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C’è qualcosa che non va se un’opera pubblica è “in fase di completamento”… da 40 anni. Rizzoli presenta “Corruzione a norma di legge”

08/07/2014 - in corruzione

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2980443-9788817075701Se qualcuno si chiedesse come sia possibile che le grandi opere siano totalmente pervase di corruzione nostrana, come sia possibile che personaggi poco limpidi (con più di qualche scheletro nell’armadio) riescano sempre ad avere per le mani denaro pubblico o come sia possibile che per oltre quarant’anni abbiamo creduto che il Mose di Venezia fosse in fase di completamento, troverà finalmente qualche risposta nell’ultima fatica di Giorgio Barbieri e Francesco Giavazzi: il saggio “Corruzione a norma di legge. La lobby delle grandi opere che affonda l’Italia” da ieri in libreria per Rizzoli.

La storia del Mose è solo l’epicentro intorno al quale i due autori ruotano per raccontare come il sistema degli appalti italiano sia malato e, purtroppo, lontano da una cura. Non si può essere infatti ottimisti di fronte a notizie come il ritorno di Patrizio Cuccioletta alla carica di Magistrato alle acque.  Per ordine di Altero Matteoli di Forza Italia, nonostante le accuse di irregolarità per cui era stato rimosso nel 2001, Cuccioletta è stato rimesso alcuni anni dopo al suo posto, come se niente fosse successo. Nel suo primo mandato Cuccioletta aveva collezionato “234 giornate lavorative di assenza su 381” e aveva fatto “un uso improprio dei poteri d’urgenza”. Proprio quella “urgenza” che sembra rappresentare una sorta di “password della corruzione” intorno all’affare Mose.

Nel presentare il libro sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella parla delle “disinvolte scorciatoie per scansare ogni intralcio normativo in nome dell’urgenza («Le opere per salvare Venezia verranno ultimate entro il 1995», giurava Craxi nel 1986), col risultato che chi oggi chiede se «una scelta tecnologica fatta quarant’anni fa sia tuttora idonea, soprattutto alla luce dell’analisi costi-benefici», si sente rispondere che «è troppo tardi, ma è una domanda che, in quarant’anni, mai è stato consentito porre, sempre con la scusa che ‘ormai i lavori sono quasi finiti’»”.

Stella spiega poi come gli autori distinguano due tipi di corruzione. Il primo è quello classico, la tangente, per cui talvolta scatta l’arresto. Mentre il secondo è più pericoloso e ambiguo «perché – come si legge nel libro – nessuna legge viene violata sono le leggi stesse a essere state corrotte, cioè scritte e approvate per il tornaconto dei privati contro l’interesse dello Stato, o per alcuni privati a svantaggio di altri. Di fronte a questo tipo di corruzione la giustizia non possiede armi. Nel momento in cui la regola corrotta viene applicata nessuno commette alcun reato; i reati semmai sono stati compiuti quando il Parlamento ha approvato le leggi, ma sono più difficili da dimostrare e sanzionare».

Corruzione a norma di legge
di Giorgio Barbieri, Francesco Giavazzi
Rizzoli 2014, 238 pp. 15.00 €

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Montalbano non va in pensione ma scopre che la corruzione è il nuovo fronte investigativo

27/06/2014 - in corruzione

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Montalbano ha 64 anni ma non andrà in pensione. Anzi, raccoglierà tutte le sue energie per affrontare uno dei problemi più urgenti dell’Italia di oggi: la corruzione. È questo, secondo il commissario creato dalla fantasia di Andrea Camilleri, il nuovo orizzonte su cui indagare e il filone delle nuove storie da raccontare.

La svolta narrativa si trova già nell’ultimo libro edito da Sellerio, “La piramide di fango” in cui  la brutalità della natura si vendica della politica dei governi corrotti, che non si curano del rispetto geologico e assicurano appalti e franchigie alle società di comodo e alle mafie degli speculatori.  Arrivati ormai a un punto di non ritorno, “resta solo la speranza che la piramide di fango possa implodere per eccesso di corruzione“.

Andrea Camilleri è firmatario della campagna Riparte il futuro contro la corruzione.

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“Il male comune che che uccide il bene comune”, questa è la definizione di ‘corruzione’ secondo Raphael Rossi

31/10/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, ha fatto a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.
Lo scorso lunedì presso la “Fabbrica delle e” a Torino, alla presenza di don Luigi Ciotti, è stato presentato il libro “C’è chi dice no” (Edizioni Chiarelettere), curato assieme a Stefano di Polito e Alberto Robiati, che racconta questa storia normalissima e esemplare allo stesso tempo.

Una serata di storie ordinarie di piccola e grande corruzione, di resistenze, di sconfitte, ma soprattutto di vittorie, di impegno, di dedizione, di “normalità”.”Non sono un eroe”, dice Rossi. Nel corso dell’evento sono state lette al pubblico alcune richieste di sostegno giunte allo sportello “SOS Giustizia” attivato dai “Signori Rossi – Corretti non corrotti”, l’associazione che ha guidato Raphael nel suo percorso fatto di processi, difficoltà, risalite.

Mentre don Luigi Ciotti ha chiuso la serata ribadendo che “non basta la denuncia: ci vuole dedizione, impegno, condivisione” e ricordando l’impegno della campagna di Libera, Gruppo Abele e Avviso Pubblico del 2010 Corrotti (che ha raccolto un milione e 200 mila cartoline) e la campagna Riparte il futuro, che trasforma in partecipazione attiva grazie allo strumento web questo grande movimento anticorruzione italiano.

Il messaggio della serata è univoco: la corruzione non conviene, perché finiamo col perderci tutti. Messaggio che Riparte il futuro ha assunto fin dall’inizio e che continuerà a portare avanti anche grazie al contributo dei Signori Rossi, sostenitori di prima data dell’iniziativa.


“C’è anche la tua parte”: chiunque è invitato a dire no alla corruzione e sì all’impegno civico. Incontro evento con don Luigi Ciotti

28/10/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Stasera alle 21 presso la “Fabbrica delle e” in C.so Trapani 91/B a Torino don Luigi Ciotti prresenta “C’è chi dice no”, un libro che racconta una storia normalissima e esemplare allo stesso tempo. Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

stop_alla_corruzioneIl libro “C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, appena uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, siano diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.

Gli autori incontrano stasera don Luigi Ciotti presso la sede del Gruppo Abele e Libera Piemonte, in un evento ideato per riflettere sull’importanza dell’impegno civico come argine alla corruzione in Italia e stimolo alla diffusione di una nuova cultura etica nella pubblica amministrazione. Ai partecipanti verrà chiesto di puntare sulle proprie storie personali, sforzandosi di tradurre indignazione e rabbia in azioni positive e propositive, in impegno sul territorio a favore del bene comune.

Siamo tutti Signori Rossi… A stasera!

www.chiarelettere.it


Alla corruzione “C’è chi dice no”: la storia dei Signori Rossi, cittadini normali (quindi speciali)

20/09/2013 - in corruzione

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L’Italia non è quella che molti vogliono rappresentare: un popolo di cinici individualisti indifferenti a tutto. Se coinvolti, i cittadini rispondono. La storia di Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, lo dimostra. Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Il libro “C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, appena uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, sono diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.
Come quella di portare a compimento un processo per tangenti all’Amiat di Torino o come quella di Napoli dove è stata vinta una battaglia contro l’emergenza dei rifiuti.
L’obiettivo dell’associazione è mettere a disposizione (dei contesti pubblici, del non profit e del privato sociale) metodi di ideazione, progettazione e operatività fondati sull’uso della creatività, in grado di generare prodotti e servizi etici e di utilità sociale. I Signori Rossi lavorano con la pubblica amministrazione (Torino, Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Parma, Livorno e in tanti altri piccoli e medi comuni italiani) dove tentano di portare una proposta nuova, basata su una cultura e su una pratica quotidiana etica, trasparente, corretta, attenta.
“Siamo convinti che sia possibile rialzarsi – dicono i Rossi – ma solo alla condizione che tanti cittadini (tutti!) tornino a occuparsi dei propri territori, a seguire le azioni dei propri governanti, a prendersi cura della pubblica amministrazione. Siamo nel 2013, non negli anni ’70: per noi ‘lo Stato non si abbatte: si cambia!’ La maggioranza degli italiani, ne siamo certi, è onesta. Ma non basta: è necessario attivarsi, nutrire il proprio senso civico e coinvolgere parenti, amici, vicini di casa, colleghi ecc nella pratica quotidiana della cultura etica (e del manifesto dei Signori Rossi)”.
Il libro celebra quanto fatto in questi anni di attivismo e invita tutti a essere cittadini normali, ovvero speciali, nei nostri comportamenti quotidiani promuovendo “una rivoluzione interiore, profonda, quasi spirituale”.
A cominciare dalla vendita di questo libro: ognuno può contribuire alla sua promozione, condividendo sui social network e passando parola. “Riparte il futuro” risponde subito all’appello con questo post: siamo tutti Signori Rossi :)
“C’è chi dice no”. Come i cittadini possono risanare lo Stato
di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi
Chiarelettere, Collana Reverse, pp. 256, euro 13,00
www.chiarelettere.it

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Trame 2013: Riparte il futuro al Festival dei libri sulle mafie

17/06/2013 - in corruzione

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In occasione del Festival dei libri sulle mafie, Trame 2013, Maddalena Antognoli e Federico Anghelé raccontano la storia di Riparte il futuro, la più grande campagna contro la corruzione mai organizzata in Italia.

In 5 mesi centinaia di migliaia di firme di cittadini raccolte online e un intergruppo di oltre 200 parlamentari che sta lavorando per la modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, come richiesto dalla petizione. La corruzione è la pratica – definita “sistemica dalla Corte dei Conti – mediante la quale le mafie riescono a entrare nelle Istituzioni e nei mercati senza far scattare alcun allarme sociale.
La campagna Riparte il futuro, promossa da Gruppo Abele e Libera, si è posta un primo obiettivo misurabile in tempi stringenti: mancano pochi giorni alla scadenza del countdown.

Dal 2010 il Festival Trame è una tappa fissa per chi lavora e testimonia contro le mafie. Tra workshop e incontri con gli autori, si parlerà di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata con chi è impegnato in prima linea. Qui il programma completo dei 5 giorni.

Mercoledì 19 giugno h: 17,30
Palazzo Nicotera (via Tommaso Campanella) Lamezia Terme
Appuntamento con Riparte il futuro

 


“Dizionario enciclopedico di mafie e antimafia”. Se ne parla il 12 giugno a Eataly Torino

11/06/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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59303gaLa casa editrice del Gruppo Abele, promotore della campagna Riparte il futuro, ha recentemente pubblicato un volume essenziale per orientarsi nel complesso universo delle mafie e di coloro che le combattono: Dizionario enciclopedico di mafie e antimafia, aggiornato e profondamente rinnovato rispetto alla prima edizione del 2008.
Curato dalla direttrice del mensile Narcomafie, Manuela Mareso, e dall’ex magistrato, Livio Pepino, il volume sarà oggetto di discussione mercoledì 12 giugno alle ore 18 presso Eataly Lingotto in via Nizza 230 a Torino nell’ambito dell’evento “La mafia nel quotidiano: il cibo” con l’imprenditore antimafia Roberto Battaglia, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti e Manuela Mareso. Seguirà un aperitivo con i prodotti di Libera.

La lotta alle mafie non può essere delegata a forze dell’ordine e magistratura, ma richiede il coinvolgimento di ogni cittadino. Questo dizionario, che raccoglie il contributo di 60 esperti per la compilazione di oltre 100 voci, vuole essere strumento non solo di conoscenza, ma di reale contrasto a un cancro che con il suo capitale di violenza e di ricchezza smisurata, strettamente connesso con la corruzione endemica del Paese, sta compromettendo la tenuta del nostro sistema democratico, specialemente in questa fase di recessione.

Una lettura utile per chi si occupa di mafie tutti i giorni ma anche per chi impegna il proprio tempo libero al volontariato su questi temi. E anche a chi pensa che la conoscenza sia la prima arma di contrasto.

 


Riparte il futuro al Salone Internazionale del Libro di Torino

14/05/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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“Riparte il futuro” sbarca al Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del testo di riferimento della campagna: l’Atlante della corruzione, di Alberto Vannucci (Edizioni Gruppo Abele).

In occasione del festival l’autore, professore associato all’università di Pisa, direttore del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, riporterà cifre e dati, testimonianze di atti giudiziari e articoli di giornale, entrando nel merito della situazione italiana in materia di corruzione. Non solo per denunciare, ma anche per immaginare strategie volte al cambiamento.

Con l’autore saranno presenti don Luigi Ciotti (presidente dell’Associazione Gruppo Abele e di Libera) e Oscar Farinetti (fondatore di Eataly). Modera Leonardo Ferrante, responsabile scientifico di Riparte il futuro.

 Appuntamento gioved’ 16 maggio h 15.00 presso Spazio Incontri (Lingotto fiera)

L’EVENTO SU FACEBOOK >>

Schermata 2013-05-14 alle 15.07.18Nell’ambito del Salone Off sempre il 16 maggio alle ore 18,30 segnaliamo anche l’evento I MECCANISMI DELLA CORRUZIONE con Piero Di Caterina, Laura Portinaro e Alberto Vannucci

Presso la Libreria la Torre di Abele, Via Pietro Micca 22 Torino

Alcune informazioni sugli altri relatori:

Piero Di Caterina: imprenditore milanese attivo nel settore del trasporto pubblico, diventa il grande accusatore di Filippo Penati e del “Sistema Sesto”. Le sue denunce fanno tremare la politica lombarda e non solo e vogliono mettere fine a un malcostume politico che sta stritolando l’economia della nostra nazione.

Laura Marinaro: giornalista di Libero, fin dall’inizio ha seguito per il suo giornale la vicenda e il caso Penati. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta di racconti sui problemi di giustizia e sociali dei padri separati dal titolo Avrei voluto essere padre.