Articoli con il tag “Matteo Renzi

Libera, Cgil-Cisl-Uil: “Autoriciclaggio: niente sconti a chi ci ruba il futuro. Il Governo faccia un passo indietro”

24/09/2014 - in Libera e Gruppo Abele, Politico e digitale

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La formulazione delle norme sull’autoriciclaggio contenute nel disegno di legge approvato dal Governo il 29 agosto scorso – così come emerge dagli organi di stampa – rappresenta un grave passo indietro nella lotta alla corruzione e alla criminalità economica e mafiosa del nostro Paese. Il limite previsto per i reati (presupposto del riciclaggio) puniti con almeno 5 anni di reclusione, infatti, taglierebbe fuori dalla contestazione dell’autoriciclaggio molti delitti, tra i quali quelli di corruzione, di truffa, di appropriazione indebita e la totalità dei reati in materia di evasione fiscale.

Si perderebbe anche l’efficacia preventiva del nuovo delitto e delle relative sanzioni: un evasore fiscale, che con i soldi sottratti al fisco si compra una villa, solo per fare un esempio, invece di vedersi contestare anche il delitto di autoriciclaggio, reclusione compresa, con il testo approvato dal governo la farebbe franca. Non solo: la prevista non punibilità “quando il denaro, i beni o le altre utilità sono destinate all’utilizzo o al godimento personale” finirebbe per vanificare i processi anche nei casi di autoriciclaggio contestabili per i delitti più gravi, compresi quelli di mafia, e comprometterebbe l’efficacia delle norme sull’aggressione ai patrimoni accumulati illecitamente.

C’è già un’altra norma approvata lo scorso 2 luglio dalla Commissione Finanze della Camera, all’interno del disegno di legge “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale” – alla cui stesura hanno collaborato anche autorevoli magistrati – che consentirebbe di evitare queste paradossali conseguenze. La norma contiene, infatti, una formulazione della punibilità del delitto di autoriciclaggio che è indipendente dalla sanzione prevista per il reato presupposto, senza alcun ostacolo al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Il Governo faccia un passo indietro: niente compromessi e niente sconti per chi ci ruba il futuro.

Corruzione, evasione fiscale e mafie sono la vera zavorra di questo paese, che frena investimenti, sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro. Colpire in maniera davvero efficace l’autoriciclaggio, come il falso in bilancio, significa sbloccare l’economia sana e pulita e restituire fiducia nelle istituzioni.

E’ quanto si legge in una nota congiunta di Libera, Cgil, Cisl e Uil in merito alle norme previste dal disegno di legge del Governo in materia di autoriciclaggio.


Renzi in USA: “investiamo sull’immagine di una campagna anti corruzione”. Ma che significa?

23/09/2014 - in dall'estero

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“L’Italia ha bisogno di investire sull’immagine di una campagna anticorruzione”. Parole del premier Matteo Renzi, pronunciate ieri durante un incontro con ricercatori e imprenditori di start up a San Francisco, e riportate su Il sole 24 ore.

Che il Presidente del Consiglio parli di lotta alla corruzione è importante, ma che cosa significhi letteralmente la frase “investire sull’immagine di una campagna anticorruzione” è un concetto che suona troppo vago. Le campagne, da che mondo è mondo, spettano alla società civile: attraverso queste la cittadinanza presenta al mondo della politica le proprie istanze, richieste, pressioni. Una forte campagna sui temi della lotta alla corruzione esiste già da due anni, ha messo insieme quasi 650mila persone e si chiama “Riparte il futuro”, ad oggi l’iniziativa digitale più importante d’Italia.

La politica, da parte sua, non è chiamata a organizzare campagne, ma a dare risposte politiche, leggi, mutamenti organizzativi. Ci si aspetterebbe quindi di sentire dal premier le parole del tipo: “Investiamo su una seria riforma della giustizia, che tenga corrotti e corruttori lontano dalla vita economica e politica del paese”. Con un discorso del genere avrebbe potuto dare dell’Italia un’immagine differente (e il ragionamento tornerebbe).

Quello che occorre, quindi, da parte del mondo politico, sono i fatti, le risposte, le riforme. Che quella della giustizia sia ferma al palo, a seguito di proclami e di chiamate alla partecipazione, è invece un segnale tutt’altro che incoraggiante. Da mesi e mesi chiediamo alle Istituzioni di procedere con cinque punti chiave – autoriciclaggio, whistleblowing, FOIA, conflitti di interesse, prescrizione – ma il premier Renzi non ha ancora risposto all’appello lanciato da oltre 640.000 persone.


Arriva OpenExpo (con due anni di ritardo) e Renzi lo annuncia su Twitter “dati e informazioni per tutti “

12/09/2014 - in trasparenza

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“OpenExpo con la trasparenza online disponibili dati e informazioni per tutti #italiariparte” con questo tweet il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato ieri il lancio del nuovo sito di Open Expo che offre tutte le informazioni sui lavori dell’evento planetario che si terrà a Milano nel 2015.

“Open Expo è una iniziativa di Expo 2015 volta ad assicurare la totale trasparenza all’Esposizione Universale del 2015 attraverso la pubblicazione in formato aperto di tutte le informazioni riguardanti la gestione, la progettazione, l’organizzazione e lo svolgimento dell’evento – si legge nella sezione ‘Cos’è Open Expo’ del sito -. In questa logica OpenExpo2015. it intende arricchire le informazioni già rilasciate da Expo 2015 S. p. A nella sezione Amministrazione trasparente rendendo disponibili i dati relativi alla gestione economica dell’evento (entrate e uscite, acquisti, pagamenti e relativi beneficiari), alle opere realizzate (cantieri, descrizione delle opere, importi previsti per la loro realizzazione) e alle eventuali varianti nello svolgimento della manifestazione (numero di visitatori, mobilità e trasporto pubblico). Sul portale OpenExpo2015. it sono inoltre disponibili infografiche dinamiche costantemente aggiornate che consentono a chiunque di avere un idea chiara, a colpo d’occhio dello stato di avanzamento dei lavori e, più in generale, dell’andamento dell’intero evento”.

Benissimo, si tratta di un’ottima iniziativa. Peccato che, come vi avevamo raccontato ai tempi dello scandalo, Open Expo arrivi con almeno due anni di ritardo sulla tabella di marcia. Doveva infatti partire nel 2012 per garantire trasparenza degli appalti in via preventiva e non a cose fatte. Ma poi non se ne è più parlato, fino agli arresti di maggio. Le sue funzioni sarebbero state molto utili a evitare quanto accaduto.
Tuttavia piangere sul latte versato non serve a niente e speriamo che questo portale possa essere veramente efficace e aggiornato. Nei prossimi giorni ne valuteremo le prestazioni e vi faremo sapere!

Stay tuned

 


Troppa carne sul fuoco delle riforme: giustizia e FOIA rischiano di scomparire

27/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Con l’autunno ricomincia l’anno scolastico: non c’è tempo migliore per discutere di istruzione e quindi delle necessarie riforme che scuola e università italiane attendono ormai da troppo tempo. Il Governo ha improntato una roadmap di azioni ed annunci che rischia, però di far passare in secondo piano altri provvedimenti fin troppo urgenti. Riforme rimandate a settembre perché lasciate incompiute prima della pausa estiva. Come quella della giustizia.

palazzo chigi

Riparte il futuro è una campagna di mobilitazione di cittadini e per i cittadini e l’apertura al dialogo e al confronto è un’impostazione che non può che trovarci d’accordo. Ma a maggior ragione siamo preoccupati: perché questa continua esposizione di nuovi temi e proposte e questo continuo cambiare le carte sul tavolo delle priorità rischia, concretamente, di far uscire di scena la lotta alla corruzione e tutte quelle politiche atte a prevenirla.

Un esempio? Il Freedom of information Act. Il turbamento è condiviso anche da FOIA4Italy, la rete che mette insieme tutte le associazioni e proposte civili (inclusa Riparte il futuro) che domandano all’Italia di dotarsi di uno strumento che permetta finalmente ai cittadini di accedere ai dati di enti pubblici e governativi.

Andrea Intonti su Agoravox parla oggi appunto di promessa non mantenuta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nel suo discorso inaugurale d’insediamento e persino già nel 2012 aveva definito l’introduzione del FOIA nell’ordinamento italiano (per come è già in 90 Paesi nel mondo) “la prima cosa che in assoluto farei”.

Il modo migliore per ricordare al governo gli impegni presi è una forte pressione dal basso, come società civile. Perciò è fondamentale sostenere proposte come Riparte il futuro, firmando la petizione e passando parola, e partecipare a iniziative come quelle del FOIA4Italy: più saremo, più sarà dura passare ad altri temi senza aver concluso i processi di riforma inaugurati.


Finite le vacanze, ripartono la politica e la riforma della giustizia. Ma da dove?

25/08/2014 - in corruzione

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Ombrelloni chiusi, souvenir in valigia, un saluto agli amici del mare e un po’ di malinconia: l’estate volge al termine. È ormai tempo di tornare a lavoro, a scuola e soprattutto, dopo aver rimandato per troppe settimane le riforme più urgenti, è tempo di tornare anche a fare politica. Si comincia con il Consiglio dei ministri previsto per il 29 agosto in cui si dovranno affrontare tre punti molto attesi come come lo Sblocca-Italia, la riforma della scuola e quella della giustizia. Quest’ultima ci vede particolarmente coinvolti. Siamo 620.000 italiani infatti, un numero che non può lasciare indifferenti, a chiedere che la lotta alla corruzione venga messa al primo posto dell’agenda politica.

Ma il governo non sembra aver recepito il messaggio: è di pochi giorni fa il tweet di Matteo Renzi in cui il premier dichiara di voler partire dalla riforma della lenta giustizia civile. Un punto sacrosanto ma che rischia nuovamente di offuscare e rimandare il tema della corruzione - imprescindibile perché blocca alla radice il futuro dell’Italia. Passati pochi mesi dagli scandali Expo e Mose, che ne è stato degli anatemi indignati lanciati da tutti i maggiori rappresentanti della politica nazionale? Secondo il governo bisognava agire subito contro corrotti e corruttori ma non prima di ascoltare il parere dei cittadini mediante le “consultazioni pubbliche”. A quei tempi eravamo già mezzo milione a sottoscrivere i punti anticorruzione dell’agenda di Riparte il futuro ma abbiamo pazientemente atteso, lasciando spazio al confronto e mandando in ferie anche il governo. L’estate però è quasi finita e nel frattempo le nostre voci sono diventate 620 mila: a questo punto non ci sono più scuse, è arrivato il tempo di passare ai fatti.

Venerdì il Cdm potrà dare il via libera al pacchetto sul tema civile, già abbastanza dettagliato, ma le linee guida sulla lotta alla criminalità e più in generale sulla giustizia penale restano ancora molto vaghe, come denunciato dal MoVimento Cinque Stelle. Niente prescrizione, niente conflitti di interesse, niente autoriciclaggio. In generale nn c’è un piano definito di lotta alla corruzione.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini di partecipare all’iniziativa #renziparliamone scrivendo direttamente a rivoluzione@governo.it il testo qui sotto oppure semplicemente firmando la petizione:

È IMPORTANTE, FALLO ANCHE TU!

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

Gentile presidente del Consiglio,
Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato a inizio luglio consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:

1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:

- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 600mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro


Scrivi a Matteo Renzi. La lotta alla corruzione deve restare un tema centrale nella riforma della Giustizia

21/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Renzi-orlandoLa riforma della Giustizia va avanti, ma non nella direzione auspicata dagli italiani. Sembra infatti che il governo abbia deciso di porre la sua attenzione specialmente sulla giustizia civile che, per ammissione dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non si può definire civile perchè troppo lenta. Qualche mese fa proprio il premier decise di porre un freno all’atto riformatorio per ascoltare il parere dei suoi cittadini. Parlò di “consultazioni pubbliche” e mise a disposizione di chiunque volesse fornire suggerimenti al governo la mail rivoluzione@governo.it. Proprio per questo sembra strano che, giunti finalmente al tempo dei fatti, l’esecutivo viri su un argomento certo fondamentale ma che non esclude affatto le riforme sui temi della lotta alla corruzione. A testimoniarlo ci sono oltre 600 mila voci, quelle dei firmatari di Riparte il futuro, che ormai da più di un anno e mezzo chiedono un impegno concreto alla politica per contrastare questo fenomeno dilagante in Italia. Adesso però questo tema sembra essere messo all’angolo. Tale scelta trasformerebbe in una perdita di tempo le consultazioni pubbliche aperte dal governo nei mesi scorsi e in parole al vento quelle che Riparte il futuro e i suoi sostenitori hanno da sempre espresso contro la corruzione.

Non possiamo permetterlo.

Facciamoci sentire: scriviamo a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it per ricordare loro le priorità irrinunciabili per una reale riforma della giustizia.

Questo il testo della lettera a rivoluzione@governo.it:

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi

e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato a inizio luglio consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione.

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:

1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;

2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;

3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;

4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act.

5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:

- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);

- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;

- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 600mila cittadini.

Con i migliori saluti,

Riparte il futuro

Facciamoci sentire: firmando scriverai anche tu a Matteo Renzi e a rivoluzione@governo.it.


M5S e Guardia di finanza aeronavale: tante le voci che rispondono al #parliamone di Renzi

21/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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renzi-cellulare_600x450Il percorso delle riforme stenta e il tema della lotta alla corruzione pare venire scalzato da quello della giustizia civile: altrettanto necessario ma certamente non escludente. L’allarme è quindi diventato rosso e il Paese risponde fortemente, ciascuno con il suo modo (fosse anche un rifiuto adeguatamente motivato), alla richiesta #parliamone di Renzi.

Cominciamo da noi: tutti possono aggiungere la propria firma alle proposte anticorruzione di Riparte il futuro. #renziparliamone è appunto l’iniziativa che permette di scrivere direttamente a rivoluzione@governo.it ribadendo le priorità della lotta alla corruzione supportate da oltre 600mila cittadini. E diverse migliaia di cittadini si stanno continuando a fare sentire proprio in queste ore.

Anche il MoVimento Cinque Stelle risponde all’appello in tono forte, restituendo al mittente l’invito del ministro Andrea Orlando di discutere ancora di riforma della giustizia. Un rifiuto tutt’altro che rassegnato, perché quello che occorre all’Italia sui temi della giustizia, secondo i grillini, è chiaro da tempo. Ecco perché, dicono, occorre passare quanto prima ai fatti. “La lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale – scrivono in un comunicato che spiega le ragioni del rifiuto – sono scivolate all’ultimo posto delle priorità”.

Al dibattito si unisce in queste ore anche la voce della Guardia di finanza del comparto areonavale, che tramite il COBAR, riporta come la priorità sia la riforma della prescrizione, presente anche nell’agenda di Riparte il futuro.

I finanzieri sostengono che questa riforma eviterebbe che il lavoro da loro svolto per assicurare corrotti e corruttori alla giustizia “continui ad essere vanificato da assoluzioni e proscioglimenti per intervenuta prescrizione dei reati”.

In diverse occasioni, sostengono, “il Parlamento italiano ha approvato o ha tentato di far approvare leggi ad personam – la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo impedimento, tanto per citarne alcune – a favore di politici imputati in procedimenti penali, anche per reati di corruzione; con elevato rischio di vedere estinguere i procedimenti a carico di indagati incensurati”.

Per tutti è dunque necessario che a questa dialettica seguano le riforme, un atto dovuto per il bene del paese per non continuare a generare altra frustrazione e sfiducia.

Non possiamo più aspettare: #renziparliamone, ma a condizione di fatti chiari.


Giustizia: lettera aperta di Libera e Gruppo Abele al Governo rivoluzione@governo.it

07/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Renzi Orlando giustizia

Il 30 giugno scorso il governo ha esplicitato i punti fondamentali per una riforma dell’ordinamento giudiziario lanciando una consultazione che si chiuderà il 31 agosto: chi vuole partecipare può inviare proposte e suggerimenti al Governo mandando un’e-mail all’indirizzo rivoluzione@governo.it.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini sulla corruzione: oltre mezzo milione di firmatari su Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, chiede al governo di agire subito. Ecco perché abbiamo deciso di recapitare questa lettera a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it: per ricordare loro le priorità irrinunciabili di una reale riforma della giustizia. Punti sottoscritti da una mobilitazione che continua a crescere e che non smetterà di farsi sentire.

Facciamoci sentire: inviamo tutti questo testo a rivoluzione@governo.it

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

rivoluzione@governo.it

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato lo scorso 30 giugno consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 570mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

www.riparteilfuturo.it


Renzi sulla riforma della giustizia: “Siamo in fase di ascolto, poi si decide sul serio”

30/07/2014 - in corruzione

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La riforma della giustizia è in una “fase di ascolto”: parole del presidente del Consiglio Renzi, che nella sua newsletter personale conferma la strategia del governo di aprire alla partecipazione pubblica e di aspettare settembre per procedere con la riforma. Un rinvio a cui Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, hanno risposto lanciando la petizione #zeroscuse: la società civile si è già abbondantemente espressa, chiedendo da oltre un anno e mezzo impegno concreto e leggi certe, come riportato sull’agenda anticorruzione. Che bisogno c’è di nuove consultazioni? Non sono bastati gli scandali Expo e Mose?

Renzi continua sottolineando come, passata questa fase, “si decide, sul serio”. E certo non potranno rimanere inascoltati oltre 530mila cittadini che lo chiedono a gran voce.

Da notare, nella newsletter del Presidente, il riferimento alla riforma della prescrizione, uno dei nodi chiave dell’agenda di Riparte il futuro e tema spesso assente nel dibattito pubblico. Per dirla con le parole del Premier deve essere garantita “la certezza del diritto eliminando il ricorso alle prescrizioni perché il tempo non può sconfiggere la legge e sottolineando l’etica della responsabilità nei confronti di quegli operatori della giustizia che si comportano con dolo o colpa grave”.

Siamo tutti d’accordo, quindi procediamo! Che la riforma sia d’iniziativa governativa o parlamentare non importa, purché si faccia. Per questo continueremo a monitorare le istituzioni democratiche chiedendo impegno certo e tempi rapidi. Unisciti all’appello #Zeroscuse>>


Sulla lotta alla corruzione non abbiamo bisogno di nuove consultazioni

22/07/2014 - in corruzione

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A fine giugno, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno aperto per due mesi le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia, fondata su 12 linee programmatiche, compreso il tema della lotta alla corruzione. Tutti possono partecipare al dibattito scrivendo all’indirizzo rivoluzione@governo.it.
“Le email pervenute - come si legge sulla pagina dedicata -sono vagliate quotidianamente dai dirigenti del ministero. In questo spazio, progressivamente implementato con schede e relazioni tecniche a cura dell’Ufficio legislativo di via Arenula, sarà possibile consultare il lavoro prodotto in questi mesi dal ministero in merito ai punti in questione.”
Ad oggi però, quando sono passate oltre tre settimane dall’avvio delle consultazioni, solo una fetta della torta risulta cliccabile: la 8, che rimanda ai temi della criminalità economica.

Inoltre due mesi sono lunghi e il rischio di un nulla di fatto è molto alto. Parte del Parlamento, in particolare il MoVimento 5 Stelle, sta cercando di riprendere il cammino delle riforme tra le mura di Palazzo Madama, sede del Senato.

La nostra posizione, ovvero quella di oltre 530.000 cittadini firmatari della petizione promossa da Libera e Gruppo Abele, è chiara: occorre una riforma forte, in tempi quanto più rapidi possibili, capace di potenziare sia il lato del contrasto che quello della prevenzione. Che sia ad opera del Governo o del Parlamento, poco ci cambia. Come società civile richiamiamo all’impegno concreto tutta la politica, nella consapevolezza che ogni giorno che passa è un intollerabile costo per l’economia e la società italiana.
Per capirlo non abbiamo bisogno di ulteriori consultazioni.

FIRMA #ZEROSCUSE >>

 


Contro la corruzione stiamo perdendo tempo: firma e diffondi l’appello #zeroscuse,

11/07/2014 - in corruzione

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Schermata 2014-07-11 alle 13.18.13Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lanciato le consultazioni sulla giustizia prendendo tempo fino a settembre.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini della corruzione: oltre mezzo milione di firmatari di Riparte il futuro ha già chiesto al governo di agire subito.

Contro la corruzione in Italia ci sono #zeroscuse e non c’è più tempo da perdere. Prescrizione, riciclaggio e autoriciclaggio, Freedoom of information act, whistleblowing: l’Italia ha bisogno di alzare l’asticella contro la corruzione dotandosi di leggi moderne in grado di intercettare, prevenire e sanzionare. Così si sta solo perdendo tempo. 

Facciamoci sentire, chiediamo a tutti i nostri amici che ancora non hanno firmato di fare la loro parte.

Fai la differenza:

Firma ora >>
Condividi ora l’appello #ZeroScuse >>


Libera: “Subito l’approvazione del pacchetto anticorruzione. Si sta solo perdendo tempo” #zeroscuse

10/07/2014 - in corruzione

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“No all’immobilismo, sì al pacchetto anticorruzione subito”. Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione sostenuta da oltre 530mila firme sul sito www.riparteilfuturo.it, lancia a Governo e Parlamento l’appello affinché venga messo al più presto in discussione al Senato il pacchetto di norme contro la corruzione.

“Contro la corruzione in Italia ci sono #zeroscuse e non c’è più tempo da perdere”, spiegano i promotori della campagna. “Chiediamo subito la calendarizzazione a Palazzo Madama e l’approvazione delle norme anticorruzione. Rivolgiamo quest’appello al presidente Pietro Grasso e ai capigruppo di tutte le forze politiche, augurandoci che tutte le forze parlamentari sostengano la nostra richiesta”.

Il disegno di legge è in attesa di essere calendarizzato al Senato e non ci sono ancora tempi certi sul suo iter. Il testo aveva infatti subito una battuta d’arresto a inizio giugno in attesa del decreto giustizia annunciato dal premier Matteo Renzi. Decreto che non ha però visto la luce: durante l’ultimo Consiglio dei ministri, infatti, il governo ha annunciato una bozza e alcune linee guida per una consultazione sul tema giustizia che dovrebbe durare fino a settembre. “Non c’è bisogno di consultazioni per sapere cosa ne pensano i cittadini di falso in bilancio e corruzione”, conclude Enrico Fontana, direttore di Libera. “Le norme ci sono, chiare e semplici, vanno discusse e approvate quanto prima. Così si sta solo perdendo tempo”.


Foia4Italy, quando la conoscenza è potere: è arrivato il momento della trasparenza

09/07/2014 - in Politico e digitale

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Questa è una storia che parte da lontano. Dall’Atene dell’Antica Grecia, e dalle basi della cultura e della democrazia. “Sono un avvocato, ma sono prima di tutto un boulomenos”, esordisce Ernesto Belisario (che insegna diritto amministrativo e delle tecnologie e si occupa dei profili giuridici di PA digitale, Open Government, Open Data e Social Media) presentando a Venezia il #Foia4Italy alla #digitalVenice week in corso.

È ancora una volta la mobilitazione della società civile, questa volta al grido di #Foia4Italy: 32 associazioni e una vera e propria proposta da cui partire per un Freedom of Information Act nel nostro paese. “Negli ultimi anni è stato fatto molto per la trasparenza, ma l’iniziativa FOIA4Italy non si accontenta e chiede di più perché la linea di confine tra cittadinanza e sudditanza è ancora molto sottile, si legge sul sito dell’iniziativa. “Il nostro interesse legittimo è poterci occupare delle nostre comunità. Chiediamo di sapere per poter analizzare, capire e agire. FOIA4Italy è un’iniziativa senza affiliazioni politiche nata dalla società civile“.Il boulomenos è, nell’Atene culla della democrazia, “colui che desidera”. Che chiede e che agisce. Che si attiva. “Siamo tutti boulomenoi e chiediamo oggi un Freedom of Information Act italiano”.

È una storia che parte da lontano e si aggancia a parole che da giovani si ripetono senza forse a volte comprenderne veramente il significato: “La conoscenza è potere”. È un punto chiaro e cruciale dell’agenda di Riparte il futuro: “È necessario rivoluzionare il modo d’intendere la Pubblica Amministrazione,dando vita a un nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini per mezzo del web, che rende possibile diffondere e usufruire direttamente di migliaia di dati messi in rete”. Il modello è quello delle leggi sulla libertà di informazione e l’obettivo è una Pubblica Amministrazione aperta, inclusiva, facilmente conoscibile perché una casa dalle mura di vetro, “ma impermeabile all’illegalità, quindi con porte blindate per tenerne fuori corrotti, corruttori e clan criminali”.

La società civile chiede trasparenza, e da Venezia arriva la conferma: il “momentum” è arrivato. Lo diceva Obama nel 2009 (prima dello scandalo NSA): “Government should be participatory. Public engagement enhances the Government’s effectiveness and improves the quality of its decisions. Knowledge is widely dispersed in society, and public officials benefit from having access to that dispersed knowledge”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi quando era ancora in corsa per la direzione del Pd: “La prima cosa in assoluto che farei da premier è adottare il Freedom of Information Act”. Lo ricorda qui Guido Romeo, editor di Wired e fondatore di Diritto di sapere insieme ad Andrea Menapace. Renzi è premier dal 22 febbraio del 2014 ma il Freedom of Information Act non ha visto ancora la luce.

Gli ingredienti di un’amministrazione trasparente sono ricordati dall’agenda di Riparte il futuro: rendere pubblici le regole di funzionamento e l’organizzazione interna, compresi i nomi dei componenti degli organi di indirizzo politico; i dati relativi ai bandi concorsuali, gli esiti di gare e concorsi, informazioni sulle aziende che partecipano ai bandi; i dati sull’uso delle risorse (rendere tutto pubblico, dai criteri di acquisizione degli incarichi agli atti formali che certificano i vantaggi economici per persone fisiche e enti pubblici e privati); i dati di bilancio.

Non solo: questi dati devono essere accessibili e soprattutto open, ovvero disponibili gratuitamente, utilizzabili, riutilizzabili e facilmente leggibili, sviluppando apposite piattaforme che spieghino, ad esempio, come vengono spesi i fondi pubblici. Il Foia è un tipo di legge già adottata in 90 Paesi democratici che “rende la conoscenza delle informazioni raccolte dal governo un diritto universale, ponendolo alle fondamenta della libertà di espressione dei cittadini”.

Ora testo presentato da Foia4Italy, ricorda ancora Guido Romeo da Venezia, “sarà presto sottoposto a un crowdsourcing nazionale volto a migliorarlo ancora, accompagnato da una campagna pubblica per sostenerne l’adozione entro l’anno. In questo modo si aprirà un’azione di scrittura collettiva, nel solco della migliore tradizione dell’Open Government, che vede nella partecipazione e nella cooperazione due pilastri a favore della trasparenza”.

Angela Gennaro