelli d’Italia, Centro Democratico, Lega Nord 0,4% (1).

C’è dunque un tema su cui esiste già un consenso trasversale nel nuovo parlamento che andrà a comporsi. Ed è un tema chiave per il fatidico cambio di marcia di cui il Paese ha bisogno, non meno importante di altri impegni legislativi o governativi. La crisi italiana deve non poco alla diffusione del fenomeno corruttivo, definito “sistemico” dalla Corte dei Conti alla presentazione dell’Anno Giudiziario, che incide fortemente sulla situazione economica – erodendo opportunità di lavoro soprattutto per i giovani (secondo i dati Istat a gennaio la disoccupazione under 24 è arrivata al 38,7%, il dato peggiore dal 1992) – e che mina la fiducia nelle Istituzioni e la tenuta sociale e politica del Paese. Solo una buona legge capace di prevenire e contrastare la corruzione può far riparte il futuro dell’Italia.

La riforma sul riordino della disciplina della trasparenza del 15 febbraio (ultimo atto del governo Monti) ha segnato un altro successo per Riparte il futuro istituendo l’obbligatorietà di due dei quattro impegni di trasparenza richiesti ai candidati nella prima fase della campagna: pubblicazione del curriculum vitae e della situazione patrimoniale e reddituale per tutti gli organi di indirizzo politico (gli altri due impegni sottoscritti dagli 878 candidati trasparenti consistevano nella dichiarazione dei conflitti di interesse e della storia giudiziaria). Ora è venuto il momento di portare in Parlamento la battaglia contro la corruzione.

Si apre adesso la seconda fase durante la quale continueremo a far crescere – con strategie online e offline – il numero di parlamentari che sostengono le istanze portate avanti dalla campagna, dalla riforma della 416 ter a un pacchetto di altre proposte che rendano la normativa italiana anticorruzione efficace e al passo con gli standard europei.

In questo periodo di impasse politica, la lotta alla corruzione è il tema d’incontro comune tra parlamentari di diversi schieramenti e la società civile che si è già espressa per un forte rinnovamento nella gestione della cosa pubblica.

Non solo molti giovani, donne e facce nuove dunque – come dimostrano i dati diffusi sull’età media e sulla presenza femminile alle Camere – ma anche un alto tasso di braccialetti bianchi, impegnati in parlamento nella lotta alla corruzione.

Continuiamo a firmare la petizione perché questo appello sia presente, come una costante, nella vita quotidiana dei neoparlamentari.
FIRMA ORA >>

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Quando la crisi dei valori aggrava la crisi economica: chiediamo ai parlamentari di accordarsi sull’anticorruzione

04/03/2013 - in corruzione

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Il nuovo Parlamento dovrà mettere la lotta alla corruzione in cima alla’agenda delle riforme. Anzi, di più: la lotta alla corruzione potrà essere il primo punto di accordo tra le parti, che sembrano ad oggi, per altri versi, fatalmente inconciliabili. Lo si può verificare sui programmi presentati in campagna elettorale e sulla base delle ultime dichiarazioni degli eletti. “Metterei la legge anticorruzione come primo tra gli 8 punti di un ipotetico governo”, ha detto Pierluigi Bersani a Che tempo che fa.
Tra le file del Movimento 5 Stelle il messaggio è chiaro: “Punto numero uno, la legge anticorruzione“; Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia dichiara che “La grande questione della corruzione va affrontata innanzitutto sul piano culturale e con uno Stato giusto“, mentre il premier uscente Mario Monti conferma a più riprese di voler continuare sulla linea del suo mandato: proprio pochi giorni fa il governo uscente ha approvato una nuova legge sul riordino della trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni.

Gliscandali, le notizie di inchieste e processi, gli allarmi lanciati dalla Corte dei conti e i titoli che occupano le prime pagine dei giornali – “Una nuova tangentopoli” – testimoniano la necessità di prendere l’impegno di petto, sulla scia di questa ondata di cambiamento che parte dall’elettorato: la corruzione rappresenta infatti uno dei maggiori ostacoli alla ripresa economica del Paese.

Per fare il punto sulla situazione italiana – dal punto di vista politico, sociale, economico, culturale – si può consultare il Report NIS 2011 – Sistemi di Integrità Nazionale redatto da Transparency International Italia, l’associazione che opera da oltre quindici anni a livello nazionale con l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare cittadini, imprese e Istituzioni sulle cause e i costi della corruzione, diffondendo le misure di prevenzione.
Si legge nell’introduzione al rapporto:

“La fiducia che i cittadini italiani accordano alla propria classe politica, ormai prossima allo zero secondo le ultime rilevazioni dello studio di statistica del professor Mannheimer, pone l’imperativo di una seria riforma dei meccanismi attraverso cui si esplica la sovranità popolare: dal funzionamento dei partiti politici alla legge elettorale, dai meccanismi a garanzia dell’integrità dei governanti agli strumenti che ne consentono un reale controllo da parte dei cittadini. Tutto ciò deve essere ripensato e riformulato seguendo quei criteri di trasparenza, responsabilità e integrità essenziali per ricondurre la sovranità del Paese a chi, di diritto, spetta: i cittadini appunto [...] Speriamo sinceramente che questo Report e le raccomandazioni ivi contenute possano servire almeno in parte a far risollevare la testa al nostro Paese, così che torni a guardare dritto al futuro, lasciandosi finalmente alle spalle la crisi di valori che rende ineluttabile la crisi economica.”

Se anche tu sei convinto che la lotta alla corruzione debba essere il primo punto di incontro del nuovo parlamento firma subito. Siamo quasi 155.000 a chiedere che si passi dalle parole ai fatti, nello stato di emergenza in cui ci troviamo.


È un braccialetto bianco il simbolo dell’impegno contro la corruzione tra i parlamentari

28/02/2013 - in corruzione

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Lo avevamo annunciato online a fine dicembre 2012, sulla pagina in costruzione che sarebbe diventata il sito della campagna Riparte il futuro contro la corruzione in Italia:

“Il nostro simbolo sarà un braccialetto bianco. I politici che sceglieranno di indossarlo dovranno dimostrare l’impegno con i fatti. ”

Ed eccoci qua, a un mese e 10 giorni dal lancio del sito, aspettando che il parlamento trovi i suoi equilibri, con un mesaggio che sta già attraversando il mondo politico da destra a sinistra, senza distinzioni di partito: il braccialetto bianco con la scritta #100giorni. Secondo una prima stima sono circa 200 i candidati eletti tra gli 878 che hanno aderito alla campagna nelle scorse settimane e che hanno accettato di indossare il gadget come simbolo dell’ impegno contro la corruzione. Stiamo aspettando l’assetto definitivo per darvi il numero preciso.
I parlamentari ‘trasparenti’ avrano un tempo di 100 giorni per mettere in pratica il quinto impegno sottoscritto durante la campagna elettorale: modificare, rafforzandolo, l’art. 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso.

Ma il significato racchiuso nel braccialetto non passerà come passano le mode da spiaggia, quando gli ombrelloni si chiudono e la musica finisce. Diventerà al contrario una tendenza duratura che dovrà coinvolgere anche i parlamentari che non hanno ancora aderito, il mondo dell’imprenditoria, del lavoro, dell’Università, per raggiungere uniti l’obiettivo finale: combattere la corruzione che blocca il futuro dell’Italia restituendo al Paese le opportunità di crescita e innovazione e i capitali dissipati in quelle pratiche occulte che premiano il favore a discapito del merito.

Se anche tu sei consapevole che la lotta alla corruzione debba essere una priorità di tutti, senza distinzioni di partito, firma ora la petizione di Riparte il futuro!

 


Scambio elettorale politico-mafioso: quanto ci costi? Ecco perché riformare il 416 ter

25/02/2013 - in corruzione

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Per scambio elettorale politico-mafioso si intende il patto che avviene tra membri appartenenti alle Istituzioni e membri della criminalità organizzata in occasione del voto. Un patto che ha effetti devastanti sulla società, sull’economia, sulle nostre vite.

Ad oggi la legislazione non riesce a garantire una adeguata tutela dall’infiltrazione delle mafie della vita istituzionale del nostro Paese, poiché l’articolo 416 ter del Codice Penale considera solamente il denaro come termine di baratto in cambio di “protezione” elettorale. Molto più spesso, invece, il patto si basa su promesse di informazioni su appalti pubblici, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, salvaguardia dall’azione repressiva ostacolando in diversi modi il lavoro delle forze di polizia, ma anche poltrone e cariche influenti.

Riparte il futuro chiede che la norma venga riformulata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa. Abbiamo chiesto ai candidati di inserire questo punto nel proprio programma elettorale e di impegnarsi a metterlo in pratica qualora eletti in parlamento, entro i primi 100 giorni di governo. Con i risutati delle urne sapremo i nomi dei Braccialetti bianchi – che hanno sottoscritto i 5 impegni di Riparte il futuro – nominati in parlamento. Saranno loro a guidare la riforma e coinvolgere gli altri membri dei loro partiti.

Se non si procede a operare questa necessaria riforma, accadrà (come già accade) che la politica corrotta dalle mafie non opererà a garanzia del Paese ma sarà orientata a soddisfare gli interessi privati piuttosto che il bisogno pubblico reale. Sprechi, “buchi neri” in cui sparisce il capitale, opere inutili… possono essere questi gli indizi della presenza del fenomeno corruttivo che ci fa perdere annualmente milioni di euro. Per fare un esempio recente sono decine i casi di presunti sprechi e truffe con danni all’erario (decine di milioni persi in opere inutili) presi in esame nel 2012 dalle procure regionali della Corte dei Conti di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il documento è diventato parte integrante della relazione del procuratore generale Salvatore Nottola all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2013. In tale occasione la Corte dei conti ha nuovamente lanciato l’allarme corruzione in Italia. leggi tutto


Abbiamo chiesto ai candidati di dimostrare trasparenza. Chiederemo ai parlamentari di cambiare la legge contro la corruzione

22/02/2013 - in corruzione

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La prima fase della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, si conclude con le elezioni politiche 2013. Grazie alla voce dei 140.000 cittadini che hanno firmato e che continuano a firmare la petizione, grazie al sostegno degli esperti in materia, di alcuni personaggi noti e grazie al lavoro svolto dai presidi territoriali di Libera, arriviamo alle elezioni con un database di circa 800 candidati che hanno sottoscritto la trasparenza e l’impegno contro la corruzione.
Non è stato sempre facile chiedere qualcosa che in altri Paesi è obbligatorio per legge: la pubblicazione online di cv, reddito e patrimonio, conflitti di interesse e situazione giudiziaria. Ma la risposta è incoraggiante.
Adesso verrà la seconda parte, ancora più difficile, in cui cominceremo a smantellare le regole sotterranee del favore e della lusinga. Quelle che da decenni pregiudicano lo sviluppo, la crescita e le opportunità del nostro sistema-Paese.

Con la formazione del nuovo governo partirà la fase 2, quella denominata dei 100 giorni, durante la quale i candidati ‘trasparenti’ eletti  in parlamento saranno impegnati nel rafforzamento dell’art 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, step chiave di un percorso che porterà le forze sane dell’Italia, politici, cittadini, intellettuali, imprenditori, del Nord e del Sud, di destra e di sinistra a combattere una volta per tutte la corruzione che blocca il nostro futuro.

Continuiamo a diffondere e a firmare. Questo è solo l’inizio!


La legge sulla trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni: ecco il testo

22/02/2013 - in Politico e digitale

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Abbiamo parlato alcuni giorni fa dell’approvazione da parte del governo di una legge sul riordino della trasparenza il cui testo tuttavia è rimasto oscuro per circa una settimana. Finalmente FOIA.it, l’iniziativa per un Freedom of Information Act in Italia, ha reperirito e diffuso il primo testo del decreto approvato dalla conferenza Stato-Regioni in materia di Trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni e presentato il 15 febbraio in Consiglio dei Ministri per la sua definitiva ratifica. Si precisa sul sito che:

“Non essendo ancora stato pubblicato in sede ufficiale, non è dato sapere se sia rimasto immutato in seguito al vaglio del Cdm, ma abbiamo ragione di ritenere che non siano state apportate ulteriori modifiche. Di seguito, vi proponiamo gli emendamenti preparati da FOIA.it insieme con Open Media Coalition e Agorà Digitale al fine di scongiurare il rischio che il provvedimento in questione potesse rappresentare un passo indietro anche rispetto a quanto di buono fatto finora dallo stesso governo Monti (l’Art. 18 del recente Decreto Sviluppo e l’Accesso Civico introdotto proprio in sede di riordino)”.

Scarica il documento >>

 


Chiediamo a Roberto Saviano, che parla di voto di scambio, di sostenere Riparte il futuro

11/02/2013 - in corruzione

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“A vincere, qui da noi, è piuttosto il voto utile a se stessi”.

Oggi Roberto Saviano, che ci auguriamo diventi presto un sostenitore di Riparte il futuro, parla su Repubblica.it di “quel voto di scambio che uccide la democrazia”, ma di cui non si parla nella campagna elettorale.

Come infatti ben descritto, “questo muro di gomma ostacola qualunque volontà di rinnovamento, poiché a giovarne nell’urna sarà sempre e soltanto il vecchio politico e la vecchia politica, non il nuovo”. Il futuro può ripartire infatti agendo su questa pratica che trasforma il diritto in favore e il dovuto in concesso, emblema di un cancro che indebolisce tutto il corpo sociale.

Non a caso l’iniziativa promossa da Gruppo Abele e Libera ha voluto riprendere il percorso della modifica della legge anticorruzione partendo proprio dalla modifica del 416 ter, che norma lo scambio elettorale politico-mafioso. L’obiettivo è cominciare a trasformare il comportamento elettorale da una dinamica che brucia ogni possibilità di riscatto a una pratica davvero libera e consapevole.

Se le ragioni che motivano la nostra scelta sono state già espresse, approfittiamo per ribadire che quello che ci spinge è un’emergenza culturale e non solo un vuoto normativo.

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Perché chiediamo la modifica dell’articolo 416 ter?

04/02/2013 - in corruzione

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voti compratiIl percorso di Riparte il futuro, che intende combattere la corruzione dalle radici, comincia chiedendo ai candidati di inserire tra i punti della campagna elettorale il potenziamento dell’articolo 416 ter e di provvedere alla modifica entro i primi 100 giorni dall’eventuale elezione in parlamento. L’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso recita: “La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro”.

Si chiede che la norma venga riformulata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa.
Offrire denaro infatti non è l’unica possibilità che il politico mette in campo nello scambio corruttivo. Può utilizzare ben altri favori: promesse di informazioni su appalti permettendo così l’infiltrazione criminale nell’economia, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, protezioni dall’azione repressiva, ostacolando in diversi modi il lavoro delle forze di polizia ma anche poltrone, cariche influenti e così via. leggi tutto


Le due anime della corruzione

31/01/2013 - in corruzione

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trasparenza riparte il futuro
Abbiamo detto che la corruzione è un fenomeno subdolo, spesso travisato e mal comunicato. Solo conoscendolo possiamo combatterlo in maniera davvero efficace.
Proviamo ad analizzare le sue due ‘anime’:

 

  • lo scambio segreto.

Il politico  prende quello che deriva dal potere che detiene e lo mette in vendita al miglior offerente. Il privato ha tutta la convenienza a comprarlo: in questo modo ne guadagna personalmente a scapito di chi segue le regole.
La corruzione conviene subito a chi la pratica mentre a perderne nel tempo siamo tutti noi, pur non partecipando a questo deleterio accordo.
Dato che è segreta, quindi invisibile fino a quando non viene scoperta, è difficile comprendere quanto ci costa davvero e possiamo solo intuire gli effetti dannosi che ha sulle nostre vite. Il fenomeno incide ad esempio sulla disoccupazione, sull’aumento delle  disuguaglianze sociali, sulla mancanza di investimenti per l’innovazione e lo sviluppo, specialmente dall’estero. Solo per fare alcuni esempi. leggi tutto


Ognuno di noi è corrotto, ma dalla stessa corruzione

23/01/2013 - in corruzione

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riparte il futuro davide franzetti

Si sa: i complimenti fanno piacere, ma le critiche servono a migliorare. Prendiamo spunto dunque dal post di Claudio Cardone pubblicato su La primavera della Scienza per spiegare meglio alcuni aspetti, evidentemente non ancora chiariti, della campagna Riparte il futuro.

Cominciamo dal titolo del post: “Se sei contro la corruzione, sei stato corrotto”.
Sebbene il titolo intendesse altro – che Riparte il futuro corrompa i suoi sottoscrittori distraendoli dai temi importanti – vogliamo fare nostro questo slogan efficace e purtroppo vero.
Ognuno di noi è corrotto, o meglio ancora corroso, dal sistema corruttivo.  Compreso chi non vi partecipa.

Riparte il futuro intende innanzitutto informare sui danni causati da questo fenomento nascosto, spesso considerato semplice malcostume, sulle nostre vite quotidiane, anche in termini economici.

Ma rispondiamo punto per punto alle critiche che riportiamo in corsivo.

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Trasparenza: aggiornamento del sistema in corso per un Freedom of Information Act all’italiana

22/01/2013 - in Politico e digitale

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Se l’upgrade a un sistema trasparente in Italia fosse visualizzabile in una barra di download, sebbene ancora lontani dal 100%, avremmo sicuramente assistito nelle ultime ore a un un rapido progresso.

E’ stato infatti approvata una prima bozza di decreto legislativo che rende operative quelle disposizioni che la legge anticorruzione n.190 del novembre 2012 introduce nel sistema della Pubblica Amministrazione italiana.

E’ un importante passo verso una reale “trasparenza totale” e verso quello che è chiamato un Freedom of Information Act tutto italiano. FOIA, in gergo.

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