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L’Ufficio di presidenza di Libera risponde all’intervista del senatore Mario Giarrusso su Il Fatto Quotidiano

29/08/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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In merito all’intervista rilasciata dal senatore Mario Giarrusso pubblicata sul Fatto Quotidiano  venerdì 29 agosto, riteniamo che i giudizi espressi nei confronti di Libera e di don Luigi Ciotti siano privi di fondamento, offensivi, dettati da ragioni di polemica politica nei confronti del Pd e del governo Renzi legittime ma che non ci riguardano minimamente. Libera, come può essere facilmente verificato leggendo i nostri comunicati e le  nostre proposte sulla riforma del 416 ter, non ha mai fatto sconti a nessuno, non ha mai accompagnato nessun partito e non è rappresentata da alcun esponente politico. In merito al testo approvato, Libera si è sempre espressa in modo equilibrato e senza mai usare toni trionfalistici, ribadendo in tutte le sue note ufficiali che l’approvazione della modifica del 416ter conteneva una buona notizia e almeno un errore da correggere.
La buona notizia era l’inserimento, dopo un iter tormentato e con votazioni difformi tra i due rami del Parlamento e tra i gruppi parlamentari degli stessi partiti, delle due parole “altra utilità”, come da noi sempre richiesto, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso,  limitato all’erogazione di denaro. È unico dato positivo, sottolineato anche nella recente sentenza della Sesta sezione della Corte di Cassazione. L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue forti perplessità ben prima del voto finale, era quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis. Richiesta che ribadiamo anche oggi. Non ricordiamo altre sottolineature critiche fatte allora, in nessuna sede, che avremmo seguito con la massima attenzione. Né altri errori denunciati allora e da correggere.
Oggi, alla luce dell’interpretazione della norma, contenuta nella citata sentenza di Cassazione, non l’unica peraltro in materia, sarà compito di governo e Parlamento monitorare l’applicazione della nuova versione del 416 ter e introdurre i correttivi del caso. Ciò detto,fosse stato per Libera, lo ribadiamo, nel vecchio testo del 416 ter sarebbero state inserite solo due parole; “altre utilità”, senza rischi interpretativi, come hanno chiesto insieme a noi le centinaia di migliaia di cittadini che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro”. Il testo finale è il frutto di un lungo e contraddittorio iter parlamentare che abbiamo seguito e commentato, come sempre, nella nostra più totale autonomia.
L’approvazione del nuovo 416 ter e le sue eventuali modifiche rappresentano, comunque, solo un primo passo verso un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, come il voto di scambio, richiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti per cambiare scelte e  comportamenti quotidiani. È necessario, insomma, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile a una più generale legge sulla corruzione, come richiesto anche dal Movimento 5 Stelle, dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale; revisione dei meccanismi previsti per la prescrizione) indispensabili per contrastare davvero mafosi e politici collusi.

Ufficio di presidenza di Libera

fatto


M5S e Guardia di finanza aeronavale: tante le voci che rispondono al #parliamone di Renzi

21/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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renzi-cellulare_600x450Il percorso delle riforme stenta e il tema della lotta alla corruzione pare venire scalzato da quello della giustizia civile: altrettanto necessario ma certamente non escludente. L’allarme è quindi diventato rosso e il Paese risponde fortemente, ciascuno con il suo modo (fosse anche un rifiuto adeguatamente motivato), alla richiesta #parliamone di Renzi.

Cominciamo da noi: tutti possono aggiungere la propria firma alle proposte anticorruzione di Riparte il futuro. #renziparliamone è appunto l’iniziativa che permette di scrivere direttamente a rivoluzione@governo.it ribadendo le priorità della lotta alla corruzione supportate da oltre 600mila cittadini. E diverse migliaia di cittadini si stanno continuando a fare sentire proprio in queste ore.

Anche il MoVimento Cinque Stelle risponde all’appello in tono forte, restituendo al mittente l’invito del ministro Andrea Orlando di discutere ancora di riforma della giustizia. Un rifiuto tutt’altro che rassegnato, perché quello che occorre all’Italia sui temi della giustizia, secondo i grillini, è chiaro da tempo. Ecco perché, dicono, occorre passare quanto prima ai fatti. “La lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale – scrivono in un comunicato che spiega le ragioni del rifiuto – sono scivolate all’ultimo posto delle priorità”.

Al dibattito si unisce in queste ore anche la voce della Guardia di finanza del comparto areonavale, che tramite il COBAR, riporta come la priorità sia la riforma della prescrizione, presente anche nell’agenda di Riparte il futuro.

I finanzieri sostengono che questa riforma eviterebbe che il lavoro da loro svolto per assicurare corrotti e corruttori alla giustizia “continui ad essere vanificato da assoluzioni e proscioglimenti per intervenuta prescrizione dei reati”.

In diverse occasioni, sostengono, “il Parlamento italiano ha approvato o ha tentato di far approvare leggi ad personam – la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo impedimento, tanto per citarne alcune – a favore di politici imputati in procedimenti penali, anche per reati di corruzione; con elevato rischio di vedere estinguere i procedimenti a carico di indagati incensurati”.

Per tutti è dunque necessario che a questa dialettica seguano le riforme, un atto dovuto per il bene del paese per non continuare a generare altra frustrazione e sfiducia.

Non possiamo più aspettare: #renziparliamone, ma a condizione di fatti chiari.


Di Maio (M5S) sul whistleblowing: “La corruzione è un problema culturale, ecco perché chi non è omertoso va tutelato”

17/07/2014 - in corruzione

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Ieri, durante il convegno “Whistleblowing e anticorruzione: proteggere chi denuncia” organizzato dall’onorevole Francesca Businarolo del Movimento 5 Stelle, è intervenuto anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Gli abbiamo chiesto a che punto sono i lavori verso la realizzazione della legge anticorruzione e perché è sempre più fondamentale. “La corruzione è frutto di politiche burocratiche di questi anni che non hanno fatto altro che rallentare l’esecuzione dei diritti dei cittadini” ha spiegato Di Maio “chi non è omertoso va tutelato: oggi invece chi è omertoso viene privilegiato. Chi non lo è diventa un bersaglio mobile”.


Diretta streaming dal convegno del M5S “Whistleblowing e anticorruzione: proteggere chi denuncia”. Presenti Libera e Riparte il futuro

16/07/2014 - in corruzione, trasparenza

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MontecitorioOggi pomeriggio, dalle 16, sarà possibile seguire in diretta streaming da Palazzo Montecitorio il convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle “Whistleblowing e Anticorruzione: proteggere chi denuncia”.
Tra gli ospiti anche la campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, che illustrerà i prossimi obiettivi, portando la voce di oltre mezzo milione di cittadini firmatari.

“Chi denuncia non è protetto – si legge sul sito di Beppe Grillo. – Chi denuncia la corruzione dall’interno di un sistema pubblico non solo non è protetto, ma rischia lavoro e futuro. Denunciare possibili atti illeciti o irregolarità non è mai stato così necessario, come oggi. Sono sempre di più i fatti di cronaca che hanno riportato all’attenzione generale il problema della corruzione in Italia. I whistleblower, ovvero i lavoratori che nell’interesse pubblico segnalano possibili atti di corruzione o irregolarità, devono essere adeguatamente tutelati, diversamente da quanto avviene allo stato attuale. Si suppone che la corruzione deve essere scoperta dalla magistratura o dalle forze dell’ordine, cioè da un “attore esterno”. Invece la corruzione può essere facilmente e più celermente scoperta e debellata con l’aiuto delle persone oneste che lavorano in sistemi corrotti”.

All’incontro parteciperanno anche alcuni whistleblower che racconteranno la loro esperienza: Ciro Rinaldi, che denunciò l’assenteismo nella Pubblica Amministrazione, e Grazia Mennella, licenziata a seguito di alcune denunce di irregolarità nell’ospedale in cui lavorava come medico.

Guarda la diretta streaming dell’incontro dalle ore 16:00 alle 18:00:


Braccio di ferro Parlamento-governo sul tema corruzione: il M5S accerela con l’appoggio del PD Casson

09/07/2014 - in corruzione

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A fine giugno, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha aperto per due mesi le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia, fondata su 12 linee programmatiche, compreso il tema della lotta alla corruzione.

Ma due mesi sono lunghi e il rischio di un nulla di fatto sta convincendo parte del Parlamento a riprendere il cammino delle riforme tra le mura di Palazzo Madama, sede del Senato. A guida della proposta il MoVimento 5 Stelle, che al grido di “non c’è più tempo da perdere” e ricordando l’appello sottoscritto da 531mila firmatari di Riparte il futuro cerca una strada ritagliando spazi di tempo e di forze tra le altre riforme in questi giorni in discussione.

Un segnale importante, quello del MoVimento, che richiama all’azione e sottolinea l’urgenza di affrontare in concreto il tema anticorruzione, e che trova il sostegno del vice-presidente della Commissione Giustizia Felice Casson, di area PD.
Resta chiara la posizione di Libera e Gruppo Abele: occorre una riforma forte, in tempi quanto più rapidi possibili, capace di potenziare sia il lato del contrasto che quello della prevenzione. Che sia ad opera del Governo o del Parlamento, poco ci cambia. Come società civile richiamiamo all’impegno concreto tutta la politica, nella consapevolezza che ogni giorno che passa è un intollerabile costo per l’economia e la società italiana.

Leonardo Ferrante

In foto alcuni senatori 5 stelle.

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Candidati trasparenti in Europa: Francesco Attademo M5S aderisce a Riparte il futuro

09/05/2014 - in election day

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Francesco Attademo, candidato alle Europee per il Movimento 5 Stelle, circoscrizione NordOvest, ha accettato di presentare la propria candidatura trasparente e di impegnarsi concretamente qualora eletto a portare avanti gli impegni chiesti dalla petizione Riparte il futuro di Libera e Gruppo Abele, già sottoscritta da oltre 100.000 cittadini.

In questa intervista ci spiega le ragioni della sua adesione e del suo impegno:


A che punto siamo con la riforma del 416ter – la rassegna stampa di #riparteilfuturo

27/03/2014 - in corruzione

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Articolo La Stampa“Qui sta il lavoro di una vita, la mia, perchè questa è l’unica strada per spezzare il legame con la mafia, in quanto chi accetta il vincolo lo fa per denaro, per un’altra utilità, ma anche mettendo se stesso a disposizione dei mafiosi”. Così il senatore Pd Giuseppe Lumia difende su La Repubblica (leggi l’articolo) il testo del 416ter approvato a maggioranza al Senato e attorno al quale si è accesa la discussione che nelle ultime ore ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari.

In particolare disaccordo con il nuovo testo della legge in contrasto al voto di scambio è Forza Italia, che ha presentato oltre 1.000 emendamenti allo scopo di rallentare il cammino della riforma. La campagna Riparte il Futuro ha chiesto vengano ritirati attraverso la petizione lampo #fatepresto che ha raccolto oltre 10.000 firme in circa 24 ore.

Su La Stampa (leggi l’articolo) di stamane si legge che “Francesco Paolo Sisto, di Forza Italia, è arciconvinto che il testo sia stato trasformato al Senato in «uno strumento liberticida». Così i deputati di Fi si sono iscritti in blocco a parlare. Il loro ostruzionismo è stato però arginato dal Pd grazie a un codicillo regolamentare: rinviato alla prossima settimana, il ddl “si potrà esaminare ad aprile, ma con tempi contingentati”.

Il M5S non ha comunque gradito la posticipazione, affermando che – anziché rimandare – l’Aula poteva continuare a lavorare sulla riforma. Intanto, il premier, Matteo Renzi, ha rassicurato sull’impegno del governo nei confronti dell’approvazione del 416ter e, come riporta L’Unità (leggi l’articolo), ha dichiarato che «Sul voto di scambio il Parlamento sta lavorando per trovare una formula migliore. L’impegno della maggioranza è che sarà approvata una legge il più velocemente possibile». Il premier lancia quasi un monito a Fi ma anche agli alleati: «Sarà un valore condiviso quando i partiti di maggioranza, ma anche di opposizione, saranno in grado di non utilizzare questi temi come temi di scontro, ma condivisione. Credo che ci arriveremo»”.

 


Il Movimento 5 Stelle presenta un disegno di legge anticorruzione

13/05/2013 - in corruzione

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Oggi Don Luigi Ciotti ha presentato al Senato la campagna di Libera e Gruppo Abele, Riparte il futuro. In qualità di rappresentante del Gruppo Parlamentare MoVimento 5 stelle ho fatto presente che abbiamo presentato come primo atto il ddl per il 416 ter, quello che si richiede nella campagna. Ho ringraziato Don Ciotti per tutta l’umanità che fino ad adesso ha regalato al nostro paese, per le grandi lotte per i beni confiscati, per tutti gli abbracci che ha regalato a tutti i familiari delle vittime innocenti della criminalità. Infine ho dato la disponibilità che Libera e il M5S possano incontrarsi in tavoli tecnici per il proseguimento dei lavori.

Così Salvatore Micillo, deputato del Gruppo parlamentare M5s, commenta su Facebook l’assemblea dei Braccialetti bianchi che si è tenuta il 7 maggio al Senato. Insieme a altri parlamentari, Micillo ha presenato venerdì scorso un disegno di legge anticorruzione che comprende la proposta di modifica dell’articolo 416 ter del Codice Penale, come richiesto dalla campagna Riparte il futuro.

Anche il vicepresidente M5S alla Camera, Luigi di Maio, pubblica un post sul suo profilo Facebook:

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Di Maio pone l’accento sul fatto che la corruzione “ci costa 60 miliardi di euro l’anno” riferendosi ai dati diffusi l’ano scorso dalla Corte dei Conti e che solo in parte quantificano il danno.


Salvatore Micillo, braccialetto bianco di Riparte il futuro, interviene all’assemblea

08/05/2013 - in corruzione

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Salvatore Micillo, deputato della commissione giustizia, è intervenuto durante la prima assemblea dei braccialetti bianchi a nome del Movimento 5 Stelle. In questa occasione ha anche dichiarato la volontà di allestire un tavolo di dialogo con Libera per i provvedimenti da prendere sui temi dell’anticorruzione.


Carinelli, Di Stefano e Montevecchi del Movimento 5 Stelle: “Ci impegniamo contro la corruzione”

25/03/2013 - in corruzione

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Abbiamo incontrato alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno aderito in fase di candidatura alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione: Paola Carinelli e Manlio Di Stefano (Camera) e Michela Montevecchi (Senato) sono tra i 276 parlamentari di tutti i partiti che si impegneranno a cambiare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso entro i primi 100 giorni di legislatura. Si tratta del primo passo per combattere in maniera efficace, grazie a un accordo trasversale intergruppo, il fenomeno che soffoca le opportunità del nostro Paese. “I 60 milardi persi in corruzione sono una questione pubblica e non soltanto un fatto per gli esperti del settore [...] Ci impegneremo perché questa tematica si asempre più stringente nelle cosiddette stanze dei bottoni” dichiara Manlio Di Stefano.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno confermato che l’anticorruzione è tra le priorità della loro agenda politica e che cercheranno di far crescere il numero degli aderenti tra le fila del Movimento. Ad oggi sono 44 su 165 i deputati e senatori del M5S che indossano il braccialetto bianco di Riparte il futuro contro la corruzione,.

 


Quando la crisi dei valori aggrava la crisi economica: chiediamo ai parlamentari di accordarsi sull’anticorruzione

04/03/2013 - in corruzione

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Il nuovo Parlamento dovrà mettere la lotta alla corruzione in cima alla’agenda delle riforme. Anzi, di più: la lotta alla corruzione potrà essere il primo punto di accordo tra le parti, che sembrano ad oggi, per altri versi, fatalmente inconciliabili. Lo si può verificare sui programmi presentati in campagna elettorale e sulla base delle ultime dichiarazioni degli eletti. “Metterei la legge anticorruzione come primo tra gli 8 punti di un ipotetico governo”, ha detto Pierluigi Bersani a Che tempo che fa.
Tra le file del Movimento 5 Stelle il messaggio è chiaro: “Punto numero uno, la legge anticorruzione“; Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia dichiara che “La grande questione della corruzione va affrontata innanzitutto sul piano culturale e con uno Stato giusto“, mentre il premier uscente Mario Monti conferma a più riprese di voler continuare sulla linea del suo mandato: proprio pochi giorni fa il governo uscente ha approvato una nuova legge sul riordino della trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni.

Gliscandali, le notizie di inchieste e processi, gli allarmi lanciati dalla Corte dei conti e i titoli che occupano le prime pagine dei giornali – “Una nuova tangentopoli” – testimoniano la necessità di prendere l’impegno di petto, sulla scia di questa ondata di cambiamento che parte dall’elettorato: la corruzione rappresenta infatti uno dei maggiori ostacoli alla ripresa economica del Paese.

Per fare il punto sulla situazione italiana – dal punto di vista politico, sociale, economico, culturale – si può consultare il Report NIS 2011 – Sistemi di Integrità Nazionale redatto da Transparency International Italia, l’associazione che opera da oltre quindici anni a livello nazionale con l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare cittadini, imprese e Istituzioni sulle cause e i costi della corruzione, diffondendo le misure di prevenzione.
Si legge nell’introduzione al rapporto:

“La fiducia che i cittadini italiani accordano alla propria classe politica, ormai prossima allo zero secondo le ultime rilevazioni dello studio di statistica del professor Mannheimer, pone l’imperativo di una seria riforma dei meccanismi attraverso cui si esplica la sovranità popolare: dal funzionamento dei partiti politici alla legge elettorale, dai meccanismi a garanzia dell’integrità dei governanti agli strumenti che ne consentono un reale controllo da parte dei cittadini. Tutto ciò deve essere ripensato e riformulato seguendo quei criteri di trasparenza, responsabilità e integrità essenziali per ricondurre la sovranità del Paese a chi, di diritto, spetta: i cittadini appunto [...] Speriamo sinceramente che questo Report e le raccomandazioni ivi contenute possano servire almeno in parte a far risollevare la testa al nostro Paese, così che torni a guardare dritto al futuro, lasciandosi finalmente alle spalle la crisi di valori che rende ineluttabile la crisi economica.”

Se anche tu sei convinto che la lotta alla corruzione debba essere il primo punto di incontro del nuovo parlamento firma subito. Siamo quasi 155.000 a chiedere che si passi dalle parole ai fatti, nello stato di emergenza in cui ci troviamo.