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Anticorruzione e sanità – Confessioni pubbliche

09/09/2014 - in anticorruzione e sanità

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A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

Un chirurgo di Potenza confessa di aver nascosto un incidente in sala operatoria. Insieme ai colleghi ha trasformato in fatalità il decesso di una settantenne operata per sostituire una valvola cardiaca. Perché quell’errore? Conta tanto l’abilità del chirurgo ma soprattutto la precisione della macchina organizzativa. Talvolta non è scrupolosa: manca personale formato, riposato, non precario, esperto. Ogni procedura va verificata da una check list, un elenco dettagliato di tutto ciò che si deve fare per ogni intervento, rigoroso, pedante, per non dimenticare nulla. Gli errori più frequenti sono quelli da cattiva organizzazione. Quelli peggiori sono fatti per danaro. A centinaia dappertutto, si opera in modo non appropriato soltanto per fare soldi. Questo è il dramma di coscienza che la chirurgia moderna affronta nei confessionali e in privato, raramente in tribunale. Chi vende le valvole cardiache a Potenza e chi ci guadagna? Sappiamo quanta corruzione abbia colpito le Molinette di Torino per prodotti simili e quel vizio non s’è perso.

Si può anche sbagliare perché si è stanchi, demotivati, pigri, frustrati e dunque negligenti. Si può essere incapaci e ciononostante dirigenti per meriti politici o sindacali. Si può essere imprudenti e in qualche caso, affrontare rischi elevati su pressione dei familiari o dei pazienti stessi. Dunque anche la generosità può essere paradossalmente causa di errore. L’errore non è quasi mai del singolo e basta ma del gruppo nel quale si lavora. I gruppi di lavoro sono stati avvelenati da politiche di assunzioni e carriere di tipo clientelare. Non si lavora bene nei gruppi in cui l’unica legge che vale è quella dell’appartenenza al partito o segreteria o sagrestia o massoneria giusta.

Si deve spendere molto di più in formazione. Si fanno convegni pagati dalle industrie e non serve a null’altro che a incrementare i loro fatturati. Ci vuole un’altra formazione, ma in troppe ASL va benissimo il sistema di clientele e carriere attuale. Per prevenire l’errore si dovrebbe agire come quando cade un aereo; con un’analisi rigorosa e spietata di cosa è accaduto. Invece si fa il contrario: si nasconde, negando l’evidenza. In tribunale si ricorre a medici azzecca garbugli che confondano le idee ai giudici. I numeri alti di denunce contro i medici, si spiegano con la pretesa della gente di guarire sempre. Ci guadagnano avvocati e periti; il paziente perde quasi sempre e perfino il medico indagato, assolto nel 98% dei casi, perde comunque serenità e capacità di lavoro.
Il sistema è: troppa pressione, poche risorse, carriere e concorsi truccati, incapaci e mediocri al potere.

Per approfondimenti>>

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Anticorruzione e sanità – Medici maleducati

29/07/2014 - in anticorruzione e sanità

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162251540-feac67e2-90ab-45aa-9f42-f977a5f55e7c A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

Tutti attendono dai medici cui si rivolgono grande professionalità. Questa si apprende dai propri maestri e dentro le strutture nelle quali si è stati studenti e specializzandi. Gli studenti che abbiano assistito a maltrattamenti e visto praticare un cinismo vestito da distacco professionale, replicheranno il modello. Nelle Facoltà di Medicina esistono comportamenti che premiano capacità cliniche, scientifiche e tecniche, ma non sono premiati coloro che insegnano e praticano la buona educazione, l’ascolto, la compassione (partecipazione alla sofferenza altrui), cose spesso considerate perdite di tempo.
Serve a qualcosa contenere le ansie di malati e familiari? Serve eccome, visto che sulla qualità della relazione di cura si basa il successo di diagnosi e trattamenti, ma ciò poco si insegna. Le organizzazioni professionali mediche celebrano il primato del paziente e il prevalere del suo interesse in qualunque decisione lo riguardi. Tuttavia riconoscono che anche i medici hanno i propri interessi da salvaguardare (parcelle, carriera) e ciò diventa alla fine l’impegno prevalente. La faccia pubblica dell’etica professionale somiglia spesso a una maschera invecchiata. La professione medica non è un business come tutti gli altri, un commercio di competenze e servizi, né si può accettare che i medici considerino se stessi “manager” della vita altrui, né dirigenti che basano ogni calcolo sulle risorse disponibili o vendibili. I medici devono esercitare la propria professione entro un sistema in continua evoluzione, verissimo, ma il privilegio dato dall’autonomia con la quale interagiscono coi pazienti, il sistema di autodisciplina, la pubblica stima e lo status sociale ed economico privilegiato sono compensi che la società riconosce solo se in relazione con l’interesse dei pazienti. Nel perseguire tale interesse esclusivo, i medici perseguono dunque anche un proprio interesse. La crescita di sfiducia nata dagli scandali che svelano interessi mercantili o di carriera a danno del paziente scardinano i principi sociali su cui la professione medica si basa.

Per approfondimenti:

1 http://www.consultadibioetica.org/rapporto_medico_paziente.html

2 http://denaro.it/blog/2011/10/10/perche-l-etica-e-necessaria-in-medicina/

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Prescriveva a neonati alimenti di aziende “amiche” in cambio di mazzette. In manette un primario di Chieti

14/07/2014 - in corruzione

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neonatoPrescriveva ai neonati prodotti di aziende dalle quali percepiva mazzette. Per questo è finito in manette Giuseppe Sabatino e con lui quattro rappresentanti di due società produttrici di alimenti per l’infanzia. L’accusa è, naturalmente, corruzione.

Il primario universitario di neonatologia agiva sempre alla stessa maniera. Una volta che i bambini venivano dimessi dall’ospedale Colle dell’Ara di Chieti, prescriveva loro (o indicava ai genitori) gli integratori e gli alimenti consigliati dai quattro rappresentanti con i quali era in combutta, per incrementarne le vendite di due aziende. In cambio riceveva denaro o altri benefici. Ad incastrare i cinque finiti in manette sono state alcune intercettazioni video.-ambientali che hanno provato gli episodi di corruzione da parte dei rappresentanti nei confronti del medico.

Il blitz dei Nas dei carabinieri di Pescara di questa mattina ha toccato quattro regioni italiane (Lazio, Abruzzo, Puglia e Lombardia) dove sono state eseguite decine di perquisizioni. Altri 10 medici, provenienti da diverse zone del centro-sud Italia (Province di Taranto, Bari, Potenza, Pescara e Teramo), sono tutti finiti nel mirino della Procura della Repubblica di Chieti che li accusa dello stesso reato.

 


Anticorruzione e sanità – Farmaci e bugie

07/07/2014 - in anticorruzione e sanità

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162251540-feac67e2-90ab-45aa-9f42-f977a5f55e7cA cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>
Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

FARMACI E BUGIE
Un bias (pronuncia baias) è un errore sistematico, o deviazione dalla verità, nei risultati di uno studio medico. È stato dimostrato che le fonti di finanziamento rappresentano una fonte di bias. Studi sponsorizzati dalle industrie farmaceutiche hanno riportato più spesso risultati favorevoli, sia in termini di efficacia che di danni, rispetto a quelli non sponsorizzati dall’industria. Inoltre, studi sponsorizzati riportano conclusioni favorevoli più spesso di quelli non sponsorizzati, anche dopo aver controllato per la dimensione dell’effetto (“effect size”, misura statistica che varia in funzione di dose del farmaco e altri parametri).
Il bias dovuto alle fonti di finanziamento può derivare da un’influenza sistemica sulla conduzione degli studi o sulla metodologia dello studio, oppure dal fatto che non tutti i risultati dello studio vengono pubblicati, o da una combinazione di questi meccanismi. I risultati degli studi possono essere influenzati per esagerarne l’efficacia e minimizzarne gli effetti collaterali, (ad esempio eliminando due o tre casi di morti per infarto avvenute per un anti infiammatorio), influenzando il modo in cui i dati vengono analizzati, e quali dati vengono pubblicati. Dobbiamo cambiare il modo con cui si fa ricerca e si sviluppano nuovi farmaci. Non sono in ballo solo la salute e i rischi individuali, ma la qualità dell’imprenditoria farmaceutica e la reputazione di università e organi di controllo e di governo. L’integrità della ricerca scientifica è troppo importante per essere lasciata alle mani invisibili di operatori del mercato.

Per approfondimenti:

The Truth About the Drug Companies: How They Deceive Us and What to Do About It
Di Marcia Angell. New York, Random House, 2004.

La Malaricetta. Informatore Anonimo. Fratelli Frilli Ed. 2004.

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